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Solanum melongena (melanzana)

 

Descrizione

La melanzana (''Solanum melongena'' L.) è una pianta appartenente alla famiglia delle Solanaceae, coltivata per il frutto commestibile.

È uno degli ortaggi protagonisti della stagione estiva. Per il suo basso contenuto in lipidi e calorie (circa 17 calorie per 100 grammi), rappresenta anche un gustoso alimento adatto per chi segue una dieta, soprattutto se cucinata al forno o grigliata. L’unica precauzione è quella di non eccedere con i condimenti, perché questo la melanzana ha una particolare tendenza ad assorbire l’olio. Tra le caratteristiche più interessanti c'è la capacità di combattere la ritenzione idrica, al punto da essere indicata fra i sette super cibi che aiutano a combattere la cellulite.

 

Classificazione scientifica

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Ordine: Solanales;

Famiglia: Solanaceae;

Genere: Solanum;

Specie: Solanum melongena.

Foto a destra: frutti di Cultivar commerciali presenti nei garden del Nord Italia, Regione Veneto.

 

Varietà

Le varietà commerciali sono:

- la Violetta lunga palermitana, viola scuro a frutto allungato;

- la Violetta lunga delle cascine con frutto violetto;

- la Violetta nana precoce a frutto piccolo;

- la Melanzana di Murcia con foglie e fusto spinosi, frutto violetto, rotondo;

- la Mostruosa di New York con frutto violetto enorme;

- la Tonda comune di Firenze, violetto pallido ibrido, con pochi semi, polpa tenera e compatta;

La Melanzana rossa DOP di Rotonda, con una forma simile ad un pomodoro, colore rosso-arancione, polpa fruttata e un sapore leggermente piccante, appartiene ad altra specie.

 

Etimologia

La melanzana, originaria dell'India, viene introdotta dagli Arabi all'inizio del IV secolo e quindi non ha un nome latino o greco. Gli Arabi chiamano la melanzana badingian e in Italia venne inizialmente chiamata petonciana o petonciano o anche petronciano. Per evitare fraintendimenti sulle sue proprietà, la prima parte del nome venne opportunamente mutato in mela (ovvero frutto per antonomasia) dando così origine al termine melangiana e poi melanzana. Il nome melanzana, in particolare, veniva popolarmente interpretato anche come mela non sana, proprio perché non è commestibile da crudo. Dalla forma araba con l'articolo (al-badingian) derivano invece la forma catalana (alberginia) e francese (aubergine).

 

Morfologia

La melanzana (Solanum melongena L.) è una pianta erbacea, eretta, alta da 30 cm a poco più di un metro. I fiori grandi, solitari, sono violacei o anche bianchi. I frutti sono bacche grandi, allungate o rotonde, normalmente nere, commestibili dopo la cottura.

La melanzana rossa è una pianta d'aspetto simile alla melanzana per portamento ma il suo frutto arrotondato si colora di rosso intenso come un pomodoro, tanto da essere scambiata per quest'ultimo; coltivata essenzialmente in Africa e in Asia.

 

Storia

La melanzana è originaria dell'India; non era conosciuta né dai Greci né dai Romani. Sebbene esistano innumerevoli documenti che dimostrano la coltivazione della melanzana nell'area del sudest asiatico sin dalla preistoria, sembra che in Europa fosse sconosciuta fino al sedicesimo secolo. La diffusione in Europa di nomi derivati dall'arabo e la mancanza di nomi antichi latini e greci indicano che fu portata nell'area mediterranea dagli arabi agli inizi del Medioevo.

Nel XIII secolo la troviamo in nord Africa e probabilmente sul finire del XV secolo si diffuse in Europa, ma solo nelle zone dove, per motivi climatici, era possibile coltivarla. È una pianta annuale a ciclo primaverile-estivo, molto coltivata in tutte le regioni italiane per i suoi frutti di colore bianco avorio, rosato, lilla, violetto più o meno intenso, fino quasi al nero. A completa maturazione la buccia cambia colore e può presentare tinte variabili dal giallo all’ocra. 

