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Regione: Veneto

 

Descrizione

Il Veneto (Vèneto /'vɛːneto/ in veneto, Venit in friulano, Veneto in ladino) è una regione italiana di 4.922.743 abitanti situata nell'Italia nord-orientale e avente come capoluogo Venezia. Confina a nord con il Trentino-Alto Adige e l'Austria, a sud con l'Emilia-Romagna, ad ovest con la Lombardia, a est con il Friuli-Venezia Giulia, e a sud-est con il Mar Adriatico.

Per diversi secoli indipendente sotto le insegne della Repubblica Veneta, dopo una breve parentesi austriaca e francese (1797-1814), e quindi nominalmente autonoma per alcuni decenni come Regno Lombardo-Veneto sotto l'Austria, il Veneto è stato annesso al Regno d'Italia nel 1866. Ancora oggi, oltre all'italiano, la grande maggioranza della popolazione parla veneto, spesso come madrelingua ed è l'unica regione in Italia insieme alla Sardegna in cui gli abitanti sono riconosciuti dal Parlamento Italiano come popolo.

Per lungo tempo terra di povertà ed emigrazione, il Veneto, grazie a un notevole sviluppo industriale, è oggi una delle regioni più ricche d'Italia. Inoltre, grazie al suo patrimonio paesaggistico, storico, artistico ed architettonico è, con oltre 60 milioni di presenze turistiche all'anno, la regione più visitata d'Italia.

 

Bandiera e stemma regionali

La bandiera del Veneto, adottata con la legge regionale n. 56 del 20 maggio 1975, sintetizza efficacemente nei suoi simboli, colori e foggia diversi millenni di storia veneta.

Il leone marciano è da quasi un millennio simbolo della Repubblica veneta. Il più antico gonfalone e simbolo di Venezia era probabilmente costituito da una croce dorata in campo azzurro (i colori dell'Impero bizantino, di cui la città faceva formalmente parte).

Con la traslazione in città del corpo dell'evangelista San Marco nell'828 e la sua adozione a santo patrono della città e dello Stato, si prese a raffiugurare il santo in figura umana negli stemmi e nei gonfaloni pubblici.

La prima raffigurazione accertata del leone alato di San Marco risale 1261, quando con la caduta dell'Impero latino Venezia strinse maggiori rapporti con l'Egitto, terra il cui sultano, Baybars, innalzava un leone andante (cioè visto di fianco) quale stemma. In quest'epoca la raffigurazione preminente era quella del leone in moleca (ossia visto di fronte con le ali a fargli corona).

A metà del XVI secolo si iniziò poi ad esporre gonfaloni nei quali campeggiava il classico leone marciano passante con libro e spada. Nella stessa epoca tale iconografia venne in generale adottata quale simbolo dello Stato.

Il gonfalone presentava il leone marciano su campo azzurro (colore sin dall'epoca romana associato alle genti venete) bordato di croci e decorazioni dorate su fascia rossa. Le sei fiamme rappresentavano i sei sestieri della città (oggi, nell'attuale gonfalone della Regione Veneto compaiono invece una fascia per ciascuna provincia).

Le navi della flotta usavano invece esporre lo stesso gonfalone, ma in campo rosso (come nell'attuale gonfalone della città di Venezia), all'uso dei drappi militari dell'Impero romano.

Il leone marciano compariva poi inquartato anche nel tricolore della Repubblica di San Marco, durante i moti risorgimentali del 1848.

Lo stemma della Regione è costituito dalla rappresentazione del territorio regionale con il mare, la pianura e i monti. In primo piano è raffigurato il leone di San Marco.

Venne inoltre utilizzato per la bandiera degli Isole Ionie, antico possedimento veneziano, sotto protettorato inglese prima come Repubblica delle Sette Isole Unite (1800-1807 e 1815-1817) e successivamente come Stati Uniti delle Isole Ionie (1817-1864).

Nella bandiera di questi due stati il leone reggeva un vangelo chiuso su sette frecce che simboleggiavano le sette isole (Corfù, Cefalonia, Zante, Santa Maura, Itaca, Cerigo e Paxos). Nella bandiera dell'Unione venne aggiunta nel cantone la Union Flag britannica.

 

Storia

Antichità

Abitato dai Veneti e da altre civiltà come i Reti e Euganei che costruirono vari insediamenti, tra cui uno dei più importanti fu quello di Atheste dei Veneti, facendo fiorire la cultura e commercio, sia con le varie civiltà limitrofe che con quelle più distanti come i Greci. In seguito il Veneto divenne una regione romana, pacificamente, tramite un accordo stipulato fra la Repubblica Romana ed i Veneti. Successivamente vi furono delle invasioni barbariche da parte dei Cimbri, Teutoni ed Ambroni che furono fermate da Gaio Mario. Quando Giulio Cesare attraversò il Rubicone, le varie città del Veneto si schierarono sia dalla sua parte che di quella di Pompeo Magno. Cesare vinse, ma quando egli venne assassinato vi furono ancora guerre civili, infine prese il potere Ottaviano Augusto, che diede vita all'Impero Romano. Grazie a Roma, in Veneto le città di Verona e Padova acquisirono molta importanza. Infine il Veneto fece parte dell'Impero Romano d'Occidente. Durante le invasioni barbariche il Veneto fu preda delle razzie di Attila e degli Ostrogoti che fecero capitolare l'Impero Romano.

 

Medioevo e Rinascimento

Durante l'alto Medioevo, il Veneto passò in mano di varie nazioni, l'Impero Romano Bizantino, Regno dei Longobardi e Sacro Romano Impero. Durante l'anno 1000 si svilupparono varie città che espansero il loro dominio, come il Regno degli Estensi e la Repubblica di Venezia. Verso il 1200 d.C. tutta l'Italia era divisa fra guelfi e ghibellini. In Veneto, vi fu Ezzelino III da Romano che conquistò la maggior parte del Nord-Est sotto la fazione ghibellina, venne poi sconfitto nei pressi di Ferrara da Azzo VII del Regno degli Estensi. Finita l'era di Ezzelino inizia quella di Cangrande, anch'egli ghibellino, che morì avvelenato da digitalina. Venezia intanto acquisì sempre più potere e ricchezze grazie al commercio e cominciò a conquistare gran parte del Veneto. Grazie a Venezia, il Veneto si arricchì.

 

Era industriale

Venezia perse gran parte della rilevanza di cui godeva durante il Rinascimento, a causa della colonizzazione dell'America, Africa ed Asia da parte delle altre potenze, e al conseguente sviluppo di traffici fuori dalle sue tradizionali rotte commerciali.

Comunque continuò ad esistere. Finché non venne conquistata da Napoleone Bonaparte. In seguito passò sotto il dominio dell'Impero Asburgico fino al 1866 quando, a seguito della terza guerra di indipendenza italiana, un plebiscito sancì l'unione con il Regno d'Italia.

 

Storia odierna

Il Veneto da quel momento seguì la storia d'Italia. Durante la Prima Guerra Mondiale fu teatro di varie battaglie tra le truppe italiane e quelle austro-tedesche. Nel 1922 tutta l'Italia viene guidata da Benito Mussolini con la dottrina del fascismo. Durante il Secondo conflitto mondiale il Veneto fu teatro delle varie lotte fra partigiani e le truppe italo-tedesche e poi fu liberato dalle truppe anglo-americane. Nel 1946 il Veneto fa parte della Repubblica Italiana.

Dal 1971 il Parlamento italiano ha riconosciuto agli abitanti della Regione Veneto ła definizione di "popolo".

 

Geografia

Con una superficie di 18.390 km², il Veneto costituisce l'ottava regione italiana per superficie. Il punto più a settentrione è Cima Vanscùro (al confine con l'Austria) e il punto più meridionale è costituito dalla Punta di Bacucco. Il suo territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura (56,4%), ma anche estese zone montuose (29,1%) e, in minor misura, collinari (14,5%). L'unitarietà del territorio veneto può essere individuata nella pianura e nelle montagne che la delimitano a nord, alimentandola con numerosi fiumi che scendono nel mare Adriatico tra la foce del Tagliamento e il delta del Po. I confini terrestri vengono individuati da elementi naturali di tipo idrografico (Po, Tagliamento, Livenza), ma anche di tipo orografico (come ad esempio i contrafforti a nord dell'altopiano di Asiago, o il monte Baldo). Un altro elemento geografico caratterizzante il territorio veneto è il bacino idrografico del Piave, interamente racchiuso entro i confini della regione.

 

Clima

Dal rigido clima delle Dolomiti alla mitezza della costiera adriatica, il Veneto riassume in una superficie di poco superiore ai 18.000 km² le temperature dell'Europa.

Il clima del Veneto è di tipo sub-continentale, ma con l'agente mitigante del mare e la catena delle Alpi a proteggerlo dai venti del nord, si presenta complessivamente temperato.

 

Sono due le zone climatiche principali: la regione alpina, caratterizzata da estati fresche e temperature rigide in inverno con frequenti nevicate, e la fascia collinare e di pianura dove il clima invece è moderatamente continentale. Una maggiore mitezza si incontra poi lungo le due aree costiere, quella adriatica e quella lacustre del Garda.

Il lago di Garda fa caso a sé: grazie ad un clima assai mite, lo si può apprezzare in tutti i mesi dell'anno.

 

Province

Il Veneto è suddiviso nelle seguenti sette province:

- Belluno;

- Padova;

- Rovigo;

- Treviso;

- Venezia;

- Verona;

- Vicenza.

La seguente tabella illustra la situazione abitativa del territorio veneto:

 

Provincia

Abitanti per capoluogo

Superficie (km²)

Abitanti

Densità (ab./km²)

Comuni

Belluno

36.618

3.678

213.876

58,1

69

Padova

212.989

2.142

927.730

433,1

104

Rovigo

52.118

1.789

247.297

138,2

50

Treviso

82.208

2.477

883.840

356,9

95

Venezia

270.801

2.462

858.915

348,9

44

Verona

264.475

3.121

914.382

293,0

98

Vicenza

115.550

2.723

866.398

318,2

121

Veneto

 

18.391

4.912.438

267,1

581

 

Natura

Elenco delle aree naturali protette presenti in Veneto:

- Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi,

- Parco naturale regionale delle Dolomiti d'Ampezzo,

- Parco regionale dei Colli Euganei,

- Parco naturale regionale della Lessinia,

- Parco naturale regionale del Fiume Sile,

- Parco regionale del Delta del Po.

 

Demografia

La popolazione del Veneto non è omogeneamente distribuita. Se la media pianura vanta le densità maggiori (soprattutto lungo la fascia che va da Verona a Venezia passando per Vicenza, Padova e Treviso), meno popolati sono la bassa veronese (eccetto nel quadrilatero compreso tra Bovolone, Isola della Scala, Nogara e Legnago) e il Polesine (specie in seguito all'alluvione del 1951). Ancor meno abitate sono le prealpi e la montagna (la provincia di Belluno mostra le densità minori), eccetto l'alto Vicentino (con Schio, Thiene, Bassano del Grappa) e la Val Belluna. A partire dagli anni ottanta si è verificato il fenomeno, molto diffuso in tutto il Norditalia, dello spopolamento delle grandi città (Venezia con Mestre in testa) a favore dei piccoli e medi comuni delle "cinture" periurbane. Questo ha portato ad un notevole sviluppo urbano e taluni hanno constatato la formazione di una vasta megalopoli che si estende in particolare tra Padova, Mestre e Treviso (la cosiddetta PaTreVe o Triangolo Veneto). Nei rapporti annuali Censis si parla di una grande regione metropolitana (GREM) veneta estesa su 6679,6 km² che conta una popolazione di 3.267.420 abitanti e di una piccola area metropolitana (PAM) veronese estesa su 1426 km² e con una popolazione di 714.274 abitanti.

