Cultura & Informazione da...

Associazione culturale

Idee & Sapori

P.IVA e Cod.fisc.:

04 87 64 90 28 7

 

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pec: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Contatti

Presidente: Bartolomei Loris

Vice-Presidente: Zaupa Orietta

 

Informativa sulla Privacy
e sulla navigazione del sito

Cerca nel sito

Collaborazioni

Partnes istituzionali

 

 

AssoCuochi Treviso

 

 Il Guado dell'Antico Mulino

 

Loco card

 

Progetti e partecipazioni

 

Comunità dei

Bisicoltori Veneti

 

 Tavolo di coordinamento

dei Prodotti tipici

della Provincia di Padova

 

Tesseramento

 

 

Promozione eventi

Aiutaci a crescere,

clicca Mi Piace ...

 

Promozione eventi:

 

 

Trachyspermum roxburghianum

(wild chelery o ajmoda)

 

Descrizione

La Wild Chelery, (Trachyspermum roxburghianum (DC.) Craib), conosciuta in sanscrito come Ajmoda, è una pianta erbacea annuale della famiglia delle Apiaceae.

 

Classificazione scientifica

Classificazione Cronquist

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Sottoregno: Tracheobionta;

Superdivisione: Spermatophyta;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Sottoclasse: Rosidae;

Ordine: Apiales;

Famiglia: Apiaceae;

Genere: Trachyspermum;

Specie: Trachyspermum roxburghianum (sin. Carum roxburghianum).

 

Classificazione APG

Regno: Plantae;

Clade: Angiosperme;

Clade: Eudicotiledoni;

Clade: Tricolpate basali;

Clade: Rosidi;

Clade: Euasteridi II;

Ordine: Apiales;

Famiglia: Apiaceae.

 

Generi simili

Il genere Trachyspermum, piuttosto eterogeneo, ha incerti confini con il genere Pimpinella.

 

Distribuzione e habitat

Presente nel sub-continente indiano, nel sud-est asiatico ed in Indonesia. Si trova ai margini della foresta e nei rudereti.

 

Morfolofia

- Radici: fittone stretto;

- Fusto: pianta con fusto eretto pubescente, terette, ramificato, longitudinalmente tripartito, mediamente alto dai 20 cm ai 100 cm.

- Foglie: si presentano picciolate, con piocciolo esile lungo 1-2 cm, ovate a grandi linee, lunghe dai 3-8 cm e larghe 2-12, bi-pinnate o terno-pinnate, con l'ultimo segmento stentatamente oblungo lunghe dai 5-20 mm e largo 2-3 mm e alla base cuneate. Le foglie caulinari si riducono con l'altezza, le più apicali sono linearo-lanceolate.

- Fiore: l'infiorescenza è un ombrella regolare 2-4 cm di diametro, il peduncolo è di 5-9 cm. Ci sono 2-5 brattee lunghe 3-10 mm, lineo-subulate o ciliate, inoltre ci sono 2-9 raggi primari lunghi 1,3-5 cm e 5-15, inoltre ci sono 5-8 bratteole sottile lunghe 2-3 mm e finemente ciliate, ci sono 5-15 raggi secondari lunghi 2-7 mm ognuno con un fiore, costituito da 5 sepali piccoli e nascosti lunghi 0,1 mm, e 5 petali con apici ottusi ad ampio respiro, I petali sono di colore lilla. Fiorisce e fruttifica da febbraio a luglio.

- Frutti: carpoforo ovoidale, di 1,5-3 mm per 1,5-2 mm, con apice contratto a formare un collo corto, pubescente con peli corti e irti. Presenta due fessure alla base che lo fanno dividere facilmente in due mericarpi ognuno funsionante da seme. Essiccati sono di un colore giallo brillante.

 

Principi attivi

I semi contengono olio essenziale composto essenzialmente da limonene, a-terpene, dipentene, d-linallolo, terpineolo, dl-piperitone, timoquinolo, timolo e acido chetonico. Inoltre sono sicchi ferro e calcio.

 

Usi

L'olio essenziale ha proprietà amare, termogeniche, antispammodiche, toniche, stimolanti, antelmitiche, carminative.

Inserito sin dall’antichità nella lista dei rimedi ayurvedici, in India è ancora utilizzato nelle malattie epatiche e malattie respiratorie come asma, raffeddore o bronchite. Usato anche per irrobustire l’appetito e aumentare l’emoglobina nel sangue e come antidolorifico.

 

Cucina

I frutti vengono utilizzati come spezie nella cucina bengalese con il nome di radhuni, dal sapore aromatico simile al prezzemolo.

Viene molto utilizzato in particolare nei paesi dove viene prodotto come nelle Filippine, in Iran, in Afghanistan e in Egitto mentre è praticamente sconosciuto in Europa.

È una spezia molto forte, un paio di pizzichi possono coprire l’aroma di un curry. Occorre usarlo con cautela per non sovrastare il sapore del piatto. Nella cucina del Bengala, i frutti sono usati interi, fritti velocemente in olio bollente finchè non scoppiettano. Entra nella composizione autentica e tradizionale del "panch phoron" del Bengala (dove di solito è sostituito dai semi di senape), insieme a cumino, fieno greco, finocchio e nigella. Si usa anche per i chutney, altre miscele di spezie e in salamoia.

È usato per insaporire anche fagioli e altri legumi perché aiuta a ridurre la flatulenza; impiegato anche per marinare la carne e come conservante per i cibi in scatola.

Rientra tra gli ingredienti del berberè, miscela di spezie della cucina etiope che viene usata per preparare carni in umido e zuppe.

 

Coltivazione

In Asia è coltivato, fino a 750 m s.l.m., preferisce suoli non molto pesanti, fertili e calcarei.

Presenta dei frutti marroncini piccolissimi (delle dimensioni di 1 mm circa), striati e rigonfi con un pezzettino di gambo. Per ottenere 30 grammi di spezia "radhuni" sono necessari circa 60.000 semi.

La pianta di radhuni ha la particolarità di attirare le farfalle ed ospitare i bruchi delle stesse; per questo motivo viene usata anche come pianta ornamentale, per riempire il giardino di farfalle nella stagione estiva.

 

Moltiplicazione

È principalmente propagata per seme.

 

Curiosità

Il radhuni viene spesso confuso con il levistico (o sedano di montagna): si tratta di una pianta simile al sedano originaria dell'Asia ma diffusa anche in Europa centrale. Del levistico si utilizzano le costole in insalata, le foglie per profumare le zuppe e i semi per aromatizzare pane, biscotti e anche formaggi.

 

Voci correlate

- Spezia;

- Cucina;

- Ingrediente;

- Pianta aromatica;

- Erbario virtuale;

- Famiglia: Apiaceae;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.