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Comune di Villaga

 

Descrizione

Villaga (Vilàga in veneto) è un comune italiano di circa 1.900 abitanti della Provincia di Vicenza in Veneto.

 

Territorio

- Coordinate: 45°24′N 11°32′E;

- Altitudine: 45 m s.l.m.;

- Superficie: 23,23 km²;

- Abitanti: 1.914 (31-12-2015);

- Densità: 82,39 ab./km²;

- Frazioni: Belvedere, Pozzolo, Toara;

- Comuni confinanti: Albettone, Barbarano Vicentino, Grancona, San Germano dei Berici, Sossano, Zovencedo;

- Codice postale: 36021;

- Prefisso: 0444;

- Fuso orario: UTC+1;

- Codice ISTAT: 024117;

- Codice catastale: L952;

- Targa: VI;

- Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa);

- Nome abitanti: villaghesi.

 

Origine dei nomi locali

Il nome del paese era citato come "Viraga" sia nel Regestum possessionum del Comune di Vicenza del 1262 che negli Statuti del 1275 e in vari documenti della seconda metà del secolo XIII. Il toponimo potrebbe derivare da "viridum", verde in latino, con riferimento alla verdeggiante conca al limitare dei Monti Berici in cui è posizionato il paese.

Toara potrebbe derivare da “Tovara” ed essere di origine longobarda.

 

Storia

Anticamente Villaga era chiamata col termine latino "Viraga", presente nel Regesto del 1262 e negli Statuti del 1275 e citato in vari documenti della seconda metà del secolo XIII. Secondo la tradizione, il toponimo deriva forse da "viridum", verde, riferito alla conca verde in cui si trova il paese, adagiato ai piedi dei Colli Berici.

Secondo la tradizione e alcune suggestioni (come l'intitolazione della chiesa parrocchiale a San Michele Arcangelo) le origini di Villaga potrebbero essere legate al periodo longobardo e quindi fondata dopo che Vicenza divenne sede di uno dei 36 ducati del regno longobardo. Non vi è comunque alcun documento che lo attesti.

Piuttosto curiosa è la storia della chiesa parrocchiale di Villaga, che era già parrocchiale nel secolo XIII. Il Pontefice Pio IV nell'anno 1560 tolse al vescovo di Vicenza la giurisdizione della chiesa di Villaga per affidarla all'abate del monastero di Sant'Elena degli Olivetani in Venezia. Fu perciò quest'ultimo a nominare per più di due secoli il parroco di Villaga con un cappellano in aiuto. Poi, nel 1770, il Senato della Repubblica Veneta sospese i monaci Olivetani dall'esercizio della cura parrocchiale, facendo quindi ritornare Villaga alla responsabilità dei sacerdoti diocesani vicentini.

Fino al XIII secolo Villaga risulta (sia sotto l'aspetto ecclesiastico che civile) sotto la giurisdizione di Barbarano Vicentino; la chiesa di Villaga era una cappella dipendente dalla pieve di Santa Maria Assunta di Barbarano e il paese, insieme con quello di Mossano, faceva parte della Vicinia di Barbarano.

Verso la fine del XIII secolo la giurisdizione di Barbarano venne smembrata e furono creati i tre Comuni autonomi di Barbarano, Mossano e Villaga.

Alcuni documenti di questo stesso secolo parlano di un castello, il castrum montagnagi situato in pertinentiis de Tovara, luogo identificato con Belvedere il cui toponimo sostituisce ora il più antico montagnagus; ciò è confermato da due atti pubblici successivi: uno del 1510 che risulta rogato in contratta de Belvederio domi habitationis comitis Montani que vocatur el castelo, l'altro del 1514 in cui si fa cenno ad un certo Bernardinus de castro Belvedarii.

A quel tempo il castello apparteneva al conte Montano Barbarano, la cui famiglia lo rifece completamente costruendo al suo posto, nella seconda metà del secolo XVI, una residenza più adatta alle mutate esigenze dei tempi.

In un documento del 1066 e in uno successivo del 1268, Villaga risulta compresa nella curia di Barbarano. La chiesa parrocchiale era infatti un'antica cappella della vicina pieve di Barbarano; più tardi divenne matrice della chiesa e parrocchia di Santa Lucia di Pozzolo.

A partire dal secolo XIII il territorio faceva parte dei vasti possedimenti dei Barbaran, antichi feudatari della Chiesa vicentina, tanto che tuttora lo stemma comunale riproduce quello dell'antica famiglia nobiliare vicentina, caratterizzato da un leone illeopardito con la coda biforcata e rampante di nero in un campo bianco.

Verso la metà del Trecento, durante la dominazione scaligera, il territorio di Villaga fu soggetto, sotto l'aspetto amministrativo e fiscale, al Vicariato civile di Barbarano e tale rimase sino alla fine del XVIII secolo.

Dagli atti della visita pastorale del vescovo Peruzzi, nel 1820, risulta che a Villaga era parroco da 33 anni don Antonio Broccardo, il quale aveva fatto ricostruire la chiesa, su progetto di Giacomo Fontana, ultimata nell'anno 1797. Intanto nel 1817 le proprietà della parrocchia, chiesa e canonica comprese, erano passate sotto il controllo del Demanio dello Stato, restando accordato ai parroci di Villaga il solo usufrutto del beneficio. Soltanto dopo la seconda guerra mondiale venne estinto il diritto di proprietà dello Stato sui beni parrocchiali di Villaga.