Il tasso di incremento annuo è stato uno dei più elevati d'Italia, ma dal 1983 è divenuto per la prima volta negativo. Anche se oggi questa tendenza permane (e, anzi, si è rafforzata), il Veneto resta una delle regioni del Norditalia con il più alto indice di natalità. Il fenomeno, tuttavia, varia notevolmente da provincia a provincia.

Le famiglie contano in media 2,5 componenti.

 

Andamento demografico per provincia al 31 dicembre 2009

Provincia

Nati

Morti

Incremento naturale

Belluno

8,1‰ (1.733)

11,4‰ (2.449)

-3,4‰ (-716)

Padova

9,9‰ (9.107)

8,6‰ (7.906)

1,3‰ (1.201)

Rovigo

8,2‰ (2.017)

11,8‰ (2.926)

-3,7‰ (-909)

Treviso

10,3‰ (9.082)

8,4‰ (7.359)

2,0‰ (1.723)

Venezia

8,8‰ (7.537)

9,7‰ (8.252)

-0,8‰ (-715)

Verona

10,3‰ (9.389)

8,9‰ (8.117)

1,4‰ (1.272)

Vicenza

10,2‰ (8.817)

8,6‰ (7.373)

1,7‰ (1.444)

Veneto

9,8‰ (47.682)

9,1‰ (44.382)

0,7‰ (3.300)

 

Il Veneto è stato, sino agli anni settanta, una terra di emigrazione (oltre 3 milioni di partenze tra il 1870 e il 1970) per via della povera economia contadina, non affiancata da impianti industriali di rilievo. Sino al fascismo i flussi si dirigevano specialmente in America Latina (Brasile, Argentina); negli anni trenta le bonifiche promosse da Mussolini portarono gli emigranti nel Lazio (Latina) e in Sardegna (Terralba); nel secondo dopoguerra, le correnti si spostarono verso le aree industriali della Lombardia, del Piemonte e della Liguria, e verso l'Europa centrale, specie dopo l'alluvione del Polesine (che costrinse decine di migliaia di persone a lasciare la propria terra).

Il notevole sviluppo dell'industria a partire dagli anni settanta trasformò il Veneto da terra di emigrazione a terra di immigrazione. Più che i rientri, molti sono stati gli immigrati dal Meridione e in seguito dall'estero (Nordafrica, Europa orientale), il che ha fatto del Veneto la quinta regione per numero di abitanti (dopo Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia) e una delle prime per numero di stranieri residenti.

Il 1 gennaio 2010, su una popolazione di 4.912.438 abitanti, si contavano 480.616 stranieri (9,78%), in costante crescita rispetto agli anni precedenti.

I dati delle statistiche ufficiali basate sulla residenza, come è ovvio, non comprendono i numerosi stranieri che dimorano illegalmente sul territorio nazionale.

 

Turismo

La vocazione turistica del Veneto, che ne fa la regione più visitata d'Italia, è confermata dai quasi 15 milioni di arrivi nel 2007 e dai quasi 60 milioni di presenze. I settori turistici possono essere suddivisi nei seguenti ambiti: Città d'arte, Mare, Montagna, Terme, Lago, Agriturismo. Le città d'arte hanno registrato, relativamente all'anno 2007, approssimativamente 7 milioni di arrivi e 17 milioni di presenze, mentre il comprensorio balneare ha registrato circa 4 milioni di arrivi e 24 milioni di presenza. Questi sono i settori trainanti che denotano un incremento sia di arrivi che di presenze negli ultimi anni. Il settore turistico della montagna registra una leggera flessione, come anche quello termale.

 

Città d'arte

I capoluoghi di provincia rappresentano quelle che un tempo erano le città per eccellenza del territorio veneto, i nodi centrali dei percorsi toccati dalle strade romane, fortezze e baluardi contro le invasioni nemiche, sedi di famiglie nobiliari e importanti casati, centri di cultura e di dinamismo commerciale poi. Anche oggi queste città fanno del Veneto una realtà policentrica, in continuità con la storia di questa regione.

- Venezia: Capoluogo storico del territorio veneto, importante per la sua architettura, per la sua cultura, è tra le città più visitate al mondo. Tra i suoi monumenti vanno ricordati la Basilica di San Marco, il Palazzo Ducale, le tre chiese progettate da Andrea Palladio (San Giorgio, Zitelle e Redentore), le Gallerie dell'Accademia (che ospitano un percorso artistico dedicato ai pittori veneti), le chiese di Santa Maria Gloriosa dei Frari e di Santi Giovanni e Paolo, il Ponte di Rialto. Oltre ai monumenti e alle gallerie d'arte, Venezia ospita fondazioni culturali tra cui l'Ateneo Veneto e l'Istituto Veneto di Lettere Scienze e Arti; è sede di una importantissima biennale d'arte, di fondazioni per il teatro, e fondazioni culturali come la Fondazione Cini, che sviluppa attività culturali e di ricerca storica per valorizzare la città e la sua conoscenza. Dal 1987 è catalogata come Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

- Verona: Quarta città turistica d'Italia, è importante storicamente in quanto crocevia di strade romane, collegava la Pianura padana con il Nord Europa, grazie alla via che transitava per il Brennero, facendo di Verona incrocio tra arte nordica e italica. Tra i suoi monumenti più importanti c'è senz'altro l'Arena di Verona, il Castel Vecchio, la Basilica di San Zeno, il Duomo, la chiesa di Santa Anastasia, il ponte di Castel Vecchio, il ponte Pietra, il balcone attribuito a Romeo e Giulietta dalla tradizione, le varie piazze del centro storico. Sul piano culturale vanno ricordate le rassegne teatrali al Teatro Romano e il Festival Lirico che si tiene ogni anno all'Arena. Per quanto concerne i musei, importante la pinacoteca di arte veneta presente al museo civico di Castelvecchio. Anche Verona è, dal 2000, un Patrimonio dell'umanità UNESCO.

- Padova: Città già rilevante in epoca romana, è sede di una importantissima università e accolse Antonio di Padova durante l'ultima parte della sua vita. Tra i monumenti più importanti: la basilica di Sant'Antonio da Padova, Prato della Valle, il Palazzo della Ragione, Palazzo del Bo, la Cappella degli Scrovegni, il Duomo di Padova, la chiesa di Santa Sofia, i musei civici e la chiesa degli Eremitani.

- Vicenza: Città importante per la fisionomia che le ha attribuito Andrea Palladio, è famosa per Corso Palladio (dove molti dei palazzi sono opera dell'architetto stesso), la Basilica Palladiana, il Teatro Olimpico, Palazzo Chiericati, il Santuario della Madonna di Monte Berico che domina la città dal colle di Monte Berico. Importanti le mostre dedicate al Palladio all'interno della città e nelle immediate campagne circostanti, presso le ville da egli stesso progettate. Grazie ai capolavori dell'architetto anche Vicenza nel 1994 è stata dichiarata città Patrimonio dell'umanità UNESCO.

- Treviso: Città già importante in epoca romana, si affermò durante il Medioevo come sede vescovile, comune e quindi signoria. Molti l'hanno paragonata a Venezia per la fitta rete di canali che ne caratterizza il suggestivo centro. Tra i monumenti di maggiore interesse, da ricordare la chiesa gotica di San Nicolò, il Palazzo dei Trecento, la Loggia dei Cavalieri, il Duomo, la cinta muraria, la chiesa di San Francesco. È anche sede di numerosi musei e della Ca' dei Carraresi, sede espositiva che ospita rinomate mostre d'arte.

- Belluno: Città interessante oltre che per la sua collocazione geografica anche per l'impianto urbano, ha ospitato importanti artisti come Andrea Brustolon, Sebastiano Ricci e Giovanni De Min. Tra i punti importanti culturalmente il Duomo, i palazzi che si affacciano su piazza Duomo tra cui il palazzo dei Rettori, le porte cittadine, ancora conservate, la chiesa di San Pietro, la gotica chiesa di Santo Stefano, Via Mezzaterra e le vie caratteristiche di borgo Piave.

 

Città murate

Da un punto di vista urbanistico, importante è la testimonianza delle città murate nel territorio veneto, che contraddistinguono un'epoca storica segnata da esigenze difensive. Alcune di queste città, hanno anche un importante valore artistico, come Castelfranco Veneto, nella quale si possono trovare la casa natale del Giorgione e alcune sue opere nel Duomo.

- Provincia di Belluno,

---- Feltre,

- Provincia di Padova,

---- Padova,

---- Cittadella,

---- Este,

---- Monselice,

---- Montagnana,

- Provincia di Treviso,

---- Asolo,

---- Castelfranco Veneto,

---- Conegliano,

---- Oderzo,

---- Treviso,

---- Vittorio Veneto,

- Provincia di Venezia,

---- Noale,

---- Mestre,

- Provincia di Verona,

---- Cologna Veneta,

---- Lazise,

---- Peschiera del Garda,

---- Soave,

---- Verona,

- Provincia di Vicenza,

---- Bassano del Grappa,

---- Marostica,

---- Vicenza.

 

Altre città interessanti

Oltre alle città capoluogo, vi sono altre città di minori dimensioni ma con una presenza di arte e cultura non meno importanti. Vanno ricordate:

- Arquà Petrarca: cittadina adagiata sui Colli Euganei, in posizione panoramica, ospita la tomba del Petrarca e la casa dove il poeta visse alcuni anni della sua vita.

- Bassano del Grappa: famosa per il Ponte degli Alpini progettato da Palladio sul fiume Brenta; è importante per i fatti relativi alla prima guerra mondiale e per alcuni episodi relativi alla seconda. Inoltre, artisticamente ospita opere del Bassano e di altri pittori veneti. Per quanto concerne l'artigianato va ricordata la produzione di ceramiche.

- Chioggia: numerose sono le chiese presenti nel territorio. Fra queste la chiesa di Sant'Andrea, risalente al 1700, ha al suo fianco una torre in stile romanico, detta Torre dell'Orologio, risalente all'XI-XII secolo e, un tempo, torre di difesa e di avvistamento militare. Possiede al suo interno l'orologio da torre più antico del mondo.

- Este: già abitata nell'età del ferro, diventò colonia romana. Reperti di questi periodi sono conservati nel Museo Nazionale Atestino. Principali monumenti e luoghi d'interesse sono il Castello Carrarese, il Duomo di Santa Tecla con la splendida pala d'altare del Tiepolo, la Torre Civica (detta Torre dell'Orologio) e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.

- Feltre: antica sede vescovile, ricca di palazzi affrescati ed opere artistiche antiche e moderne. Vi si trovano un pregevole Museo Civico, la Galleria d'Arte Moderna "Carlo Rizzarda", il Museo Diocesano d'Arte Sacra, il complesso della Cattedrale di San Pietro Apostolo con l'area archeologica ipogea, la Basilica Santuario dei Santi Vittore e Corona, il Teatro de La Sena, opera di Giannantonio Selva e Tranquillo Orsi, primo palcoscenico del Goldoni.

