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Regione: Puglia

 

Descrizione

La Puglia (IPA: [ˈpuʎʎa]; Apulia in latino, Iapyghia, Ἰαπυγία in greco antico, Púgghie, Puie o Puje in barese, foggiano e tarantino, Poulye in francoprovenzale) è una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia Meridionale di circa 4.000.000 abitanti, con capoluogo Bari. Confina a nord-ovest con il Molise, a ovest con la Campania e la Basilicata ed è bagnata dal mare Adriatico a est e nord e dal mar Ionio a sud. Sino alla prima metà del XX secolo per descrivere la regione era utilizzato l'equivalente toponimo, declinato al plurale, Puglie, tuttora presente nella toponomastica della zona in Tavoliere delle Puglie e, sino al 1931 in Bari delle Puglie, nome ufficiale dell'attuale capoluogo amministrativo.

Comprende la città metropolitana di Bari (capoluogo) e le province di Foggia, Barletta-Andria-Trani, Taranto, Brindisi e Lecce.

La Puglia è la regione più orientale d'Italia: la località più ad est è Capo d'Otranto (Otranto), distante 72 chilometri da Capo Linguetta, la punta più settentrionale della Penisola del Karaburun in Albania e 78 chilometri dall'isola greca di Fanò.

La prima entità statale d'Italia che prese il nome di Langobardia o Longobardia si trova nel sud della penisola e comprendeva principalmente la Puglia; era un territorio governato dai bizantini (thema) con capitale Bari. Il termine germanico Langbardland viene utilizzato solo dopo la caduta del Regnum Langobardorum e solo per indicare il themata bizantino del sud Italia con il nome di Longobardia o Langobardia, luogo chiamato Langbardland dai guerrieri germanici Variaghi che combatterono in quelle terre contro bizantini e normanni; in Svezia i popoli germanici a ricordo di questi guerrieri Variaghi eressero delle pietre runiche chiamate Pietre runiche d'Italia.

 

Territorio

- Coordinate del capoluogo: 41°03′46″N 16°22′50″E;

- Altitudine: 184 (media) m s.l.m.;

- Superficie: 19.540,9 km²;

- Abitanti: 4.077.166 (01-01-2016);

- Densità: 208,65 ab./km²;

- Province: 6;

- Comuni: 258;

- Regioni confinanti: Basilicata, Campania, Molise;

- Lingue: italiano, francoprovenzale, griko;

- Fuso orario: UTC+1;

- ISO 3166-2: IT-75;

- Codice ISTAT: 16;

- Nome abitanti: pugliesi;

- Patrono: San Nicola di Bari;

- PIL: (PPA) 62.092,9 mln €;

- PIL procapite: (PPA) 17.208 € (anno 2012);

- Inno: O bella Puglia.

 

Oltre ad essere la regione più orientale d'Italia la Puglia, con circa 800 chilometri di coste è una delle regioni italiane con maggiore sviluppo costiero. Lungo la costa si alternano tratti rocciosi (come sul Gargano), falesie (coste rocciose dalle pareti a picco), ma anche litorali sabbiosi (come lungo il Golfo di Taranto). Nel 2010 il Ministero della Salute ha dichiarato balneabile il 98% delle coste pugliesi.

L'interno della regione è prevalentemente pianeggiante e collinare, senza evidenti contrasti tra un territorio e l'altro. Tuttavia, vi sono otto sub regioni differenti:

- il Gargano e il Subappennino Dauno sono le uniche zone montuose della Puglia (con rilievi che superano i 1.000-1.100 metri s.l.m.);

- il Tavoliere delle Puglie, esteso per 4.810 chilometri quadrati, rappresenta la più estesa pianura d'Italia dopo la Pianura Padana;

- le Murge, un altopiano di natura calcarea posto a sud del Tavoliere che si estende fino alle serre salentine;

- la Terra di Bari, tra la Murge e il mare Adriatico, è un'area pianeggiante o leggermente ondulata;

- la Valle d'Itria, situata a cavallo tra le province di Bari, Brindisi e Taranto, si caratterizza da un'alternanza tra vallate e ondulazioni e soprattutto da un'elevatissima popolazione sparsa (questa è la zona di maggior concentrazione di trulli);

- l'Arco ionico tarantino segue la costa dell'intera provincia, estendendosi dal sistema murgiano, a nord, fino alla penisola salentina, a sud, abbracciando una zona collinare ed una vasta zona costiera pianeggiante.

Alla Puglia appartiene l'arcipelago delle Tremiti, a nord-est al largo della costa garganica, le piccole isole Cheradi, presso Taranto e l'isola di Sant'Andrea dinanzi alla costa di Gallipoli. Dal punto di vista geografico la regione fisica pugliese include anche il piccolo arcipelago di Pelagosa, a nord-est delle Tremiti, che oggi è parte della Croazia.

 

Geografia fisica

La regione confina a nord-ovest con il Molise, a ovest con la Campania, a sud-ovest con la Basilicata ed è bagnata dal mar Adriatico a est e nord e dal mar Ionio a sud, ed è la regione dell'Italia meridionale con la più lunga estensione costiera. Oltre che dal mare, i confini della regione sono segnati dal corso del fiume Fortore, dal Subappennino Dauno e dalla Bradano(depressione bradanica). Le acque interne sono scarse e includono per lo più alcuni laghi costieri, tra i quali quelli di lago di Lesina e lago di Varano e i laghi Alimini. Il lago di Occhito, al confine con il Molise, è un bacino artificiale realizzato recentemente dall'Acquedotto Pugliese per fronteggiare le frequenti crisi idrica della regione. Il resto del territorio pugliese è per lo più collinare o pianeggiante. La parte collinare è rappresentata prevalentemente dalle Murge, rilievi di antica formazione con quote di circa 700 m (monte Caccia, Torre Disperata), e dalle Serre salentine.

La parte pianeggiante, che costituisce circa il 53% del territorio, è formata dal Tavoliere delle Puglie, dalla Terra di Bari e dalla pianura salentina.

 

Aspetto fisico

Il territorio pugliese è pianeggiante per il 53,3%, collinare per il 45,3% e montuoso solo per l'1,5% il che la rende la regione con meno zone di montagna d'Italia. I monti più elevati si trovano nel subappennino Dauno, dove si toccano i 1.152 m del Monte Cornacchia, 1.145 m del monte Saraceno e i 1.105 m del monte Crispignano, e sul Gargano con i 1.055 m del monte Calvo.

 

Pianure

Le pianure sono costituite dal Tavoliere delle Puglie, dalla fascia costiera della Terra di Bari e dalla pianura salentina.

Il Tavoliere occupa quasi la metà della Capitanata; nato come pianura di sollevamento (infatti un tempo era sottomarino) si estende per circa 3.000 km² tra i Monti Dauni a ovest, il promontorio del Gargano e il mare Adriatico a est, il fiume Fortore a nord e Ofanto a sud. È la più vasta pianura d'Italia dopo la Pianura Padana; è geologicamente classificabile come preistorico fondo marino.

Il nome Tavoliere deriva dal catasto romano, organizzato in Tabulae censuariae, sul quale erano annotate le proprietà terriere adibite al pascolo o alle coltivazioni. In autunno e in inverno la pianura è talvolta soggetta alle esondazioni del Fortore, dell'Ofanto o di alcuni torrenti, mentre in primavera e in estate è spesso segnata dalla siccità.

La pianura salentina, chiamato anche Piana Messapica o Tavoliere di Lecce, è un vasto e uniforme bassopiano del Salento compreso tra i rialti terrazzati delle Murge a nord e le serre salentine a sud. Si estende per gran parte del brindisino (piana brindisina), per tutta la parte settentrionale della provincia di Lecce, a nord della linea che grossomodo congiunge Gallipoli e Otranto, fino ad Avetrana, (Lizzano, Sava) e Manduria nel tarantino. Nella sua zona mediana corre la strozzatura del cosiddetto "istmo messapico", fra Porto Cesareo e l'antica Valesio, nei pressi di Torchiarolo.

