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Comune di Vicenza

 

Descrizione

Vicenza (Vicensa in vicentino) è un comune italiano di 115.569 abitanti (227.226 abitanti con la cintura urbana, 377.881 con la Dynamic Metropolitan Area), capoluogo della provincia omonima nella regione Veneto.

È conosciuta come la città del Palladio, che vi realizzò numerose architetture nel tardo rinascimento, ed è un luogo d’arte tra i più importanti non soltanto del Veneto. È infatti meta di turismo culturale con flussi da ogni parte d’Italia ed anche dall’estero. Costituendo una realizzazione artistica eccezionale per i numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio, la città è stata inserita, nel 1994, tra i Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, di cui sono parte anche le ville palladiane del Veneto (dal 1996).

La città è anche un importante centro industriale e economico italiano, cuore di una provincia costellata di piccole e medie imprese il cui tessuto produttivo ha registrato nel 2007 il terzo posto in Italia per fatturato nelle esportazioni, trainate soprattutto dal settore metalmeccanico, tessile e orafo: quest'ultimo raggiunge nel capoluogo berico oltre un terzo del totale delle esportazioni di oreficeria, facendo di Vicenza la capitale italiana della lavorazione dell'oro.

 

Geografia fisica

Situata a 39 metri sul livello del mare (altitudine minima 26, massima 183), la città è cinta a sud dai Colli Berici e ad ovest dalle Prealpi. Il nucleo storico della città sorge alla confluenza del fiume Bacchiglione con il suo affluente Retrone (entrambi i fiumi percorrono la città da nord a sud), anche se la cinta muraria medievale comprende zone oltre le sponde di entrambi i fiumi. Altri fiumi che lambiscono Vicenza sono l'Astichello (zona nord), il Tesina (zona est) e il torrente Orolo (zona nord-ovest).

Il territorio comunale comprende non solo il nucleo urbano, che si è notevolmente espanso nel corso del Novecento, ma anche delle zone di campagna in periferia e la zona di Monte Berico, che domina la città dall'alto.

Per quanto riguarda la sismicità, il capoluogo berico è stato classificato come una zona sismica di grado 3 su 4 ovvero a rischio sismico basso (Ordinanza PCM 3274 del 20/03/2003).

 

Clima

Vicenza ha un clima semicontinentale con inverni piuttosto freddi e umidi, le estati sono invece calde e afose. Effetti positivi hanno le colline e le montagne che, molto spesso, riescono a bloccare le perturbazioni. La città ricade nella Fascia Climatica E con 2371 gradi giorno. Per questo motivo l'accensione degli impianti termici è consentita fino ad un massimo di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile. Mediamente la durata del giorno è di dodici ore e sedici minuti, con punta minima a dicembre (otto ore e quarantanove minuti) e massima a giugno (quindici ore e quaranta minuti).

 

Comuni confinanti

Altavilla Vicentina, Arcugnano, Bolzano Vicentino, Caldogno, Costabissara, Creazzo, Dueville, Longare, Monteviale, Monticello Conte Otto, Quinto Vicentino, Torri di Quartesolo.

 

Frazioni

Il comune di Vicenza classifica come frazioni le seguenti zone:

Anconetta, Bertesina, Bertesinella, Campedello, Borgo Casale, Debba, Longara, Maddalene, Ospedaletto (frazione divisa tra il capoluogo e il Comune di Bolzano Vicentino), Polegge, San Pietro Intrigogna, Santa Croce Bigolina, Sant'Agostino (parte sotto il Comune di Vicenza, parte sotto quello di Altavilla Vicentina e parte sotto il Comune di Arcugnano), Tormeno e Settecà.

 

Storia

«Un luogo benedetto dal cielo, uno di quei nidi preparati dalla natura per la nascita dell'arte italiana.»

 

(Louis Courajod, storico dell'arte francese, fondatore dell'École du Louvre)

 

Dalle origini all' epoca medievale

È possibile tracciare la sua fondazione da parte prima degli Euganei e poi dei Paleoveneti attorno al II-III secolo a.C.: i Galli certamente la occuparono in epoca successiva, dominandola fino al 157 a.C., anno in cui fu annessa a Roma. Fu chiamata Vicetia o Vincentia e ottenne la cittadinanza nel 49 a.C. Il Museo naturalistico e archeologico di Santa Corona conserva reperti risalenti alle origini della città.

Durante l'impero la città prosperò sotto Adriano; risalgono alla dominazione romana il Teatro Berga e l'acquedotto Lobia ed è possibile identificare nell'attuale Corso Palladio il decumano massimo che tagliava la città da est a ovest. I reperti trovati presso Piazza delle Erbe e Piazza Biade permettono di identificare questi luoghi come la sede originaria del Foro. Fu devastata successivamente dai Barbari (in particolare Eruli), ma risorse coi Goti nel 489 e fiorì sotto i Longobardi prima, e i Franchi poi. Vi trovarono sede molti benedettini che si occuparono, tra l'altro, della bonifica del territorio. La città in origine sorgeva infatti su un terreno acquitrinoso e subito a nord confinava con un lago che andò progressivamente prosciugandosi durante l'epoca medievale. La presenza di due corsi d'acqua (gli attuali Bacchiglione e Retrone) e la scarsa elevazione del terreno favorì il verificarsi di frequenti alluvioni fino ad epoche recenti.

 

Toponimo

Pare che il primo nome dato dai Veneti alla città sia stato Berga, nome ricordato anche nel primo teatro romano costruito in città che si chiamava appunto Teatro Berga. Certa è, invece, la denominazione assunta in epoca romana: Vicetia o Vincentia o ancora Vicentia. Nel Secolo XI si arriva a Vicencia fino all'odierna Vicenza. L'origine del nome può essere fatta risalire al latino vincens (vincente) o al greco Oniketia (terra dei Veneti). Strabone la chiama anche Ucetia mentre Claudio Eliano la cita col nome di Bitetia.

 

L'alleanza con la Serenissima

Dal 1404 al 1797, dandosi spontaneamente a Venezia (come fecero altre città venete e lombarde) entrò a far parte della Repubblica Serenissima Veneta con la sua capitale o dominante Venezia. Seguirono quattro secoli di pace e benessere, in cui le arti raggiunsero livelli eccelsi e l'economia prosperò.

Il Cinquecento fu il secolo del grande architetto tardo-rinascimentale Andrea Palladio, che lasciò in eredità a Vicenza e al mondo intero un insostituibile patrimonio costituito soprattutto di ville e palazzi. Tra le opere principali la Basilica Palladiana nella centrale Piazza dei Signori, il Teatro Olimpico, Palazzo Chiericati e Villa Capra detta la Rotonda posta appena fuori dall'abitato. La tradizione palladiana venne continuata da Vincenzo Scamozzi e da altri architetti fino al XVIII secolo.

 

Sotto l'Impero Austriaco, il 1848 e l'eroica difesa di Vicenza

Nell'Ottocento, dopo la caduta di Napoleone, la città passò all'Impero Austro-Ungarico. Nel 1848 in tutto il Nord Italia iniziarono violenti tumulti per scacciare gli austriaci. Dopo Milano (con le sue cinque giornate) e Venezia anche a Vicenza iniziarono i primi tumulti popolari. Informato di quanto stava accadendo, il maresciallo Josef Radetzky attaccò la città il 23 maggio 1848 con la precisa intenzione di mettere a tacere ogni tentativo di insurrezione. I vicentini e le truppe pontificie giunte in soccorso e guidati dal comandante Giovanni Durando, riuscirono a bloccare gli austriaci facendoli ritirare a Verona. La notizia dell'eroica impresa fece il giro delle città insorte. Il 10 giugno Radeztky attaccò nuovamente la città con 30.000 soldati e 50 cannoni. La sproporzione era enorme (a difendere la città erano in 11.000 tra volontari e soldati): gli austriaci riuscirono a prendere Monte Berico, posizionando i cannoni sul colle che domina la città; Vicenza era ormai indifendibile. Radeztky però rimase impressionato dal coraggio e dalla caparbietà dei difensori berici e li fece ritirare con l'onore delle armi e senza prendere prigioniero nessuno. Successivamente la città prese parte al Regno Lombardo-Veneto, per unirsi nel il 21 giugno 1866 al Regno d'Italia, in seguito alla terza guerra d'indipendenza che la liberò dagli austriaci. Nell'ottobre dello stesso anno il Re Vittorio Emanuele II, giunge a Vicenza per la prima volta e, la premia con la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

 

La Seconda Guerra Mondiale

Se durante la Prima guerra mondiale si combatté in gran parte nella provincia, la Seconda guerra mondiale colpì anche la città, che fu gravemente danneggiata dai bombardamenti alleati. Iniziati la notte di Natale del 1943 i bombardamenti proseguiranno fino alla primavera del 1945.
Il 2 aprile del 1944 vengono distrutti il Teatro Verdi, il Teatro Eretenio (considerato una piccola Fenice) e l' Auditorium Canneti. Viene miracolosamente salvato il Teatro Olimpico, che sorge a pochi passi dall'Auditorium.

Tra il 17 e il 18 novembre] 1944 gli alleati decidono di colpire l'Aeroporto di Vicenza. L'uso delle bombe a spillo si ripercuote però sul popoloso quartiere di San Bortolo, all'interno del quale sorge anche l'omonimo ospedale. I morti saranno più di 500 solo in quelle giornate.

Il 28 febbraio 1945 è la volta della zona della stazione e di Campo Marzo (già colpito il 4 gennaio) che da parco si trasforma in autentico cratere lunare.

Il 18 marzo 1945 una bomba colpisce la Basilica Palladiana, uno dei monumenti simbolo della città. La cupola a carena di nave rovesciata collassa, la Torre Bissara viene mozzata e solo grazie al veloce intervento dei cittadini si riesce ad evitare che l'incendio che scoppia all'interno della Basilica la distrugga completamente.

Dopo 53 incursioni aeree e 30 bombardamenti, gli americani entrano a Vicenza il 26 aprile 1945. É la fine delle ostilità.

I danni economici subiti dall'economia vicentina ammontano ad 8 miliardi di lire (circa 170 milioni di euro attualizzati). Solo le aziende municipali AIM contano danni per 90 mila euro attualizzati.

Monumenti come i teatri Verdi ed Eretenio sono ridotti a macerie e non verranno più ricostruiti. Il sacrificio della città verrà premiato nel 1995 dal Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro con una seconda (dopo quella del 1866) Medaglia d'Oro al Valor Militare.

 

Storia contemporanea

Nel dopoguerra a partire dagli anni cinquanta un forte sviluppo economico ed industriale ne ha fatto una delle città più ricche d'Italia.

Già nel 1946 si inaugura la Fiera Campionaria nei nuovi padiglioni della Fiera di Vicenza ai Giardini Salvi, vengono ristrutturati gli edifici pubblici, costruite nuove struttura per la città, nascono nuovi quartieri residenziali, nel 1964 viene aperto il tratto berico dell' Autostrada A4. Negli anni '70 inizia a concretizzarsi la nuova Zona Industriale Ovest con la nuova sede della Fiera. Vicenza diventa la capitale mondiale per la lavorazione dell'oro, la terza provincia italiana per esportazioni.

 

Simboli

«Di rosso alla croce d'argento»

 

(Descrizione araldica dello stemma del comune di Vicenza).

 

Lo stemma del Comune di Vicenza è costituito da uno scudo rosso, a cui è sovrapposta una croce argento o bianca (nello stemma attuale la croce è argento ma nella bandiera comunale è bianca). Lo scudo è sovrastato dalla corona patriziale veneta. Le due medaglie oro, conferite alla città nel 1866 e nel 1995, sono appese al nastro azzurro al decusso dei rami di quercia e d'alloro, posti sotto lo scudo.

La città di Vicenza è l'unico comune italiano che, al posto di un proprio gonfalone, può fregiarsi della Bandiera Nazionale con, al centro, il simbolo della città.

Questa fu adottata nella seduta del Consiglio Comunale del 5 novembre 1866 per ricordare la battaglia di Monte Berico del 1848. Poche settimane prima infatti il re Vittorio Emanuele II era giunto in città per appuntare al gonfalone cittadino la medaglia d'oro al valor militare, guadagnata con le battaglie del 1848. Patriotticamente la città (annessa da poco al Regno d'Italia) si presentò con il Tricolore (ovviamente nella forma monarchica, con lo stemma sabaudo al centro) come proprio gonfalone. Inizialmente indistinguibile dalla bandiera nazionale, con l'avvento della Repubblica Italiana al posto dello stemma sabudo al centro, è stato sostituito lo stemma comunale. Vicenza è anche l'unica città italiana a detenere la propria bandiera decorata delle due Medaglie d'Oro al Valor Militare che sono appuntate alla stessa, alla stregua di una bandiera di guerra.
Oggi la bandiera di Vicenza sventola in Piazza dei Signori e nel Piazzale della Vittoria di Monte Berico.

 

Monumenti e luoghi di interesse

Architetture civili

- Basilica Palladiana: Riedificata a partire dal 1549 dal Palladio è il più celebre edificio pubblico. Affacciato su Piazza dei Signori, costituiva già nel Medioevo il fulcro di attività non solo politiche (consiglio cittadino, tribunale) ma anche economiche. All'edificio originario, realizzato in forme gotiche, Palladio aggiunse le sue logge classicheggianti in pietra bianca, risolvendo i difficili problemi statici e adottando, grazie all'uso della serliana, un ingegnoso stratagemma per nascondere le differenti distanze tra i pilastri ereditate dai precedenti cantieri. L'ambiziosa copertura a carena di nave rovesciata, ricoperta da lastre di rame, in parte sollevata da grandi archivolti e risalente a metà Quattrocento, fu distrutta durante un bombardamento nella seconda guerra mondiale e ricostruita; è ora oggetto di un sofisticato restauro iniziato nel 2007 la cui conclusione è prevista per il 2012.

