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Saccharum officinarum

(canna da zucchero)

 

Descrizione

La canna da zucchero (Saccharum officinarum L.) è una pianta tropicale, originaria delle regioni indomalesi, appartenente alla famiglia delle Poaceae. Può essere usata come alimento immediato, estraendone il succo attraverso spremitura, oppure come dolcificante.

Ha un portamento cespuglioso, tipico delle Graminacee, con getti che nascono dal colletto della pianta principale. Presenta un lungo fusto (a maturità può superare i tre metri di altezza), contenente un tessuto succoso zuccherino. Le foglie sono lanceolate e inserite sui nodi con una guaina che abbraccia il fusto per tutta la lunghezza di un internodo, L’infiorescenza è una spiga apicale e procombente; è una pianta perennante (7-8 anni) e, se tagliata, rigetta dal colletto. Le radici sono cilindriche e non rizomatose.

Esponente delle piante saccarifere insieme alla barbabietola, la canna da zucchero è una pianta che, seppur tipica dei tropici, gode di fama mondiale per la fabbricazione dell'edulcorante per antonomasia, lo zucchero. L'impiego della canna da zucchero, comunque, non è indirizzato solamente all'alimentazione umana: infatti, in particolare in questi ultimi anni, la pianta zuccherina viene sfruttata anche per ottenere un propellente biologico, il biocombustibile.

 

Classificazione scientifica

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Liliopsida;

Famiglia: Poaceae;

Sottofamiglia: Andropogonoideae;

Genere: Saccharum;

Specie: Saccharum officinarum.

 

Il genere comprende quasi 40 specie differenti e le cultivars commerciali più rinomate sono complessi ibridi.

 

Morfologia

Presenta un portamento cespuglioso, tipico delle graminacee, con getti che nascono dal colletto della pianta principale; la canna da zucchero può raggiungere i 4-5 metri d'altezza presentandosi come un lungo fusto contenente un tessuto succoso e zuccherino.

Le foglie sono lanceolate e inserite sui nodi con una guaina che abbraccia il fusto per tutta la lunghezza di un internodo. I fiori sono riuniti in una grande infiorescenza (pannocchia) che può raggiungere la lunghezza di 90 centimetri; è una spiga apicale e procombente.

Il fusto della canna da zucchero ha il nome di "culmo", anche se non si può parlare di un unico fusto; ogni pianta ha infatti un fusto principale e parecchi fusti aerei. Ciascuno di questi fusti ha il diametro di 3-5 centimetri e può raggiungere persino il peso di 10 chili. A seconda della varietà della pianta, i fusti possono essere verdi, violacei oppure giallo-rossastro. Nell'interno di ogni fusto vi è un liquido sciropposo, da cui si ricava lo zucchero.

Le radici sono cilindriche e non rizomatose; è una pianta perennante (7-8 anni) e, se tagliata, rigetta dal colletto.

  

Esigenze ambientali e tecnica colturale

Pianta tipica delle zone a clima equatoriale e tropicale.

La riproduzione avviene di solito per talea. Il trapianto delle talee radicate (fine primavera) deve essere seguito da abbondante irrigazione.

Nei mesi successivi, nei fusti principali e nei ricacci secondari si ha il progressivo accumulo di zucchero nella linfa. Il contenuto di zucchero raggiunge il suo massimo nella primavera-estate seguente e si mantiene durante tutto il periodo della raccolta delle canne. Ogni pianta dopo essere stata tagliata ricaccia ed i fusti che si sviluppano saranno raccolti l'estate successiva; di solito la durata di un canneto è di 6-8 anni.

 

Coltivazione

La piantagione della canna da zucchero si fa con talee, prelevate dalla sommità dei fusti, quasi contemporaneamente al raccolto. Prima del trapianto, il terreno deve essere arato non meno di 5 volte e concimato abbondantemente. Il trapianto viene fatto in buche distanti tra loro circa un metro e mezzo per facilitare la sarchiatura. Il terreno deve essere tenuto libero dalle erbacce e ben arato per consentire una adeguata aerazione.