Caratteristiche della pianura salentina sono i poderosi strati di terra rossa e l'assenza di corsi d'acqua di superficie. Il terreno carsico tuttavia presenta innumeroveli inghiottitoi (chiamate vore o capoventi), punti di richiamo delle piovane, che convogliano l'acqua nel sottosuolo alimentando veri e propri fiumi carsici. Solcano poi la superficie numerosi canali scavati per favorire il deflusso delle piovane negli inghiottitoi, e per evitare quindi la formazione di acquitrini.

La fascia costiera della Terra di Bari è il territorio pianeggiante stretto tra le Murge e il mare Adriatico e comprendente la città di Bari e l'intero litorale dalla foce dell'Ofanto a Fasano.

 

Colline

Il territorio collinare pugliese è suddiviso tra le Murge e le serre salentine.

La Murgia (o le Murge), è una subregione pugliese molto estesa, corrispondente ad un altopiano carsico di forma rettangolare sito nella Puglia centrale. È compresa per gran parte nella provincia di Bari e in quella di Barletta-Andria-Trani. Si estende ad occidente fin dentro la provincia di Matera, in Basilicata; inoltre si prolunga verso sud nelle province di Taranto e Brindisi. Il nome deriva dalla parola latina "murex", che significa roccia aguzza (come il guscio della conchiglia murice o Murex), muro a secco.

Si estende per circa 7.000 km² ed è situata tra il corso dell'Ofanto situato a nord, e la cosiddetta "soglia messapica" (una depressione che corre lungo la linea Taranto-Ostuni e che la separa dalla penisola salentina) situata a sud. I suoi limiti fisici sono: a Sud-Ovest la depressione detta bradanica ricadente entro la vicina regione Basilicata; a Nord-Est il Mare Adriatico; a Nord-Ovest la valle del fiume Ofanto e la pianura del Tavoliere di Foggia; a Sud-Est la piana di Brindisi. Si suddivide in Alta Murgia, che rappresenta la parte più alta e rocciosa, costituita prevalentemente da bosco misto e dove la vegetazione è piuttosto povera, e in Bassa Murgia, dove la terra è più fertile e ricoperta in prevalenza da oliveti.

Le serre salentine, o Murge Salentine, sono un elemento collinare che si trova a sud della linea ideale che congiunge grossomodo Gallipoli e Otranto, è caratterizzato da allineamenti di modeste groppe sassose, chiamate localmente Serre. Il punto più alto è nella Serra dei Cianci, a 201 metri. Quelle del versante orientale scendono direttamente a mare (tratto di costa tra Otranto e il capo di Leuca), mentre le Serre della sezione mediana (da Supersano fino al capo) sono caratterizzate da numerosi terrazzamenti, resisi necessari per le coltivazioni agricole.

 

Montagne

Gli unici elementi montuosi si trovano in provincia di Foggia e sono Il subappennino Dauno (noto anche con i toponimi Monti Dauni o Monti della Daunia), una catena montuosa che costituisce il prolungamento orientale dell'Appennino campano. Essa occupa la parte occidentale della Capitanata e corre lungo il confine della Puglia con il Molise e la Campania. Le maggiori vette sono il Monte Cornacchia (1.152 m) e il Monte Crispignano (1.105 m) situato nel territorio di Accadia, importante sia per altitudine che dal punto di vista religioso.

Il Gargano corrisponde sostanzialmente a un massiccio montuoso chiamato lo "sperone d'Italia". Il Gargano, l'unica montagna interamente pugliese, era in origine un'isola, poi unita alla terraferma da un progressivo accumulo di depositi alluvionali. Il massiccio, costituito essenzialmente da rocce calcaree, che culminano nei 1.056 m del Monte Calvo (significativo è il nome di questo monte, circondato da imponentie fittissime foreste ma caratterizzato da una nude e sassosa cima), ha una vistosa morfologia carsica, i cui aspetti più interessanti sono le numerose grotte, abitate sin dalla preistoria. Gli altri monti sono: Lo "Spigno", "Giovannicchio", e "Monte Nero".

 

Territori naturali

Anche se la Puglia può essere suddivisa in regioni morfologiche diverse con caratteristiche ben definite, riesce a conservare una sua precisa identità regionale. Da nord a sud si susseguono gradualmente, senza netti contrasti, sei regioni geografiche:

- Il Gargano: lo sperone d'Italia che entra nel mar Adriatico, presenta delle caratteristiche culturali proprie a causa della barriera naturale delle montagne e della fitta vegetazione.

- Il Subappennino Dauno: ribattezzato ora come monti dauni a causa della sua posizione eccentrica rispetto alle colonie greche, la Daunia era scarsamente legata sia alla civiltà greca e magnogreca sia a quella campana, tanto da sviluppare una ricca cultura peculiare.

- Il Tavoliere delle Puglie: si estende per circa 3.000-4.000 km² tra il Subappennino Dauno a ovest, il promontorio del Gargano e il mare Adriatico a est, il fiume Fortore a nord e Ofanto a sud. Da un punto di vista culturale il Tavoliere risente delle mescolanze con le popolazioni abruzzesi e molisane che per secoli hanno attraversato questa terra per svernare le greggi che qui trovavano i pascoli invernali, il fenomeno è detto transumanza ed a testimonianza di esso il territorio è tuttora solcato da diversi ed importanti tratturi.

- Le Murge: subregione pugliese molto estesa, corrispondente ad un altopiano carsico di forma rettangolare sito nella Puglia centrale. È compresa per gran parte nella provincia di Bari e in quella di Barletta-Andria-Trani di nuova istituzione e si estende ad occidente fin dentro la provincia di Matera, in Basilicata; inoltre si prolunga verso sud nelle province di Taranto e Brindisi.

- L'Arco Ionico tarantino: è un territorio subcollinare (sistema premurgiano) e pianeggiante e costituito prevalentemente da un'area carsica ma molto fertile. L'Arco Ionico tarantino è una subregione della Puglia che si estende dalla Murgia a nord fino ad addentrarsi nel Salento nord-occidentale, lungo la fascia costiera del Mar Ionio, da Metaponto a Porto Cesareo-Nardò.

- Il Salento: noto anche come penisola salentina e popolarmente conosciuto come Tacco d'Italia, è una subregione dell'Italia che si estende sulla parte meridionale della Puglia (comprendendo le province di Brindisi, Lecce e Taranto), tra il mar Ionio ad ovest e il mar Adriatico ad est. Gli abitanti dell'area, che comprende la parte meridionale della Puglia, partendo dalla soglia messapica sulla linea Taranto-Ostuni, si distinguono per caratteristiche glottologiche e culturali ben diverse da quelle del resto della regione. Da un punto di vista storico il Salento ha fatto parte per molti secoli dell'antica circoscrizione denominata Terra d'Otranto. Geograficamente comprende tutto il territorio al di sotto della cosiddetta "Soglia Messapica", una depressione carsica che collega grossomodo Taranto ad Ostuni.

 

Fiumi, laghi e isole

I principali fiumi della Puglia sono situati nella Provincia di Foggia hanno carattere torrentizio, come il Candelaro, il Cervaro e il Carapelle, ma esistono anche dei fiumi maggiori che bagnano solo in parte la Puglia come l'Ofanto e il Fortore.

Ricade in territorio pugliese anche parte del bacino del Bradano, il cui corso principale è però interamente in territorio lucano.

In generale, a causa della natura carsica del suolo pugliese (specie sul Gargano e sulle Murge) le acque meteoriche si infiltrano nel sottosuolo e scorrono in profondità fino al mare. Le più evidenti manifestazioni del carsismo sono la Dolina Pozzatina seconda dolina più grande d'Europa nei pressi di Rignano Garganico e gli Uvala nel Gargano interno detti "Chiancate" in provincia di Foggia e ancora il Pulo di Altamura, le grotte di Castellana e di Putignano.

Nella Terra di Bari si hanno invece dei torrenti, chiamati "lame" che versano acqua solo in caso di pioggia. Le sei lame esistenti sfociano tutte nel Comune di Bari. Da ricordare è la lama Balice che sfocia a Fesca, quartiere di Bari, dopo aver attraversato Ruvo di Puglia, Bitonto e buona parte del comune di Modugno. A causa della scarsità di acque superficiali, i pugliesi ottennero la costruzione dell'acquedotto pugliese che, con una serie di condotti e canali sotterranei, porta in Puglia le acque del fiume Sele, dalla sorgente di Caposele fino a Santa Maria di Leuca.