A fianco della Basilica svetta la Torre Bissara, edificata a partire dal XII secolo, tuttora uno degli edifici più alti di Vicenza.

- Teatro Olimpico: Iniziato nel 1580 quale ultimo progetto di Palladio e finito dall'allievo Vincenzo Scamozzi, è il primo esempio di teatro stabile coperto dell'epoca moderna. Fu ultimato postumo limitatamente alla cavea completa di loggia e al proscenio. Scamozzi disegnò le scene lignee, di grande effetto per il loro illusionismo prospettico e la cura del dettaglio, che si possono tuttora ammirare. Fu inaugurato il 3 marzo 1585 con la rappresentazione dell'Edipo re di Sofocle ed è tuttora utilizzato.

- Palazzo Chiericati: Oggi pinacoteca civica, fu costruito tra il 1550 e il 1680 sempre da Palladio come residenza privata nobiliare. Il grande palazzo, sito in piazza Matteotti, è costituito da un corpo centrale con due ali simmetriche leggermente arretrate, dotate di grandi logge al livello del piano nobile. L'armonica facciata è strutturata in due ordini sovrapposti, soluzione fino ad allora mai utilizzata per una residenza privata di città, con un coronamento di statue. Ubicata laddove un tempo confluivano il Bacchiglione e il Retrone, l'architetto la rialzò per evitare esondazioni.

- Palazzo Valmarana: Sito in corso Fogazzaro, la facciata di palazzo Valmarana è una delle realizzazioni palladiane più straordinarie e insieme singolari. Per la prima volta in un palazzo, un ordine gigante abbraccia l'intero sviluppo verticale dell'edificio: si tratta di una soluzione che prende origine dalle sperimentazioni palladiane sui prospetti di edifici religiosi. Sulla facciata di palazzo Valmarana appare evidente la stratificazione di due sistemi: l'ordine gigante delle sei paraste composite si sovrappone all'ordine minore di paraste corinzie, in modo tanto più evidente ai margini dove la mancanza della parasta finale rivela il sistema sottostante, che sostiene il bassorilievo di un soldato con le insegne Valmarana.

- Palazzo Leoni Montanari: Palazzo sito in contrà Santa Corona, del 1678 e completato nella prima metà del Settecento, è un edificio barocco eretto laddove i Leoni Montanari già possedevano i propri stabili, accogliendo sale per la filatura della seta, decorato con affreschi da Paolo Pagani con episodi della mitologia greco-romana. Nel XVIII secolo subì una rivisitazione in stile neoclassico. Ospita attualmente un museo privato (di proprietà del gruppo bancario Intesa Sanpaolo) in cui sono esposti alcuni capolavori della pittura veneta e una collezione di icone russe.

- Palazzo Barbaran Da Porto: La fastosa residenza per il nobile vicentino Montano Barbarano è il solo grande palazzo di città che Andrea Palladio riuscì a realizzare integralmente. Si trova in contrà Porti ed è stato realizzato fra il 1570 e il 1575È attualmente la sede del Museo Palladio e del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio (CISA).

- Palazzo Porto: Sito in Contrà Porti, è uno dei due palazzi progettati in città da Palladio per la famiglia dei Porto (l'altro è Palazzo Porto Breganze); commissionato dal nobile Iseppo da Porto, appena sposatosi (1544 circa), l'edificio vede una fase piuttosto lunga di progettazione ed ancor più lunga - e travagliata - nella sua realizzazione, rimasta in parte incompiuta.

- Palazzo Porto Breganze: Collocato in piazza Castello, è un palazzo nobiliare di Vicenza progettato nel 1571 circa per Alessandro Porto, attribuito ad Andrea Palladio e rimasto incompiuto. La sezione di palazzo è l'evidente testimonianza dell'esito sfortunato di un cantiere palladiano. Alla sinistra del frammento è chiaramente visibile la vecchia casa quattrocentesca della famiglia Porto, che era destinata ad essere progressivamente demolita con l'avanzare del cantiere del nuovo palazzo, cosa che evidentemente non avvenne a causa della prudenza del committente.

- Loggia del Capitanio: È un palazzo di Andrea Palladio che si affaccia sulla centrale Piazza dei Signori, di fronte alla Basilica Palladiana. Fu decorato da Lorenzo Rubini ed altri. Il palazzo fu progettato nel 1565 e costruito dal 1571 al 1572 come residenza per il rappresentante della Repubblica di Venezia in città. Oggi è sede del consiglio comunale.

- Casa Pigafetta: Edificata nel 1440, fu dimora di Antonio Pigafetta, che la rielaborò nel 1481 fino ad assumere le sembianze attuali. È un raro esempio di gotico fiorito, con singolari partiture decorative incentrate sul motivo a torciglione. Le porte laterali sono trilobate, in arabesco. Il portale rinascimentale è affiancato da un motto che allude allo stemma di famiglia.

- Palazzo Valle – Marchesini – Sala: È situato in Contrà Busa San Michele. Dotato di cortile, di ampio giardino interno e di scuderie, fu fatto costruire nella seconda metà del XVII secolo dal Conte Ottaviano Valle che nel dicembre 1708 ospitò il re di Danimarca Federico IV. Nel XVIII secolo il conte Giorgio Marchesini, affiliato alla Massoneria, vi stabilì qui la loggia nel 1735 e fece affrescare il pano nobile a Giambattista Tiepolo e a suo figlio Giandomenico Tiepolo che vi rappresentarono simboli massonici e varie immagini allegoriche (alcune di queste, staccate nel XIX secolo, sono ora al Metropolitan Museum di New York ). Il quadraturista degli affreschi tiepoleschi fu Girolamo Mengozzi Colonna . Il palazzo fu proprietà dei conti Raselli nel XIX secolo e della famiglia Sala dal 1899 al 1980. Fu restaurato fra il 1982 e il 1986.

- Arco delle Scalette: È un arco celebrativo situato in piazzale Fraccon e costruito nel 1595, il cui progetto è stato attribuito all'architetto Andrea Palladio (1576 circa). Segna l'inizio di uno dei percorsi di salita al Santuario della Madonna di Monte Berico (sorto ai primi del Quattrocento), quello costituito appunto dalle Scalette, 192 gradini suddivisi in rampe e che rappresentava l'unico punto di accesso dalla città al santuario prima della realizzazione, a metà Settecento, dei portici di Francesco Muttoni.

- Villa Almerico Capra detta la Rotonda: Costruita da Andrea Palladio a partire dal 1566 circa a ridosso della città, è una innovativa villa suburbana originariamente intesa per funzioni di rappresentanza, ma anche come tranquillo rifugio di meditazione e studio. È uno dei primissimi esempi dell'applicazione di una pianta centrale ad un edificio privato. Consiste di un edificio quadrato, completamente simmetrico ed inscrivibile in un cerchio perfetto. Ognuna delle quattro facciate identiche è dotata di un avancorpo con loggia da cui si accede alla sala centrale, sormontata da una cupola (conclusa da Scamozzi). Anche nell'apparato decorativo sono inseriti elementi formali destinati a suggerire un senso di sacralità. Sita sopra la cima tondeggiante di un piccolo colle accanto a Monte Berico, la sua pianta è ruotata di 45 gradi rispetto ai punti cardinali per consentire ad ogni stanza un'analoga esposizione solare.

- Villa Valmarana "Ai Nani": È situata alle pendici di Monte Berico. Proprietà della famiglia nobiliare dei Valmarana, è ancor oggi in parte abitata dalla famiglia. Il suo soprannome è dovuto alle sculture in pietra rappresentanti dei nani, un tempo sparsi nel parco, oggi allineati sul muro di cinta. La villa si trova a poche centinaia di metri dalla Rotonda di Palladio.

- Villa Trissino: Sita in viale Cricoli a è una villa veneta appartenuta all'umanista Giangiorgio Trissino e tradizionalmente legata alla figura dall'architetto Andrea Palladio. La tradizione vuole infatti che proprio qui, nella seconda metà degli anni 1530, il nobile vicentino Giangiorgio Trissino (1478-1550) incontri il giovane scalpellino Andrea di Pietro impegnato nel cantiere della villa. Intuendone in qualche modo le potenzialità e il talento, Trissino ne cura la formazione, lo introduce all'aristocrazia vicentina e, nel giro di pochi anni, lo trasforma in un architetto cui impone l'aulico nome di Palladio.

 

Architetture religiose

Alcune delle principali chiese storiche di Vicenza:

- Cattedrale di Santa Maria Annunciata: Costruita in più fasi, cupola e portale laterale settentrionale sono di Andrea Palladio che, molto probabilmente, redige un disegno complessivo, che tuttavia viene messo in esecuzione in due fasi: dal 1558 al 1559 si imposta il cornicione sopra le finestre e si realizza il tamburo, e dal 1564 al gennaio 1566 si pone in opera la cupola. La caratteristica forma della lanterna, astratta e priva di decorazione, viene replicata sulla sommità delle cupole di San Giorgio Maggiore a Venezia, in elaborazione negli stessi anni, ed è presente anche in alcune ricostruzioni palladiane di templi antichi a pianta centrale, come il Mausoleo di Romolo sulla via Appia.

- Santuario della Madonna di Monte Berico: Realizzato in due tempi, prima nel 1428, poi concluso nel 1703 da Carlo Borella, è costituito da due chiese risalenti a due epoche diverse: la prima di stile gotico, la seconda una basilica in stile classico e barocco. All'interno del convento annesso è visibile il dipinto La cena di San Gregorio Magno di Paolo Veronese. Il campanile, del 1826, fu disegnato da Antonio Piovene. La costruzione commemora le due apparizioni della Madonna ad una pia donna vicentina, Vincenza Pasini, che abitava in un paesello della provincia, e la liberazione della città da una terribile pestilenza.

- Basilica dei Santi Felice e Fortunato: Eretta nel X secolo, è una basilica paleocristiana inizialmente rettangolare, poi raddoppiata e divisa in tre navate. I benedettini, a seguito delle invasioni ungare, edificarono un nuovo battistero e l'abside semicircolare, aggiungendo il campanile e il rosone, nonché una sequenza di archetti ciechi e una croce bizantina in facciata. Fu ricostruito un secolo dopo la distruzione, per volere del vescovo Rodolfo e con il contributo dell'imperatore Ottone II.

- Chiesa di San Lorenzo: Situata nella centrale piazza San Lorenzo, lungo corso Fogazzaro, è un'antica chiesa romanica.

- Chiesa di Santa Corona: Eretta nel Duecento per volontà del beato Bartolomeo di Breganze, vescovo di Vicenza, per conservare una delle spine della corona di Cristo, è una delle più antiche e importanti della città e vi è collocata la Cappella Valmarana progettata dal Palladio, che fu sepolto nella stessa chiesa.

- Chiesa di Santa Maria Nova: Edificata alla fine del Cinquecento, rappresenta l'unica architettura religiosa progettata e costruita dal Palladio nella città, a parte la cappella Valmarana e i limitati interventi nella cattedrale.

- Chiesa di Santa Maria dei Servi: Situata in piazza Biade, una piccola piazza attigua a piazza dei Signori, la sua costruzione fu iniziata ai primi del Quattrocento dall'ordine dei Servi di Maria. Il portale della chiesa venne eseguito dalla bottega presso cui lavorava Andrea Palladio all'inizio della propria carriera e costituirebbe una delle sue primissime opere.

- Oratorio di San Nicola da Tolentino: Finito nel 1678 su commissione dell'omonima confraternita, è una cappella che ospita un ciclo di tele incentrate sulla vita del Santo, tra i massimi vertici del misurato barocco vicentino.

- Chiesa di Santa Maria in Araceli: Costruita nel Seicento in stile barocco su di un precedente convento, ha dato il nome all'omonimo quartiere di Vicenza ed è attribuita all'architetto Guarino Guarini. Ha una pianta centrale.

- Chiesa di San Marco in San Girolamo: Costruita in forme barocche nel Settecento dai Carmelitani Scalzi su una precedente chiesa e convento dei Gesuati, era dedicata a San Girolamo e Santa Teresa d'Avila. Dopo l'abolizione napoleonica degli ordini religiosi e dei relativi conventi, divenne nel 1810 la chiesa di San Marco, una delle più antiche parrocchie della città.

 

Le piazze

- Piazza dei Signori: Si tratta della piazza principale della città, il cui toponimo si ritrova anche in altre diverse piazze dei capoluoghi veneti. Il nome è dovuto al fatto che, da sempre, la piazza è stata il cuore pulsante del governo cittadino vista la presenza del Palazzo della Ragione (nel caso di Vicenza, la Basilica Palladiana) dove veniva amministrata la giustizia e della Loggia del Capitanio, sede del rappresentante della Repubblica di Venezia in città. Nella piazza, di forma rettangolare, si trovano, oltre che la Basilica e la Loggia, anche la torre Bissara, torre civica cittadina (uno dei più alti palazzi del capoluogo) il Palazzo del Monte di Pietà, la Chiesa di San Vincenzo, (dedicata al patrono secondario della città) e due colonne, una con il Leone di San Marco, una con il Redentore.

- Piazzetta Palladio: Piccola piazza verso il lato sinistro della Basilica facente parte del Sistema Piazze, anticamente si chiamava piazzetta della Rua (una macchina in legno portata a braccia attraverso le vie del centro storico con la quale i vicentini festeggiavano le varie ricorrenze). Il nome attuale è dovuto invece alla presenza di una statua dedicata ad Andrea Palladio opera dello scultore Vincenzo Gajassi.