- Pieve di Cadore: città che diede i natali al pittore Tiziano, possiede la casa dove lo stesso nacque e che ora è divenuta un museo. Importanti le presenze di palazzi nel centro storico.

- Schio: situata all'imboccatura della Val Leogra e attorniata dall'anfiteatro formato dalle "Piccole Dolomiti" la città, già definita "Manchester d'Italia" grazie al grande sviluppo dell'industria laniera nel XIX secolo, propone ai visitatori la scoperta di un vastissimo patrimonio di storia industriale grazie al museo all'aperto di archeologia industriale oltre a notevoli risorse naturali come ad esempio il monte Summano considerato un patrimonio floristico unico in Europa (7.5% dell'intera flora europea, il 15% di quella italiana e più del 30% di quella veneta).

- Marostica: città murata, ha due castelli. Il castello inferiore si trova in pianura e di fronte ad esso si trova Piazza degli Scacchi, teatro della famosa Partita a Scacchi. Il castello superiore si trova in collina ed è collegata alla parte pianeggiante della città dalle mura.

- Asolo: città nella quale vissero molti importanti personaggi storici quali Caterina Cornaro e Eleonora Duse. Caratteristici sono la rocca del XII secolo e il Castello di Caterina Cornaro.

- Possagno: paesino natale di Antonio Canova. È ancora oggi visitabile la casa dell'artista adibita a museo. Notevole anche il Tempio Canoviano.

 

Ville

Oltre alle numerose ville palladiane, di cui 24 inserite tra i beni protetti dall'UNESCO, vi sono numerose altre ville sparse su tutto il territorio veneto. Tali ville, costruite dal XV secolo al XVIII secolo, oggi sono inserite in un network che coinvolge istituzioni pubbliche, tour operator e fondazioni per la salvaguardia delle ville stesse, in modo da rendere agevole la visita da parte del turista. Le 24 ville palladiane del Veneto riportate nell'elenco dell'UNESCO:

- Villa Almerico Capra, detta "La Rotonda" (Vicenza),

- Villa Gazzotti Grimani (Vicenza località Bertesina),

- Villa Angarano, conosciuta anche come Villa Bianchi Michiel (Bassano del Grappa VI),

- Villa Caldogno (Caldogno VI),

- Villa Chiericati (Vancimuglio di Grumolo delle Abbadesse VI),

- Villa Forni Cerato (Montecchio Precalcino VI),

- Villa Godi (Lonedo di Lugo di Vicenza VI),

- Villa Pisani (Bagnolo di Lonigo VI),

- Villa Pojana (Poiana Maggiore VI),

- Villa Saraceno (Agugliaro VI),

- Villa Thiene (Quinto Vicentino VI),

- Villa Trissino (Meledo di Sarego VI),

- Villa Trissino (Vicenza, località Cricoli),

- Villa Valmarana (Lisiera di Bolzano Vicentino VI),

- Villa Valmarana (Vigardolo di Monticello Conte Otto VI),

- Villa Piovene (Lugo di Vicenza VI),

- Villa Badoer, detta La Badoera (Fratta Polesine RO),

- Villa Barbaro (Maser TV),

- Villa Emo (Vedelago TV),

- Villa Zeno (Cessalto TV),

- Villa Foscari, detta La Malcontenta (Mira VE),

- Villa Pisani (Montagnana PD),

- Villa Cornaro (Piombino Dese PD),

- Villa Serego (Santa Sofia di Pedemonte VI),

Di queste Villa Trissino a Cricoli non è attualmente attribuita al Palladio dalla critica, ma solo legata tradizionalmente al suo nome.

 

Laghi

- Lago di Garda,

- Lago di Fimon.

 

Mari

Elenco delle località di mare che la regione del Veneto promuove a livello turistico:

- Bibione,

- Caorle,

- Cavallino-Treporti,

- Eracleamare,

- Lido di Venezia,

- Jesolo,

- Rosolina,

- Chioggia,

- Sottomarina.

 

Montagne

Le montagne del Veneto attraggono turisti sia durante il periodo invernale che durante quello estivo. I comprensori in cui si divide la montagna veneta sono i seguenti:

- Dolomiti,

- Altopiano dei sette comuni,

- Lessinia,

- Prealpi Bellunesi,

- Monte Grappa,

- Recoaro Mille,

- Monte Baldo,

- Tonezza del Cimone,

- Pianezze.

Le presenze turistiche nella zona dolomitica hanno visto un calo generale sia come presenze che come arrivi. I mesi più frequentati sono quelli estivi con cifre che superano il 1.500.000 presenze durante il mese di agosto negli anni dal 2004 al 2007.

 

Terme

La stazione termale più importante è senza dubbio quella delle Terme Euganee vicino a Padova, dislocate tra i vari paesi dei Colli Euganei (Abano Terme, Montegrotto Terme, Galzignano Terme e Battaglia Terme). Da menzionare anche le terme di Recoaro Terme sulle montagne vicentine e Caldiero nel veronese.

 

Porti

- Porto di Lido-San Nicolò: il porto del Lido o porto di San Nicolò è l'accesso settentrionale alla laguna di Venezia, a nord di quelli di Malamocco e Chioggia. È situato tra Punta Sabbioni e l'isola del Lido ed è il principale accesso al porto di Venezia per il traffico passeggeri e traghetto. Il porto, che deve il suo nome alla vicina chiesa di San Nicolò, in cui si conservano le reliquie del patrono dei naviganti, è attualmente protetto da due lunghe dighe foranee, ma sono in corso massicci lavori di risistemazione nell'ambito del progetto MO.S.E. (acronimo di Progetto Meccanico Elettromeccanico) che ne modificheranno radicalmente l'aspetto, con la creazione di una terza diga in mare aperto, di un'isola artificiale e di un bacino laterale per consentire l'accesso anche quando saranno in funzione gli sbarramenti contro le acque alte;

- Porto di Malamocco: il porto di Malamocco o bocca di porto di Malamocco (come è chiamato in loco) è l'accesso centrale alla laguna di Venezia, a sud di quello di Lido-San Nicolò e a nord di quello di Chioggia. È situato tra le isole del Lido e di Pellestrina e comunica direttamente attraverso il canale dei Petroli con Porto Marghera, sede delle banchine industriali (container, prodotti chimici e petroliferi) del porto di Venezia. Il porto, che deve il suo nome alla vicina Malamocco, è attualmente protetto da due lunghe dighe foranee, ma sono in corso massicci lavori di risistemazione nell'ambito del progetto Mose che ne modificheranno radicalmente l'aspetto, con la creazione di una terza diga in mare aperto e di un bacino laterale per consentire l'accesso anche quando saranno in funzione gli sbarramenti contro le acque alte;

- Porto di Chioggia: il porto di Chioggia o bocca di porto di Chioggia (come è chiamato in loco) è l'accesso più meridionale della laguna di Venezia. È situato tra l'isola di Pellestrina e Sottomarina, nel comune di Chioggia;

- Porto di Venezia: il porto di Venezia è uno dei più importanti d'Italia per il volume di traffico commerciale ed uno dei più importanti nel Mediterraneo per quanto riguarda il settore croceristico.

 

Aeroporti

Di seguito vengono riportati i principali aeroporti veneti:

- Aeroporto di Asiago,

- Aeroporto di Belluno,

- Aeroporto di Ca Negra,

- Aeroporto di Cortina d'Ampezzo-Fiames,

- Aeroporto di Istrana,

- Aeroporto di Legnago,

- Aeroporto di Padova,

- Aeroporto di Thiene,

- Aeroporto di Treviso-Sant'Angelo,

- Aeroporto di Venezia-Lido,

- Aeroporto di Venezia-Tessera,

- Aeroporto di Verona-Boscomantico,

- Aeroporto di Verona-Villafranca,

- Aeroporto di Vicenza.

 

Economia

Dati economici

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite prodotto nel Veneto dal 2000 al 2006:

 

 

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

Prodotto Interno Lordo (mln di €)

111.713,5

116.334,1

118.886,3

124.277,6

130.715,9

133.488,0

138.993,5

PIL ai prezzi di mercato per abitante (€)

24.842,9

25.742,2

26.108,2

26.957,1

27.982,2

28.286,7

29.225,5

 

Di seguito la tabella che riporta il PIL, prodotto in Veneto ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

 

Macro-attività economica

PIL prodotto

% settore su PIL regionale

% settore su PIL italiano

Agricoltura, silvicoltura, pesca

€ 2.303,3

1,66%

1,84%

Industria in senso stretto

€ 34.673,6

24,95%

18,30%

Costruzioni

€ 8.607,7

6,19%

5,41%

Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni

€ 28.865,8

20,77%

20,54%

Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali

€ 31.499,4

22,66%

24,17%

Altre attività di servizi

€ 19.517,2

14,04%

18,97%

Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni

€ 13.526,4

9,73%

10,76%

PIL Veneto ai prezzi di mercato

138.993,5

 

 

 

Dal confronto tra il dato regionale e quello nazionale, si evidenzia che rispetto la media italiana in Veneto è più forte l'incidenza del settore industriale, anche escludendo il settore delle costruzioni.

Questa maggiore incidenza dell'industria, si riflette su un minor peso che ha sull'economia veneta tutto quanto ricade sul settore Altri Servizi, dove essenzialmente sono raggruppati i servizi resi dalla pubblica amministrazione, sanità, servizi sociali e pubblica istruzione.

 

Evoluzione storico-economica

Il Veneto è una delle regioni più ricche d'Italia. Ha conosciuto una fortissima espansione economica, sin dal secondo dopoguerra, ed oggi è sede di importanti attività industriali e terziarie.

Complessivamente, il PIL della regione Veneto registrato nel 2003 è stato di 94.429,6 milioni di Euro 1995 che, attualizzati al 2004, corrispondono a 116.148,4 milioni di Euro. Il Veneto apporta, nel 2003, un Valore Aggiunto che costituisce il 67% della ricchezza prodotta dall'intero Nord Est e il 9% di quella nazionale. Attualmente, la crisi economica presente a livello mondiale, incide anche sull'economia veneta. Tuttavia, stando ad analisi recenti, l'export sembra ancora trainare la produzione.

Lo sviluppo dell'industrializzazione sul finire dell'Ottocento, contemporaneamente all'unione del Veneto all'Italia, vede una lunga incubazione protoindustriale, una modernizzazione dell'industria laniera, e lo sviluppo di una classe imprenditoriale, che vede nel territorio vicentino il luogo dove insediare le attività produttive. Il mercato cercava di non rivolgersi più al proprio interno ma di aprirsi al resto d'Italia, rinnovando i processi manifatturieri e trovando delle spinte in una nuova classe dirigente, che vede nuovi protagonisti d'eccezione imporsi. Tra questi vanno ricordati:

- Alessandro Rossi: imprenditore laniere vicentino, con il suo pedagogismo industrialista propone una nuova visione dell'azienda industriale;

- Vincenzo Stefano Breda: si coinvolge in un processo di infrastrutturazione del territorio, coinvolgendosi in attività politiche e in attività bancarie, anche ad alto rischio;

- Luigi Luzzatti: capo del movimento che vuole l'affermazione delle Banche mutue popolari;

- Leone Wollemborg: ricco possidente, a capo del movimento d'opinione che vuole l'affermazione delle Casse rurali.