Nell'arco ionico tarantino scorrono fiumi a prevalente carattere torrentizio come il Lato, il Tara, il Galeso, l'Ostone e il Chidro.
I laghi maggiori sono quelli di Lesina che ha acqua salata e quello di Varano posti sul limite nord - orientale della regione, sul promontorio del Gargano. A sud-est, nel Salento, ci sono invece i laghi Alimini, nella zona di Otranto (LE). Nei pressi di Brindisi si trova il piccolo lago di Cillarese. Sono chiamati "laghi" anche le zone di accumulo temporaneo di acque meteoriche in depressioni carsiche, come i "laghi di Conversano" (BA), che hanno carattere effimero legato alla piovosità stagionale.

Laghi minori sono: lago di Capacciotti, lago di Cutino, lago di Occhito, lago di Salso, lago Basentello, lago Salpi, lago Pescara di Biccari, diga di Torrebianca, diga del torrente Celone, molti dei quali sono bacini artificiali, e le paludi delle Cesine, di Frattarolo, di Sfinale e di Sant'Egidio.

Alla Puglia appartengono alcuni gruppi insulari e isole di modestissime dimensioni. Il principale gruppo, sito nel mare Adriatico, è l'arcipelago delle isole Tremiti composto dalle isole di San Nicola, San Domino, Capraia, e la più distante Pianosa.

L'unica isoletta garganica è l'isola di Sant'Eufemia dinanzi a Vieste. Al largo del porto di Brindisi, sempre nell'Adriatico, sono ubicate le isole Pedagne e l'isola di Sant'Andrea conosciuta anche come Forte a Mare. Innanzi a Gallipoli nel mar Ionio sono l'isola di Sant'Andrea e l'isola del Campo. Altre isole nelle acque ioniche, di limitata superficie, sono l'isola Grande dinanzi a Porto Cesareo e l'isola della Malva, innanzi a Torre Chianca. Il mare Grande di Taranto inoltre è delimitato dal gruppo delle isole Cheradi, formato dalle isole di San Pietro e di San Paolo.

 

Le coste

Nel 2003 l'81,3% degli 865 km di coste pugliesi è stato dichiarato balneabile in seguito alle verifiche imposte dal D.P.R. 470/82. La Puglia ha uno sviluppo costiero pari a 784 km, ai quali si devono aggiungere i circa 50 km delle isole Tremiti.

Percorrendo l'intera costa pugliese dal confine a sud con la Basilicata, si trova il litorale del Golfo di Taranto, che è caratterizzato da spiagge bianche basse circondate da pinete.

Partendo dalla Marina di Ginosa, località balneare che ha ottenuto la bandiera blu della comunità europea, si giunge a Taranto con il suo porto ed il suo lungomare, caratterizzato dal canale navigabile che mette in comunicazione il mar Grande con il mar Piccolo. Sullo sfondo, è possibile scorgere all'orizzonte l'arcipelago costituito dalle vicine isole Cheradi. Sino a Campomarino di Maruggio, la costa procede in un tipico paesaggio mediterraneo: rocce, insenature e fichi d'India.

Proseguendo verso sud, dopo un tratto di costa frastagliato e con varie insenature, si incontra la Marina di Pulsano, circondata una natura rigogliosa, quindi Marina di Lizzano, la cui spiaggia presenta delle dune con la tipica vegetazione e una torre saracena chiamata Torre Zozzoli o Torre sgarrata. Ancora a sud s'incontra la marina di Torricella, la marina di Maruggio e la marina di Manduria con torre columena. Torre Lapillo e Porto Cesareo, con le loro lunghe spiagge, aprono la strada a Santa Caterina e Santa Maria al Bagno prima di giungere a Gallipoli. Dopo la città portuale, la costa torna sabbiosa e prosegue fino alla baia che termina a Torre del Pizzo. Si giunge quindi a Santa Maria di Leuca, che segna il punto in cui si congiungono il mar Ionio ed il mar Adriatico.

Risalendo quindi verso nord la costa adriatica, si passa per Marina Serra, per il porto di Tricase e per Castro, famosa per le sue grotte, per poi giungere a Porto Badisco. La natura è protagonista con le sue scogliere a picco sul mare, sulle quali spicca l'orientaleggiante Santa Cesarea Terme, città termale da cui è possibile scorgere le coste albanesi nelle giornate terse.

Proseguendo in direzione nord, si incontra l'antico capoluogo del Salento, Otranto. Rilevante centro bizantino, nel 1480 fu assediata dai Turchi. I resti degli 800 martiri di Otranto sono custoditi nella cattedrale romanica, la cui pavimentazione consiste in un pregevole mosaico di Pantaleone, risalente al XII secolo. La cittadina è dominata dall'imponente castello che diede il nome al primo romanzo gotico. Risalendo ancora la costa verso nord, le spiagge tornano basse e si ritrovano località balneari sviluppate turisticamente, come Torre Sant'Andrea, Torre dell'Orso, Roca Vecchia, San Foca (premiate con la bandiera blu d'Europa per la limpidezza delle acque) e San Cataldo, che raccoglie soprattutto i bagnanti della vicina Lecce.

Dopo il porto naturale di Brindisi, con i due suoi seni, è possibile imbattersi nelle torri di avvistamento costruite per scrutare l'orizzonte in caso di attacchi saraceni, come Torre Guaceto, che si innalza sull'area protetta omonima e che offre una rigogliosissima vegetazione in canneti e macchia mediterranea. Attraversando le spiagge di Specchiolla, Pantanagianni e Torre Santa Sabina, si giunge alla Marina di Ostuni e Villanova, che presentano moderni villaggi turistici con calette e scogliere basse, Continuando verso nord, si giunge a Torre Canne.

Varcando il confine con la provincia di Bari, prima Monopoli e poi di nuovo le alte scogliere di Polignano a Mare. Superando Mola di Bari, col suo pescoso mare, si giunge nel capoluogo pugliese con il suo moderno e monumentale lungomare, segnato dal castello e i numerosi negozi. Qui la costa ritorna a offrire spiagge sabbiose. Più a nord di Bari, nella frazione di Santo Spirito, le coste si fanno basse e rocciose. Quindi si giunge a Giovinazzo, città balneare che ha ottenuto la bandiera blu della comunità europea. Andando verso nord si giunge a Trani con la sua bianca cattedrale e quindi a Barletta, altra città balneare.

Giungendo in provincia di Foggia si incontrano Margherita di Savoia, Zapponeta e Manfredonia, col suo golfo che offre una vista sulla costa pugliese, e da dove ci si può imbarcare per le isole Tremiti. La vasta pianura del Tavoliere delle Puglie si interrompe per dare spazio all'imponente promontorio del Gargano, che offre un entroterra ricoperto di enormi foreste che nascondono suggestivi borghi medioevali e santuari millenari, ed un litorale con coste alte e spiagge racchiuse da articolate insenature. Partendo da Mattinata con le sue spiagge alte e ghiaiose, alla magnifica Baia delle Zagare e Pugnochiuso che precedono Il bianco delle case di Vieste, con le sue splendide spiagge basse e sabbiose, dove il vento onnipresente attira le tavole da windsurf di tutto il mondo.

Procedendo ancora troviamo Peschici, bianca e fiabesca, arroccata sulla costa è circondata dalle bellissima baia di Manaccora, Punta San Nicola ed il litorale di San Menaio che la divide da Rodi Garganico, bandiera blu FEE; infine proprio tornando verso il Tavoliere si incontrano i due laghi e Lesina. Da non dimenticare inoltre sono le torri storiche che incorniciano la costa, i vari porti turistici di Manfredonia, Rodi Garganico e Vieste ed i trabucchi, enormi argani in legno atti alla pesca "Unicum" di questo territorio nel Parco.

 

Geologia della Puglia

Dal punto di vista geologico la Puglia è costituita per quasi l'80% da rocce calcaree e dolomitiche in tutte le loro varietà. Nel Giurassico medio e inferiore, nella parte geologica che poi diventerà la Puglia vi erano isole e scogliere sommerse dall'oceano Tetide e dai mari epi-continentali che la frammentazione della Pangea andava formando: con il progressivo deposito sui fondali dei gusci dei microrganismi marini, che li formavano sottraendo all'acqua il carbonato di calcio (CaCO3), si formò uno strato di rocce sedimentarie calcaree e dolomitiche, spesso in media centinaia di metri. Strati così spessi poterono formarsi non solo per la durata del processo di sedimentazione, circa 125 milioni di anni, ma anche per effetto della loro progressiva subsidenza.