- Piazza delle Erbe: Situata ad un livello più basso di Piazza dei Signori, è così chiamata perché in passato, e ancor oggi, era sede del mercato ortofrutticolo e floreale. Oggi è una delle piazze più in voga per il rito dello spritz, nonostante, a causa dei lavori di ristrutturazione della Basilica, sia in buona parte chiusa. La piazza (dominata dal lato sud della Basilica), ospita anche una torre duecentesca che in passato era usata come prigione e luogo di tortura (vi venne imprigionato anche Silvio Pellico) chiamata, per questo, Torre del girone o del tormento. La torre è unita alla Basilica Palladiana da un arco, detto degli Zavatteri, risalente al 1494 e così chiamato perché sotto di esso si teneva un tempo il mercato delle scarpe e delle ciabatte (zavatte in dialetto antico).

- Piazza Biade: Piazza posta sul lato destro della Basilica, si chiama così perché, fin dal 1262, si teneva il mercato dei cereali e delle sementi. In fondo ad essa, sulla sinistra si trova la Chiesa di Santa Maria in Foro, detta dei Servi perché la sua costruzione fu iniziata all'inizio del Quattrocento dall'ordine dei Servi di Maria. La piazza ospita oggi il palazzo degli Uffici Comunali per il pubblico ed alcuni assessorati in un edificio costruito dopo la seconda guerra mondiale. Dopo diverse polemiche per l'utilizzo della piazza come parcheggio per auto comunali (sia del comune di Vicenza con i suoi assessorati, sia di altri comuni che vi stazionano per recarsi alla vicine sedi di Provincia e Prefettura), la piazza è stata pedonalizzata.

- Piazza Garibaldi: in realtà una via (contrà Garibaldi) secondo lo stradario civico, è conosciuta anche come piazza delle Poste per la presenza dell'edificio sede delle Poste Italiane (uno degli esempi di architettura razionalista italiana), la piazza ospita una moderna fontana (la Fontana dei Bimbi) del 1984, con sculture in bronzo di Nereo Quagliato. Si tratta dell'altra piazza nelle vicinanze della quale si svolge il rito dello spritz.

- Piazza Duomo: È la piazza in cui trova sede il palazzo vescovile (con il Museo Diocesano) e la cattedrale cittadina. Sulla sinistra si trova il campanile del Duomo, di stile romanico, staccato dalla Cattedrale, mentre sul lato sud della piazza troviamo l'accesso al criptoportico romano, sotto il livello stradale, dove nel I secolo sorgeva una villa romana. Al centro della piazza nel 1880 fu eretta una statua di Vittorio Emanuele II, ad opera di Augusto Benvenuti.

- Piazza Matteotti: Chiamata in passato piazza dell'Isola (perché era una piccola isola circondata dalle acque del fiume Bacchiglione) e piazza Vittorio Emanuele (in epoca fascista), è dominata da Palazzo Chiericati, sede della Pinacoteca e del Museo Civico, e dall'ingresso al Teatro Olimpico, altro gioiello palladiano.

- Piazzetta Santo Stefano: Piccola pizzetta con due palazzi, Palazzo Sesso Zen Fontana del XIV secolo e Palazzo Negri de Salvi del XV, oltre alla chiesa di Santo Stefano, che un tempo era una delle sette cappelle cittadine e che fu ridisegnata alla fine del 600.

- Piazza San Lorenzo: Ospita l'ottocentesco monumento al poeta vicentino Giacomo Zanella e il barocco Palazzo Repeta, attuale sede provinciale della Banca d'Italia. La chiesa (che sorge sul lato opposto al palazzo) è, assieme a quella di Santa Corona, uno degli esempi più rappresentativi del gotico sacro in città e fu costruita dai frati francescani minori nel XIII secolo. La piazza (recentemente riqualificata con l'arretramento della statua e la creazione di una fontana a terra con giochi d'acqua) ha segnato e continua a segnare le giornate di molti giovani vicentini che l'attraversano per recarsi ai vicini licei Pigafetta e Lioy. Fino a qualche anno fa era famosa per essere la piazza "nera" della città, punto d'incontro per molti giovani di destra sul modello di Piazza San Babila a Milano.

- Piazza Castello: Piazza opposta a piazza Matteotti, ospita diversi palazzi palladiani come Palazzo Porto, Palazzo Thiene Bonin Longare, sede della Confindustria di Vicenza, Palazzo Piovini e il torrione medioevale di Porta Castello.

- Piazzale della Vittoria: Grande piazzale panoramico situato a Monte Berico, che permette di avere una vista di buona parte della città, con le montagne da sfondo. Sempre gremito (specialmente durante le celebrazioni al Santuario della Madonna di Monte Berico, patrona della città) durante le sere d'estate è la meta delle passeggiate lungo i portici di viale X giugno, nonché di numerosi concerti all'aperto.

 

I ponti

- Ponte Pusterla: Ponte che vi si accede da contrà San Marco o da Contrà Vittorio Veneto il cui nome significa piccola porta. È una struttura a tre archi in origine fabbricata in legno, sostituito poi nel 1231 con la pietra. Qui si trovava una porta d'ingresso alla città, ritenuta però di secondaria importanza, e abbattuta nel 1820 per facilitare i collegamenti con il centro. Restaurato nel 1444 e ancora nel 1640, il ponte fu allargato nel 1928 per esigenze di traffico. Vi scorre il fiume Bacchiglione. Il ponte è temporaneamente trasitabile solo dai pedoni e bici a causa dei danni subiti dall' alluvione che ha colpito la città il 1 novembre 2010.

- Ponte degli Angeli: Ponte che sorge nelle vicinanze di Piazza Matteotti, deve il suo nome alla presenza di una colonna sopra la quale vi è la statua di un angelo posta sulla rotatoria di piazza XX settembre. Palladio, tra il 1555 ed 1560 ne aveva predisposto un progetto di restauro. Alcuni secoli dopo, nel 1889, il manufatto fu completamente demolito perché ritenuto ostacolo allo scorrere del fiume Bacchiglione, e sostituito con una struttura in ferro che collegò le due sponde fino al secondo dopoguerra, dopodiché il ponte fu rafforzato con cemento armato.

- Ponte Furo: Una delle più suggestive immagini di Vicenza si può ammirare proprio da questo ponte: il fiume Retrone che si snoda attraverso gli edifici e sullo sfondo la Basilica affiancata dalla Torre cittadina è infatti uno degli scorci più belli della città. Il ponte sorge nei pressi del punto in cui la roggia Seriola confluisce nel Retrone dove, un tempo, esisteva la Barriera Eretenia, uno degli ingressi più importanti della cinta che delimitava la città.

- Ponte delle Barche: Sorge nel quartiere centrale delle Barche,e si tratta del più antico dei ponti vicentini, con tre archi sostenuti da pilastri a grossi blocchi di pietra. La struttura, presenta delle arcate molto basse, tali per cui molto spesso, in caso di forti piogge, il Retrone arriva a superare gli archi, allagando il ponte.

- Ponte San Michele: Romantico ponte costruito nel seicento sul modello dei ponti veneziani. Il nome deriva dal convento e dalla chiesa romanico-gotica di San Michele, il primo ricco di arte ed eretto nel duecento dai frati agostiniani, purtroppo demolito nel secolo scorso per dare nuovi spazi alla città, la seconda distrutta invece in epoca napoleonica. È attraversabile solo pedonalmente.

- Ponte San Paolo: Ponte che dall'omonima contrà porta in piazza delle Erbe. Recentemente, dopo una piena del fiume, sono emersi alcuni scivoli di carico e scarico usati dalla imbarcazioni che risalivano il Retrone e trasportavano le merci fin sotto il Ponte San Paolo, attiguo alla zona in cui si svolge il mercato cittadino. Storicamente, sembra che questi scivoli risalgono all'epoca medioevale e che abbiano avuto grande importanza per Vicenza, dove il trasporto fluviale era molto in uso fino al Settecento.

- Ponte Novo: In origine Ponte delle Convertite per la sua vicinanza ad un monastero in cui venivano accolte giovani donne desiderose di avvicinarsi alla vita religiosa, di recente ristrutturato, collega la parte nord della città con la zona di Corso Fogazzaro. Fino ad alcuni decenni or sono, quando le acque del fiume erano balneabili, i giovani vicentini usavano tuffarsi da questo ponte per un bagno.

 

Vie centrali

- Corso Palladio: È la strada cuore di Vicenza, la via dei negozi, sempre affollato per le ormai note Vasche in Corso. La strada si è mantenuta inalterata fin dall'epoca romana, quando fungeva da decumano massimo della Vicetia di allora. Si estende per circa mezzo chilometro, da Piazza Castello a Piazza Matteotti, e rappresenta una vera e propria galleria di chiese e di palazzi prestigiosi che vi si affacciano, in buona parte firmati dal Palladio. È totalmente pedonalizzato, come diverse altre vie limitrofe.

- Corso Fogazzaro: Ricalca il tracciato di uno dei cardi minori della città romana e taglia il settore nord-occidentale del centro storico a partire dall'incrocio con corso Palladio. Lungo 630 metri (fino alla porta Santa Croce), il corso è intitolato ad Antonio Fogazzaro, uno dei più celebri scrittori vicentini, autore di romanzi come Malombra, Piccolo mondo antico e Piccolo mondo moderno, nei quali viene descritta la società provinciale a cavallo tra l'Ottocento e il Novecento.

- Contrà Porti: La via fu uno degli assi da cui partì il rinnovamento edilizio del XV secolo e sul quale si innestarono anche gli interventi palladiani. Lungo la strada si trovano Palazzo Iseppo Da Porto (che ospita, all'interno, ambienti affrescati da Giambattista Tiepolo), Palazzo Porto Colleoni, Palazzo Porto Breganze. Sempre opera del Palladio è il maestoso Palazzo Barbaran Da Porto, del 1569, sede del Centro internazionale di Studi palladiani, che fronteggia l'ala quattrocentesca di Palazzo Thiene.

 

Aree verdi in città

Oltre ai classici parchetti di quartiere in città esistono numerose aree verdi, alcune storiche (Campo Marzo e Giardini Salvi) altre di recente istituzione (Parco del Retrone, Parco Fornaci). Tutti i parchi, le aiuole e le piante di Vicenza sono curate da Valore Città AMCPS. I parchi più importanti della città sono:

- Campo Marzo: È la più grande area verde della città, la più antica ad essere di proprietà comunale ed una delle poche ad essere priva di limitazione degli orari d'accesso (il parco è privo di recinzioni). Sorge alle pendici di Monte Berico, a ridosso della stazione ferroviaria. Diviso in due settori da viale Roma, questo parco presenta, nella parte ovest, una serie di vialetti che cingono alcune statue (una ad Antonio Pigafetta, una ad Antonio Fogazzaro) e il grande parco giochi di via dell'Ippodromo, e dalla parte est il caratteristico viale Dalmazia (completamente riqualificato in anni recenti) dove, a settembre, vengono collocate le giostre per la festa della Santa Patrona.

- Giardini Salvi: Questo piccolo giardino (aperto dal 1909) adiacente alle mura di piazza Castello, in pieno centro, presenta una ricca vegetazione, un andamento sinuoso dei suoi viali, che si snodano tra fontane e statue, costeggiando la roggia Seriola. Importanti sono la presenza della loggia Longhena e loggia Valmarana, entrambe in stile palladiano. Da alcuni anni, nei Giardini, si tengono i mercatini natalizi. Oggetto di una radicale riqualificazione tra il 2008 e il 2009, oggi il giardino presenta anche un percorso adatto ai disabili, nonché un roseto da collezione.

- Parco Querini: Altro grande polmone verde del capoluogo (120.000 m²), situato tra il centro storico e l'ospedale San Bortolo, è caratterizzato da vasti prati, da un esteso boschetto e da un suggestivo viale alberato (fiancheggiato da statue di stile classico), che porta ad un tempietto monoptero adagiato su un' isoletta, in mezzo ad uno stagno. Divenuto di proprietà comunale nel 1971, oggi è il parco per eccellenza dove fare jogging, vista anche la presenza di un percorso vita. Nel 2010 un settore del parco è stato arricchito di una serie di strumenti ludico-scientifici adatti a far capire la rifrazione, l'energia cinetica ed altri fenomeni fisici. Il parco è temporaneamente chiuso ed inagibile a causa dei danni subiti dall'alluvione che ha colpito la città il 1 novembre 2010.

- Parco del Retrone: Si tratta di un parco che si estende lungo il fiume Retrone, nel quartiere dei Ferrovieri, terzo parco per estensione (40.000 m²). Ricco di giovani alberi (il parco è stato creato una decina di anni fa), cespugli fioriti e spazi per lo sport (pallavolo, calcio e canoa), è gestito dalla Legambiente, che annualmente vi organizza Festambiente.

- Parco di Villa Guiccioli: Il parco si trova nei pressi del Museo del Risorgimento e della Resistenza ed occupa la sommità del colle Ambellicopoli con un'estensione di circa quattro ettari. È ricco di piante appartenenti sia alla flora locale che a specie esotiche tra cui la Zelcova, censita tra gli alberi monumentali della provincia di Vicenza.

- Oasi naturalistica degli stagni di Casale "Alberto Carta": Oasi creata nel 1998 nell'omonima frazione a sud del capoluogo, è costituita da circa 30 ettari di invasi acquitrinosi utilizzati (fino ad alcuni decenni fa) per lo sfruttamento dei sedimenti argillosi. Terminata l'attività di escavazione, l'area si è popolata di animali e piante tipiche delle zone ricche d'acqua. Oggi l'Oasi (gestita e protetta dal WWF) si presenta come una delle poche "zone umide" naturali della pianura vicentina.