Tuttavia, proprio in questi anni di fine 1800 inizia l'intraprendenza dei contadini e si afferma un tessuto produttivo che si specializza, dando vita a delle forme embrionali di distretto. Con il 1900 e la rivoluzione dell'energia elettrica, si fanno strada alcune società elettriche, tra cui la Cellina e poi la SADE. Giuseppe Volpi, dopo aver costituito la SADE, fu autore della crescita del capitale di questa società, fino a farla diventare una delle più importanti realtà produttive di energia, costruendo una rete di distribuzione elettrica che coprì buona parte del territorio veneto. Successivamente, proprio per iniziativa di Volpi, nacque il polo industriale chimico di Venezia (Marghera), il quale fungeva da raffineria e da terminal per l'industria del Nord-Ovest. Tale sviluppo industriale di Marghera iniziò nel 1919 per continuare fino al 1932. In questo modo, in Veneto si ha l'introduzione di una industria ad alta densità di capitale. Dal 1937 al 1940 il Veneto diventa la terza regione industrializzata d'Italia. L'incremento della potenza installata documentava del progresso tecnico e dei miglioramenti produttivi raggiunti dal Veneto nonostante la pesante congiuntura degli anni trenta. Esso si concentrava nelle province di Vicenza e di Venezia, che detenevano così più del 50% della potenza complessivamente disponibile, contro il 43,7% di dieci anni prima. Il progresso era comunque andato in direzioni opposte: a rafforzare i comparti delle industrie di base e di quelle produttrici di beni strumentali nel comprensorio veneziano; a razionalizzare il settore produttivo tessile, in particolar modo il comparto laniero. Si accentuava così la frattura tra localizzazione della manifattura leggera e localizzazione dei settori trainanti, come quello chimico ad esempio, che nel 1937-1940 presentava dei valori superiori ai dati nazionali: il 4,3% dell'intera occupazione industriale regionale (3,9% il valore nazionale), 32,9 addetti per unità produttiva (16,9), una potenza disponibile pari al 12,7% della regione (9,2% la media nazionale) e al 10,2% della forza motrice complessiva dell'intera industria chimica italiana (era il 3,4% solo dieci anni prima). Un altro elemento cardine della storia economica del Veneto è l'impresa Marzotto, la quale rappresenta una svolta nella cultura economica veneta: Gaetano Marzotto Jr concepisce l'attività produttiva come continua spinta al cambiamento, all'innovazione, al reinvestimento di capitali e alla realizzazione di economie di scala.

Nel secondo dopoguerra il Veneto conosce un periodo di crisi, diventando una zona povera e senza un'economia trainante.

Tuttavia, il Veneto ha saputo uscire da questa crisi grazie al suo essere un aggregato di sistemi, al suo saper coniugare tradizione ed innovazione, al suo saper essere internazionale e locale allo stesso tempo, al suo essere formato da uno sviluppo multilineare che ha permesso la nascita di molti distretti, differenziando la produzione in maniera accentuata.

 

Situazione attuale

Le attività agricole (frumento, mais, frutta, ortaggi) e zootecniche (bovini, suini) sono ancora di rilievo, e sono molto meccanizzate. L'industria è presente soprattutto nelle province occidentali e sulle coste adriatiche; prevalgono piccole aziende, specializzate nei settori alimentare, tessile, calzaturiero e del mobile. A Marghera, nella terraferma veneziana, è ancora attivo il polo chimico industriale di Porto Marghera. Molti sono i segnali che fanno pensare ad una sua chiusura, auspicata da molte associazioni di residenti e ambientalisti, tuttavia, il problema occupazionale vivacizza il dibattito, poiché secondo molte associazioni di lavoratori una sua chiusura creerebbe un problema sociale ben peggiore dei danni causati dalla chimica. Molte sono state le morti tra i lavoratori, la cui responsabilità una sentenza ha attribuito ai vertici del Petrolchimico. Treviso e provincia sono anche la prima area d'Italia per l'abbigliamento giovanile, con il gruppo Benetton.

Importanti sono anche le attività bancarie, il commercio e il turismo, nelle località balneari di Jesolo, Caorle, Bibione, Eraclea Mare, Cavallino-Treporti, Sottomarina, Rosolina, nelle località montane di Cortina d'Ampezzo, Arabba, Sappada, Falcade, Val Zoldana, Alleghe, Pieve di Cadore, Asiago, nelle città d'arte e sul lago di Garda.

 

Istruzione

Università

- Università "Ca' Foscari" di Venezia: Rinomata come una delle Università più prestigiose d'Italia, prende il nome dalla propria sede principale, il palazzo detto appunto Ca' Foscari, situato nel sestiere di Dorsoduro. L'Università Ca' Foscari di Venezia, nasce il 6 agosto 1868 come Scuola Superiore di Commercio ed è stata la prima istituzione in Italia ad occuparsi dell'istruzione superiore nel campo del commercio e dell'economia. Ca' Foscari è oggi una moderna università che presenta un ampio ventaglio di attività formative articolate in 4 grandi aree scientifico-culturali: economica, linguistica, scientifica e umanistica. Per l'anno scolastico 2008-2009, ha offerto 23 corsi di laurea triennali (di primo livello) e 30 corsi di laurea specialistica, oltre a master universitari di primo e di secondo livello, 6 scuole di dottorato di ricerca e una scuola di specializzazione per gli insegnanti della scuola secondaria.

- Università di Padova: L'Università degli Studi di Padova è fra le più note università in Italia, e fra le più antiche al mondo (la seconda in Italia, la settima al mondo), risalendo al 1222. Nel 2007 contava circa 63.000 studenti e 2.350 docenti. Si trova nella città di Padova.

- Università IUAV di Venezia: L'Università IUAV di Venezia è stata fondata come Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1926. La scuola superiore di architettura di Venezia (seconda in Italia, dopo quella di Roma) fu istituita nel dicembre di quell'anno per iniziativa di Giovanni Bordiga, allora presidente dell'Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 2001 l'ateneo è diventato Università Iuav di Venezia, affiancando alla facoltà di Architettura le altre due (Design e Pianificazione del territorio). Tra i rettori del passato troviamo: Giovanni Bordiga, Guido Cirilli, Giuseppe Samonà, Carlo Minelli, Carlo Scarpa, Carlo Aymonino, Valeriano Pastor, Paolo Ceccarelli e Marino Folin. Dal 2006 il rettore dell'Università è Carlo Magnani. Iuav offre lauree triennali in Scienze dell'Architettura, Produzione dell'Edilizia, Arti Visive e dello Spettacolo, Disegno industriale, Pianificazione urbana e territoriale, Servizi informativi territoriali (SIT). Oltre a ciò sono attivi corsi di Laurea Specialistica in Architettura (per la Costruzione, per la Conservazione, per la Sostenibilità, per la Città e per il Paesaggio), in Arti visive, Teatro, Disegno e Comunicazione visiva, Pianificazione. Presso Iuav sono attivi anche Master e diplomi Post-laurea.

- Università degli Studi di Verona: L'Università degli Studi di Verona è un'università fondata nel 1982 ed è organizzata in otto facoltà e ventisei dipartimenti. L'Università di Verona è organizzata in due poli principali all'interno della città omonima: quello di Veronetta, che ospita le facoltà umanistiche e l'amministrazione centrale con il rettorato, e quello di Borgo Roma, dove si trovano le facoltà di Medicina e di Scienze. Oltre a questi, essa possiede varie sedi minori nelle città vicine: è infatti presente con alcuni corsi di studio a Legnago, Vicenza, Bolzano, Trento, Ala e Rovereto.

- Consorzio Università Rovigo: Offre corsi in sedi distaccate dell'Università di Ferrara e dell'Università di Padova.

 

Accademie

- Accademia di Belle Arti (Venezia): L'Accademia di Belle Arti di Venezia nasce il 24 settembre 1750 per volontà del Senato Veneto come "Veneta Academia di Pittura, Scultura e Architettura": il primo Presidente fu Gianbattista Piazzetta, affiancato dai Consiglieri Gianbattista Pittoni e Giovanni Maria Morlaiter; tra gli artisti che insegnarono in Accademia si ricordano Piazzetta, Tiepolo, Francesco Hayez, Luigi Nono, Ettore Tito, Arturo Martini, Alberto Viani, Carlo Scarpa, Afro, Giuseppe Santomaso, Emilio Vedova.

- Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti: L'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti trova origine nel Reale Istituto Nazionale voluto da Napoleone Bonaparte per l'Italia all'inizio del XIX secolo. Venne poi rifondato con l'attuale denominazione dall'Imperatore Ferdinando I d'Austria nel 1838. Con l'unione del Veneto all'Italia, l'Istituto fu riconosciuto di interesse nazionale, assieme alle principali accademie degli stati preunitari, anche se la maggiore attenzione ha continuato ad essere rivolta alla vita culturale e scientifica delle Venezie. Dal 1893 ha sede a Palazzo Loredan e nel 1999 ha acquisito la seconda sede di Palazzo Franchetti, inaugurato nel 2004. L'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti è un'Accademia che "ha per fine l'incremento, la diffusione e la tutela delle scienze, delle lettere ed arti".

- Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti: Organizzazione non profit che promuove la valorizzazione delle scienze e della cultura legate, in qualche modo, al territorio.

- Accademia Filarmonica di Verona.

- Accademia di Agricoltura di Verona.

- Accademia di belle arti Gian Bettino Cignaroli.

- Accademia Galileiana di Scienze, Lettere ed Arti di Padova, fondata come Accademia dei Ricovrati il 25 novembre 1599, una delle più antiche accademie tuttora operati.

 

Conservatori

Il Veneto vanta una tradizione prestigiosa nell'ambito della formazione musicale, è una terra rinomata per la qualità dei suoi cori polifonici e le sue orchestre. In regione vi sono sette conservatori statali di musica:

- Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia,

- Conservatorio Agostino Steffani di Castelfranco Veneto,

- Conservatorio Evaristo Felice dall'Abaco di Verona,

- Conservatorio Arrigo Pedrollo di Vicenza,

- Conservatorio Cesare Pollini di Padova,

- Conservatorio Antonio Buzzolla di Adria,

- Conservatorio Francesco Venezze di Rovigo,

 

Altri istituti e fondazioni

- Fondazione CUOA: La Fondazione CUOA di Altavilla Vicentina è una scuola di formazione manageriale italiana. Il modello della scuola è basato su collegamento e collaborazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni. I docenti provengono dal mondo accademico, dalle imprese, dalle organizzazioni pubbliche e private, dalle professioni. Si rivolge a neolaureati, imprenditori, dirigenti e funzionari d'azienda, della pubblica amministrazione.

 

Religione

La presenza religiosa in Veneto ha da sempre dato vita a numerose istituzioni ed edifici di culto, soprattutto nella città lagunare, ma non solo. Antonio di Padova, noto in città con il nome Il Santo, fu prima monaco agostiniano a Coimbra (1210), poi (1220) francescano. Viaggiò molto vivendo prima in Portogallo quindi in Italia e in Francia. Nel 1221 si recò al Capitolo Generale ad Assisi dove vide di persona Francesco. Professore di teologia e valente predicatore, fu inviato da Francesco d'Assisi a combattere l'eresia catara in Francia. Fu trasferito poi a Bologna e quindi a Padova. Morì all'età di 36 anni. Definito da molti cattolici come Taumaturgo cioè autore di prodigi, per la notevole mole di eventi miracolosi a lui ascritti sin dai primi tempi dopo la sua morte e fino ad oggi.

