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Salvia officinalis (salvia comune)

 

Descrizione

La pianta che viene chiamata popolarmente salvia senza altre qualificazioni, o salvia comune, è descritta con il nome scientifico di Salvia officinalis, una delle quasi 1.000 specie appartenenti al genere Salvia.

 

Classificazione scientifica

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Ordine: Lamiales;

Famiglia: Lamiaceae;

Sottofamiglia: Neptoideae;

Tribù: Mentheae;

Genere: Salvia;

Specie: Salvia officinalis.

 

Morfologia

La salvia comune è un piccolo arbusto sempreverde; le foglie semplici, feltrose al tatto, presentano un colore verde-grigiastro ed un odore caratteristico. La forma è ovale con margine crenato, nervature penninervie, attaccatura picciolata con inserimento semplice.

I fiori violacei sono riuniti in infiorescenze e hanno il caratteristico aspetto asimmetrico proprio della famiglia delle Lamiacee; questa specie fiorisce dalla primavera e per tutta l'estate mentre i semi maturano da agosto a settembre.

I frutti si formano alla base dei fiori e contengono i minuscoli semi ovoidali di colore marrone scuro.

 

Principi attivi

La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone (tujone il suo nome volgare), alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene. Anche i flavonoidi sono presenti nella pianta così come i glucosidi del luteolo e dell’apigenolo. L’olio essenziale di salvia possiede un’alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico.

 

Distribuzione e habitat

La salvia comune è originaria del bacino del Mediterraneo e anche in Italia può essere trovata allo stato spontaneo.

 

Usi

Della salvia sono particolarmente note le sue proprietà antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre è in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della menopausa (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato “caldane”: per questo viene anche chiamata “estrogeno naturale”). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed è anche indicata nelle gengiviti e gli ascessi. È un “deterrente” del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita.

Il momento della potatura offre il vantaggio di poter raccogliere una certa quantità di foglie che in parte potranno essere impiegate fresche in cucina, ma che potranno inoltre essere essiccate per utilizzi successivi e differenti, ad esempio per la preparazione di un mix di condimento a base di erbe aromatiche essiccate o per la realizzazione di infusi e tisane. La salvia potrà essere lasciata essiccare dopo averla lavata ed asciugata separando le singole foglie ed adagiandole su di un panno da posizionare all’ombra, in un luogo ventilato, oppure realizzando con i suoi rami dei mazzetti da appendere a testa in giù per alcuni giorni. Le foglie potranno poi essere sbriciolate e conservate al buio all’interno di barattoli di vetro.

Proprietà mediche: la salvia è uno stimolante dell’organismo, è di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. È particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: è molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l’insonnia. È anche un gastroprotettore poiché ha un’azione antispasmodica ed è utile nel diabete perché riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un’azione estrogena che agisce efficacemente come anti–sudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, “salva” i cibi dal deperimento.

Viene considerata una panacea per una vasta tipologia di malanni e un antico proverbio recita più o meno così: "Chi ha la salvia nell'orto possiede salute nel corpo". Avendo la salvia proprietà battericida è indicata per la prevenzione e la cura di patologie delle vie respiratorie come tosse, raffreddore asma e irritazioni della gola.

 

In cucina

La salvia trova impiego in cucina fin dai tempi antichi; nonostante la sua origine mediterranea, la presenza della salvia per aromatizzare carni di vario genere è consolidata da secoli in quasi tutte le tradizioni culinarie d'Europa. Meno comune ma non raro è il suo impiego per cibi di tipo diverso; pasta (notissimi in Italia i tortelloni burro e salvia), formaggi (per es. alcuni formaggi alle erbe), foglie di salvia fritte e anche zuppe.

In Medio Oriente la salvia viene usata per aromatizzare l'arrosto di montone.

 

In erboristeria

Il nome stesso di questa pianta è testimone delle virtù che gli antichi Romani le riconoscevano; infatti salvia ha la stessa radice del verbo salvare e della parola salus (salvezza, ma anche salute).

Presso i Romani la salvia doveva essere raccolta con un rituale particolare, senza l'intervento di oggetti di ferro, in tunica bianca e con i piedi scalzi e ben lavati; prima e dopo i Romani, dagli Egizi alla farmacopea medioevale, la salvia fu sempre apprezzatissima in erboristeria e non a caso Linneo le attribuì il nome di officinalis.

Tra i principali effetti, la salvia ha efficacia antisettica ed è anche digestiva e calmante. Le sono attribuiti altri effetti, ma non su tutti c'è concordia di vedute; secondo un'antica tradizione inoltre la Salvia officinalis può essere utilizzata per curare un'eccessiva sudorazione. Si prepara un infuso con la Salvia officinalis e si praticano tamponamenti della zona da trattare.

