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Rosa canina (rosa canina)

 

Descrizione

La rosa canina (Rosa canina L.) appartiene alla Famiglia delle Rosaceae ed è la specie botanica di rosa spontanea più comune in Italia, molto frequente nelle siepi e ai margini dei boschi.

La Rosa canina è una delle innumerevoli specie di rose selvatiche comuni nelle nostre campagne, soprattutto nell'Appennino; si trova facilmente in tutta Europa e forma siepi alte fino a 3-4-metri.

 

Classificazione scientifica

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Sottoclasse: Rosidae;

Ordine: Rosales;

Famiglia: Rosaceae;

Sottofamiglia: Rosoideae;

 

Genere: Rosa;

Specie: Rosa canina (L.).

 

Storia

Se possiamo ammirare la soavità e la bellezza della rosa e attingere alle sue innumerevoli proprietà è il Dio Bacco che dobbiamo ringraziare. La leggenda narra infatti che il Dio del vino, invaghitosi di una ninfa, tentò di conquistarla, ma lei fuggì finché non inciampò in un cespuglio. Cespuglio che per riconoscenza Bacco trasformò in rosa, facendogli spuntare splendidi fiori di un delicato color rosato, il colore delle guance della sua ninfa.

Abbandonando la mitologia per la scienza possiamo apprendere che la rosa è nata in realtà più di quaranta milioni di anni fa. A quel tempo datano infatti i reperti fossili di questo fiore ritrovati nel Colorado e nell´Oregon; un fiore resistente, non c´è che dire, che ha passato indenne secoli e secoli, differenziandosi in varie specie.

Questa pianta deve il nome canina a Plinio il vecchio, che affermava che un soldato romano fu guarito dalla rabbia con un decotto di radici. Si narra infatti che in tempi antichi la radice di questa pianta venisse utilizzata contro la rabbia trasmessa dai morsi dei cani. Per questo nel 1700 Linneo, il naturalista svedese fondatore della moderna sistematica botanica e zoologica, attribuì a questa rosa l'appellativo "canina". In realtà però le attuali conoscenze farmacologiche hanno escluso che la Rosa canina abbia qualche effetto sulla malattia trasmessa dai cani (zoonosi). Ben altre sono invece le sue proprietà che ne fanno un fitoterapico utilissimo nella stagione invernale.

È l'antenata delle rose coltivate.

 

Morfologia

È un arbusto spinoso, alto 100 - 200 cm. Ha fusti legnosi glabri, con spine (rosse) robuste, arcuate, a base allungata e compresse. Le foglie sono composte da 5-7 foglioline ovali o ellittiche con margini dentati (denti semplici). I fiori, rosati hanno grandi petali e sono poco profumati. Fiorisce nei mesi di maggio e giugno.

I suoi frutti carnosi e colorati in modo vivace (cinorroidi e sono dei falsi frutti) raggiungono la maturazione nel tardo autunno. All´interno sono ricchi di semi e di peluria mentre all´esterno presentano una sottile scorza.

 

Distribuzione

La specie è diffusa in una vasta area nelle zone temperate del Vecchio Mondo che include:

l'Africa del Nord e le isole Canarie e Madera;

l'Asia occidentale (Afghanistan, Iran, Irak, Israele, Libano, Siria), la regione del Caucaso e l'Asia centrale (Tajikistan);

il sub-continente indiano;

L'Europa, dal Mediterraneo alla Scandinavia.

È stata introdotta e si è naturalizzata anche in America del Nord ed in Australia e Nuova Zelanda.

 

Usi

Viene largamente usata per i suoi contenuti di vitamina C e per il suo contenuto di bioflavonoidi (fitoestrogeni).

I piccoli frutti della Rosa canina, pianta selvatica dei boschi europei e dell'America tropicale, risultano essere le "sorgenti naturali" più concentrate in Vitamina C, presente in quantità fino a 50-100 volte superiore rispetto agli agrumi tradizionali (arance e limoni) e per questo in grado di contribuire al rafforzamento delle difese naturali dell'organismo. (100 grammi di cinorrodonti contengono la stessa quantità di vitamina C o acido ascorbico contenuta in 1 chilo di agrumi). I Bioflavonoidi, presenti nelle polpa e nella buccia di numerosi frutti, esercitano un'azione sinergica alla Vitamina C, favorendone l'assorbimento da parte dell'organismo.

Poiché la vitamina C (conosciuta anche con il nome di acido ascorbico) non può essere sintetizzata direttamente dall'uomo (a differenza di quanto avviene per gli altri animali) essa deve essere introdotta o con gli alimenti, se la dieta è buona ed equilibrata, o con un integratore alimentare, nei casi in cui l'alimentazione sia carente di vitamina C, come normalmente succede. (Lo stile di vita occidentale, l'inquinamento industriale, l'influsso di apparecchi elettronici e il fumo di sigarette sono tutti fattori che aumentano il fabbisogno di vitamina C per cui una integrazione è praticamente necessaria e consigliata nella vita di ciascuno).

I principi attivi (oltre alla vitamina C, tannini, acidi organici, pectine, carotenoidi e polifenoli) vengono usati dalle industrie farmaceutiche, alimentari e cosmetiche: fiori e foglie vengono impiegati in farmacopea, ad esempio, per la preparazione di infusi e tisane.

È indicata come astringente intestinale, antidiarroico, vasoprotettore e antinfiammatorio, inoltre viene consigliata nei casi di debilitazione.

I semi vengono utilizzati per la preparazione di antiparassitari ed i petali dei fiori per il miele rosato.

Il suo decotto viene utilizzato in cosmetica per pelli delicate e arrossate.

Con i frutti si preparano ottime marmellate, mentre con i petali dei fiori viene preparato il miele rosato.

 

Nomi comuni

Rosa di macchia;

Rosa selvatica;

Rosa di bosco: questo nome è divenuto di uso comune dopo anni di commercializzazione dell'infuso "Rosa di bosco" da parte di Pompadour Tè srl. Il marchio "Rosa di bosco®" è stato registrato anche a livello grafico (classe 5, 16, 30) nel 1959 ed è di proprietà dell'azienda R. Seelig & Hille oHg.

 

Nomi regionali

Abruzzo

culo

Lombardia

Gratacul, Cagastrench

Piemonte

Gratacul

Trentino-Alto Adige

Stropacui

Veneto

Spin da stropacui, Stropacul, Spin revers, Stropacui * Nome dovuto alle proprietà astringenti della pianta.

 

Voci correlate

- Erbario virtuale;

- Integratore alimentare;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.