La figura di Marco evangelista, legata alla città di Venezia, si dipana in una serie di tradizioni orali, spesso in contrasto tra loro. Una tradizione lo vuole evangelizzatore in Egitto e fondatore della chiesa di Alessandria che lo vuole come suo primo vescovo. Altra tradizione vuole che Marco, prima di rientrare in Egitto, fosse stato inviato da Pietro nella metropoli alto-adriatica di Aquileia, capoluogo della X Regio Venetia et Histria, per curare l'evangelizzazione dell'area nord-est. A Marco si deve la scelta dei primi Vescovi della Chiesa-madre di Aquileia (Ermagora e Fortunato) dalla quale deriverà, in tempi e per complesse vicende successive, il titolo del Patriarca di Grado poi assorbito da Venezia. Dopo la sua morte ad Alessandria, le spoglie del santo vengono trafugate da mercanti veneziani nell'828 a Venezia dove pochi anni dopo verrà dato inizio alla costruzione della Basilica che ancora oggi ospita le sue reliquie.

Il Veneto ospita anche i resti di un altro evangelista, San Luca, che riposano (tranne la testa conservata a Praga) nell'Abbazia di Santa Giustina a Padova, assieme alle reliquie di San Mattia apostolo.

Tra i luoghi di culto, oggetto di pellegrinaggi, vanno ricordati: il Santuario della Madonna di Monte Berico a Vicenza; il Santuario della Madonna della Corona, nelle montagne veronesi; il Santuario della Madonna del Covolo, edificio progettato da Antonio Canova situato sulle pendici del monte Grappa; ed il santuario, più moderno ed all'interno della città di Padova, di San Leopoldo. La fede Cristiana si fuse in tale maniera con la tradizione popolare e la vita quotidiana dei veneti che proprio a Verona sorse una nuova arte, unica al mondo: la famosa tecnica dei concerti di campane alla Veronese.

Il Veneto ha dato i natali ad alcuni Pontefici della Chiesa cattolica, tra cui vanno ricordati Papa Pio X (Riese Pio X) e Papa Giovanni Paolo I (Canale d'Agordo). Papa Giovanni Paolo II (Karol Woytila) trascorse molte delle sue vacanze nelle montagne venete, soprattutto nel Comelico e a Lorenzago, in Cadore. Proprio questi luoghi, ora, sono oggetto di un progetto di valorizzazione grazie al Cammino delle Dolomiti, un percorso ad anello che tocca i luoghi più importanti della spiritualità presenti nella montagna bellunese.

Notevoli le presenze di altre confessioni religiose. La confessione protestante, presente in numerose città con chiese luterane, anglicane, valdesi e metodiste, ha trovato nella Serenissima un ambiente che ha permesso la diffusione della cultura evangelica, data anche la presenza di case editrici. Alcune chiese ortodosse si possono trovare a Venezia, oggi rivitalizzate dalla presenza di molte persone provenienti dall'est europeo di tradizione ortodossa. La più importante è la chiesa di San Giorgio dei Greci.

Altra presenza storica, e anche ora molto attiva, è quella della comunità ebraica nel ghetto di Venezia, quartiere presente nel sestiere di Cannaregio. A Venezia tale comunità crebbe godendo inizialmente di un clima di relativa tolleranza, finché il Consiglio dei Pregadi (Senato) dispose il 29 marzo 1516 che tutti gli ebrei dovessero obbligatoriamente risiedere nel “Ghetto nuovo”. Nasce così un'istituzione che verrà poi ampiamente applicata anche nel resto d'Europa. Con la caduta della Repubblica e l'avvento di Napoleone furono eliminate le discriminazioni nei confronti degli ebrei i quali furono equiparati in tutto agli altri cittadini. Le porte del ghetto furono eliminate così come l'obbligo di residenza. Al giorno d'oggi questo complesso è rimasto abbastanza integro anche se gli ebrei veneziani sono ormai poche centinaia. Due sinagoghe sono tuttora aperte al culto e quasi tutti gli altri edifici della comunità svolgono ancora funzioni istituzionali (museo, casa di riposo ecc...). Altre comunità ebraiche importanti si trovano a Padova e a Verona.

Nel territorio del Veneto, non sono attualmente presenti moschee di dimensioni importanti: esistono, tuttavia, dei luoghi di culto per i fedeli mussulmani, ed alcuni progetti di realizzazione di moschee.

 

Arte e Cultura

La lingua

Il panorama linguistico

Nella Regione sono parlate, oltre all'italiano e al veneto, almeno altre cinque lingue: il cimbro, il ladino, il friulano e il tedesco, e il dialetto ferrarese.

Nonostante la notevole pressione dell'italiano, il Veneto si caratterizza per una forte conservazione della propria lingua storica, distinta in diverse varietà. Secondo le statistiche, è compresa da quasi il 70% della popolazione, con una sostanziale diglossia veneto-italiano. La vivacità della lingua veneta è confermata dal fiorire di iniziative culturali ed editoriali che, soprattutto in questi ultimi anni, hanno visto un moltiplicarsi di pubblicazioni. La forte riscoperta delle identità storico-linguistiche è stata recentemente sancita da una legge della Regione Veneto volta alla valorizzazione, alla tutela e alla diffusione della Lingua Veneta. La proposta di legge è stata approvata dal consiglio regionale il 28 marzo 2007.

Le altre lingue sono diffuse in aree molto limitate e parlate da minoranze che, spesso, antepongono ai loro idiomi l'italiano:

- La lingua ladina è senza dubbio la più viva ed è parlata in diversi comuni della Provincia di Belluno. Non è facile circoscrivere l'area ladina, poiché talvolta il veneto locale arriva a fondersi con questa lingua. Fa parte delle lingue ladine il friulano, parlato lungo il confine con il Friuli-Venezia Giulia, specie attorno a Portogruaro.

- Il cimbro era un tempo molto diffuso nell'Altopiano di Asiago e nella Lessinia veronese, ma attualmente non è molto parlato. Nell'era Fascista la lingua Cimbra è stata proibita e chi la parlava veniva considerato spia nemica. Nel complesso resiste ancora nelle "roccaforti" di Giazza e Roana e in molte contrade Altopianesi.

- Un dialetto di tipo bavaro-tirolese è parlato invece dalla popolazione della celebre località turistica di Sappada (BL), comunità germanofona culturalmente molto vivace.

- Il dialetto ferrarese è parlato nella Transpadana ferrarese in provincia di Rovigo.

Se all'interno della Regione Veneto esistono diverse comunità allofone, specularmente, venetofone sono alcune aree delle regioni confinanti, in particolare il Friuli-Venezia Giulia meridionale (gran parte delle province di Pordenone e Gorizia, tutta la zona costiera da Lignano Sabbiadoro fino a Muggia), il Trentino orientale e meridionale, e parte della provincia di Mantova.

 

Varietà e caratteristiche

Il veneto parlato nella Regione Veneto si divide essenzialmente in quattro macroaree, ognuna con caratteristiche proprie, pur non perdendo la sostanziale unitarietà linguistica. L'area più vasta è quella centrale, comprendente la Provincia di Padova e Vicenza, parte della provincia di Rovigo e parte della provincia di Venezia: tra i fenomeni più interessanti che la caratterizzano, oltre a una marcata conservazione delle vocali atone finali, vi è il fenomeno della metafonesi. Questa è invece assente nell'area veneziana, che si estende su tutta la laguna veneta, da Chioggia fino a Caorle e ha storicamente costituito il riferimento su cui si è modellata la koinè linguistica veneta. Da registrare in quest'area una minore conservazione della vocali atone finali. Questo fenomeno diviene ancora più marcato nelle altre due aree, quella settentrionale trevigiano-bellunese, in cui sono ancora vive le interdentali sorde e sonore, e quella veronese, in cui emerge talvolta il sostrato gallo-italico.

 

Letteratura e Teatro in lingua veneta

La letteratura in lingua veneta affonda le sue radici nella produzione di testi poetici e in prosa in lingua volgare, che si sviluppa nell'area corrispondente all'incirca all'odierna Regione Veneto a partire dal XII secolo. La letteratura veneta, dopo un primo periodo di splendore nel Cinquecento con il successo di artisti come il Ruzante, giunge al suo massimo apogeo nel Settecento, grazie all'opera del suo massimo esponente, il drammaturgo Carlo Goldoni. Successivamente la produzione letteraria in lingua veneta subisce un periodo di declino a seguito della caduta della Repubblica di Venezia, riuscendo comunque nel corso del Novecento a raggiungere vette liriche mirabili con poeti come Giacomo Noventa, Biagio Marin di Grado, Virgilio Giotti di Trieste, Andrea Zanzotto, fino ad arrivare, nei tempi più recenti, ad autori come Ernesto Calzavara, Eugenio Tomiolo, Claudio Grisancich, Luciano Cecchinel, Gianmario Villalta e Ivan Crico.

 

Letteratura e Teatro in lingua italiana

Il Novecento

Tra gli scrittori del Novecento che hanno lasciato un'importante traccia nel panorama culturale italiano, vanno sicuramente citati alcuni importanti scrittori veneti. Tra questi occorre citare sicuramente Giuseppe Berto, autore di Anonimo Veneziano, Il Male oscuro e Il cielo è rosso.

Inoltre, va ricordato Mario Rigoni Stern (1921-2008), il quale, nato e cresciuto ad Asiago, ha saputo raccontare i personaggi, i colori, si suoni e i silenzi dell'altopiano di Asiago a cui si è sempre sentito legato. In tal senso, una delle opere più rappresentative è il Bosco degli urogalli, o Uomini, boschi, api. Ma l'esperienza della campagna di Russia ha segnato la sua vita e ha ispirato dei veri e propri capolavori come Il sergente nella neve.

Il trevigiano Giovanni Comisso (1895-1969) è stato senza dubbio uno dei più estrosi e dei più attivi giornalisti e scrittori. Tra le sue opere meritano di essere ricordate "La mia casa di campagna" e "Un gatto attraversa a strada".

Luigi Meneghello (1922-2007), vicentino di Malo, è l'autore di numerosi romanzi tra cui "Libera nos a Malo" e "Pomo Pero", libri nei quali l'elemento ispiratore è l'ambiente paesano di Malo. Meneghello utilizza uno stile originale, basato su un registro colto e raffinato, nel quale inserisce neologismi o espressioni venete italianizzate.

 

Tra gli altri scrittori vanno segnalati:

- Dino Buzzati,

- Sergio Saviane,

- Giorgio Saviane,

- Antonio Fogazzaro,

- Paolo Barbaro,

- Ferdinando Camon,

- Guido Piovene,

- Gian Antonio Cibotto,

- Goffredo Parise.

 

I nostri giorni

Per quanto concerne la letteratura contemporanea, Giuliano Scabia ha saputo conquistare un posto nell'ambito del panorama veneto e nazionale, grazie soprattutto al romanzo "Nane Oca", nei quali l'atmosfera delle storie popolari si mescola alla creatività linguistica e narrativa creando una storia raffinata, fatta di vicende che si rimandano, di personaggi che si moltiplicano, per creare quell'atmosfera tipica del racconto orale veneto.