Nel Cretacico buona parte della Puglia era al di sopra del livello del mare, per quanto la regione si presentasse come un arcipelago. In questo periodo iniziano i primi fenomeni carsici. Nel Paleocene una serie di intrusioni subvulcaniche crearono la Punta delle Pietre nere, in prossimità di Marina di Lesina, le uniche rocce magmatiche affioranti in Puglia.

Tra i 12 e i 2 milioni di anni fa l'Appennino prende la sua forma definitiva: nel processo di creazione di questa catena montuosa la Puglia non è direttamente coinvolta, ma ne subisce soltanto gli effetti secondari. Nel processo di orogenesi degli appennini, infatti, la Puglia rappresenta l'avampaese, cioè quella massa continentale che fa da ostacolo alla spinta orogenetica proveniente da un'altra massa. In questo periodo si forma anche la cosiddetta fossa bradanica, e il processo di sedimentazione provvede alla formazione dei calcari teneri, come il cosiddetto tufo. Diecimila anni fa si completa il Tavoliere con i laghi di Lesina e Varano.

La natura carsica di gran parte del territorio pugliese e la scarsità di precipitazioni rendono la regione particolarmente povera di corsi d'acqua superficiali. Con l'eccezione dell'Ofanto e del Fortore, che hanno in Puglia solo parte del loro percorso, i fiumi pugliesi sono caratterizzati per lo più corsi brevi e a carattere torrentizio, come accade al Candelaro, al Cervaro e al Carapelle.

I laghi naturali della regione sono tutti laghi costieri, separati dal mare Adriatico mediante stretti cordoni sabbiosi. I maggiori sono quelli di Lesina e di Varano sulla costa settentrionale del Gargano. In territorio di Manfredonia si trova l'area umida del lago Salso, alimentata dalle acque dolci del Cervaro. Le Saline di Margherita di Savoia sono invece il residuo del cosiddetto lago di Salpi, attestato in epoca romana. Più a sud, presso Otranto, si trovano invece i laghi Alimini.

Tra gli invasi artificiali, il lago di Occhito, a monte della omonima diga costruita sul fiume Fortore nei pressi del confine col Molise, è il primo bacino artificiale realizzato in Puglia, dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata di Foggia, per fronteggiare le frequenti crisi idriche della regione. A Brindisi si trova l'invaso del Cillarese, creato nel 1980 e oggi oasi protetta. Più recente è il lago sul torrente Locone, affluente dell'Ofanto, realizzato nel territorio di Minervino Murge al confine con la Basilicata.

 

Orografia

Il suo territorio è pianeggiante per il 53%, collinare per il 45% e montuoso solo per Il 2% il che la rende la regione meno montuosa d'Italia. I monti più elevati si trovano nel subappennino Dauno, nella zona nord-occidentale, al confine con la Campania, dove si toccano i 1152 m del Monte Cornacchia, e sul promontorio del Gargano, a nord-est con i 1055 m del monte Calvo, monte Spigno, monte Vernone, monte Sacroe monte Caccia.

Il territorio collinare pugliese è suddiviso tra le Murge e le serre salentine. La Murgia (o le Murge), è una subregione pugliese molto estesa, corrispondente a un altopiano carsico di forma rettangolare compresa per gran parte nella provincia di Bari e in quella di Barletta-Andria-Trani. Si estende a occidente toccando la provincia di Matera, in Basilicata; inoltre si prolunga verso sud nelle province di Taranto e Brindisi. Si suddivide in Alta Murgia, che rappresenta la parte più alta e rocciosa, costituita prevalentemente da bosco misto e dove la vegetazione è piuttosto povera, e in Bassa Murgia, dove la terra è più fertile e ricoperta in prevalenza da oliveti. Le serre salentine, invece, sono un elemento collinare che si trova nella metà meridionale della Provincia di Lecce.

Le pianure sono costituite dal Tavoliere delle Puglie, che rappresenta la più vasta pianura d'Italia dopo la Pianura Padana e occupa quasi la metà della Capitanata; dalla pianura salentina, un vasto e uniforme bassopiano del Salento che si estende per gran parte del brindisino (piana brindisina), per tutta la parte settentrionale della provincia di Lecce, fino alla parte meridionale della provincia di Taranto, e dalla fascia costiera della Terra di Bari, quella parte di territorio stretto tra le Murge e il mare Adriatico e comprendente l'intero litorale dalla foce dell'Ofanto fino a Fasano.

 

Clima

In tutta la Puglia il clima è tipicamente mediterraneo: le zone costiere e pianeggianti hanno estati calde, ventilate e secche e inverni miti, non sono rare le nevicate in pianura. Le precipitazioni, concentrate durante l'autunno inoltrato e l'inverno, sono scarse e per lo più di carattere piovoso in pianura, mentre sull'altopiano delle Murge sono frequenti le nevicate in caso di correnti fredde da est. In autunno inoltrato e in inverno sono frequenti le nebbie mattutine e notturne nella Capitanata e sulle Murge. Le escursioni termiche tra estate e inverno sono notevolissime nelle pianure interne: nel Tavoliere si può passare dagli oltre 40°C estivi ai -2°C/-3°C delle mattine invernali.

 

Le origini del nome

Il toponimo storico Apulia (esito latino del greco Ἰαπυγία, Japigia) deriva dall'antica popolazione degli Apuli (gr. Japigi) che in epoca preromana abitavano la parte centro-settentrionale della regione (i Dauni a nord, i Peuceti al centro, mentre a sud era stanziato l'affine popolo dei Messapi). Il termine Japudes (Japigi) si compone del prefisso arcaico "jap-", che indicherebbe i popoli provenienti dall'altra costa dell'Adriatico. Secondo una diffusa pseudo-etimologia, invece, Apulia deriverebbe da Apluvia, ossia terra senza piogge.

Con l'occupazione romana fu istituita la Regio II Apulia et Calabria, che includeva un territorio appena più esteso dell'attuale regione: solo in seguito il toponimo Apulia sarebbe stato adottato per designare anche la penisola salentina.

Solo negli ultimi decenni l'uso del singolare Puglia si è stabilizzato; fino a prima dell'istituzione delle regioni, infatti, si usava indifferentemente anche il nome le Puglie.

 

Storia

Preistoria

Grotta Paglicci, nei pressi di Rignano Garganico, in provincia di Foggia, ad oggi, è uno dei più importanti siti paleolitici d'Europa. Ha restituito, in quarant'anni di scavi, oltre 45.000 reperti, databili tra i 500.000 e gli 11.000 anni da oggi (Paleolitico Inferiore, Medio e Superiore). Sempre sul Gargano, sul letto e la foce del torrente Romandato, vicino Ischitella, sono stati ritrovati resti di Homo erectus. Il numeroso materiale rinvenuto in questa zona, racconta storie di pietra in bifacciali amigdaloidi e manufatti su scheggia, indispendabili per la caccia e la preparazione del cibo. E l'uomo qui, e in tante altre località soprattutto del Gargano settentrionale, si insedia e progredisce nel dominio del mondo circostante, fino al Paleolitico medio, in cui appare l'Homo neanderthalensis.

Altri studi e ricerche effettuati negli ultimi anni, hanno rivelato che il Salento fosse abitato già nel Paleolitico medio (circa 80.000 anni fa). Nelle tante grotte naturali dovute alla natura calcarea del territorio, sono stati rinvenuti utensili di selce. Un'importante scoperta archeologica riguarda alcune statue ossee rinvenute nella Grotta delle Veneri presso Parabita, le quali dimostrano l'esistenza già 20.000 anni fa di culti riguardanti la fertilità; quelle della Grotta delle Mura a Monopoli che dimostrano la presenza di abitanti già nel Musteriano (Paleolitico Medio); la Grotta Spognoli ed ancora Grotta Paglicci, nella quale sono stati ritrovati diversi reperti risalenti al Paleolitico Medio e Superiore. Probabilmente si trattava di ominidi appartenenti alla specie uomo di Neanderthal, mentre quella dell'Homo sapiens sapiens si sarebbe diffusa nel Paleolitico superiore (periodo risalente a circa 35.000 anni fa).