In Italia, la coltivazione della melanzana ha un’estensione di circa 12.000 ettari. 

 

Proprietà

La melanzana cruda ha un gusto amaro che si stempera con la cottura, che rende inoltre l'ortaggio più digeribile e ne esalta il sapore. D'altra parte, la melanzana ha la proprietà di assorbire molto bene i grassi alimentari, tra cui l'olio, consentendo la preparazione di piatti molto ricchi e saporiti; per questi motivi la melanzana viene consumata preferibilmente cotta. La normale cottura non è in grado di eliminare del tutto la solanina, che si degrada completamente a temperature molto più alte (circa 243 °C); ciò però non è un problema, perché nella melanzana il contenuto di solanine (α-solanina, solasonina e solamargina) è pari a 9–13 mg/100 g di peso fresco, ben al di sotto della quantità ritenuta accettabile per gli ortaggi (20–25 mg/100 g di peso fresco).

Poco conosciute sono le tante proprietà benefiche di questo ortaggio, che è dotato di spiccate proprietà coleretiche, cioè favorisce l’aumento della produzione della bile, stimolandone il rilascio da parte delle cellule epatiche e contemporaneamente, agevola la digestione. Un vantaggio che porta al miglioramento della funzionalità epatica e alla riduzione del contenuto di colesterolo nel sangue.

Grazie al suo alto contenuto in fibre, ha una elevata capacità saziante ed è un ottimo alimento da consigliare a chi ha problemi di stipsi. È anche adatta per chi soffre di crampi muscolari, infatti possiede un elevato contenuto in potassio. Notevoli le proprietà diuretiche, essendo formata da circa il 93% di acqua. In base ad alcune studi, è stata messa in evidenza l’utilità della melanzana nella riduzione della pressione arteriosa poiché svolge un’azione molto simile a quello svolto dai farmaci anti-ipertensivi. Sono in corso comunque altre studi per accertare questa proprietà.

 

Valori nutrizionali

Le melanzane, pur essendo in sé amiche delle diete povere di calorie, possono risultare bombe caloriche in base alle modalità di cottura; la pasta spugnosa dell'ortaggio assorbe moltissimo il condimento, prestandosi perfettamente ad insaporire e ad arricchire piatti gustosissimi ed ipercalorici.

La semplice cottura alla griglia non è problematica per le diete povere di calorie, poiché la preparazione delle melanzane avviene, in questo caso, senza necessità di olio in cottura. È palese che, cucinando le melanzane in padella, friggendole nell'olio o, ancor peggio, farcendole anche con pomodoro e mozzarella, le calorie crescono esponenzialmente.

La melanzana cruda apporta solamente 18 Kcal per 100 grammi; prendendo come riferimento una melanzana dal peso ideale di 100 grammi, il 92,7% è costituito da acqua, mentre il rimanente 7,3 % è ripartito tra carboidrati (2,6%), fibre (2,6%), proteine e grassi (tracce).

Inoltre, la melanzana assorbe molti sali minerali dal terreno, in particolare potassio, ed è ricca in fibre.

 

Coltivazione

Pianta esigente riguardo alla temperatura, presenta uno zero vitale di circa 9-10°C durante la notte e di 14-16°C durante il giorno. Il livello termico ottimale è di 22-26°C di giorno e di 15-16°C di notte. Durante la fioritura, temperature al di sopra dei 30-32°C possono provocare squilibri biologici con conseguente cascola dei frutticini.