- Parco Fornaci: Ultimo parco ad essere stato creato in città (l'inaugurazione è avvenuta nell'estate del 2007), presenta un'estensione di 35.000 m² e si colloca nella zona di viale Crispi, in un' area che ha richiesto un intervento di bonifica ambientale dopo la demolizione delle vecchie Fornaci Lampertico. Il parco è dotato di un centinaio di piante, di un laghetto, tre fontane con giochi d'acqua, strutture ricreative come un campo da bocce, un percorso vita ed una pista da skate-board, la seconda più grande d'Italia, di 25 metri per lato.

 

Società

Vicenza è la quarta città del Veneto per numero di abitanti (dopo Venezia, Verona e Padova) e la terza per densità abitativa (dopo Padova e Treviso).

La città detiene il primato regionale per la percentuale di stranieri sulla popolazione residente (14,58%). Il capoluogo berico è anche il capoluogo più giovane del Veneto con il 13,6% della popolazione tra 0-14 anni.

Il 48,1% della popolazione è nata nel comune di Vicenza. Tra i residenti non nati nel comune troviamo il 17,6% nato in uno dei comuni della provincia, il 7,3% nati in un'altra provincia della regione Veneto, il 12,7% proveneinti da altre regioni italiane e il 14,6% provenienti dall'estero. L'età media della popolazione è di 43,8 anni (41,6 per i maschi e 45,9 per le femmine). Il rapporto femmine e maschi vede una prevalenza di femmine (52,4% del totale).

 

Cultura

Biblioteche

- La più importante biblioteca della città è la Biblioteca Civica Bertoliana, attiva dal 1708 che dispone (nella sola sede principale di Palazzo San Giacomo) di 417.052 volumi e che è presente nella città attraverso il Sistema Bibliotecario Urbano nelle sedi di Palazzo Costantini, Riviera Berica, Villa Tacchi, Anconetta, Laghetto, Villaggio del Sole e Ferrovieri. È stata inoltre attivata una sede della biblioteca presso il parco di Campo Marzo, attiva per tutto l'anno (escluso il periodo invernale).

- Altra biblioteca storica è la Biblioteca Internazionale La Vigna (facente parte del Centro di Cultura e Civiltà Contadina) che dispone di 42.000 volumi incentrati principalmente sul settore di studi sull'agricoltura e sulla cultura e civiltà del mondo contadino. Ha sede nel palazzo Brusarosco Zaccaria, edificio ottocentesco in parte (la Casa Gallo) restaurato da Carlo Scarpa.

 

Istruzione

La città presenta la più alta densità scolastica di tutto il Veneto e una delle più alte d'Italia, soprattutto sotto il profilo delle scuole medie superiori (per confronto, la Regione istituisce ben dodici borse di studio per la mobilità europea nella sola provincia di Vicenza, più che in ogni altra provincia veneta).

Le 14 scuole per l'infanzia, le 25 scuole primarie e le 11 scuole secondarie della città sono raggruppate in 11 istituti comprensivi, gestiti dal Comune. Le modalità di accesso alle scuole sono regolate da norme varate dal consiglio comunale nel 2009, che danno priorità al bimbi che vogliono isciversi nelle scuole del loro quartiere. 5 delle 11 scuole secondarie presentano anche l'indirizzo musicale.

Le scuole secondarie di secondo grado sono gestite dalla Provincia e fanno capo ciascuna ad un dirigente (ad eccezione del "Martini" che ha la dirigenza unita con il "Canova").

 

Scuole secondarie di secondo grado

- Liceo Classico "A.Pigafetta",

- Liceo Scientifico "P.Lioy",

- Liceo Scientifico "G.B. Quadri",

- Liceo Artistico "Martini",

- Liceo Sperimentale "Don G. Fogazzaro",

- Liceo linguistico "Oxford",

- Istituto Magistrale "G.A. Farina",

- Istituto Tecnico Commerciale "A. Fusinieri",

- Istituto Tecnico Commerciale "G. Piovene",

- Istituto Tecnico per Geometri "A. Canova",

- Istituto Tecnico per le Attività Sociali "B. Boscardin",

- Istituto Tecnico Industriale "A. Rossi",

- Istituto Professionale per i Servizi Commerciali, Turistici ed Alberghieri "A. Da Schio",

- Istituto Professionale per l'Industria e l'Artigianato "F. Lampertico",

- Istituto Professionale per i Servizi Sociali "B. Montagna",

- Scuola d'Arte e Mestieri,

- Centro Edile A. Palladio,

- Centro di Formazione Professionale "Victory",

- Centro di Formazione Professionale "San Gaetano",

- Centro di Formazione Professionale "Patronato Leone XIII",

- Conservatorio di Musica "A. Pedrollo".

Numerosi sono gli istituti (sia statali sia privati) presenti in città, che hanno formato e formano generazioni di studenti. Una lunga storia vanta l'Istituto Tecnico Industriale Statale "A. Rossi" fondato nel 1878. Porta oggi il nome del suo fondatore e tra i suoi allievi ha avuto Federico Faggin, padre del microprocessore. Altro istituto storico è il Liceo Classico "A.Pigafetta", sorto nel 1807 che vanta tra i suoi ex allievi Luigi Meneghello, Ilvo Diamanti e Gian Antonio Stella.Importante è anche l'Istituto Professionale Statale per l'Industria e l'Artigianato "F. Lampertico",nato agli inizi degli anni sessanta, è la scuola dalla quale ogni anno escono operai specializzati e tecnici che vanno ad accrescere le industrie del territorio. L'istituto porta il nome di un importante statista vicentino. Tra gli altri esistono anche l'istituto Centro Formazione Professionale San Gaetano, sorto per volontà di don Ottorino Zanon e l'istituto Centro Formazione Professionale "ENGIM Patronato Leone XIII" presente da molto tempo a Vicenza, entrambi accreditati dalla Regione Veneto.

 

Università

Dopo avere avuto, nel Medioevo, una propria università, dal 1990 Vicenza è una sede staccata dell'Università di Padova; per la facoltà di Ingegneria sono attivati i corsi di ingegneria gestionale (anche magistrale), ingegneria meccanica e ingegneria meccatronica e un corso di laurea magistrale in Ingegneria dell'Innovazione del Prodotto, per la facoltà di Medicina veterinaria è attivato il corso di sicurezza alimentare ed infine per la facoltà di Medicina sono attivati, presso le aule dell'Ospedale San Bortolo, i corsi di ostetricia e di tecnico di radiologia. Dal 1999 è anche sede staccata dell'Università di Verona, dove per la facoltà di Economia sono attivati i corsi di economia del commercio internazionale (anche magistrale) ed economia e amministrazione delle imprese, mentre per la facoltà di Medicina (con corsi sempre ala San Bortolo) sono attivate le lauree in Scienze Infermieristiche e in Fisioterapia.

Le sedi universitarie, dopo la recente apertura del nuovo Polo Universitario legato alla facoltà di Economia, sono sei: complessi di Santa Maria Nova, San Pietro, San Nicola, Barche, Viale Margherita ed aula polifunzionale all'ex-cinema Arlecchino.

Nonostante, quindi, non esista un'Università di Vicenza, è nata nel 2002 la Fondazione Studi Universitari di Vicenza i cui soci sono il Comune di Vicenza, la Provincia di Vicenza, la Fondazione Cassa di Risparmio di Verona Vicenza Belluno e Ancona e, come socio sostenitore, la Banca Popolare di Vicenza. L'obiettivo della fondazione è quello di promuovere e sostenere l'istruzione universitaria nell'attività pratica di didattica, ricerca e organizzazione.

In città trova inoltre sede il Conservatorio di musica "Arrigo Pedrollo".

 

Musei

Diversi sono i musei presenti in città sia di proprietà comunale che privata.

- Museo naturalistico ed archeologico di Santa Corona: Inaugurato nel settembre 1991, è allestito nei due chiostri del monastero domenicano che affiancano la chiesa di Santa Corona in pieno centro storico. All'interno il percorso espositivo è diviso in due sezioni: quella naturalistica che illustra la morfologia del territorio vicentino con la sua flora e la sua fauna e la sezione archeologica con reperti che vanno dal paleolitico all'epoca longobarda.

- Pinacoteca civica di Palazzo Chiericati: È il più antico museo della città. Inaugurato il 18 agosto 1855, ospita ora le collezioni di pittura e scultura, il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe e il Gabinetto Numismatico. Un nucleo importante di dipinti è costituito dalle pale d'altare di Bartolomeo Montagna, Bonconsiglio, Cima da Conegliano, Speranza e Fogolino, cui si aggiunge un gruppo di opere di carattere civile, Jacopo Da Bassano, Maffei, Carpioni. Grazie a donazioni gentilizie nell'Ottocento, la Pinacoteca si è arricchita di capolavori di Tintoretto, Antoon van Dyck, Sebastiano e Marco Ricci, Luca Giordano, Giambattista Tiepolo, Piazzetta e i 33 disegni di Palladio. Le donazioni comprendono infine il lascito di Neri Pozza, costituito da sculture e incisioni dello stesso artista e dalla sua collezione d'arte contemporanea, comprendente opere di Carlo Carrà, Filippo De Pisis, Virgilio Guidi, Osvaldo Licini, Ottone Rosai, Gino Severini, Emilio Vedova.

- Gallerie di Palazzo Leoni Montanari: Sede espositiva di Banca Intesa Sanpaolo, è stato inaugurato nel 1999 ed ospita una importante collezione di oltre 400 icone russe e opere del Settecento veneziano. Annualmente, presso il laboratorio interno di restauro, viene riportata all'originario splendore una o più opere d'arte che vengono presentate nella rassegna Restituzioni in maggio.

- Museo Palladio: Collocato presso Palazzo Barbaran Da Porto, sede del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio (CISA) è stato aperto nel 1997. All'interno sono esposti i modelli lignei e i calchi realizzati in occasione delle mostre palladiane degli anni settanta, modelli computerizzati animati, multimedia, archivi storico-documentari su Palladio e sul restauro. Al tempo stesso il Museo Palladiano produce un calendario organico di mostre dedicate all'architettura.

- Museo di Palazzo Thiene: Ospitato presso l'omonimo palazzo, sede storica della Banca Popolare di Vicenza, conserva una pinacoteca con dipinti dal XV al XIX secolo, un nucleo di trecento incisioni settecentesche uscite dai torchi della stamperia dei Remondini di Bassano, una parte dedicata alla ceramica e una alla scultura.

- Museo del risorgimento e della resistenza: Sorge sul colle Ambellicopoli presso la villa Guiccioli, poco dopo il Santuario di Monte Berico. L'Istituto raccoglie le memorie di eventi e di personaggi che appartengono alla storia d'Italia e che furono protagonisti nelle vicende storiche della città. I documenti e i cimeli delle raccolte portano infatti la testimonianza degli avvenimenti vicentini e nazionali ed in qualche caso europei come le vicende belliche che vanno dalla prima campagna d'Italia di Napoleone nel 1796 alla fine della seconda guerra mondiale e alla lotta di liberazione (1945).

- Museo diocesano: Inaugurato nel 2005, è situato nei saloni del Palazzo vescovile e mostra le testimonianze della presenza cristiana a Vicenza, risalente all'epoca romana, oltre ad ospitare collezioni di oreficeria sacra, pittura, arte religiosa ed etnografia.

- Museo del Seminario vescovile.

 

Teatri principali

Vicenza è una città con una lunga tradizione che la lega al teatro. Essa, fino alla seconda guerra mondiale, aveva parecchie strutture, tra cui le più importanti erano: il Teatro Verdi, il Teatro Eretenio e il Teatro Olimpico. I primi due vennero distrutti dai bombardamenti alleati, mentre l'Olimpico è rimasto e rimane tutt'oggi uno dei principali teatri della città. Di recente è stato inaugurato il nuovo teatro comunale che è andato al colmare la mancanza di una grande struttura lasciata dalla guerra.

 

I principali teatri di Vicenza sono:

- Teatro Olimpico: Progettato da Andrea Palladio, è stato il primo teatro coperto dell'epoca moderna e conserva intatte le sue scene lignee. L'Olimpico è sede soprattutto di spettacoli classici e concerti.

- Teatro comunale Città di Vicenza: Una moderna struttura collocata in viale Mazzini progettata da Gino Valle, inaugurato nel 2007. Il teatro è dedito soprattutto alla lirica, alla prosa, alla musica ed al balletto.

- Teatro Astra: Situato presso il quartiere Barche, di proprietà comunale. È gestito dal 1986 in convenzione con il teatro stabile di innovazione "La Piccionaia I Carrara", ospita l'attività di produzione di diversi nuclei artistici, un calendario di spettacoli di teatro contemporaneo e per le giovani generazioni, una serie di progetti di formazione e ricerca.

- Teatro San Marco: Situato in centro storico, è soprattutto sede di spettacoli di compagnie di teatro amatoriale, a cui dedica un festival nazionale, La Maschera d'Oro.

- Auditorium Canneti: Situato dietro il Teatro Olimpico, è sede di numerosi concerti.

 

Media

Quotidiani:

- Il Giornale di Vicenza è il principale quotidiano della città e della provincia con una diffusione che copre anche il Veneto e le regioni vicine. È nato nel 1915 con il nome La Provincia di Vicenza. La sua storia si è interrotta solo durante la seconda guerra mondiale quando venne temporaneamente chiuso e riaperto nel 1945.

- Il Gazzettino: si tratta dell'edizione di Vicenza-Bassano del noto quotidiano del Nord Est.

- Il Corriere di Vicenza nato nel 2002, abbinato al Corriere della Sera aveva un' unica edizione per Vicenza e Verona ma dal dicembre del 2004 le due edizioni sono autonome.