Un'altra importante testimonianza dei "primi pugliesi" è rappresentata da un'ominide donna vissuta 25.000 anni fa scoperta ad Ostuni la cui importanza sta nel fatto che essa conservava in grembo i resti di un feto in fase terminale, diventando quindi la più antica madre della storia.

In località Passo di Corvo, alle porte di Foggia, troviamo il sito archeologico del Neolitico più grande e tra i più datati d'Europa (dal VI al IV millennio a.C.). In questa area, dal Medioriente, giunse in Italia la pratica dell'agricoltura, favorita dalla fertilità del tavoliere di Puglia. Sempre nel capoluogo Dauno, sono stati trovati altri importanti siti del neolitico, nell'area della villa comunale, dell'ex ippodromo ed in località Pantano, tra i quartieri Ordona Sud, San Lorenzo e Salice Nuovo. Durante il calcolitico si afferma l'importante cultura di Laterza.

Numerosi nella regione i graffiti come quelli della Grotta Romanelli, presso Castro, e della Grotta dei Cervi, presso Porto Badisco. Recenti scavi effettuati a Roca Vecchia hanno inoltre evidenziato un imponente sistema di fortificazioni risalente all'età del bronzo (XV-XI secolo a.C.). Nella stessa area si trova un altro sito archeologico importante: la grotta della Posia piccola, riscoperta dagli archeologi nel 1983; essa si sviluppa circolarmente su una superficie di 600 m² e reca numerosissime iscrizioni votive, talvolta sovrapposte, di epoche e civiltà differenti, che risalgono all'VIII-II secolo a.C..

Altre importanti testimonianze ancestrali sono rappresentate da alcune costruzioni megalitiche, soprattutto nel Salento, come i dolmen, menhir e specchie, che nei secoli successivi furono adibite al culto del Cristianesimo.

 

Prima dei Romani

La Japigia (l'antica Puglia), popolata in origine da genti sia illiriche che greche, comprendeva anticamente i territori della Daunia (la Puglia settentrionale) Peucezia (Puglia centrale) e la Messapia (antico Salento).

I Dauni svilupparono una ricca cultura peculiare, non priva però di contatti con altre popolazioni vicine sia greche che indigene, seppur mantenne una sua precisa "indipendenza" culturale. Tra i reperti più significativi di questa civiltà spiccano senz'altro le famose steli daunie, blocchi lapidei scolpiti risalenti al VI secolo a.C., trovate nella piana sud di Siponto, presso Manfredonia, e oggi conservate nel Museo nazionale di quella città. Rappresentano figure umane maschili e femminili fortemente stilizzate ed erano infisse verticalmente nel terreno, in corrispondenza delle sepolture di coloro che raffiguravano.

I principali centri dauni erano Tiati (presso San Paolo di Civitate), Casone (presso San Severo), Lucera, Merinum (Vieste), Monte Saraceno (presso Mattinata), Siponto, Coppa Nevigata, Cupola, Salapia (parzialmente in agro di Cerignola), Arpi (presso Foggia), Aecae (presso Troia), Vibinum (Bovino), Castelluccio dei Sauri, Herdonia (Ordona), Ausculum (Ascoli Satriano), Ripalta (presso Cerignola), Canosa, Melfi, Lavello e Venosa.

I Peuceti, abitavano il territorio che occupava la parte centrale dell'Apulia, corrispondente più o meno all'attuale provincia di Bari. In questo periodo però l'attuale capoluogo pugliese non era una città molto importante, a differenza delle fiorenti città di Canosa, Silvium (l'odierna Gravina in Puglia), Ruvo di Puglia, Bitonto, Azetium (l'odierna Rutigliano), Norba e Trani.

La penisola salentina, dai greci anticamente chiamata Messapia (cioè "Terra fra due mari"), era abitata dai Messapi, popolazione di origine illirica o egeo-anatolica. Le città principali, oggi ricordate come dodecapoli messapica per assimilazione con la dodecapoli etrusca, erano in realtà almeno 13: Alytia (Alezio), Ozan (Ugento), Brention/Brentesion (Brindisi), Hyretum/Veretum (Vereto), Hodrum/Idruntum (Otranto), Kaìlia (Ceglie Messapica), Manduria, Mesania (Mesagne), Neriton (Nardò), Orra (Oria), Cavallino (non si hanno notizie certe del nome antico), Thuria Sallentina (Roca Vecchia) e, ai limiti settentrionali della penisola, l'importante città di Egnazia.

Capitolo a parte per Taranto, importantissimo porto della Magna Grecia, la cui fondazione è datata tradizionalmente 706 a.C. in seguito al trasferimento di alcuni coloni Spartani in questa zona per necessità di espansione o per questioni commerciali. Taras aveva importanti mire espansionistiche: lunga fu la rivalità fra le popolazioni messapiche e tarantine, narrata anche da Erodoto, quando raccontò dello sterminio degli eserciti di Tarentini e Reggini avvenuto nel 473 a.C. ad opera dell'alleanza stipulata tra Messapi e Lucani. Nel V secolo a.C. Taras si allineò alla politica di Sparta, e visse il periodo di maggiore floridezza durante il governo settennale di Archita, che segnò l'apice dello sviluppo ed il riconoscimento di una superiorità politica sulle altre colonie dell'Italia meridionale. Risale a quel periodo l'occupazione dell'isola su cui sorgerà la futura Gallipoli: i Tarantini ne fecero uno scalo commerciale.

Dal 343 a.C. al 338 a.C. i Tarantini si scontrarono con i Messapi, rimediando una sconfitta che culminerà con la morte del Re spartano Archidamo III, accorso in aiuto della città magno-greca.

 

Il periodo romano

I Romani, conquistarono la regione nel corso delle guerre contro i Sanniti e contro Pirro tra il IV e il III secolo a.C. Per tutte le città della Puglia si preparava la conquista dei Romani, conclusasi intorno al 260 a.C., i quali ben presto si accorsero della posizione strategica della regione che, con il porto di Brindisi, rappresentava la via per la conquista dei Balcani e della Grecia.

L'odierna Provincia di Foggia (così come il resto della Puglia) fu attraversata durante il periodo imperiale dalla via Traiana, che univa la città romana di Troia alla città romana di Herdonia. Di quest'ultima rimangono ancora oggi i resti del fiorente centro romano, in particolar modo del Macellum, del Foro, delle terme e della stessa via Traiana, la quale proseguiva verso Brindisi attraversando anche la città romana di Canosa. Siponto e Vieste, invece, grazie ai loro porti goderono di importanti avamposti sull'Adriatico per la Grecia. Testimonianze documentate da Strabone e Plinio il Vecchio vogliono sul Gargano una città scomparsa, Yria, oggi chiamata Uria, che probabilmente svolgeva un ruolo importante nel periodo romano dato che aveva il permesso di coniare moneta.

Bari, una volta conquistata, godette della qualifica di "municipium cum suffragio", status che offriva la possibilità di legiferare e creare delle proprie istituzioni, pur dipendendo di fatto da Roma. Il capoluogo poté creare una zecca e realizzò un pantheon, dedicato alle sue divinità pagane.

Nel III secolo a.C. Taranto, orgogliosa della sua origine greca, cercò di ostacolare le mire espansionistiche di Roma nell'Italia meridionale e strinse un'alleanza con Pirro, Re dell'Epiro e nipote di Alessandro Magno. Gli scontri tra Epiroti e Romani cominciarono nel 280 a.C., e furono sempre durissimi e costosi in termini di vite umane. Con il ritiro epirota determinato dalla sconfitta di Maleventum, i Tarantini chiamarono allora una flotta cartaginese a sostegno, affinché li aiutasse a liberarsi del presidio lasciato da Pirro. Per tutta risposta la città fu consegnata al console romano Lucio Papirio Cursore, e così Taranto cadde in potere dei Romani nel 272 a.C.. Diventato presidio romano, la città fu citata da numerosi autori classici come luogo di divertimento della gioventù romana.

