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Uncaria tomentosa

 

Descrizione

Uncaria tomentosa (Willd. ex Schult.): definita comunemente "Uña de gato" (in italiano tradotto in "Unghia di gatto"). L'Uncaria è una pianta arbusto dalle proprietà benefiche interessanti, rampicante che puo' raggiungere una altezza di 3-5 m presente nel Nord-Ovest della foresta tropicale dell’America del Sud, le foglie, opposte, intere o bifide, caduche e ricoperte di lanugine (tomentosa), picciolate, presentano alla base 2 o 3 protuberanze a forma di uncino (da cui il genere Uncaria) utilizzate per sostenersi con altre specie nella ricerca di zone luminose. I fiori dell'Uncaria tomentosa sono di colore giallo con calice e corolla imbutiforme, è utilizzata dai curanderos peruviani per curare ferite, ulcerazioni, processi infiammatori, dolori osteo-muscolo-articolari, disturbi legati al puerperio, patologie degenerative, malattie e dolori gastrointestinali.

Appartiene alla Famiglia delle Rubiaceae e cresce particolarmente in Perù, in Colombia ed in Brasile: la pianta viene usata nelle sue parti della corteccia e della radice ed ha un'azione immunostimolante; in generale aiuta a prevenire e a curare gli stati influenzali e le infiammazioni locali, ma aiuta anche in malattie molto più gravi, come attesta l’evidenza della letteratura medica, infatti è impiegata anche per il trattamento della gastrite e dell’artrite.

In vitro l'Uncaria tomentosa ha dimostrato la capacità di inibire il CYP3A4 ed aumentare i livelli serici dei farmaci metabolizzati da tale isoenzima, quali inibitori delle proteasi, inibitori non nucleosidici della trascrittasi inversa, ciclosporina, alcune benzodiazepine e molti altri.

L’Uncaria non sembra in grado di stimolare la proliferazione dei linfociti T e non incrementa la proliferazione di queste cellule indotta dalla concanavalina.

Le sostanze contenute sarebbero invece capaci di potenziare l’attività delle cellule NK e dei linfociti T citotossici, anche se tale effetto richiede, per manifestarsi appieno, tempi da 2 a 3 giorni per le cellule NK e di circa 3 settimane per i linfociti T citotossici. Pertanto l’Uncaria tomentosa sembra avere come bersaglio elettivo le cellule ad azione citotossica sia specifiche sia aspecifiche, con un effetto simile a quello di alcuni interferoni umani, capaci di trasformare le cellule NK nelle più efficienti cellule LAK e di potenziare l’attività dei linfociti T citotossici.

 

Composizione e Proprietà

La corteccia, rappresentante la droga, si preleva dalle radici e dalle parti inferiori del fusto in soggetti adulti prima della fioritura. In natura esistono due chemiotipi: il primo, contiene nelle radici prevalentemente alcaloidi ossindolici pentaciclici, il secondo, contiene soprattutto alcaloidi ossindolici tetraciclici:

- Alcaloidi ossindolici pentaciclici (isopteropodina o uncarina E, pteropodina o uncarina C, isomitrafillina, mitrafillina, uncarina F, speciofillina) e tetraciclici (rincofillina, isorincofillina, coorinoxeina, hirsutinina, corinanteina). 3,4-deidro-5-carbossistrictosidina,

- Glicosidi triterpenici dell’acido quinovico (tomentosidi A e B),

- Acetil derivati del beta-sitosterolo, stigma-sterolo e campesterolo,

- Polifenoli (procianidine, epicatechina),

- Triterpeni poliidrossilati.

 

La specie possiede le seguenti proprietà/effetti sulle specie animali:

- Immunomodulanti ed immunostimolanti,

- Antiossidanti,

- Antinfiammatorie,

- Antireumatiche,

- Antivirali,

- Antimutagene.

 

Attività immunostimolante

L’Uncaria è in grado di stimolare o modulare le difese immunitarie regolandone l’omeostasi.

L’attività immunostimolante, dovuta agli alcaloidi ossindolici pentaciclici ed ai polifenoli, si evidenzia con aumento della fagocitosi e con potenziamento del numero e dell’attività delle cellule immunocompetenti.