Senza dubbio la melanzana è una pianta esigente per quanto riguarda la fertilità del terreno, anche se si adatta a diversi tipi di suolo. Nei piccoli orti viene coltivata in quasi tutti i terreni, ma preferisce quelli di medio impasto, tendenzialmente sciolti e dotati di buona freschezza di fondo. Validi risultati si ottengono pure in terreni sabbiosi. Anche in quelli più compatti può dare produzioni soddisfacenti, ma deve essere assicurato un perfetto sgrondo dell’acqua e le produzioni stesse risultano, in media, più tardive rispetto a quelle ottenute nei suoli sciolti; meno adatti sono i terreni sassosi. La melanzana è abbastanza tollerante in fatto di reazione del terreno, anche se il pH ottimale varia tra 5,6 e 7,5; è idonea ad essere coltivata nei terreni sabbiosi litoranei perché presenta un'elevata resistenza alla salinità sia del terreno che dell'aria.

 

Esigenze colturali

La melanzana, originaria di climi subtropicali, richiede climi non eccessivamente freddi. La crescita comunque s'arresta quando la temperatura scende sotto i 12°C. La resa media è di circa 25 t/ha. La melanzana andrebbe coltivata in terreni fertili e ben drenati, in posizione soleggiata ma riparata. Ha bisogno di un clima che non sia né troppo freddo, né troppo umido né ventoso. È possibile coltivarla in vasi di 23 cm con del terriccio.

 

Semina

La coltivazione della melanzana è molto semplice. È necessario tenere presente che essa vegeta solo se la temperatura si mantiene abbastanza alta di giorno e di notte. La semina si fa generalmente in cassone riscaldato, in gennaio-febbraio, usando 1,5 g di seme per ogni m² di semenzaio, da cui si può ottenere un numero di piantine sufficienti per la piantagione di 100 m² di terreno. È da tenere presente che il seme di due anni ha una facoltà germinativa superiore a quello di 1 anno. La semina può essere fatta anche più fitta, spargendo 2,5g di seme per m² di semenzaio. In questo caso è necessario ripicchettare le piantine in vivaio sempre in cassone riscaldato, mettendo le piantine possibilmente in contenitori di cartone o di terra cotta prefabbricati, in ciascuno dei quali si dispone una piantina. Sempre più diffusa è la semina in seminiere di polistirolo.

Il trapianto a dimora si fa in piccoli solchetti tracciati alla distanza di 90 cm e mettendo le piante lungo la fila a 60 cm.

 

Tecnica di coltivazione

Coltura in pieno campo: (le indicazioni riportate di seguito si considerano per un terreno normalmente dotato). L’apporto di sostanza organica è sempre utile sia per la coltivazione in pieno campo che in serra.

L’azoto è l’elemento da trattare con maggiore attenzione, in particolare per gli eccessi. Il potassio è ritenuto un elemento valido per i benefici generali sullo sviluppo della pianta e dei frutti. Il fosforo è un elemento che influisce positivamente sulla precocità e contemporaneità di maturazione.

Riguardo alla quantità degli elementi nutritivi da apportare, facendo riferimento alla quantità asportata, occorre sottolineare, che le quantità sono variabili in funzione della lunghezza del ciclo della coltura e quindi del periodo d’impianto. Il periodo di coltivazione e quindi di concimazione può variare a seconda della data di trapianto:

- Estiva corta: fine agosto, primi di settembre, fino a febbraio-marzo.

- Invernale corta: gennaio-febbraio, fino a giugno-luglio.

- Intermedia: da novembre a maggio-giugno.

- Lunga: da ottobre-novembre a luglio-agosto.

Coltura in ambiente protetto: (le indicazioni riportate di seguito si considerano per un terreno normalmente dotato).

Oltre alle considerazioni gia fatte per la coltivazione in pieno campo, per la coltivazione in serra fredda, la pianta che viene coltivata in un ciclo lungo, va in riposo vegetativo nei mesi freddi, per poi rivegetare e riprendere la produzione quando le temperature si riportano su valori ottimali. 

In Sicilia, nelle migliori condizioni di clima, a coltura forzata si fa in serra o in tunnel freddi. Il trapianto si fa a novembre per avere un primo raccolto tra la fine di gennaio ed i primi di febbraio. Qualora si renda necessario, si può ricorrere al riscaldamento di soccorso per mantenere la temperatura nei limiti compresi tra i 15°C di minima ed i 22°C di temperatura ottimale.