Brindisi, intorno al 240 a.C., venne elevata al rango di municipio e ai brindisini fu riconosciuta la prestigiosa cittadinanza romana. La città adriatica divenne un porto trafficatissimo e caposcalo per l'Oriente e la Grecia, infatti molti romani illustri transitarono da Brindisi, diretti in Grecia. Cicerone scrisse le "Lettere Brindisine" e Marco Pacuvio realizzò alcune sue tragedie; a Brindisi morì Virgilio, mentre tornava da un viaggio in Grecia.

Con la conquista romana, avvenuta tra il 269 a.C. e il 267 a.C., Lecce latinizzò il suo nome in Lupiae, passando da statio militum (stazione militare) a municipium (comunità cittadina affiliata a Roma). La città conobbe un periodo di notevole magnificenza sotto la guida dell'Imperatore Marco Aurelio. Il nucleo cittadino si spostò poi di circa 3 km a nord-est e prese il nome di Licea o Litium. La nuova città fiorì in epoca adrianea e venne arricchita di un teatro e di un anfiteatro e collegata al Porto Adriano (oggi San Cataldo).

La Puglia si latinizzò a tal punto da contribuire alla nascita della letteratura latina con figure di spicco quali Livio Andronico, Quinto Ennio e Marco Pacuvio.

Il dominio romano favorì la realizzazione di importanti infrastrutture e opere pubbliche. Fu costruita la via Appia che, passando da Taranto e Oria terminava di fronte al porto di Brindisi: la fine della Regina Viarum è segnata ancora oggi da due imponenti colonne. Da Brindisi partiva anche la via Traiana, la quale passava da Egnazia (città che segnava il confine del territorio messapico e l'inizio di quello peuceta), Bitonto, Ruvo, Canosa ed Herdonia, per poi ricollegarsi alla via Appia nei pressi di Benevento.

A dimostrazione delle differenze presenti attualmente tra la Puglia del nord e la Puglia del sud, i Romani distinsero nella Regio II Apulia et Calabria sia l'Apulia sia la Calabria (l'attuale Salento), cioè due realtà contigue e simili ma con delle opportune differenze politico-culturali. L'Apulia era l'area abitata dalle popolazioni dei Peucezi e dei Dauni, mentre la Calabria era l'area costituita dalla Messapia e da Taranto.

 

Medioevo

I goti e la prima colonizzazione bizantina

Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la Puglia fu sconvolta da una serie di guerre che interessarono Bizantini, Goti, Longobardi e Saraceni. Dapprima l'Italia fu conquistata dai Goti di Teodorico che ne detennero il controllo fino alla prima colonizzazione bizantina, quando a seguito della guerra bizantino-gotica (535 - 553) voluta da Giustiniano I per riconquistare le terre occidentali un tempo appartenute a Roma, Belisario prima e poi Narsete procedettero alla conquista dell'intera penisola. Durante le guerra furono distrutte e depredate città come Arpi ed Herdonia, mentre Totila, re dei Goti, creò successivamente un forte presidio a Taranto. Il generale bizantino Narsete, successore di Belisario, sconfisse Totila e completò la conquista della penisola.

 

L'avanzata longobarda

Nel 568 ci fu una seconda invasione dell'Italia ad opera dei Longobardi di Alboino che conquistarono pian piano gran parte dell'Italia.

Nella primavera del 663 il Basileus Costante II Eraclio sbarcò a Taranto con una flotta, e strappò ai Longobardi la città, le Murge, il Salento e il Gargano. Tornato l'Imperatore a Costantinopoli, i Longobardi ripresero la lotta, prima col duca Grimoaldo, e poi con il di lui figlio Garibaldo, che nel 686 riconquistò Taranto e Brindisi. Intanto i Longobardi, sebbene ad oggi non si conoscano i modi e i tempi, conquistarono la Puglia e il Bruttium settentrionali con incursioni anche più a sud. Brindisi era stata distrutta nel 674 dai Longobardi di Benevento guidati da Romualdo, e nel IX secolo fu sede, nel sito di Torre Guaceto, di un campo trincerato saraceno. Ripresa dai Bizantini, ne restò in possesso sino alla conquista normanna nel 1070.

Nella prima metà del VII secolo, i Longobardi erano giunti poco più a sud dell'Ofanto. L'ulteriore avanzata fino alla soglia messapica sarebbe avvenuta successivamente con Romualdo I. La penisola salentina divenne una terra di confine fra Longobardi e Bizantini. Questi ultimi, intorno al VII secolo, fondarono il Ducato di Calabria, aggregando la regione del Bruzio (l'attuale Calabria) alle terre che già possedevano nel Salento. Fu in questa occasione che il nome Calabria finì per designare l'odierna regione calabrese, mentre il Salento venne progressivamente conquistato dai Longobardi che finirono per prendere anche la capitale del ducato, Otranto.

Nel 757, nel periodo in cui Longobardi e Bizantini stipularono la pace e si spartirono il territorio, la città idruntina venne restituita all'Impero insieme alla parte meridionale del Salento, ma ormai la trasmigrazione del nome Calabria era compiuta.

 

I Saraceni e la seconda colonizzazione bizantina

L'inizio del IX secolo fu caratterizzato invece dalle lotte interne che indebolirono il potere longobardo.

Già dall'VIII secolo iniziarono inoltre le scorrerie dei Saraceni, che dureranno fino all'anno 1000. Nell'840 Taranto fu conquistata dai Saraceni che divenne la principale base delle scorrerie nell'alto Adriatico. Nell'847 fu la volta di Bari che divenne un vero e proprio emirato. Bari fu conquistata nell'871 dai Longobardi e nell'876 dai Bizantini e divenne il maggior centro politico, militare e commerciale dell'Impero romano d'Oriente, in Italia. Nell'871, e successivamente nell'875, Taranto accolse le truppe musulmane destinate al saccheggio della Campania e della Puglia. Nell'880 l'Imperatore Basilio I il Macedone, deciso a sottrarre ai Saraceni le terre pugliesi, inviò due eserciti guidati dai generali Procopio e Leone Apostyppes ed una flotta navale al comando dell'ammiraglio Nasar: bloccata la via del mare dalla flotta bizantina, i musulmani, al comando di ‘Othman, vennero sconfitti, e così Taranto fu sottratta al loro dominio.

Nel 975 il catapano bizantino Zaccaria sconfisse presso Bitonto i Saraceni e uccise il loro capo, Ismaele. Bari dall'anno 1000 subì i tremendi assalti dei Saraceni: il più grave di questi avvenne nell'anno 1002, un lungo assedio da cui Bari venne liberata grazie all'intervento della flotta veneziana, guidata dal doge Pietro II Orseolo.

Nella seconda metà del IX secolo si venne concretizzando quella che rappresenta la seconda colonizzazione bizantina: gran parte del sud Italia venne cioè riconquistato dai bizantini e fu diviso in tre themi: Calabria, Lucania, Langobardia. La vecchia "Calabria", ossia l'odierno Salento, sarà parte del thema di Langobardia. Nome, questo, che, al contrario di quanto era accaduto nella regione calabrese, non si affermò mai. L'impero bizantino, favorì l'immigrazione di bizantini, in particolare nel sud del Salento, per ripopolare una zona considerata strategica. Le tracce di quell'antica migrazione sopravvivono tutt'oggi nell'isola linguistica della Grecìa salentina, dove si parla una lingua direttamente imparentata al greco. Nella Daunia, che assunse nel frattempo il nome di Capitanata (per via della presenza costante del catapano) Basilio Boiannes creò una cinta di città sul subappenino Dauno a difesa del confine occidentale, esposto a diverse invasioni.

La stabilità politica, infine, portò alle città, soprattutto costiere, della Puglia centrale, un grande sviluppo commerciale, grazie al quale crebbero gli scambi con Venezia che stava assumendo un ruolo sempre più importante. In questo periodo Bari diventa capoluogo regionale.

 

Periodo normanno

Nel 1010 ci fu una rivolta guidata da Melo di Bari a cui parteciparono le città Bari, Bitonto, Bitetto. La rivolta fu sedata ma segnò l'inizio della decadenza del dominio bizantino in Puglia. Con l'arrivo dei Normanni, il territorio al confine tra la Capitanata ed il Vulture è il luogo ove si combattono nel 1041 tre battaglie decisive: la Battaglia di Montemaggiore, la Battaglia di Olivento e la Battaglia di Montepeloso (Irsina). I normanni ed i longobardi alleati battono i Bizantini e si impossessano di gran parte del territorio del Catepanato d'Italia.