- Il Vicenza, giornale gratuito nato nel 2004 che si può trovare in diversi bar ed esercizi commerciali.

- Altri due giornali distribuiti gratuitamente sono l'edizione vicentina del Città e il Metro.

 

Radio e televisione:

Le principali radio vicentine sono:

- Radio Vicenza,

- Radio Stella FM.

Le emittenti televisive locali o che realizzano telegiornali per il capoluogo sono:

- TVA Vicenza (con sede in città),

- Canale 68 Veneto (che ha sede a Cornedo Vicentino),

- Antenna Tre Nordest (con sede a San Biagio di Callalta),

- Telenordest (con sede a Rubano),

- Rete Veneta (con sede a Bassano del Grappa).

 

Filmografia:

Elenco di alcuni dei 63 film e telefilm girati in toto o in parte nel capoluogo berico (in ordine cronologico):

- Piccolo mondo antico (1941) di Mario Soldati e Alberto Lattuada,

- Senso (1954) di Luchino Visconti,

- Lettere di una novizia (1960) di Alberto Lattuada,

- Casanova '70 (1965) di Mario Monicelli,

- Signore & signori (1965) di Pietro Germi,

- Il commissario Pepe (1969) di Ettore Scola,

- La moglie del prete (1971) di Dino Risi,

- Noi donne siamo fatte così (1971 di Dino Risi,

- Il comune senso del pudore (1976) di Alberto Sordi,

- Geppo il folle (1978) di Adriano Celentano,

- Don Giovanni (1979) di Joseph Losey,

- La venexiana (1986) di Mauro Bolognini,

- All'ultimo minuto (1987) di Pupi Avati,

- Il prete bello (1989) di Carlo Mazzacurati,

- Volere volare (1991) di Maurizio Nichetti,

- Quattro figli unici (1992) di Fulvio Wetzl,

- Perdiamoci di vista (1994) di Carlo Verdone,

- I piccoli maestri (1998) di Daniele Luchetti,

- Sognando l'Africa (I Dreamed of Africa, 1998) di Hugh Hudson,

- Ritratti: Mario Rigoni Stern (1999) di Carlo Mazzacurati,

- Il gioco di Ripley (Ripley's Game, 2002) di Liliana Cavani,

- Oggi sposi... niente sesso (Just married, 2003) di Shawn Levy,

- Il mercante di Venezia (2004) di Michael Radford,

- Primo amore (2004) di Matteo Garrone,

- Casanova (2005) di Lasse Hallstrom,

- Only You (2005) di Choi Moon Suk (telefilm in onda sulla televisione coreana),

- Antonio, guerriero di Dio (2005) di Antonello Bellucco,

- Still Life (2006) di Filippo Cipriani,

- Incredible Love (2008) di Shabir Khan,

- Blind Maze (2009) di Heather Parisi,

- Someone to love (2010) di Elisa (videoclip),

- Quello che dai (2010) di Marco Carta (videoclip).

 

Gastronomia (_)

Numerosi sono i piatti tipici del territorio vicentino.

Fra i primi piatti sono rinomati il risotto con i bruscandoli che si raccolgono al margine dei sentieri nei boschi dei Colli Berici, risi e bisi o la pasta e fagioli alla vicentina, che si differenzia da quella preparata nelle altre zone del Veneto per l'utilizzo di tagliatelle all'uovo, o anche la panà o zuppa di pane raffermo e brodo di pollo.

Piatto assolutamente locale sono i Bigoi co' l'arna, sorta di grossi spaghetti di grano tenero tradizionalmente trafilati col torchio girato a mano e conditi con un ragù di anatra. Tipici inizialmente della cittadina di Thiene, sono stati con il tempo apprezzati in tutta la provincia.

Fra i secondi piatti ricordiamo il bacalà alla vicentina, comparso sulle tavole vicentine nel XVI secolo: esso è un piatto a base di stoccafisso servito su un letto di polenta.

La sopressa Vicentina è una sorta di grosso salame del diametro di circa 8 cm, prodotto con carne di solo maiale (possono essere utilizzate spalla, prosciutto, capocollo, ma anche altre parti del suino), sale, pepe e salnitro, privo di conservanti. Anch'essa è caratterizzata dal marchio D.O.P..

Un prodotto particolare, tutelato come presidio Slow Food è l'oca in onto prodotta un tempo in tutto il Veneto, ma soprattutto nel basso vicentino e sui Colli Berici.

Un dolce molto rustico, la putana di farina di mais e fichi, si vende oggi nelle pasticcerie in una versione ingentilita che sta a metà tra la pinza veneta e la nicolotta veneziana. La versione tradizionale prevede un dolce di farina gialla, strutto e alloro, con poco zucchero e arricchita di mele, uva appassita in granaio, fichi secchi, noci e talvolta scorza d'arancia grattugiata. Si cuoceva sotto le braci del focolare ancora sino all'anteguerra. La versione attuale si compone di farina gialla, pane ammollato nel latte, burro, zucchero o miele, canditi, uvetta, pinoli. L'autoironia di un'équipe di pasticceri vicentini ha portato alla creazione ex novo di un dolce denominato la gata (derivato dal soprannome "Vicentini magnagati") che utilizza ingredienti della tradizione (non manca un goccio di grappa), nel tentativo di colmare la lacuna nella gastronomia locale che di fatto non ha un dolce tipico.

Importante anche la produzione vitivinicola che s'inserisce in varie parti del territorio provinciale.

 

Eventi

- StraVicenza: gara podistica competitiva e non che si snoda per un tracciato di 1.5, 4.5 e 10 km lungo le vie del centro storico in marzo.

- Granfondo Wilier Città di Vicenza: granfondo ciclistica sui Colli Berici con partenza e arrivo in città (aprile).

- Vicenza Jazz - New Conversations: festival internazionale di musica jazz che anima la città nel mese di maggio.

- Festival Biblico: un'occasione per incontrare o ri-scoprire le sacre Scritture con vari eventi per le vie della città e non solo (fine maggio).

- Festambiente Vicenza, manifestazione promossa da Legambiente sugli stili di vita alternativi ed ecocompatibili presso il Parco del Retrone a fine giugno, è la seconda edizione più importante d'Italia per affluenza.

- Settimane Musicali al Teatro Olimpico: Festival di musica da camera e opere che si tiene a giugno al Teatro Olimpico.

- Vicenza Estatefest: concerti, film all'aperto e spettacoli teatrali da giugno ad agosto.

- Festa della Musica: si svolge il 21 giugno in occasione della Giornata Europea della Musica. Per tutta la sera musica, teatro, danza e arte animano diversi angoli della città come piazze, strade, palazzi, gallerie d'arte, chiese e locali pubblici, il tutto condito da musei, teatri e negozi aperti.

- Gehtorock: festival rock che si svolge nel quartiere di Laghetto.

- Ferrock: festival rock che si svolge nel quartiere dei Ferrovieri.

- Riviera Folk Festival: rassegna di gruppi emergenti che si svolge nel quartiere della Riviera Berica.

- Nettarock: festival rock che si svolge nel quartiere di Anconetta.

- Spiorock: festival rock che si svolge nel quartiere di San Pio X.

- Luci e suoni sotto le mura: evento che si tiene l'ultimo lunedì di luglio. Chiuso al traffico viale Mazzini (che costeggia le mura scaligere) e fino a tarda ora spettacoli e musica.

- Settembre vicentino: serie di eventi che si svolgono in concomitanza con le celbrazioni per la patrona:

---- Luna Park a Campo Marzo: da fine agosto e per tutto settembre il parco cittadino ospita le giostre.

---- Giro della Rua: storico giro della Rua per le vie del centro che si svolge il primo sabato di settembre. In concomitanza negozi e musei aperti fino a mezzanotte.

---- Notte di musica e magia lungo i portici di Monte Berico: manifestazione che si svolge il primo lunedì di settembre e che si svolge lungo i portici di Monte Berico con esibizione di artisti lungo viale X giugno e cantanti sul palco di piazzale della Vittoria. La festa termina con i fuochi d'artificio sparati dal colle.

---- StraVicenza Midnight: versione notturna della gara podistica primaverile con partenza ed arrivo in piazza Castello. Anche in questo caso negozi e musei sono aperti fino a tardi.

- Premio E.T.I. Gli Olimpici del teatro: sono gli oscar del teatro italiano. Manifestazione che si svolge da pochi anni ma che riscuote già una certa popolarità nel mondo teatrale italiano. L'evento si svolge al Teatro Olimpico e viene trasmesso in differita su Rai Uno.

- CioccolandoVi: una quattro giorni di esposizione e vendita dei migliori cioccolati che si svolge per le vie del centro storico. Anche in questa occasione, il sabato, le bancarelle, i negozi e tutti i musei rimangono aperti fino a tardi.

- Rally "Città del Palladio": gara automobilistica che parte e arriva in città in novembre.

- Buon Natale, città!: manifestazioni per tutto l'Avvento che prendono il via con l'accensione dell'albero e delle luminarie in tutta Vicenza. L'ultimo sabato prima di Natale vede l'appuntamento di "Corri Babbo Natale, corri!" corsa non competitiva dove partecipano atleti e non, tutti rigorosamente vestiti da babbo natale.

 

La Rua

La Rua (che in italiano significa ruota) è stata per secoli il simbolo dell'orgoglio popolare vicentino. La leggenda vuole che sia stato Andrea Palladio a dare lo spunto per la costruzione di questa torre lignea a forma piramidale che aveva un peso di circa 80 quintali e che il nome derivi proprio dalla presenza di una grande ruota (tolta durante una battaglia medioevale al carroccio di Padova) incastonata nel centro della struttura. In realtà si ritiene che la ruota rappresenti il simbolo del collegio dei notai, tra i più potenti di allora. Questa torre (a partire dal 1444)veniva portata a braccia per le vie e piazze del centro cittadino in occasione della festa del Corpus Domini. Diventò poi appuntamento fisso anche in occasione delle celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Palladio e per la festività della Madonna di Monte Berico. L'opera andò distrutta nel 1944, durante un bombardamento e non fu più ricostruita.

Per questo motivo l'azienda municiale Valore Città AMCPS, per festeggiare i suoi 100 anni di attività, decise di fare un regalo storico alla città, ricostruendo l'opera con materiali più moderni e resistenti ed esponendola, per la prima volta dopo decenni, in Piazza dei Signori nel settembre 2007. All'inizio del 2010 è nata l'idea di creare un comitato della Rua, per far rivivere, ogni settembre (sempre in occasione della festa per la Santa Patrona) lo storico giro della Rua.

La manifestazione vede la presenza di un corteo di quasi 1000 persone (che rappresentano le associazioni, i gruppi sportivi, le confraternite, gli ordini militari e gli ordini professionali del territori), sfila per le vie del centro la sera del primo sabato di settembre. La sfilata è capeggiata dalla Ruetta, (una riproduzione dal peso di 400 kg e dall'alteza di 8 metri), realizzata nel 1949 e di recente restaurata, che si presenta con una cascata di fiori, naturalmente biancorossi (come i colori della città). A sostenerla, a turno, sono 18 atleti vicentini accompagnati dal ritmo della fanfara storica degli alpini. Da piazza Duomo il corteo raggiunge piazza Castello, percorre quindi corso Palladio, e contrà Santa Barbara da dove entra in piazza dei Signori. In piazza dei Signori si svolge la suggestiva cerimonia di illuminazione della storica grande Rua (alta 24 metri e del peso complessivo di 300 quintali) installata, fin dai primi giorni di settembre, nella piazza.

 

Geografia antropica

Urbanistica

In questi ultimi anni Vicenza si è contraddistinta per numerosi progetti e lavori di riqualificazione che modificheranno l'aspetto della città. Sono state riqualificate diverse aree della città, inaugurate nuove strade (come la tangenziale sud), nuovi insediamenti produttivi e culturali (Centrale del Latte a Vicenza Est e Teatro Comunale Città di Vicenza) e vi sono altre grandi opere in via di ultimazione:

 

Restauro della Basilica Palladiana e riqualificazione del sistema piazze

Si tratta del più importante intervento ad uno dei monumenti simbolo della città dal dopoguerra. I lavori, iniziati nel gennaio del 2007 e che dovrebbero terminare a metà 2012, avranno un costo di 15.000.000 di euro e prevedono la rimozione integrale degli arconi in cemento armato che sorreggono la cupola (installati dopo il suo crollo a causa dei bombardamenti del 1945 e la loro sostituzione con archi in legno lamellare dell'Alto Adige (sostituzione già avvenuta in toto, come anche il riposizionamento della copertura in rame). L'edificio verrà pulito, restaurato e consolidato in tutti le sue parti (opera terminata sulla facciata principale di Piazza dei Signori, su Piazzetta Palladio e a buon punto su Piazza Erbe). Inoltre sono già stati compiuti interventi di installazione di tutte le reti impiantistiche. Nel corso degli ultimi mesi le parti restaurate sono state progressivamente svelate e sono state promosse iniziative che hanno consentito di vivere il cantiere, come ad esempio, "Una volta ogni 450 anni" ovvero la visita al cantiere stesso (con record di presenze), l'istallazione sull'impalcatura di un maxi schermo dove venivano proiettate video sulla città e sulle sue bellezze (denominata Palladio Infinito).

Nel frattempo è già stata restaurata la Loggia del Capitaniato, di modo da poter procedere, concluso il restauro della Basilica, a dotare la piazza di un nuovo e più suggestivo sistema di illuminazione.