In zone continentali a clima mite, si ritarda il trapianto a gennaio-febbraio, in serra fredda ma dotati di impianto di riscaldamento di soccorso. La raccolta può iniziare ad aprile; è buona norma applicare i fertilizzanti con la fertirrigazione, con turni frequenti, sottoforma di soluzione nutritiva alla concentrazione dell’1,5-2 per mille.

In fuori suolo, su lana di roccia o substrato inerte, si utilizza una soluzione nutritiva del tipo Coic-Leisant; è necessario considerare un aumento in magnesio nella soluzione nutritiva apportata.

L’irrigazione è uno degli strumenti essenziali per ottenere una produzione abbondante e di buona qualità. La melanzana è una pianta con elevate esigenze idriche, in particolare durante la fase d’ingrossamento dei frutti. In una situazione di stress idrico i frutti non raggiungono la grandezza normale, assumono un sapore piccante od amaro e una polpa stopposa.

I fabbisogni idrici variano in rapporto al ciclo ed alle regioni di coltivazione, raggiungendo in media i valori di 8.000-9.000 mc/ha di acqua. La melanzana tollera abbastanza bene la salinità, si possono utilizzare acque con un modesto contenuto salino.

Da alcune prove d’irrigazione i migliori risultati come numero e peso dei frutti è stato ottenuto con 5 irrigazioni la settimana.

Da prove effettuate su substrato di coltivazione in pien’aria, è stata studiata l’influenza di tre diversi livelli di fertirrigazione. La tesi fertirrigata con maggiori apporti sia d’acqua sia di fertilizzante ha dato i migliori risultati sia come precocità sia come resa finale, ma non ha avuto un’azione sul peso medio dei frutti.

 

Raccolta e produzione

La raccolta si fa scalarmene quando i frutti sono ancora immaturi.

Qualora i prezzi delle ultime raccolte risultassero poco rimunerative, si possono ringiovanire le piante con un’opportuna potatura, con una forte concimazione azotata e irrigazione in modo da ottenere un prodotto tardivo, sempre ben valutato.

 

Avversità e parassiti

L’efficacia dei pochi prodotti disponibili deve essere pertanto salvaguardata attraverso l’integrazione della lotta chimica con metodi di difesa agronomici e biologici. Molte pratiche agronomiche, in particolare, svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione delle infezioni e delle infestazioni delle colture. Tra queste è doveroso ricordare la sanità del materiale di propagazione, l’eliminazione delle piante malate e dei residui colturali infetti, l’innesto erbaceo, le reti antinsetto, l’arieggiamento delle serre ecc....

Tra le avversità che destano le maggiori preoccupazioni per la melanzana, ricordiamo le tracheoverticilliosi (Verticillium albo-atrum e Verticillium dahliae), la cancrena pedale (Phytophtora capsici), i marciumi basali (Didymella lycopersici, Phoma lycopersici, Sclerotinia sclerotiorum, Thielaviopsis basicola), la muffa grigia (Botrytis cinerea), gli afidi (Myzus persicae, Macrosiphum euphorbiae, Aphis gossypii, Aphis fabae), gli aleurodidi (Trialeurodes vaporariorum e Bemisia tabaci), il ragnetto rosso (Tetranychus urticae), i tripidi (Frankliniella occidentalis) e la Dorifora (Leptinotarsa decemlineata).

Gli insetti maggiormente nocivi alla melanzana sono la mosca bianca (Trialeurodes vaporariorum), i lepidotteri Heliothis armigera e Spodoptera littoralis e l'afide Macrosiphum euphorbiae.

Tra le malattie da funghi le più importanti sono la muffa grigia, il mal bianco, la gangrena pedale, la fusariosi (causata da Fusarium oxysporum ) e la verticilliosi (causata da Verticillium albo-atrum e Verticillium dahliae).

 

Voci correlate

Botanica;

Ortaggi;

Erbario virtuale;

Agricoltura;

Gastronomia;

Orto;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.