La Contea di Puglia è fondata da Guglielmo I d'Altavilla, nel settembre del 1042 a Melfi. Egli a Guaimario V, principe Longobardo di Salerno ed a Rainulfo Drengot, Conte di Aversa, propone un'alleanza. Guaimario con Rainulfo e Guglielmo, si reca a Melfi e riunisce un'assemblea dei baroni Longobardi e Normanni, che termina al principio del 1043. Tutti offrono un omaggio come Vassalli a Guaimario, che riconosce a Guglielmo I d'Altavilla il primo titolo di Conte di Puglia. Per legarlo a sé gli offre in moglie la nipote Guida, figlia del Duca Guido di Sorrento. Nasce, così, la Contea di Puglia.

La Contea è un territorio non ancora omogeneo, acquisito a "macchia di leopardo". L'intera regione, ad eccezione di Melfi, è suddivisa in dodici baronie, costituite a beneficio dei capi Normanni ed assegnate nei territori di Capitanata, Gargano, Apulia e Campania, fino al Vulture dove Melfi ne è la capitale. I Normanni dividono in dodici Contee le terre conquistate o da conquistare. Il Sovrano attribuisce i feudi secondo il rango ed il merito ed ognuno dei condottieri si dedicherà alla conquista di quanto concessogli.

In Capitanata, Guglielmo ha la signoria di Ascoli; Rodolfo ha Canne; a Gualtiero tocca Civitate. Nel Gargano, a Rodolfo di Babena è assegnata Monte Sant'Angelo. Nel Vulture, a Drogone d'Altavilla, è affidata la Signoria di Venosa; Tristaino ha Montepeloso (Irsina), Asclettino I Drengot prende Acerenza ed Attolino ha Lavello. In Apulia la Contea raggiunge due uniche località sul mare: Ugo Tuboeuf riceve Monopoli; Pietro ha Trani ed a Ramfredo va Minervino, sulla Murgia. In Campania ad Erveo è affidata, infine, Frigento.

Il Principe Guaimario V vanta i diritti su Melfi e nel 1044 impone ad Argiro (figlio di Melo da Bari) di ritornarsene a Costantinopoli: il condottiero s'imbarca alla volta della Capitale Imperiale. Nel 1046 muore Guglielmo I d'Altavilla, e gli succede il fratello minore Drogone, che media tra i Longobardi di Salerno ed il Clan Drengot, e ripristina l'alleanza. Guaimario V gli concede in sposa la sorella Gaitelgrima.

Enrico III nel 1047 a Capua legittima i possessi acquisiti: a Drogone d'Altavilla conferisce l'investitura e lo rende suo Vassallo e Conte di tutti i Normanni di Apulia e Calabria. L'Imperatore riconosce in tal modo la Contea di Puglia.

Il papa Leone IX nel 1051 dichiara decaduta la Stirpe Longobarda in Benevento, affida ad un Rettore il governo della Città e convoca Drogone d'Altavilla e Guaimario V, affinché ne garantiscano la sicurezza ed impone il giuramento di sottomissione a Guaimario ed al genero, Drogone, il secondo Conte di Puglia.

Guaimario V nel 1052 viene assassinato a Salerno da una congiura organizzata dai cognati insieme ai Bizantini di Amalfi. Essi rapiscono Gisulfo II, figlio dello stesso Principe. Sfugge alla cattura il fratello di Guaimario, Guido di Sorrento, che si rivolge a Melfi dalla sorella e dal marito di lei, Umfredo I d'Altavilla. L'esercito dei Normanni accorre a Salerno e permette a Gisulfo di succedere al padre.

Le conquiste normanne turbano Leone IX e nel 1053 le sue forze subiscono una sconfitta nella Battaglia di Civitate ad opera degli eserciti degli alleati Altavilla e Drengot. Essi imprigionano il Pontefice a Benevento; la sua liberazione è subordinata alla pace e al riconoscimento delle due Casate. Il Papa riconosce la Contea di Puglia, si reca a Melfi e crea Umfredo suo Vassallo; consacra il Vassallaggio alla Chiesa del Guiscardo, che in cambio offre al Papa la Signoria su Benevento. È la svolta decisiva nella conquista nel Sud: diventa il braccio armato della Cristianità.

Ad agosto 1057 i Normanni si riuniscono a Melfi e Roberto il Guiscardo assume la tutela del giovane Abelardo, figlio di Umfredo I, ma presto disereda i nipoti e pretende il riconoscimento del titolo di (quarto) Conte di Puglia. Nel 1058 Roberto ripudia la prima unione con Alberada di Buonalbergo, madre di Boemondo e di Emma. e fa annullare le nozze, perché avvenute tra consanguinei. Per rinforzare l'alleanza con i Longobardi, si celebrano le nozze tra il guerriero Normanno e Sichelgaita. Questo evento apre alla Casa Altavilla le porte dell'aristocrazia e dall'unione nasce Ruggero chiamato Borsa, che tenterà di togliere a Boemondo la successione.

Nell'estate 1059 la Contea di Apulia è trasformata in Ducato: al Concilio di Melfi I il Pontefice Niccolò II, eleva la Contea a Ducato di Puglia e l'affida alla Casata Altavilla. Il Papa nomina Roberto il Guiscardo Duca di Puglia e Calabria, mediante accordi presi con il Trattato di Melfi e perfezionati con il Concordato di Melfi.

 

Fine del dominio Bizantino e annessione al regno di Sicilia

Il dominio bizantino cessò nel 1071, anno in cui prese il potere Roberto il Guiscardo dando inizio alla dominazione normanna. Conquistata dai Normanni con Roberto il Guiscardo, Taranto si accinse a diventare nel 1088 la capitale di uno dei più vasti e più potenti domini feudali del Regno di Sicilia: il Principato di Taranto. Sempre in seguito alla conquista normanna, furono fondati intorno al 1055 la Contea di Lecce, che diede i natali al re normanno Tancredi d'Altavilla. I Normanni attuarono numerose riforme politiche, organizzando un efficace stato feudale, e si occuparono della fortificazione del territorio attraverso la costruzione di motte, ossia di terrapieni aventi sulla sommità una torre di avvistamento e difesa. Nel territorio di Nardò sono ancora oggi presenti i resti della cosiddetta motta di Specchia Torricella.

Nella Capitanata, accanto a Lucera assunsero rapidamente importanza centri di nuova formazione come San Severo e, dai resti di Arpi, Foggia, nati dopo l'anno 1000 in seguito alla conquista normanna. Foggia vivrà una prima fase di prosperità quando, bonificato il suo agro acquitrinoso tra l'XI e il XII secolo, ricevette un notevole impulso economico e sociale da Roberto il Guiscardo (che tra l'altro fece erigere un castello nei pressi di Herdonia) e Guglielmo il Buono.

Il 9 maggio 1087, arrivarono a Bari le reliquie di San Nicola, vescovo di Myra, trafugate da marinai baresi. Papa Urbano II, nel 1089, raggiunse la città per consacrare la cripta della basilica e per deporre le reliquie del santo. Incominciò così l'afflusso di pellegrini da ogni parte del mondo. Nello stesso anno, cominciò la costruzione della Basilica di San Nicola che verrà portata a termine nel 1197. Nel luglio del 1127 Guglielmo, duca di Puglia, morì senza figli, Ruggero II di Sicilia reclamò tutti i possedimenti degli Altavilla e la Signoria di Capua. Nell'agosto 1128 fu proclamato nella città di Benevento duca di Puglia.

Ruggero nel 1130 riunì tutti i possedimenti nel regno di Sicilia e la notte di Natale di quell'anno fu incoronato re di Sicilia.

Nel 1155 l'esercito siciliano di Guglielmo I di Sicilia fu sconfitto nei pressi di Andria dall'esercito bizantino di Manuele I Comneno. In quella battaglia perse la vita, il conte di Andria Riccardo de Lingèvres, che fu ucciso sotto le mura della città. Il dominio normanno su Bari fu in seguito funestato da ribellioni e da lotte che raggiunsero il culmine nel 1156, quando Guglielmo I, detto il Malo, assalì e rase al suolo la città, salvando solamente la basilica di San Nicola.