 

Nuovo polo universitario

È stato progettato in viale Margherita, nell'area denominata "Mezzalira ex CosMa", su una superficie di 16.600 metri quadrati un nuovo polo universitario. I lavori (iniziati nel 2006 e ultimati, per quanto riguarda la prima struttura, nel 2009) sono stati suddivisi in due stralci: il primo (per un costo di 8.441.000 euro) ha in progetto la costruzione di un primo edificio, il secondo (per un costo di circa 6.000.000 di euro) utile sistemare gli esterni del complesso, le passerelle di accesso e le vie di sbocco verso viale Margherita e per la realizzazione di un secondo edificio da adibire una sala convegni - auditorium.

Il primo edificio che è già stato edificato è un rettangolo di 35 x 45 metri, suddiviso in tre corpi paralleli. Il piano terra è riservato ai garage, con 37 posti auto e 121 posti per ciclomotori; il primo livello è destinato ad un grande atrio con la portineria, la segreteria studenti, locali destinati a uffici e due aule da 60 e 120 posti, il secondo livello ospita tre aule rispettivamente da 60, 120 e 240 posti, affacciate su un grande atrio parzialmente a doppia altezza, con una reading-room, il terzo livello è destinato agli uffici, cinque stanze per i professori, tre per seminari, una sala riunioni, un locale CED e un laboratorio informatico, la biblioteca.

La sala convegni ha una capacità di 300 posti e unisce i due livelli dell'edificio e trova al primo livello una ampia hall con caffetteria e servizi separata dalla zona universitaria da una grande vetrata. Il corpo centrale serve da atrio e spazio di relazione ed è a due (e parzialmente a tre) livelli, con grandi ballatoi. È illuminato naturalmente dalle grandi vetrate alle estremità e parzialmente dall'alto, attraverso i grandi vuoti ricavati nel solaio al secondo livello. La copertura dei due corpi esterni e di quello centrale è a botte, con alcune terrazze.

A lavori ultimati questo sarà il principale polo universitario cittadino.

 

Nuovo Tribunale

Sta sorgendo a Borgo Berga (non lontano dalla nuova università) nell'area dell'ex cotonificio "Rossi" su un superficie di 24.000 metri quadrati (15.800 fuori terra, 8700 entro terra) per un costo di circa 24.000.000 di euro interamente provenienti dal Ministero di Grazia e Giustizia. In questo caso, i lavori (iniziati nell'estate del 2006 e che dovrebbero portare al trasferimento delle attività dalla vecchia sede di Santa Corona a questa per l'estate 2011) prevedono la creazione di una struttura dotata di 1 aula per i processi della Corte di Assise, 2 aule penali, 3 aule per il Giudice per le indagini preliminari e per il Giudice per le udienze preliminari, 4 aule civili collegiali, la biblioteca, 2 aule penali e 3 aule civili per il giudice di pace, i locali a servizio dei magistrati del tribunale e della procura, degli ufficiali giudiziari, della polizia giudiziaria, comprese 30 postazioni per le intercettazioni.

Nel corso dell'ultima campagna elettorale, si è aperto un dibattito sull'utilizzo di quello che diventerà l'ex-tribunale inserito in pieno centro storico e quindi in una posizione di assoluto pregio.

 

Riqualificazione ed ampliamento della Fiera di Vicenza

Nel febbraio del 2008 è stato aggiudicato l'appalto per la riqualificazione del polo fieristico berico. I lavori (che si concluderebbero a fine 2011) prevedono la demolizione di 32.000 m² di padiglioni e la successiva realizzazione di 56.000 m² di nuova area espositiva, la creazione di una nuova immagine architettonica del quartiere fieristico (oggi caratterizzata da una "chiocciola" che verrà distrutta per lasciare posto ad un nuovo elemento centrale, a pianta circolare definito “magnete” alto circa 25 metri), la realizzazione di nuovi ristoranti, sale riunioni ed uffici, l'ampliamento delle aree di sosta per lo scarico e carico delle merci, la realizzazione di un nuovo parcheggio multipiano da 1.200 posti. Sarà rifatto l'ingresso ed è prevista la creazione di nuovi parcheggi anche sul tetto della struttura, dove saranno collocate piante ed aiuole.

La sfida del progetto è rappresentata dalla difficoltà di operare una radicale trasformazione del quartiere senza compromettere l'attività espositiva (che continuerà regolarmente) durante il corso dei lavori.

Il costo totale dell'opera è di 67.000.000 di euro.

 

Circoscrizioni e quartieri

Le 7 circoscrizioni di Vicenza, nate nel 1976, funzionano dal 2008 solo dal punto di vista funzionale (anagrafe decentrata, servizi sociali).

Precedentemente avevano avuto anche una funzione politica con l'elezione diretta del Presidente dei Consigli di Circoscrizione. In seguito, però, all'approvazione della legge finanziaria del 2008, il numero minimo di popolazione per una circoscrizione deve essere pari a 30000 abitanti. Le circoscrizioni nel Comune di Vicenza, però, erano tutte molto meno abitate. Il Consiglio Comunale non ha trovato un accordo per l'accorpamento. Con lo scioglimento dello stesso per le elezioni amministrative del 2008 si è giunti allo scioglimento definitivo di tutti e 7 i "parlamentini".

La suddivisione è la seguente:

 

Circoscrizione

Superficie

Residenti

Quartieri-Zone di suddivisione

Prima

2,81 km²

15.571

Centro Storico, Borgo Berga-Stadio

Seconda

12,90 km²

7.728

Campedello, Riviera Berica, Monte Berico

Terza

22,24 km²

20.975

San Pio X, Bertesina, Bertesinella, Casale, San Pietro Intrigogna

Quarta

9,04 km²

18.421

Via Quadri (S. Andrea e Parco Città), Saviabona, Anconetta-Ospedaletto

Quinta

10,69 km²

15.583

San Bortolo-San Paolo, Laghetto, Polegge

Sesta

14,72 km²

30.057

San Felice-Cattane-Pomari-Villaggio del Sole, San Lazzaro, Maddalene, Capitello

Settima

8,10 km²

6.662

Ferrovieri, Gogna

 

Ogni circoscrizione raggruppa a se diversi quartieri che sono il cuore pulsante della città. Le frazioni oggi sono tali solo da un punto di vista tecnico in quanto l'espansione della città negli ultimi anni, ha portato queste aree ad avere un' unica soluzione di continuità con Vicenza al pari dei quartieri cittadini più centrali.

 

Centrali

- Centro: Nucleo centrale e storico della città, delimitato in parte dalle fortificazioni scaligere (dove ancora presenti) e dai viali della circonvallazione interna (Mazzini, D'Alviano, fratelli Bandiera, Rodolfi, Legione Gallieno, Margherita, Risorgimento, Milano). Conserva la maggior parte del patrimonio artistico della città, nonché tutte le sedi istituzionali e alcune sedi associative. Caratteristica di diverse vie storiche di questa parte di città è l'appellativo di contrà in quanto si trattava di strade principali degli antichi quartieri (le contrade).

- Monte Berico: Quartiere residenziale tra i più eleganti di Vicenza, è la zone più elevata della città ed è meta di numerosi pellegrini, anche provenienti dall'estero, per la presenza dell'omonimo santuario sorto a partire dal XV secolo. Le strade che salgono verso il Santuario della Madonna di Monte Berico portano al Piazzale della Vittoria, da dove si gode di una completa vista dall'alto della città e del territorio circostante. La salita verso il santuario, che si affronta o sotto gli alberi o sotto i portici di viale 10 giugno, è una delle passeggiate tradizionali dei cittadini, che d'estate cercano refrigerio sulla cima del colle.

 

Orientali

- San Francesco;

- Sant'Andrea;

- Anconetta: È la frazione che si sviluppa lungo la Strada Statale Postumia a nord-est della città. Delimitata dalla Ferrovia Vicenza-Schio a Ovest e dalla frazione di Ospedaletto a Est.

- Ospedaletto;

- Parco Città: Il quartiere più recente, nato a fine anni novanta, in parte realizzato con i soldi del Giubileo del 2000. È caratterizzato da moderni palazzi collegati da una grande galleria commerciale al piano terra. nella moderna area verde, ospita la sede della circoscrizione 4.

- San Pio X: Quartiere popolare sorto tra gli anni 1950 - 1970 con la creazione di un apposito PEEP e che si trova nella parte est della città delimitato da viale della Pace, strada Bertesina e la caserma Ederle. La zona è approviggionata di servizi quali (scuole di ogni ordine e grado, piscina scoperta, sede della circoscrizione 3, biblioteca di zona) (notevole è anche la presenza di americani, vista la vicinanza con la caserma Ederle). Ospita ogni venerdì il mercato di zona. Il quartiere ospita anche numerosi parchi giochi, due campi sportivi per il gioco del calcio e uno per il gioco del baseball, tre palestre atte al gioco della pallavolo e del basket di cui una dotata di spalti per il pubblico, e il parco secolare di Villa Tacchi al cui interno è ospitata la biblioteca di zona.

- Bertesina: Prima di essere un quartiere era una frazione di Vicenza con una sua Casa del Comune. Grandi proprietà terriere, di famiglie il cui nome è ancora legato alle ville antiche caratterizzano questo piccolo quartiere. Famosa è Villa Gazzotti, opera sicura di Andrea Palladio del 1543 circa. Notevole è la Villa Ghislanzoni del Barco Curti del secolo XVI, ripresa e rinnovata nel 1764.

- Bertesinella: Il nome deriva dal fatto che doveva essere un semplice prolungamento di Bertesina. Nel corso degli anni, invece, la zona si è sviluppata maggiormente rispetto alla "madre". Come Bertesina, prima di essere un quartiere era una frazione di Vicenza, facente capo a Bertesina dal punto di vista civile e religioso. La chiesa parrocchiale era infatti a Bertesina (al contrario di oggi, in cui esiste una unità pastorale tra Bertesina, Bertesinella e Setteca' con sede parrocchiale a Bertesinella). Si trova all'estremità orientale del comune di Vicenza. Simile ai paesi sorti lungo le strade principali è uno dei quartieri di più recente formazione, si espande lungo via Cà Balbi. È iniziato alla fine degli anni cinquanta, quando 40 famiglie circa presero alloggio nelle case comunali all'estremità sud di Contrà Paglia. Poi cominciò a crescere anche con la costruzione della nuova chiesa e delle scuole. Il nucleo più antico però si trovava in via S.Benedetto, dove esisteva un antico insediamento con chiesetta, restaurata di recente, e convento benedettino, poi residenza della famiglia Fina una delle più storiche famiglie della zona. Il mercato di zona si tiene il sabato.

- Casale: Zona che si inserisce tra il Bacchiglione a sud, e la ferrovia a nord, nella periferia Sud-Est di Vicenza. Vi si può ammirare l'oasi naturalistica realizzata nelle vecchie cave di argilla di proprietà del comune di Vicenza curata dal personale del WWF. Sono famose anche alcune Ville antiche: Villa Pigatti del 1600, che domina un vasto ambiente naturale fino al Bacchiglione, Villa Colognese del 1500, anch'essa di notevole importanza.

 

Meridionali

- San Pietro Intrigogna: Si trova nella parte sud-est del comune. È una frazione con vocazione agricola (un tempo) e industriale (di recente) posizionata tra i fiumi Tesina e Bacchiglione. Il nome "Intrigogna" deriverebbe dall'espressione latina Intra cuneum, che sta ad indicare la posizione della frazione nella confluenza dei due fiumi citati. Fino al XVII secolo era un comune autonomo, ma solo nel 1769 si divise dalla parrocchia di Casale. Con l'amministrazione napoleonica il comune di S. Pietro Intrigogna fu soppresso e riunito a quello di Vicenza. Monumenti degni di nota sono Villa Rubini e la Chiesa intitolata ai Santi Pietro e Paolo, all'interno della quale è presente un organo storico costruito dalla Ditta Dal Santo di Cogollo del Cengio risalente al 1897.

- Campedello: Frazione a sud di Vicenza lungo la Riviera Berica, è conosciuta per la presenza nel suo territorio della celebre Villa Capra detta "La Rotonda", simbolo dell'architettura del Palladio a Vicenza.

- Longara;

- Santa Croce Bigolina;

- Debba: Ultima frazione di Vicenza a sud prima di entrare nel Comune di Longare, si sviluppa lungo la strada Riviera Berica che collega la città con il basso vicentino. La frazione è nota anche per i "Ponti di Debba", costruiti sul fiume bacchiglione, che collegano la suddetta strada statale con lo svincolo di Autostrada e Tangenziale di Vicenza Est.

 

Occidentali

- Ferrovieri: Il quartiere, un tempo aperta campagna e chiamato "Riva alta" dagli argini del vicino fiume Retrone, è situato a sud-ovest della città, tra la ferrovia Milano-Venezia e questo corso d'acqua. Il nome ufficiale, fin dagli anni venti, è "Quartiere delle Medaglie d'Oro" (molte delle vie del rione sono infatti dedicate a decorati al valor militare) ma il fatto che i primi abitanti furono gli operai del vicino "arsenale" (Officine Grandi Riparazioni) delle Ferrovie dello Stato ospitati nelle case popolari appositamente edificate per loro ("Casermoni"), battezzò spontanemanete il quartiere come "Ferrovieri". La zona si sviluppò ulteriormente tra le due guerre con l'apertura del Lanificio Rossi, assumendo uno spiccato carattere operaio e popolare, fino ad arrivare ai recenti ampliamenti residenziali degli anni novanta. Durante la prima guerra mondiale il quartiere (all'epoca composto solo dalle case dei ferrovieri) venne utilizzato come caserma dall'Esercito Italiano. Nella zona è presente un parco fluviale di 40.000 m² chiamato Parco del Retrone, ove tutti gli anni viene organizzata Festambiente Vicenza, una manifestazione promossa da Legambiente. Il quartiere è sede della circoscrizione 7. Ospita il mercato ogni martedì. Nel quartiere è presente il consolato onorario di Bielorussia. La Parrocchia è dedicata a Sant'Antonio da Padova e venne eretta nel 1959; in precedenza la zona era seguita spiritualmente da sacerdoti dipendenti dalla parrocchia-madre di San Felice e Fortunato. L'attuale chiesa è stata inaugurata e benedetta nel 1966.