Alberto Ongaro è autore di numerosi romanzi, quali "La partita", "La taverna del doge Loredan", e "L'ombra abitata", che, insieme all'amico veneziano Hugo Pratt, tradurrà in fumetti.

Romolo Bugaro, padovano di nascita, nel romanzo "La buona e brava gente della nazione" (premio Campiello nel 1998) scrive e racconta della vita di trentenni di provincia che scoprono la disillusione di tutto ciò che la giovinezza aveva portato a sognare. Lo stile denso, che prende forma in una scrittura barocca che, però, accompagna dialoghi serrati ma linguisticamente poveri, accentua questo conflitto tra un atteggiamento pomposo ed una dissoluzione linguistica e sociale.

Tiziano Scarpa, autore di numerosissimi romanzi, è anche molto attivo sul piano teatrale, con attività pubbliche di letture in piazze e teatri; importanti sono anche le sue collaborazioni con musicisti e scrittori. Ha scritto i romanzi Occhi sulla graticola (Einaudi, 1996), Kamikaze d'occidente (Rizzoli, 2003) e Stabat Mater (Einaudi, 2008); le raccolte di racconti Amore® (Einaudi, 1998), Cosa voglio da te (Einaudi, 2003) e Amami, in cui accompagna con sessanta microstorie altrettante immagini di Massimo Giacon (Mondadori, 2007); la raccolta di aforismi Corpo (Einaudi, 2004); il libro di interventi critici Cos'è questo fracasso? (Einaudi, 2000), il poema Groppi d'amore nella scuraglia (Einaudi, 2005). Nel 2006 esce per Fanucci il libro Batticuore fuorilegge, raccolta di interventi, saggi, racconti e poesie uscite su giornali e siti web. Comuni mortali, contiene tre testi teatrali: Comuni mortali, Gli straccioni e Il professor Manganelli e l'ingegner Gadda (Effigie, 2007). Nel 2008, oltre a Stabat Mater, sono usciti la raccolta di poesie Discorso di una guida turistica di fronte al tramonto (Amos edizioni, 2008) e il testo teatrale L'inseguitore (Feltrinelli, 2008). Nel 2000 ha pubblicato per Feltrinelli la guida Venezia è un pesce, opera che nel 2002 ha letto ad alta voce e pubblicato per il Narratore audiolibri editrice.

Marco Paolini è autore teatrale e interprete di un repertorio che appartiene al cosiddetto teatro civile. La sua attività si distingue per il gusto dello studio dei testi e della ricerca delle fonti e per l'accostamento continuo dei fatti a trovate teatrali spesso dissacranti e ironiche. I suoi spettacoli sono per la gran parte sviluppati in monologhi spesso recitati in lingua veneta. Fino al 1994 Paolini ha lavorato in vari gruppi teatrali: Teatro degli Stracci, Studio 900 di Treviso, Tag Teatro di Mestre e Laboratorio Teatro Settimo. Con quest'ultimo ha realizzato Adriatico (1987), il primo della serie degli Album, e ha partecipato all'allestimento di diversi spettacoli teatrali, rivedendo fra gli altri Shakespeare e Goldoni. Negli anni novanta inizia a collaborare con la Cooperativa Moby Dick - Teatri della Riviera con cui ha realizzato spettacoli come Il racconto del Vajont, Appunti foresti, Il milione - Quaderno veneziano di Marco Paolini e i Bestiari (raccolta di spettacoli dedicati al recupero della cultura locale, in particolare veneta). Proprio grazie a Il racconto del Vajont Paolini arriva al grande pubblico; lo spettacolo vince nel 1995 il Premio Speciale Ubu per il Teatro Politico, nel 1996 il Premio Idi per la migliore novità italiana e nel 1997 l'Oscar della televisione come miglior programma dell'anno, per la trasmissione televisiva su Rai 2 dello spettacolo (in diretta dalla diga del Vajont il 9 ottobre 1997, anniversario del disastro del Vajont).

Ivan Crico, poeta, si esprime in lingua ed impiegando il dialetto bisiaco un'antica varietà della lingua veneta. Discende, per via paterna, da una nobile famiglia veneta di Feltre. Nel 1999 ha ideato e fondato, assieme al poeta Pierluigi Cappello, La barca di Babele, una collana di poesia, che accoglie autori noti dell'area veneta, friulana e triestina. È impegnato in un'intensa attività artistica e di diffusione della cultura veneta anche nelle scuole e in campo istituzionale all'interno di un progetto legislativo di valorizzazione delle varietà venete del Friuli-Venezia Giulia. Varie e significative sono le iniziative culturali sviluppate nel Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Austria, Slovenia e Croazia che fanno capo a questo poeta, legate alla poesia, alla saggistica, a convegni per la valorizzazione dei dialetti e delle lingue minoritarie europee, alla reciproca conoscenza fra i vari popoli, anche in collaborazione con studiosi e poeti veneti, sloveni, austriaci, sardi, siciliani, francesi e catalani. Con recensioni ed interviste a noti esponenti del mondo artistico nazionale (da Marco Paolini a Toti Scialoja fino alla cantante Elisa) collabora da una ventina d'anni con diverse riviste nazionali. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Nazionale di Poesia Biagio Marin, il massimo riconoscimento in Italia per la poesia in dialetto e nelle lingue delle minoranze linguistiche storiche.

 

Poeti

- Giorgio Baffo,

- Berto Barbarani,

- Pietro Buratti,

- Ernesto Calzavara,

- Ivan Crico,

- Giacomino da Verona,

- Anton Maria Lamberti,

- Biagio Marin,

- Camillo Nalin,

- Niccolò da Verona,

- Bino Rebellato,

- Riccardo Selvatico,

- Domenico Varagnolo,

- Andrea Zanzotto,

- Giacomo Noventa,

- Vittorio Betteloni,

- Ferruccio Brugnaro,

- Aldo Vianello,

- Ugo Foscolo.

 

Teatri

- Teatro La Fenice: Il Teatro La Fenice è il principale teatro lirico di Venezia. Più volte distrutto dal fuoco e riedificato, è sede di una importante stagione operistica e del Festival internazionale di musica contemporanea. Il Teatro la Fenice di Venezia venne progettato nel 1790 da Giannantonio Selva per una società di palchettisti dell'aristocrazia di Venezia; il teatro veneziano fu costruito celermente nonostante le numerose polemiche sulla sua collocazione e sulla sua struttura razionalista e neoclassica.

- Teatro Malibran: Il Teatro Malibran è un teatro veneziano. È noto soprattutto per la sua importanza in ambito operistico che ebbe tra il XVII e il XVIII secolo, quando portava il nome di Teatro San Giovanni Grisostomo.

- Teatro stabile del Veneto "Carlo Goldoni": Il Teatro "Carlo Goldoni" di Venezia corrisponde all'antico Teatro Vendramin, detto anche di San Salvador o di San Luca, e fu inaugurato nel 1622. Il Teatro Carlo Goldoni è ubicato in prossimità del Ponte di Rialto, nel centro storico di Venezia. È un teatro all'italiana, con la sala strutturata in platea e quattro ordini di palchi-galleria, per una capienza totale di 800 posti; il palcoscenico è largo 12 metri e profondo 11,20 metri ed è dotato di graticcio in ferro. Il Teatro Goldoni ospita la Stagione di Prosa organizzata dal Teatro Stabile del Veneto "Carlo Goldoni", la rassegna di Teatro Ragazzi, lirica, concerti, balletti e altre manifestazioni in concessione.

- Teatro Verdi (Padova): Il Teatro Verdi è il principale teatro padovano. L'edificio, commissionato da una società di nobili padovani, venne realizzato dall'architetto padovano Giovanni Gloria su progetto dell'architetto Antonio Cugini di Reggio Emilia. Attualmente il Verdi è la sede operativa del Teatro Stabile del Veneto.

- Teatro Olimpico: Il Teatro Olimpico è un teatro progettato dall'architetto rinascimentale Andrea Palladio nel 1580 e sito in Vicenza. È generalmente ritenuto il primo esempio di teatro stabile coperto dell'epoca moderna. La realizzazione del teatro, all'interno di un preesistente complesso medievale, venne commissionata a Palladio dall'Accademia Olimpica per la messa in scena di commedie classiche. La sua costruzione iniziò nel 1580 e venne inaugurato il 3 marzo 1585, dopo la realizzazione delle celebri scene fisse di Vincenzo Scamozzi. Tali strutture lignee sono le uniche d'epoca rinascimentale ad essere giunte fino a noi, peraltro in ottimo stato di conservazione. Il teatro è tuttora sede di rappresentazioni e concerti ed è stato incluso nel 1994 nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, come le altre opere palladiane a Vicenza.

- Teatro Filarmonico (Verona): Il Teatro Filarmonico è il principale teatro d'opera di Verona. È di proprietà dell'Accademia Filarmonica di Verona, fin dalla sua fondazione, ma viene utilizzato dalla fondazione dell'Arena come sede della stagione lirica invernale.

- Teatro romano di Verona: Il teatro romano di Verona sorge nella parte settentrionale della città, ai piedi di colle San Pietro.Questo teatro è stato costruito alla fine del I secolo a.C., periodo che a Verona ha visto la monumentalizzazione del colle San Pietro. Prima della sua costruzione tra il ponte Pietra ed il ponte Postumio vennero costruiti dei muraglioni sull'Adige, paralleli al teatro stesso, per difenderlo da eventuali piene del fiume. È ritenuto il più importante teatro romano del Nord Italia. Attualmente viene utilizzato per rassegne di prosa durante la stagione estiva.

- Teatro Sociale (Rovigo).

- Teatro Salieri.

- Teatro de La Sena.

 

Pittura, architettura e scultura

Medioevo e gotico

Il Medioevo ha permesso la creazione di opere monumentali quali il complesso di chiese dell'isola di Torcello, nella laguna veneziana, con la cattedrale di Santa Maria Assunta fondata nel 639, il campanile eretto nell'XI secolo e la chiesa di Santa Fosca realizzata intorno al 1100, edifici importanti per la presenza di mosaici. A Verona il Medioevo ha visto la costruzione della basilica di San Zeno Maggiore, opera nella quale più che altrove si scorge la mescolanza di stili che in quel periodo fecero di Verona un importante crocevia per il Nord Europa.

Tra gli esempi di arte gotica, oltre alle chiese veneziane di Santa Maria Gloriosa dei Frari e a quella di Santi Giovanni e Paolo, troviamo le arche scaligere nel centro storico di Verona.

 

Giotto e Padova

Mentre nelle città venete l'impostazione rimaneva quella bizantina, un elemento di innovazione viene portato a Padova da Giotto, portatore di una nuova tradizione pittorica: quella toscana. Verso il 1302 riceve l'incarico dal banchiere Enrico Scrovegni di affrescare la cappella di famiglia, oggi nota appunto con il nome di Cappella degli Scrovegni, uno dei monumenti artistici più importanti di Padova e del Veneto. Le influenze del contributo di Giotto si sono fatte sentire subito, e ora si possono ammirare negli affreschi di Giusto de' Menabuoi nel battistero accanto al Duomo di Padova e in quelli di Altichiero nella Basilica di Sant'Antonio.