Il clima preferito dalla canna da zucchero è quello caldo-umido e perciò viene coltivata soprattutto nei caldi paesi tropicali, dove vi è anche una notevole abbondanza di piogge e una temperatura non inferiore ai 20°C. Quanto al terreno, deve essere di natura argilloso-silicea. In Italia, solo alcune zone della Sicilia sono favorevoli alla coltivazione di questa pianta.

 

Raccolta e Processo di lavorazione

La semina dei nuovi campi (trapianto) viene fatta all'inizio dell'estate (Giugno e Luglio), dopo il trapianto é necessario irrigare pesantemente ogni otto giorni; dopo circa 60 gg dal trapianto si avranno i fusti principali che poi nel giro di 45 giorni svilupperanno abbondanti ricacci secondari.

La maturazione della canna avviene nei successivi cinque mesi in cui si ha il progressivo accumulo dello zucchero nella linfa dei fusti. Zucchero che raggiunge il suo massimo (10-12% in peso della canna) appunto nella primavera-estate seguente e che si mantiene durante tutto il periodo della raccolta delle canne (3 o 4 mesi). Ogni pianta dopo essere stata tagliata ricaccia ed i fusti che si sviluppano saranno raccolti l'estate successiva. Comunemente la vita di un impianto dura dai sei agli otto cicli produttivi.

Quando le canne misurano 4 o 5 metri d’altezza vengono tagliate. La coltivazione della canna da zucchero richiede molta manodopera: la canna viene raccolta tagliandola con il machete. Appena tagliate, le canne devono essere raccolte e portate allo zuccherificio; se non vengono lavorate immediatamente diminuisce il loro contenuto di zucchero.

Le canne vengono schiacciate dalle macine per far uscire il succo, un succo scuro (il cosiddetto "Sugo leggero"), pieno di impurità che viene raccolto in vasche; queste vengono riscaldate perché l'acqua evapori e il succo si trasforma in sciroppo o melassa, che viene gradualmente raffinato. A questo punto i cristalli di zucchero si formano da soli, così come si formano i cristalli di sale in una pozza d’acqua marina che si asciuga al sole.

La resa delle canne in zucchero greggio è in media del 12-14%; il rendimento medio di un canneto si aggira sui 500-600 quintali ad ettaro (di canne).

 

Utilizzo ed Interesse economico

Viene coltivata principalmente per la produzione industriale di zucchero ma anche per l’utilizzo del sugo di pressione fresco (guarapo) e per la produzione di fermentati alcolici e distillati (rhum e altri liquori) e per la produzione di alcool per autotrazione.

Dagli anni novanta la produzione dello zucchero di canna registra una fase di surplus che si ripercuote sull'andamento dei prezzi.

I maggiori produttori di canna da zucchero sono ubicati in America Centrale e in America meridionale nonché in Asia:

- India,

- Brasile,

- Colombia,

- Cina,

- Cuba,

- Messico,

- Guatemala,

- Thailandia,

- Pakistan,

- Argentina,

- Giava,

- Hawaii,

- Repubblica Dominicana,

- Haiti,

- Porto Rico,

- Perù,

- Guyana,

- Bolivia.

 

Storia

La Canna da zucchero è una pianta originaria dell'Asia. Venne introdotta in Europa dagli Arabi, prima in Spagna (700 d.C.) e poi in Sicilia (900 d.C.), i conquistadores spagnoli la diffusero in tutte le Indie occidentali dopo la scoperta delle Americhe da parte di Cristoforo Colombo. Oggi la canna da zucchero è coltivata in quasi tutti i paesi dell’Asia, dell’America, in Africa e Australia. In Europa la coltivazione "industriale" è limitata alla sola Spagna.

 

Voci correlate

Erbario virtuale;

Beta vulgaris (barbabietola o bietola);

- Famiglia: Poaceae;

Saccarosio;

Agricoltura;

- Glucidi;

- Alimento;

- Energia;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.