 

Nel giardinaggio

I fiori della salvia e anche l'aspetto d'insieme della pianta sono stati sempre apprezzati nel giardinaggio; la Salvia officinalis, come altre specie dello stesso genere, è pertanto utilizzata come pianta ornamentale.

 

In cosmetica

L'estratto di salvia è un eccellente fissatore per profumi.

Molti dentifrici sono a base di salvia; in assenza del prodotto preparato si possono semplicemente strofinare i denti con una foglia fresca per ottenere un effetto sbiancante. Un infuso di salvia consente di restituire ai capelli il colore scuro e le lozioni preparate con la salvia detergono la pelle. Per preparare un tonico astringente alla salvia sono necessari 4 cucchiai di salvia essiccata e di alcool etilico, un pizzico di borace, 3 cucchiai di amamelide e 10 gocce di glicerina. Dopo aver fatto macerare la salvia nell'alcool per due settimane, si deve filtrare la sostanza ottenuta, sciogliere il borace nell'amamelide e aggiungervi l'alcool. Dopodiché si unisce la glicerina e si travasa il tutto in una bottiglia con tappo sotto vuoto. Prima di usare il preparato, sarà bene agitare il contenitore.

 

Tossicità della Salvia comune

La salvia contiene un chetone complesso, il tujone, che può risultare tossico ad alte dosi; ciò ha impatto sia sull'uso culinario che su quello medicinale e spiega perché la salvia è stata usata come aroma ma non, per esempio, come insalata.

La normativa europea ha stabilito un limite massimo al contenuto di tujone nei cibi, che è di 25 mg/kg nel caso di cibi aromatizzati con la salvia; negli Stati Uniti attualmente la legge fissa un tetto al contenuto di tujone, ma non è applicabile ai cibi preparati con la salvia.

La salvia è dunque controindicata per chi soffre di patologie nervose e va consumata con cautela da parte delle donne nel periodo di allattamento; inoltre occorre fare molta attenzione nel non farla entrare in contatto con recipienti di ferro. Da ricordare anche che l’olio essenziale risulta tossico per il sistema nervoso e può causare crisi epilettiche anche in piccolissime dosi. Come tisana, si può utilizzare solo per brevi periodi.

 

Coltivazione

La salvia è una pianta molto facile da coltivare, rustica che vive bene se esposta in pieno sole; è infatti una pianta sia termofila che eliofila vale a dire che ama il caldo ed il sole. In genere l'aerale di coltivazione arriva fino ai 900 m di altitudine, non oltre in quanto i climi troppo freddi non sono tollerati. Sopravvive con difficoltà negli ambienti con inverni lunghi e freddi.

Può essere allevata anche in appartamento purchè si rispettano le sue esigenze colturali anche se è all'aperto e in piena terra che cresce al meglio. Gradisce una buona circolazione dell'aria.

In genere dopo 4-5 anni la pianta tende a degenerare per cui dopo tale periodo è bene sostituirla; è una pianta che va annaffiata con moderazione, stando attenti a non lasciare ristagni idrici nel terreno che sono la principale causa di morte di queste piante lasciando asciugare il terreno tra un'irrigazione ed un'altra.

Sopportano anche la siccità e non amano l'eccessiva umidità atmosferica.

La Salvia preferisce i terreni neutri o leggermente calcarei e sabbiosi, molto permeabili in modo da favorire un buon drenaggio ed una buona circolazione dell'aria. Sono assolutamente da evitare i terreni acidi e pesanti.

Si usa un concime liquido, opportunamente diluito nell’acqua d’irrigazione, ogni 15 gg a partire dalla primavera e per tutta l'estate; negli altri periodi le concimazioni vanno sospese.

Poichè è una pianta che viene coltivata prevalentemente per le sue foglie aromatiche è preferibile usare un concime che abbiamo un titolo abbastanza elevato in Azoto (N) che favorisce appunto lo sviluppo delle parti verdi. Accertatevi pertanto che oltre ad avere i cosiddetti "macroelementi" quali Azoto (N), Fosforo (P) e Potassio (K) e che tra questi l'Azoto sia in "maggiore quantità"; importanti anche i "microelementi" quali il Ferro (Fe), il Rame (Cu),  il Molibdeno (Mo),  il Manganese (Mn), lo Zinco (Zn), il Boro (B), tutti importanti per una corretta crescita della pianta.

Diminuire leggermente le dosi rispetto a quanto indicato nella confezione del fertilizzante.

 

Moltiplicazione

La moltiplicazione avviene per seme o per talea erbacea; nello scegliere la tecnica da adottare occorre tenere presente che la moltiplicazione per seme ha con se lo svantaggio che, subentrando la variabilità genetica, non si è certi che si avranno delle piante uguali alle piante madri. Pertanto nel caso si desiderino delle piante precise, è bene fare la moltiplicazione per talea.

 

Voci correlate

Botanica;

Erbario virtuale;

Pianta officinale;

Tisana;

Tisana al rosmarino;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.