 

Il Rinascimento

Dopo una fase di sviluppo dell'arte gotica, con la creazione di opere importanti tra cui il palazzo della Ca' d'Oro, il Palazzo Ducale e le chiese di Santa Maria Gloriosa dei Frari e dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia, l'influsso rinascimentale inaugurò una nuova stagione. Oltre a Donatello, un importante artista rinascimentale fu il veneto Andrea Mantegna (1431-1506), la cui opera più importante presente in Veneto è forse la Pala di San Zeno a Verona. Con l'espandersi in terraferma della Serenissima e il consolidarsi delle sue istituzioni si ebbe anche uno sviluppo artistico di eccezionale levatura: Mantegna, Vittore Carpaccio, Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, il Pordenone gettarono le basi di quella che sarebbe stata la stagione della pittura veneta.

Il Rinascimento troverà in Padova la sua culla veneta dove crescere e svilupparsi. Tra gli artisti rinascimentali che operarono troviamo Donatello, il quale lavorò soprattutto a Padova e in particolare nell'altare della basilica di Sant'Antonio, il Pisanello, le cui opere sono presenti soprattutto a Verona e in particolare nella chiesa di Sant'Anastasia (suo è l'affresco di San Giorgio).

 

Giorgione e Tiziano

La fase successiva vide come protagonisti Giorgione, Tiziano, Sebastiano del Piombo e Lorenzo Lotto. Se nella prima fase, con Carpaccio e Bellini, le influenze della pittura internazionale furono ancora evidenti e i riferimenti all'arte fiamminga numerosi, con Giorgione e Tiziano iniziò un nuovo modo di fare pittura, originale e innovativo, che caratterizzò i pittori della scuola veneta rispetto ad altre tradizioni. Giorgione, artista enigmatico per le sue opere piene di allegorie, creò le sue opere senza partire da un disegno preparatorio ma utilizzando il colore a macchie per trasmettere la sensazione dell'immagine. Questa innovazione cercava l'imitazione dei fenomeni naturali creando delle atmosfere con i colori e mettendo in secondo piano la ricerca della perfezione figurativa. Una delle sue opere più celebri, La tempesta (1506-1508), oggi nelle Gallerie dell'Accademia a Venezia, è un esempio di questo uso del colore, in cui l'impasto cromatico indefinito e la trama continua della pittura priva di disegno preparatorio conferiscono all'opera un'atmosfera particolare. Tiziano, bellunese nato a Pieve di Cadore, portò avanti l'uso di questa tecnica pittorica senza disegno, creando capolavori come l'Assunta (1516-1518), pala d'altare dalle dimensioni imponenti visibile sull'altare principale della basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia; un'opera la cui suggestione è dovuta all'uso del colore in cui predominano toni accesi.

 

Tintoretto, Veronese e Bassano

Jacopo Robusti detto il Tintoretto (1518-1594) riprende il manierismo romano ma lo rielabora in uso tipicamente veneto del colore, accentuando il luminismo e dando alle proprie opere delle prospettive insolite, a volte vere e proprie deformazioni prospettiche, con lo scopo di accrescere il senso di tensione che permea l'opera. Palazzi e chiese di Venezia sono pieni di capolavori firmati da Tintoretto, ma vanno citati senza dubbio i 66 dipinti presenti nella Scuola Grande di San Rocco e l'Ultima Cena nella chiesa di San Giorgio. Paolo Caliari detto il Veronese (1528-1588), con opere che celebravano la vita di Venezia, si dedica ad opere civili come palazzi e case di nobili veneziani. Sue furono parte della decorazione di Palazzo Ducale e la decorazione di numerose ville palladiane, tra cui Villa Barbaro. Jacopo da Ponte detto Bassano (1517-1592) rinnovò l'arte figurativa lagunare pur essendo un artista dell'entroterra, grazie all'introduzione di immagini prese dalla vita reale, arricchiti da un tocco drammatico e intenso.

 

Palladio

Nato a Padova nel 1508 e morto nel 1580, Andrea Palladio è l'architetto più famoso nel mondo. Tra le sue opere si ricordano anzitutto le numerose ville, dislocate nella campagna tra le province di Vicenza, Padova e Treviso e le chiese veneziane di San Giorgio, quella del Redentore, e delle Zitelle, nell'isola della Giudecca. I suoi palazzi sono situati quasi esclusivamente a Vicenza, dove ha lasciato i suoi capolavori assoluti.

L'architettura palladiana riprende i motivi dell'architettura classica romana, nelle ville che richiamano le forme del tempio, creando capolavori quali Villa Emo, Villa Barbaro, Villa Almerico Capra detta la Rotonda, Villa Foscari detta la Malcontenta. A questa estetica, anticipatrice del neoclassico, corrisponde una rigorosa ricerca della funzionalità che doveva avere una villa di campagna, nella quale il corpo centrale, abitazione del proprietario, deve consentire il controllo sulle attività produttive della campagna circostante, strutturando le parti funzionali, come le barchesse, a ridosso del corpo centrale. Nel caso di villa Badoer, la barchessa, formata da un ampio colonnato circolare, racchiude l'aia antistante la facciata della villa, permettendo così di creare uno spazio che richiama l'idea antica del foro romano, e portando tutte le attività della campagna a gravitare davanti la villa stessa.

La ricerca stilistica di Palladio ha dato vita ad un movimento architettonico, il palladianesimo, che ha avuto grande seguito nei tre secoli successivi, ispirando altri architetti, alcuni dei quali suoi allievi diretti, tra cui Vincenzo Scamozzi, che dopo la morte del maestro ne completò alcune opere, tra cui anzitutto il Teatro Olimpico a Vicenza.

 

Il Settecento

Nel Settecento la scuola veneziana può contare su numerosissimi artisti: i pittori Giambattista Tiepolo, suo figlio Giandomenico, Giambattista Piazzetta, Pietro Longhi, Marco e Sebastiano Ricci, Niccolò Bambini, Sebastiano Bombelli, Gianantonio Fumiani, Gaspare Diziani, il pittore d'architetture Girolamo Mengozzi Colonna, la pittrice Rosalba Carriera; gli sculturi Morlaiter, Filippo Parodi, Bernardi Torretti e suo nipote Giuseppe Torretti; gli architetti Gerolamo Frigimelica, Giorgio Massari, Giovanni Scalfarotto, Tommaso Temanza; il vedutista Gianantonio Canal più noto come Canaletto, l'intagliatore Andrea Brustolon, i commediografi Carlo Goldoni e Gaspare Gozzi, i poeti Alessandro Labia e Giorgio Baffo, i compositori Benedetto Marcello e Antonio Vivaldi. In seguito, sul finire della repubblica, emerge Antonio Canova.

Con Giambattista Tiepolo (1696-1770) la prospettiva assume un ruolo centrale nella rappresentazione, non per dare enfasi alla tensione dell'immagine, ma solo per dare un impatto teatrale alle figure. Con Tiepolo, infatti, la prospettiva viene forzata fin oltre i limiti usuali, dipingendo sui soffitti figure riprese dal basso in un movimento che le rende spettacolari.

Altro elemento caratteristico dell'arte veneta è il vedutismo, che vede in Giovanni Antonio Canal (1697-1768) detto il Canaletto e in Francesco Guardi (1712-1793) le due figure di spicco. Il Canaletto ricorre a studi prospettici rigorosi cercando di rendere quasi “fotograficamente” la realtà, modellando i colori per accentuare la vitalità dell'immagine. Francesco Guardi cerca invece un taglio più soggettivo e meno preciso, cercando di comunicare un'emozione.

Antonio Canova è il maggiore scultore del suo tempo in Europa. Nato a Possagno, elabora l'arte classica diventando il riferimento del neoclassicismo. Il tempio di Possagno, da lui stesso progettato, è l'emblema dell'architettura neoclassica, mentre nella gispoteca, un tempo casa del Canova, si conservano i calchi delle opere più famose che si trovano nei vari musei del mondo, data la sua fama che si impose a livello internazionale. Tra le opere più importanti Amore e Psiche giacenti e il Monumento funerario per Maria Cristina d'Austria.

 

Tra Ottocento e Novecento

Venendo a mancare un centro principale dopo la caduta della Serenissima, ogni città ha declinato l'arte secondo varianti proprie e modelli specifici. Importante fu, tuttavia, il ruolo dell'Accademia di Belle Arti di Venezia, che seppe attrarre numerosi artisti giovani dal territorio circostante.

Tra i numerosi artisti Guglielmo Ciardi, che riprende l'esperienza dei macchiaioli unendola al colorismo tipico della scuola classica veneta, facendo emergere dai suoi quadri una essenzialità cromatica; Giacomo Favretto: anch'egli, come Ciardi, valorizza il colorismo, talvolta in modo molto accentuato; Federico Zandomeneghi, pittore che si discosta dalla tradizione del colorismo veneto, per avventurarsi in uno stile di stampo impressionista tipicamente francese; Luigi Nono, che nelle sue opere giunge ad esiti veristi, anche se, oltre alla pittura di scene di genere, si impone per ritratti di raffinata descrizione psicologica.

 

Beni protetti dall'UNESCO

- Venezia: iscritta nel 1987 con le seguenti giustificazioni: rappresenta un capolavoro del genio creativo umano. Mostra un importante scambio di valori umani, in un periodo o in un'area culturale del mondo, negli sviluppi dell'architettura e delle tecnologie, dell'arte monumentale, urbanistica o paesaggistica. Porta una testimonianza unica o per lo meno eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà esistente o del passato. È un eccezionale esempio di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o tecnologico o paesaggistico che sia testimonianza di importanti tappe della storia umana. È un eccezionale esempio di un tradizionale insediamento umano o di occupazione del territorio che rappresenta una cultura (o più culture) specialmente quando è messa in pericolo da mutamenti irreversibili. È direttamente o materialmente legato ad eventi o tradizioni in vita, con idee, con credi, con lavori artistici o letterari d'eccezionale valore universale (il comitato ritiene che questo criterio giustificherebbe l'inclusione nelle liste soltanto in circostanze eccezionali congiuntamente ad altri criteri culturali o naturali).

- Vicenza: iscritta nel 1994 con la seguente motivazione; Vicenza costituisce una realizzazione artistica eccezionale per i numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio, che, integrati in un tessuto storico, ne determina il carattere d'insieme. Grazie alla sua tipica struttura architettonica, la città ha esercitato una forte influenza sulla storia dell'Architettura, dettando le regole dell'urbanesimo nella maggior parte dei paesi europei e del mondo intero.

- L'Orto Botanico di Padova: è stato inserito tra i beni patrimonio dell'UNESCO nel 1997 con la seguente motivazione: L'Orto Botanico di Padova è all'origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l'ecologia e la farmacia.

- Verona: iscritta nel 2000 con le seguenti motivazioni: per la sua struttura urbana e per la sua architettura, Verona è uno splendido esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente durante duemila anni, integrando elementi artistici di altissima qualità dei diversi periodi che si sono succeduti. Verona rappresenta in modo eccezionale il concetto della città fortificata in più tappe determinanti della storia europea.

- Le Dolomiti: iscritte nel 2009 in quanto soddisfano i seguenti criteri: rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale; essere uno degli esempi rappresentativi di grandi epoche storiche a testimonianza della vita o dei processi geologici.

 

Musica

Musicisti

- Antonio Salieri (Legnago, 18 agosto 1750 – Vienna, 7 maggio 1825): è stato un direttore d'orchestra e compositore veneto di musica sacra, classica e lirica. Fu il compositore più famoso e importante d'Europa ai suoi tempi.