- San Lazzaro– Pomari: Può essere suddiviso in due distinte aree territoriali: quella sorta a cavallo degli anni sessanta e i primi settanta, e quella più recente, anni ottanta/novanta, denominata zona Pomari. Mentre la zona di San Lazzaro è contraddistinta dal carattere prettamente residenziale, la zona Pomari (tuttora in espansione) oltre a moderni condomini ospita le sedi di TVA Vicenza, Il Giornale di Vicenza, il palazzo dell'Associazione Artigiani e la nuova sede della Camera di commercio.

- Cattane: Si può considerare il quartiere più centrale della circoscrizione 6, il più vasto ed il più popolato ed è caratterizzato da un tessuto sociale eterogeneo. Nel suo territorio si trova il Centro Civico di Villa Lattes (sede della circoscrizione). La disponibilità di un Centro Civico di nuova e accogliente realizzazione offre l'opportunità di ospitare le molte associazioni circoscrizionali. Attorno alla Parrocchia di Santa Bertilla trovano spazio un'intensa attività sociale e ricreativa.

 

Settentrionali

- Villaggio del Sole: Sorto ai primi anni sessanta grazie al Piano Case dell'INA, la caratteristica del quartiere è la costruzione "a biscio" di diversi palazzoni che danno un andamento sinuoso anche alle stesse strade; la dotazione di verde, che caratterizza ogni edificio, attribuisce inoltre al quartiere una dimensione armoniosa. Il nome deriva dal fatto che, tra le due guerre, vi era attivo un piccolo centro elioterapico detto "Casa del sole". In questa zona si trova anche Villa Rota Barbieri (seicento-settecentesca) con la torre quattrocentesca, struttura che, dopo anni di chiusura, è ritornata a funzionare diventando un centro diurno riabilitativo per malati di Alzheimer. Ospita la biblioteca di zona e il mercato settimanale si svolge il sabato. La parrocchia è dedicata a San Carlo Borromeo e la relativa chiesa, sorta negli anni sessanta, ha la forma di una tenda, a simboleggiare il peregrinare del popolo di Dio sulla terra.

- Maddalene: Il quartiere periferico è uno dei più antichi di Vicenza ed il suo nome deriva dalla quattrocentesca chiesa tardogotica dedicata a santa Maria Maddalena e posta alle pendici settentrionali del Monte Crocetta. Il quartiere inserito nella circoscrizione 6 ha avuto un considerevole sviluppo edilizio a partire dai primi anni ottanta del Novecento. È adagiato ai piedi di Monte Crocetta, in una zona ricca di attrattive naturali e architettoniche: le risorgive della roggia Seriola e della Boja, ville e palazzi padronali risalenti al periodo della Repubblica di Venezia quali Cà Beregane abitata dai nobili Beregan, Cà Dal Martello, villa Teodora e altre ancora. Il quartiere dista appena tre chilometri dal centro della città ed ha una popolazione di oltre 3.000 abitanti. Coincide con la parrocchia omonima, dedicata a San Giuseppe.

- San Bortolo: Storico quartiere della città al cui interno è situato l'omonimo convento poi trasformato in ospedale civile. Caratterizzato da uno sviluppo stratificato negli anni (il nome deriva dalla presenza di una porta risalente alla fortificazione scaligera), è stato uno dei quartieri più danneggiati dalla seconda guerra mondiale a causa della presenza di una caserma (Caserma "Chinotto", già sede della Brigata missili "Aquileia", poi Scuola sottufficiali dei Carabinieri ed oggi diventata centro di addestramento della Forza di gendarmeria europea).

- San Paolo: Quartiere sorto a partire dagli anni settanta, costituisce il cuore sportivo della città vista la presenza al suo interno del palasport "Città di Vicenza", del pattinodromo, della campo di atletica "Guido Perraro" e delle piscine (coperte e scoperte). Ospita il mercato ogni mercoledì.

- Laghetto: Quartiere nella zona nord di Vicenza deve il suo nome alle antiche origini acquitrinose della zona (che effettivamente ospitava un lago fino all'epoca romana, gradualmente prosciugatosi) e al fatto che, con la sua costruzione iniziata negli anni sessanta, si scelse di dare alle strade i nomi di laghi. È uno dei quartieri residenziali più tranquilli della città anche perché è separato dai caotici viali della circonvallazione da un lungo rettilineo (chiamato via dei Laghi) che porta nel centro del quartiere. È sede della circoscrizione 5, del palasport "Palalaghetto" e della biblioteca di zona. Ospita il mercato ogni venerdì.

- Polegge: Polegge è una frazione del comune di Vicenza appartenente alla quinta circoscrizione. La zona ha conservato un carattere prettamente residenziale-agricolo nonostante la vicina presenza di un'importante arteria di accesso alla città (la strada provinciale 248 Marosticana). La frazione è servita dalla linea autobus AIM Vicenza numero 2, il capolinea della è proprio al centro di questa frazione, adiacente alla Chiesa ed al Teatro. È presente la scuola elementare "B. Pajello" appartenente all Istituto Comprensivo Vicenza 11 e il teatro "Emanuele Zuccato".

 

Cintura urbana

Vicenza possiede alcuni caratteri tipici dell'area della Pianura Padana quali uno sviluppo abitativo fortemente concentrato lungo l'asse comunicativo autostradale-ferroviario Torino-Trieste (Autostrada A4) e uno sviluppo industriale e commerciale che ha prodotto una crescita molto forte dei comuni contermini, in termini economici e di presenza abitativa. L'hinterland vicentino si può dividere in tre parti:

- verso ovest, nell'area intermodale Vicenza- Montebello, è densamente abitato e interconnesso, con centri urbani cresciuti in modo tumultuoso e con poche regole negli ultimi 30 anni (Creazzo, Altavilla Vicentina, Montecchio Maggiore);

- verso nord si trovano Costabissara, Caldogno e Dueville, ponti tra la ricca e vasta area industriale-commerciale dell'Alto vicentino, che si poggia sui due poli di Schio e Thiene, e la città;

- verso est, una molteplicità di comuni con caratteri differenti ma tutti interdipendenti con la città. Partendo da Nord-est sono Monticello Conte Otto, Bolzano Vicentino, Quinto Vicentino, Torri di Quartesolo, Camisano Vicentino, Grumolo delle Abbadesse, Grisignano di Zocco e Longare.

 

La popolazione dell'intera area metropolitana vicentina è pari a 227.226 abitanti mentre la densità abitativa è pari a 749 abitanti/km². Per questi calcoli si è scelto di considerare la cintura urbana vicentina solo per quel che riguarda i comuni confinanti e limitrofi, con l'aggiunta di Grisignano, Grumolo e Camisano per il forte legame. Montecchio Maggiore è stata, invece, esclusa, per la capacità della città castellana di vivere una dimensione autonoma, facendo asse con Arzignano e ponendosi come un'area di sviluppo ad occidente in parte indipendente dalle scelte cittadine.

 

Variazioni

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1987 distacco di territori aggregati ai comuni di Caldogno e Torri di Quartesolo e aggregazione di territori staccati dai comuni di Caldogno e Torri di Quartesolo (zone disabitate).

 

Economia

Le statistiche che prendono in esame i principali indicatori economici vedono la città berica, insieme alla sua provincia, collocarsi in posizioni di eccellenza, segno di un tessuto produttivo e commerciale dinamico e ben strutturato, forte nei numeri e attento agli aspetti qualitativi, protagonista sul mercato interno e con una strategica propensione all'export. Nel territorio sono presenti numerose industrie metallurgiche, tessili, chimiche e di fibre sintetiche, farmaceutiche, cartarie, editoriali, di produzione di macchine elettriche, elettroniche, agroalimentari, ottiche e di produzione di apparecchi meccanici. Alcune di esse nel corso degli anni sono state trasferite nelle ZAI dell'hinterland.

Nell'export, Vicenza raggiunge il terzo posto tra tutte le province italiane. Quest'area si colloca alle spalle di Milano, capitale finanziaria per eccellenza, e di Torino, dove ha sede la Fiat, una delle più importanti industrie automobilistiche europee. Un risultato ancora più significativo, considerato che i 9 miliardi e 266 milioni di euro di fatturato export (rif. nel 2005) sono realizzati da una struttura produttiva fatta principalmente di tante piccole e medie imprese, capaci, nonostante le ridotte dimensioni, di competere con i grandi gruppi internazionali grazie ad armi quali la flessibilità, la specializzazione, l'elevato tasso tecnologico e i livelli qualitativi raggiunti. I mercati di destinazione vedono in testa i Paesi dell'Unione Europea (38,6%); seguiti dell'America Settentrionale (15,7%), dell'Europa Centro-Orientale (15,2%) e dai i paesi dell'Asia (11,7%).

Il sistema produttivo di questa città è inoltre affiancato da un considerevole numero di attività di supporto strategico: si tratta di aziende del terziario avanzato, banche e gruppi finanziari, un importante polo fieristico, realtà impegnate nel campo della formazione, una dinamica rete di servizi offerti dagli enti istituzionali, tra i quali spicca la Camera di Commercio di Vicenza e l'azienda speciale Vicenza Qualità, impegnata nella promozione dei prodotti vicentini e nel supporto all'internazionalizzazione delle imprese.

L'Associazioni Artigiani di Vicenza e Confindustria Vicenza, sono tra le principali associazioni d'Italia per numero d'iscritti.

 

Agricoltura

Nonostante l'agricoltura e l'allevamento abbia perso notevole importanza nel corso degli anni, lasciando spazio alle industrie, la provincia di vicenza si contraddistingue per la coltivazione di cereali e per la vite. Diverse sono le zone di produzione DOC con vini quali il Breganze Cabernet, il Gambellara, il Colli Berici Garganega. La cantina sociale cooperativa Colli Vicentini è una tra le più importanti d'Italia così come la cantina privata Zonin è una delle più conosciute.

Il Mercato Ortofrutticolo di Vicenza raccoglie tutte le principali produzioni agricole locali come i piselli di Lumignano, gli asparagi bassanesi, la ciliegia di Marostica, il riso di Grumolo delle Abbadesse, le patate di Rotzo, il tartufo di Nanto, il broccolo fiolaro di Creazzo fino ad arrivare, negli ultimi anni,alla produzione di olio nella zona dei Colli Berici e sotto il massiccio del Monte Grappa (denominata Conca degli ulivi).

Molto attivo è anche l'allevamento di bestiame destinato alla produzione di latte (la Centrale del latte di Vicenza è attiva in città dal 1929 ed è rimasta fino al 1997 un'azienda municipalizzata) e dei formaggi (tra cui l'Asiago).

 

Industria

L'industria è il settore più attivo in città in particolare il settore orafo e dei gioielli, di cui Vicenza è considerata la capitale. La manifestazione fieristica VicenzaOro è tra le più importanti al mondo nel settore. Accanto ad un sistema di piccole-medie industrie orafe troviamo realtà che, nel corso degli anni si sono affermate in tutto il mondo come Pianegonda, Chimento, Cielo Venezia 1270 e Facco Corporation solo per citarne alcune.

Ma la Zona Industriale Ovest si contraddistingue per una molteplicità di aziende diverse che vanno dal colosso delle costruzioni Maltauro, all'industria chimico farmaceutica Zambon, fino alle acciaierie AFV Beltrame e Valbruna.

Tra le industrie più importanti del settore abbigliamento presenti nel territorio berico troviamo il Gruppo Marzotto, la Diesel SpA, Gas Jeans, la Dainese (leader nell'abbigliamento sportivo, fornitrice di diverse scuderie del motomondiale), Pal Zileri (abbigliamento elegante per uomo) e Bottega Veneta (che fa parte del gruppo fiorentino Gucci).

Dal 1999 è presente nel territorio vicentino una prestigiosa casa automobilistica artigianale di lusso, la Fornasari.

 

Servizi

In città sono presenti diversi istituti bancari e le principali banche italiane hanno a Vicenza almeno una filiale. La città è la sede della Banca Popolare di Vicenza che è presente, o direttamente o attraverso banche del gruppo, in tutta Italia. È stata la sede dell'ex-Banca Cattolica del Veneto dalla fondazione (1892) fino al momento della fusione (1990) con il fallito Banco Ambrosiano (il nome infatti diventerà Banco Ambrosiano Veneto) che mantenne in città la sede legale. Dopo un'ulteriore serie di accorpamenti societari che portarono alla nascita di Intesa Sanpaolo, a Torri di Quartesolo è comunque rimasto il "Centro Torri" della vecchia B.C.V., uno dei centri direzionali della nuova banca. In centro storico è presente, inoltre, la direzione Veneto Centrale di Unicredit e la sede del Banco Desio Veneto (gruppo Banco Desio).

 

Fiera di Vicenza

Nata ufficialmente come Fiera Campionaria nel 1948 aveva come presidente Gaetano Marzotto e vicepresidente Giacomo Rumor. La prima sede era presso i Giardini Salvi in pieno centro ma, con il trascorrere degli anni, s'intuisce l'importanza di dare alla struttura nuovi spazi. Viene scelta quindi l'area di Vicenza Ovest (dove andava pian piano formandosi la zona industriale), vicina all'autostrada A4 e fuori dal centro storico. Nel 1971 viene inaugurata la nuova struttura. Oggi, soprattutto con le sue fiere orafe, è uno dei poli fieristici più importanti d'Italia e tra i più conosciuti al mondo.