Gli estratti di Uncaria stimolano la produzione di interleuchina-1 (IL-I) e interleuchina-6 (IL-6) nei macrofagi alveolari di ratto evidenziando l’attività immunostimolante.

La IL-I è una molecola di segnale in grado di indurre la proliferazione e la differenziazione dei linfociti B e T. L’azione immunomodulante dell’Uncaria si esprime inoltre inibendo l’attivazione del fattore di trascrizione NF-Kappa B, migliorando la risposta dei linfociti B e T, potenziando l’azione fagocitaria.

Gli alcaloidi ossindolici pentaciclici inducono nelle cellule endoteliali umane il rilascio di un fattore attivante la regolazione e proliferazione dei linfociti B e T responsabili della risposta immunitaria.

 

Attività antiossidante, antinfiammatoria, radical scavenger, antireumatica

I glicosidi dell’acido quinovico sono in parte responsabili delle proprietà antinfiammatorie assieme agli steroli ed ai polifenoli.

L’Uncaria protegge in vitro le cellule dallo stress ossidativo evidenziando proprietà antinfiammatorie (impedisce l’attivazione del fattore di trascrizione NF-kappaB attivante le cellule B).

Uno studio su animali ha evidenziato una superiore attività antinfiammatoria dell’estratto idroalcolico di Uncaria nei confronti dell’estratto acquoso.

Gli estratti mostravano una debole attività inibitoria nei confronti della cicloossigenasi-1 e 2 implicate nel processo infiammatorio.

Altre ricerche confermano il ruolo antiossidante dell’estratto unitamente all’attività radical scavenger.

L’Uncaria risulta inoltre un potente inibitore della sintesi del fattore alfa di necrosi tissutale (TNF-alfa) e quindi della adesività cellulare indotta dallo stesso, confermando in tal modo un preciso ruolo antinfiammatorio.

 

Attività antivirale, antimutagena

Alcuni glicosidi dell’acido quinovico presentano attività antivirale. La pianta ostacola l’attività della DNA-polimerasi e della transcriptasi inversa responsabili della replicazione di alcuni virus.

Le proprietà antinfiammatorie ed antivirali giustificano quindi l’impiego della specie nelle malattie infettive.

L’Uncaria non risulta né tossica (in vitro ed in vivo) né mutagena in vivo. Gli estratti acquosi della specie hanno evidenziato in vitro effetti inibitori nei confronti della proliferazione di cellule tumorali umane probabilmente mediati attraverso l’induzione di apoptosi (morte cellulare programmata).

Azione antivirale dimostrata in laboratorio: sono stati condotti studi clinici su pazienti affetti da infezione da Herpes virus, per via sistemica e topica, con risoluzione della sintomatologia nell'85% dei soggetti entro la decima giornata; nel caso della Varicella zoster la risoluzione si è avuta nel 50% dei casi entro la settima giornata di terapia.

Assai interessanti sono gli studi su pazienti affetti da AIDS; si trattava di 41 pazienti, che presentavano un valore di T4 compreso tra 200 e 500, bassi valori di linfociti T totali e rapporto T4 -T8 non stabile. Dopo tre mesi di terapia si notava stabilizzazione del rapporto T4 -T8, aumento dei T4 sopra il valore di 500 e dei linfociti T totali. Tale quadro si manteneva per tutta la durata della sperimentazione, che è stata di tre anni.

 

Effetti collaterali

Una dose eccessiva può dare diarrea, che regredisce con la sospensione della terapia.

Controindicazioni: è controindicata la somministrazione in pazienti in cui viene provocata un'immunodepressione iatrogena a scopi terapeutici.

È sconsigliabile in gravidanza e durante l'allattamento per probabile azione sulla muscolatura uterina e perchè attualmente non esistono dati sull'azione sul feto. Non somministrare al bambino di età inferiore ai 9-10 anni di età se non sotto controllo medico specialistico.

 

Voci correlate

- Erbario virtuale;

- Pianta officinale;

- Erboristeria;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.