- Tomaso Albinoni: (Venezia, 8 giugno 1671 – Venezia, 17 gennaio 1751) compositore e violinista veneto del periodo barocco.

- Mario Brunello: violoncellista. Ha studiato al Conservatorio di Venezia con Adriano Vendramelli e Antonio Janigro. Nel 1986 ha vinto il primo premio al Concorso Internazionale Čajkovskij di Mosca nella categoria dedicata al violoncello.Suona un violoncello Maggini del 1600 appartenuto a Benedetto Mazzacurati e successivamente a Franco Rossi, violoncellista del Quartetto Italiano. Dal 2008 è il direttore artistico del Concorso Internazionale per Quartetto d'Archi "Premio Paolo Borciani" di Reggio Emilia. A Castelfranco Veneto, sua città natale, tiene concerti, corsi e masterclass al Capannone Antiruggine, un'antica fabbrica dove si lavorava il ferro riadibita a sala da concerto.

- Calicanto: gruppo folk che riprende temi tradizionali della tradizione veneta rielaborandoli in lavori di alto livello artistico.

- Baldassare Galuppi: (Burano, 18 ottobre 1706 – Venezia, 3 gennaio 1785) è stato un compositore e organista italiano. Galuppi era nella sua epoca molto famoso per le sue opere, sia buffe che serie, per i suoi lavori sacri e per la musica per tastiera. Il suo stile melodico, elegante e flessibile s'incontrò con la poetica del Goldoni: questa collaborazione segnò la nascita e la diffusione in tutta Europa (dopo il 1749) del dramma giocoso.

- Luigi Nono: (Venezia 1924 - Venezia 1990) è stato un compositore di musica contemporanea.

- Antonio Vivaldi: Fu uno dei violinisti più virtuosi del suo tempo, sicuramente il più ammirato, e uno dei più grandi compositori di musica barocca. Considerato unanimemente il più importante, influente e originale compositore della penisola italiana della sua epoca, Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico, genere iniziato da Giuseppe Torelli, e della tecnica del violino e dell'orchestrazione. Non trascurò inoltre l'opera lirica. Vastissima la sua opera compositiva che comprende inoltre numerosi concerti, sonate e brani di musica sacra.

- Giuseppe Sinopoli: è stato un direttore d'orchestra, compositore e saggista italiano.

- Rondò Veneziano: sono un ensemble musicale italiano che compendia la musica barocca prodotta da una tipica orchestra da camera e le sonorità della musica pop e rock.

 

Cultura Popolare

Proverbi

- A lavàr ła testa a el muzso (a el moltón) se perde acua e anca saón.

A lavar la testa all'asino (al montone) si perde acqua e anche sapone.

- Amor de fradełi, amor de cortełi.

Amore tra fratelli è amore di coltelli.

- A magnàr mazsa puina, tanto no se camina.

Mangiando troppa ricotta non si cammina.

- Anguria e mołón tuto par la so stajón.

Anguria e melone tutto per la sua stagione.

- Anara lezsa e bìgoło tondo, a ła sera contenta el mondo.

Anitra lessa e spaghetti, alla sera rendono felice.

- Bàtar łe noxe, spałàr la neve e copàr ła jente iè tri łaori che no i serve a gninte.

Battere le noci (per farle cadere al suolo), spalare la neve e uccidere la gente sono lavori che non servono a nulla.

- Bona gente e tenporai, da i monti no i vien mai.

Buona gente e temporali, dalle montagne non arrivano.

- Butàr l'è parente de piànxer.

Buttare è parente del piangere.

- Se vołee véder al diłuvio universàl, metee in toła dodexe preti a desinàr.

Se volete vedere il diluvio universale, mettete in tavola dodici preti a cenare.

 

Folclore: Feste tradizionali

- Festa del Popolo Veneto: fissata il 25 marzo dal Consiglio Regionale in corrispondenza con la ricorrenza della fondazione di Venezia.

- Festa del grande Federico Frehner: fissata il 21 giugno che viene festeggiata solo a Belluno dai contadini. È tradizione che vengano bruciate venti vigne ogni cinque anni per ottenere una vendemmia ricca.

- Festa del Redentore: si svolge la terza domenica di luglio nella città lagunare con spettacoli pirotecnici e processioni fino alla Chiesa del Redentore, ma anche in tutto l'entroterra, quando la gente si ritrova alla sera per mangiare all'aperto e guardare gli spettacoli pirotecnici organizzati nei vari paesi.

- Festa di Sant'Antonio da Padova: si svolge il 13 giugno, e prevede una processione per le vie del centro di Padova.

- Brusa vecia: si svolge la sera dell'Epifania e prevede l'incendio di un fantoccio raffigurante la Befana e simboleggia il buttarsi alle spalle le cose vecchie per essere pronti ad accogliere il nuovo anno.

- Festa del Panevin: si svolge nei giorni vicini all'Epifania, e prevede dei falò in piazza o nei cortili delle case di campagna, attorno ai quali ci si trova per mangiare la pinza (dolce veneto) e vin brulé. La sua origine è antichissima e pare risalga a riti protostorici. Attualmente è ancora molto diffusa e sentita.

- Regata Storica: si svolge la prima domenica di settembre a Venezia e coinvolge la cittadinanza in una gara di voga alla veneta accompagnata da sfilate in barche storiche.

- Partita a scacchi di Marostica: la partita a scacchi di Marostica si svolge nella piazza sotto il castello di Marostica che ricorda una scacchiera e rievoca una partita che, secondo la tradizione odierna, si sarebbe svolta verso l'anno 1454 tra due nobili giovani.

- Papà del Gnoco: si svolge l'ultimo venerdì del Carnevale a Verona, ed è caratterizzata dalla maschera del papà del gnoco, la più antica maschera veronese.

- Bati marso o bruxa marso: festa popolare che avviene ai primi di marzo in quello che un tempo era il capodanno veneto. In questi giorni si bruciano dei falò per risvegliare la natura e alcuni bambini girano per il paese e la campagna facendo rumori con pentole o utensili di lavoro. Tali riti sopravvivono soprattutto nella fascia pedemontana da Verona e Vicenza fino a Treviso.


Enogastronomia e Prodotti tipici veneti (_)

La presenza di zone umide molto importanti, quali il Delta del Po, e la presenza di numerosi fiumi e corsi d'acqua hanno permesso la coltivazione di moltissime specie vegetali. Inoltre, la varietà di terreni e di altitudini, hanno reso possibile la diversificazione delle colture.

Di seguito viene riportato un breve elenco di alcune delle produzioni tradizionali regionali:

- Radicchio Rosso di Treviso e di Castelfranco,

- Asparago Bianco di Bassano del Grappa,

- Asparago Bianco di Cimadolmo,

- Asparago Bianco di Badoere,

- Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese,

- Ciliegia di Marostica,

- Olio extravergine d'oliva Garda,

- Riso Vialone Nano Veronese,

- Prosciutto Veneto Berico-Euganeo,

- Sopressa di Valli o Vicentina,

- Formaggio Asiago,

- Formaggio Piave,

- Formaggio delle malghe del Monte Cesen,

- Mais Marano,

- Melone del Delta polesano,

- Riso del Delta del Po,

- Anguilla del Delta del Po,

- Vongola verace del Polesine,

- Cozza di Scardovari,

- Moscardino di Caorle,

- Canestrello bianco di Caorle,

- ecc...

 

Piatti tipici

Il contributo delle culture con le quali, storicamente, la Repubblica di Venezia entrò in contatto, è evidente anche nella tradizione culinaria della regione. Infatti, la presenza di elementi provenienti da culture del Medio e dell'Estremo Oriente si può riscontrare sia nei piatti veneziani sia in quelli regionali. Tuttavia, va evidenziata la differenza tra zone montane, zone di pianura e zone costiere, dove la diversità di prodotti offerti dall'agricoltura o dalla pesca ha determinato una diversità anche culinaria, prediligendo piatti a base di carne e formaggi nelle zone montane, ortaggi, carni suine e ovine in pianura, piatti di pesce nelle zone costiere.

Di seguito un elenco dei piatti tipici più apprezzati:

- Pearà: salsa fatta con brodo, pane grattugiato e midollo di bue. Serve ad accompagnare i piatti di carne bollita;

- Sardee in saor: sarde fritte lasciate macerare in una salsa composta di aceto e cipolle, uva passa, pinoli e zucchero. È un piatto soprattutto veneziano, e pare fosse usato nei lunghi viaggi compiuti da Marco Polo: la marinatura delle sarde nel composto agrodolce, permetterebbe una buona conservazione del preparato, consentendo così una buona conservazione, soprattutto nei lunghi viaggi;

- Bacalà alla vicentina: piatto vicentino fatto con stoccafisso lasciato in ammollo e poi pestato, infarinato e cotto a fuoco lentissimo con latte e olio in uguali quantità. Ricetta molto antica che si tramanda di generazione in generazione;

- Bacalà mantecato: piatto veneziano che consiste nel pestare al mortaio dello stoccafisso aggiungendo olio di oliva, fino ad ottenerne una crema omogenea;

- Fegato alla veneziana: fegato preparato con cipolle e aceto o vino bianco;

- Polenta bianca: polenta dal colore bianco ottenuta con il mais biancoperla;

- Bigoli al ragù d'anatra: pasta fatta in casa, simile agli spaghetti condita con ragù di carne d'anatra. Tipica della pianura veneta e della pedemontana;

- Bigoli in salsa: bigoli conditi con una salsa di acciughe sotto sale e cipolle;

- Risi e bisi: risotto di piselli, tipico della pianura veneta;

- Risotto nero: Fatto con il nero di seppia;

- Seppie alla veneziana: seppie cotte in umido con una salsa a base di pomidoro e cipolle, a cui si aggiungono i sacchetti di nero di seppia;

- Połenta e oxei: polenta con cacciagione (uccellini);

- Schiz: formaggio di malga cotto, accompagnato da polenta. Piatto bellunese;

- Pastin: carne di suino tritata e lasciata macerare;

- Toresan di Breganze: piccione selvatico fatto allo spiedo;

- Gnocchi alle granseole;

- Crema fritta: crema pasticcera preparata in modo da ottenerla molto densa, tagliata a losanghe successivamente fritte;

- Pinza: dolce antichissimo, preparato con pane raffermo, latte, fichi secchi, uvetta, semi di finocchio e polenta. È tradizione mangiarlo nelle festività dell'Epifania, accompagnato dal vin brulé;

- Załeti: biscotti fatti con farina per polenta, uvetta e prosecco. Il nome deriva dal colore giallo (zalo in veneto);

- Bussolai o bussolà: biscotti semplici fatti con burro di forma circolare;

- Baicoli: particolare biscotto secco veneziano;

- Pandoro o nadałin: dolce natalizio veronese, ormai diffuso anche a livello nazionale grazie alla produzione industriale.

 

Vini

Tra i vini veneti più famosi vanno ricordati i seguenti:

- Recioto di Gambellara,

- Amarone della Valpolicella,

- Recioto della Valpolicella,

- Bardolino,

- Raboso,

- Soave,

- Recioto di Soave,

- Prosecco di Conegliano,

- Prosecco di Valdobbiadene Superiore di Cartizze,

- Cabernet di Treviso,

- Breganze Torcolato,

- ecc...

 

Voci correlate

- Italia;

- Regioni d'Italia;

- Prodotti tipici veneti;

- Bandiera veneta;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.