 

Turismo

La città è conosciuta in tutto il mondo per essere patria artistica di Andrea Palladio e grazie alle sue opere architettoniche è dal 1994 città patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO; ogni anno è visitata da turisti provenienti da tutto il mondo e, nonostante il flusso turistico si stia sempre di più portando verso il mordi-e-fuggi, la città è tappa fissa nel tour veneto vista anche la vicinanaza con Venezia e Verona. Inoltre le importanti manifestazioni fieristiche s'intersecano con l'offerta turistico culturale della città che è aumentata negli ultimi anni grazie all'apertura di nuovi musei e alla creazione di eventi di richiamo.

 

Infrastrutture e trasporti

Strade e autostrade

Vicenza è da secoli un'importante crocevia del Nordest italiano e pertanto ben servita soprattutto sotto il profilo stradale. Esistono due autostrade che servono la città:

- l'A4 Serenissima che passa a sud della città, attraverso due gallerie sotto i colli Berici correndo, per alcuni tratti, parallela alla tangenziale sud. All'autostrada si accede tramite i caselli di:

---- Vicenza Ovest: il casello principale della città, aperto nel 1961, demolito e rifatto completamente nel 2004 che conta 8 uscite, 5 entrate, 269 posti auto nel vicino parcheggio e la piazzola per l'atterraggio degli elicotteri di emergenza;

---- Vicenza Est: anch'esso aperto nel 1961 e ristrutturato nel 2004 conta 3 entrate e 6 uscite e 550 posti nel parcheggio;

- l'A31 Valdastico che si raccorda all'A4 tra i caselli Est ed Ovest e che passa per la zona Nord Est del capoluogo. A questa autostrada si accede direttamente dal casello di:

---- Vicenza Nord: è il casello più piccolo che serve la zona nord della città e del hinterland. È stato aperto nel 1976 e conta 3 entrate e 4 uscite con 8 posti auto nel parcheggio.

Quest'ultima autostrada è stata argomento di grandi diatribe visto che il progetto iniziale degli anni settanta prevedeva un prolungamento sia a nord fino a Trento, che a sud fino a Rovigo, dando un'ulteriore spinta alla viabilità nel territorio. In tutti questi anni non si è riusciti a trovare un accordo con la provincia autonoma di Trento che non ha approvato mai il progetto per il prolungamento a nord. Il prolungameto a sud, invece è stato sbloccato (almeno in parte) e dal 2005 sono iniziati i lavori per la costruzione del tratto che interessa la provincia berica. Per Vicenza passano inoltre diverse strade statali:

- la SS11 Padana Superiore, molto trafficata sia nel tratto per Padova, sia in quello per Verona;

- la SS53 Postumia diretta a Treviso, che coincide in alcuni tratti con la vecchia via romana Postumia;

- la ex SS46 del Pasubio che collega la città a Trento;

- la SS246 Riviera Berica che arriva ad Este (PD);

- la SS248 proveniente da Bassano del Grappa;

- Due circonvallazioni cingono la città. La circonvallazione interna corrisponde all'anello composto dai viali D'Alviano, fratelli Bandiera, Rodolfi, Legione Gallieno, Margherita, Risorgimento Nazionale, Venezia, Milano e Mazzini e tocca importanti punti di interesse come l'ospedale San Bortolo, la stazione ferroviaria, lo stadio Romeo Menti, il nuovo teatro Comunale. La circonvallazione esterna parte dal casello di Vicenza Ovest con viale degli Scaligeri e prosegue con viale del Sole, Diaz, Dal Verme, Cricoli, Ragazzi del 99, Quadri, Bertesina, Moro, della Serenissima arrivando al casello di Vicenza Est. Punti di interesse sono la zona industriale e direzionale Ovest, la Fiera di Vicenza, lo snodo dell'Albera, quello della Marosticana, la cittadella degli Studi, la zona della caserma Ederle con il villaggio Americano, la zona commrciale e direzionale Est. Le due circonvallazioni sono collegate da alcuni viali che dall'esterno portano all'interno e viceversa (viale San Lazzaro, Verona, Trento, Grappa, Trieste, Trissino);

- Esiste inoltre la tangenziale sud (aperta nel 2004) che corre, per alcuni tratti, parallelela all'autostrada A4 che parte dalla zona del parco commerciale "Le Piramidi" ed arriva fino al casello di Vicenza Ovest. Si sta progettando la futura tangenziale nord che collegherà la bretella Ponte Alto-Isola al prolungamento di viale Moro e che verrà finanziata con i soldi derivanti dalle compensazioni per le nuove installazioni militari USA all'aeroporto Dal Molin.

La viabilità nel centro storico (in parte pedonalizzato) è a traffico limitato. La verifica delle autorizzazioni per accedervi avviene attraverso telecamere che identificano la targa e inviano a casa una multa qualora il mezzo non fosse autorizzato ad entrare in centro. Vicenza è stata, tra l'altro, la prima città italiana che ha adottato un proprio servizio di trasporto merci (Vicenza Eco LOgistic CEnter = VELOCE) che serve i negozi all'interno della zona a traffico limitato (i corrieri arrivano in un centro di smistamento in zona industriale e le merci vengono poi caricate in veicoli elettrici che le consegnano ai commercianti). Tendenzialmente l'amministrazione comunale predilige il trasporto privato, preferendo l'installazione di numerosi parcheggi a ridosso dal centro, molti dei quali collegati per mezzo di bus navetta. La città è in proporzione una delle più trafficate d'Italia e come conseguenza è risultata per diversi periodi dell'anno la più inquinata del Belpaese, costringendo il Comune a misure straordinarie, dalla circolazione a targhe alterne al blocco totale del traffico (con opportune deroghe).

 

Aeroporto

La città è stata servita fino al 2008 da un piccolo aeroporto, prima militare, poi aperto al traffico civile. L'aeroporto "Tommaso Dal Molin" sorge a ridosso della città, a 5 km dal centro cittadino, nell'area che è stata destinata alla costruzione di una nuova base militare americana oltre alla caserma Ederle. L'iniziativa ha diviso in due la cittadinanza, che ha dato vita a comitati, raccolte di firme e ad un presidio permanente. A questo proposito il governo ha nominato l'onorevole Paolo Costa come commissario straordinario di governo per l'ampliamento dell'insediamento militare americano all'aeroporto. Sul futuro dell'aeroporto civile stesso sono stati espressi diversi dubbi. L'aeroporto è stato cancellato dalle carte di navigazione e la pista è in corso di demolizione per la costruzione della base militare.

 

Ferrovie

Vicenza è posizionata sull'asse ferroviario Milano–Venezia ed è quindi ben servita e facilmente raggiungibile in treno, perlomeno dal nord Italia. La Stazione di Vicenza FS è la ventitreesima stazione italiana per numero di passeggeri. Dal capoluogo berico partono quotidianamente treni locali per Verona, Padova, Venezia, Treviso, Schio (passando per la fermata di Vicenza Anconetta) e treni diretti per Domodossola, Milano, Torino, Trieste, Brescia, Udine, Lecce, Genova, Ginevra, Monaco, Nizza, Parigi, Vienna, Zurigo e Basilea e Bolzano. Il fabbricato viaggiatori è tuttora oggetto di una radicale ristrutturazione operata da Centostazioni.

Vicenza sarà attraversata dalla TAV, che probabilmente non si fermerà nel vicentino per scelte strategiche e politiche.

 

Mobiità urbana

Nel territorio operano due società di trasporti, l'una per il trasporto urbano, l'Aziende Industriali Municipali-Vicenza (AIM Vicenza Spa), e la seconda per il trasporto extraurbano, la Ferrovie Tramvie Vicentine (FTV). La prima è un'azienda municipale, che gestisce il traffico fino a una decina di chilometri dal centrocittà; la seconda invece è una società pubblica posseduta dall'ente provincia che si estende a gran parte della provincia e ha collegamenti giornalieri con Padova. AIM Vicenza Spa fornisce alla città 20 linee urbane che collegano i vari quartieri cittadini, passando quasi sempre per il centrocittà; FTV invece fornisce alla provincia 53 linee suburbane che collegano Vicenza al resto della provincia e con la città di Padova. Inoltre AIM Vicenza Spa fornisce il servizio dei bus navetta che collegano alcuni parcheggi d'interscambio alle porte della città che permettono di arrivare nel centro storico utilizzando i bus navetta.

Nei primi giorni di ottobre del 2007 le due aziende hanno dato inizio al processo di fusione (per ora solo sulla carta) costituendo la Società Vicentina Trasporti (SVT).

Un radicale intervento sul sistema di trasporto urbano (iniziato a fine 2009 con nuove norme di accesso agli autobus) è atteso per il 2010; è prevista una revisione di tutte le linee, la creazione di una corsia preferenziale (con varo della prima linea di metrobus) tra la zona di Ponte Alto e la stazione, una circolare elettrica lungo le mura storiche e la rivisitazione dei bus navetta tra i parcheggi di interscambio ed il centro.

 

Sport: Principali impianti sportivi della città

Questo è un elenco dei principali impianti sportivi pubblici della città, gestiti dall'omonimo settore del assessorato allo sport comunale. Altri impianti (principalmente campi da calcio, palestre) sono in gestione alle varie circoscrizioni di quartiere.

- Stadio di calcio Romeo Menti, via Schio 21;

- Palasport "Città di Vicenza - PalaReWatt", via Goldoni 12;

- Palasport "Palalaghetto", via lago di Pusiano 21;

- Stadio di softball, via lago di Massaciuccoli 10;

- Stadio di baseball "Pomari", via Bellini 59;

- Stadio di rugby "Angelo Gobbato", strada S. Antonino 105;

- Campo scuola di atletica leggera "Guido Perraro", via Rosmini 8;

- Palestra "Piarda Fanton", contrà Burci 11;

- Palestra di atletica pesante "Umberto I", via Carducci 29/31;

- Palascherma, via Riello 150/152;

- Parco Acquatico "Le piscine di Vicenza", via Forlanini 13 (angolo viale Ferrarin);

- Palazzetto del nuoto, viale Ferrarin 71;

- Pattinodromo, viale Ferrarin 67;

- Piscina comunale "San Pio X", via Giuriato 103;

- Campi di calcio a5, via Natta 6;

- Circolo tennis "Palladio", contrà della Piarda 9;

- Circolo tennis "Vicenza", via Monte Zebio 42.


Soprannome

«Veneziani gran signori, padovani gran dottori, vicentini magnagatti, veronesi tutti matti.»

 (Celebre detto veneto).

 

Gli abitanti di Vicenza vengono scherzosamente chiamati magnagati. L'origine di tale termine secondo alcuni potrebbe risalire al periodo della peste del 1600. Documentazioni dell'epoca mostrano che a Vicenza si allevassero i gatti come lotta ai topi con l'effetto di attenuazione dell'epidemia. Tale rilevazione fu comunicata alla Repubblica Serenissima e venne subito girata alle altre città venete che provvidero ad imitare l'esempio di Vicenza. Quando la pestilenza terminò è verosimile pensare che la popolazione affamata di tutte le città mangiasse i gatti. Vicenza, arricchitasi di gatti prima delle altre città, rimase, per così dire, in testa alla classifica di tale tipo di alimentazione attirandosi così l'attributo di città di magnagati.

Oggi, in maniera autoironica, il gatto è un simbolo molto diffuso in città usato, tra gli altri, da:

- Vicenza Calcio: che, dal 1994, ha in Gatton Gattoni la sua mascotte.

- Piscine di Vicenza: con un pacioso gatto blu in costume.

- Rugby Vicenza: gatto biancorosso, sguardo aggressivo e zampa su un pallone da rugby.

- Scuderia Palladio: storica scuderia di corse automoblistiche (organizzatrice del "Rally Città del Palladio") che ha come logo un gatto con casco da rally.

- Palladio Baseball: gatto agile e snello con maglia biancorossa e calzoni bianchi in atteggiamento da ricezione della palla.

- Centro Sci Vicenza: anche qui un gatto aggressivo con casco, racchette e sci.

- Tiro a segno nazionale vicenza: canini appuntati e unghie affilate per il simbolo del tiro a segno.

- Polizia Locale di Vicenza: creato dal comandante degli anni sessanta Guido Danichelli, rappresenta un gatto nero e bianco su sfondo biancorosso (i colori della città). Il gatto chiude un occhio (a dimostrare la comprensione che i vigili devono avere) e fa la linguaccia (quasi come a sfidare i contravventori). Inoltre il numero dei baffi rappresenta il numero dei quartieri cittadini di allora. Il simbolo viene consegnato annualmente alla cena del Corpo, ai nuovi vigili. Una versione in oro viene invece regalata quando un poliziotto va in pensione.

- Festambiente Vicenza: festival di Legambiente che ha come logo un gatto che presenta un vassoio con sopra un ambiente incontaminato.

- Compagnia Teatrale Emanuele Zuccato: compagnia teatrale della frazione di Polegge che associa, da un lato il Leone di San Marco e dall'altro un gatto entrambi poggianti la zampa su un libro in cui è disegnata una maschera.

- Anonima Magnagati: gruppo cabarettistico in lingua veneta attivo dal 1974 e conosciuto in tutta la regione.

- La Gata: dolce tipico nato nel 2006 dall'intuizione del gruppo pasticcieri dell'Associazione Artigiani.

- Cats - Easy living, a Vicenza: è il nome scelto dal mensile de Il Giornale di Vicenza nel 2009.

 

Voci correlate

- Provincia di Vicenza;

- Prodotti tipici veneti;

- Triveneto;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.