Attualmente al suo interno si conservano una pala settecentesca di San Michele Arcangelo, attribuita a Cristoforo Menarola, e un grande quadro raffigurante l'Ultima cena di Cristo, di autore cinquecentesco (probabilmente di Alessandro Maganza), restaurato nel 1969.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Sul territorio vi sono quattro chiese parrocchiali, una per ciascuna località:

- Chiesa di San Michele Arcangelo a Villaga. In origine era un'antica cappella della vicina pieve di Barbarano; il documento più antico sull'esistenza della parrocchia di Villaga è datato 1187.

- Chiesa di Santa Lucia a Pozzolo; il documento più antico è datato 1425.

- Chiesa di Sant'Antonio abate a Belvedere di Villaga; eretta nel 1444 da un Barbarano, proprietario del vicino castello, come testimonia una lapide murata nella sacrestia, dietro l'altare.

- Chiesa di San Giorgio a Toara; il nome del santo titolare della parrocchia fa pensare ad una cappella sorta nell'ambito della pieve di Barbarano, divenuta in seguito sede parrocchiale. Il documento più antico che la nomina risale al 1288.

- Oltre a queste, vi è lo storico "Eremo di San Donato", dove un tempo si trovava un antico convento, del quale rimangono tracce delle fondamenta a ridosso della parete rocciosa; l'abside dell'antica chiesa era appoggiata alla parete di roccia e unita al covolo.

L'eremo è documentato fin dal 1240; nel corso del XIII secolo fu ampliato e divenne un monastero benedettino femminile retto da una badessa. Probabilmente venne abitato fino alle soppressioni ecclesiastiche stabilite dalla Repubblica di Venezia nel XVIII secolo, quindi abbandonato e già in rovina a inizio Ottocento, secolo durante il quale tuttavia alcuni covoli riparati da muri furono adibiti a case rupestri abitate.

Fu requisito, utilizzato dalle truppe e ulteriormente danneggiato durante entrambe le guerre mondiali. Dal 1980 il gruppo Alpini di Pozzolo si fa carico del recupero dell'oratorio, dopo aver per buona parte ristrutturato i resti dell'edificio e risistemato tutto il sito del Covolo di San Donato, ora di proprietà della Parrocchia di Pozzolo, che saltuariamente apre la chiesetta per liturgie.

 

Architetture civili

- Villa Rasia Dani;

- Villa Palma Bedeschi;

- Villa Piovene Porto Godi;

- Villa Barbaran: tuttora chiamata "il castello" in ricordo dell'antico maniero che sorgeva su quest'area e ne ha fornito le fondamenta. Fu probabilmente costruita intorno al 1569 trasformando l'antico castello; di questo ne è testimone la torre merlata ancora presente. I caratteri stilistici degli elementi originari rimasti fanno pensare ad un intervento di Domenico Groppino, capomastro-architetto di scuola palladiana, presente a Toara perché chiamato dai Barbaran per l'esecuzione di alcuni lavori tra cui la chiesa, completata nel 1580. Gli stucchi, unica decorazione rimasta, sono stati attribuiti a Lorenzo Rubini. Nel 1945 subì un incendio da cui ebbe gravi danni, il rifacimento avvenuto sovvertì l'assetto originario dell'edificio.

 

Fontane e pozzi

Nel territorio di Villaga, caratterizzato da suolo carsico e spesso arido, le contrade si sono formate attorno ai luoghi in cui c'era disponibilità di acqua. Le sorgenti venivano utilizzate per attingere acqua da bere, per abbeverare gli animali, per lavare e per coltivare i terreni. Molte di queste fontane sono del tutto scomparse; di quelle restanti solo alcune conservano completamente le caratteristiche del loro utilizzo agreste, altre sono state ricostruite nel rispetto delle forme e dei materiali originari.

Nella vallata pianeggiante di Pozzolo, facilmente coltivabile ma anch'essa molto scarsa di acqua, per provvedere al fabbisogno agricolo e soprattutto per abbeverare gli animali fu necessario costruire dei pozzi nel terreno dove si raccoglieva l'acqua presente nel sottosuolo; si tratta di pozzi freatici, cioè scavati per raggiungere una falda acquifera e prelevare l'acqua dal fondo. Scavati a mano nei secoli scorsi ed eretti ai margini della piana valliva, alcuni si scorgono semplicemente percorrendo le vecchie stradine di campagna.

 

Geografia antropica

Frazioni del comune di Villaga sono Belvedere (con circa 280 abitanti), Pozzolo (con circa 200 abitanti) e Toara (con circa 120 abitanti).

Altre località o contrade sono: Fogomorto, Ferrone, Quargente, Ponte Alto, Giacomuzzi, Fornace, Calto e Bocca d'Orno.

 

Curiosità

Nel 2015 l'Amministrazione comunale ha partecipato alla costituzione della "Comunità dei Bisicoltori Veneti" per la quale l'Associazione culturale "Idee & Sapori" coordina le attività.

 

Voci correlate

- Provincia di Vicenza;

- Regione Veneto;

- Comunità dei Bisicoltori veneti;

 

Tratto da Wikipedia e dal sito del Comune di Villaga, elaborato e modificato.