 

Dagli Svevi all'Unità d'Italia

La regina Costanza fu l'ultima Altavilla sul trono del regno di Sicilia, e sposatasi con l'imperatore Enrico VI, portò all'avvento degli Svevi, la Puglia conobbe un'importante ristrutturazione delle fortificazioni, di cui castel del Monte costituisce un esempio. Bari fu ricostruita e trascorse sotto il figlio Federico II uno dei periodi più splendidi della sua storia. L'avvento di Federico II fu fondamentale anche per lo sviluppo di Foggia, scelta dal sovrano come inclita sede imperiale, dove fece costruire tre imponenti palazzi imperiali (nel centro storico, in località Pantano ed in località Borgo Incoronata), di Lucera, roccaforte difensiva che ospitava una numerosissima comunità saracena (la campagna del foggiano, fu una meta prediletta del sovrano, in cui fece costruire e recuperare numerosi borghi agricoli: Castel fiorentino ed Herdonia su tutti), e di Andria chiamata dallo stesso imperatore Fidelis in quanto al ritorno dalla sesta crociata le si dimostrò fedele consegnandogli le chiavi della città.

Federico II liberò la città di Andria dal peso delle tasse e ivi vi costruì Castel del Monte dichiarato Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO. Ad Andria nacque suo figlio Corrado IV nel 1228, avuto con la moglie Jolanda di Brienne, regina di Gerusalemme, che morì appena sedicenne in seguito al parto. A Bitonto durante la crociata del 1227 papa Gregorio IX scomunicò Federico II accusandolo di essere sceso a patti con il sultano Al Kamil.

Sin dalle prime Crociate, la Puglia ed in particolare il porto di Brindisi, divenne il luogo principale di imbarco verso l'Oriente per i numerosi cavalieri e pellegrini diretti in Terra Santa. Durante il dominio degli Svevi, il Puer Apuliae Federico II, che morì a Fiorentino di Puglia nel 1250, nominò Principe di Taranto suo figlio Manfredi. Nel 1266 Manfredi fu sconfitto nel corso della Battaglia di Benevento da Carlo I d'Angiò, e la città fu affidata al Principe Filippo I d'Angiò.

Intorno al 1380, Raimondo Orsini Del Balzo ritornò dall'Oriente ed occupò alcune terre appartenenti al padre Nicola Orsini. Alleandosi con Luigi I d'Angiò, riuscì ad ottenere i beni che gli spettavano per eredità, e sempre su consiglio dell'angioino, sposò nel 1384 la Contessa di Lecce Maria d'Enghien. Con questo matrimonio, diventò uno dei più potenti feudatari del Mezzogiorno. Nel frattempo gli Angioini erano stati definitivamente sconfitti nel 1399. Dopo la morte di Raimondello nel 1406, suo figlio Giovanni Antonio Orsini Del Balzo diviene Principe di Taranto nel 1414. Nel 1465 il Principato di Taranto viene annesso al Regno di Napoli, entrando così a far parte del regno aragonese.

L'evento centrale nella storia della Puglia settentrionale, il cui capoluogo fu fissato prima a Lucera e poi a San Severo, è invece legato alla transumanza. Per meglio controllarla e ricavarne delle rendite, nel 1447 gli Aragonesi sfruttarono la collocazione geografica di Foggia imponendo, mediante la dogana delle pecore istituita dapprima in Lucera e presto trasferita a Foggia, il pagamento di una tassa a tutti i pastori che recavano le proprie greggi nel Tavoliere. Ciò non toglie che, per tutto lo scorcio del Medioevo e in età moderna, come centri del potere istituzionale, dell'economia e della cultura in Capitanata, si imposero Lucera e San Severo, le città più popolose della provincia e suoi capoluoghi (la prima fino al XV secolo, la seconda fino al 1579, e di nuovo la prima dal 1579 al 1806).

Solo nel periodo napoleonico, con il riordino dell'amministrazione nel Regno, Foggia, pur non essendo il centro principale del territorio, erediterà il loro ruolo politico divenendo capoluogo e dando avvio alla crescita demografica e sociale che la farà diventare una delle più popolose città del Mezzogiorno.

A partire dal XV secolo ebbero particolare fortuna le attività commerciali: la Puglia ospitava influenti comunità di mercanti Veneziani, Genovesi, Ragusei ecc....

Nel 1480, durante la dominazione Aragonese, Otranto fu assediata e invasa dai Turchi guidati da Ahmet Pascià, che provocò l'eccidio di 800 persone che rifiutarono la conversione all'Islam. Fu questo l'episodio più eclatante di una lunga serie di assalti turchi e corsari, che si fecero particolarmente intensi nel XVI secolo. Nello stesso periodo si diede il via alla costruzione di moltissime strutture religiose. Iniziò così una fiorente attività artistica fra XVI e XVIII secolo, che fece di Lecce uno dei centri più significativi del barocco.

Agli inizi del XVII secolo, la situazione economica di Taranto si aggravò inesorabilmente: la città ionica non costituì più una base militare importante, e le stagnanti attività della pesca e della mitilicoltura, nonché l'attività agricola nelle mani della nobiltà e del clero, determinarono una grave crisi economica che culminò nell'insurrezione popolare del 1647.

In concomitanza con i moti di Napoli, il Re Filippo IV pretese l'arruolamento dei giovani di circa 18 anni. Scoppiò allora anche a Taranto una rivolta popolare guidata da Giandonato Altamura, sedata grazie all'intervento del Duca Francesco II Caracciolo di Martina Franca.

Dalla seconda metà del secolo, la Spagna cominciò ad interessarsi maggiormente alle sue colonie dell'America centro-meridionale dalle quali ricavava oro e argento, tralasciando invece quelle del Mediterraneo. Una tremenda epidemia di peste funestò il Regno di Napoli nel 1656.

Nel 1734 la Puglia, con la famosa battaglia di Bitonto passò, insieme al resto del Regno di Napoli dagli Asburgo ai Borboni. Con la dominazione borbonica durante il XVIII secolo, si ebbe un periodo di crescita economica attraverso la costruzione di nuove strade e lo sviluppo dei porti. Ma il rilancio dell'economia avvenne principalmente durante il periodo napoleonico (1806-1815) grazie ad importanti provvedimenti come l'abolizione del feudalesimo, la ristrutturazione dei latifondi e una più adeguata distribuzione delle terre pubbliche. Nel XVIII secolo, la Puglia partecipò attivamente alla rivoluzione napoletana. Dopo l'occupazione militare del cardinale Ruffo, le riforme del decennio francese migliorarono le condizioni di vita in Puglia. Con la Restaurazione e il ritorno dei Borboni, anche la Puglia fu interessata dal diffondersi delle idee risorgimentali che si tradussero nella costituzione di diverse società segrete come la Carboneria.

Quando nel 1860 il re Francesco II delle Due Sicilie cadde sotto l'impeto garibaldino, la Puglia fu annessa al Regno d'Italia.

Circa 100 uomini di Andria, guidati da Federico Priorelli e da Niccolò Montenegro, parteciparono alla spedizione dei Mille di Giuseppe Garibaldi eletto in seguito Deputato del Regno presso il collegio elettorale di Andria.

 

Il Novecento

Con il Governo di Giovanni Giolitti fu realizzato il mastodontico Acquedotto Pugliese, il più grande acquedotto d'Europa, che permise all'intera Puglia di rimediare allo storico problema della penuria di acqua. I lavori iniziarono nel 1906, dopo che alcuni deputati pugliesi ebbero ottenuto la creazione di una commissione di studio, cui seguirono il finanziamento e l'affidamento dei lavori in concessione, mediante una gara internazionale. La realizzazione dell'opera fu possibile grazie all'utilizzo di ingenti mezzi finanziari (125 milioni di lire dell'epoca) e di materiali, nonostante non mancasse chi pronosticasse l'irrealizzabilità della stessa. Venne inaugurata nel 1914, ma fu effettivamente completato solo nel 1939.

Nel 1913, il primo maggio, ad Andria viene indetta dalle classi operaie la Festa del Lavoro. Da segnalare che il produttore cinematografico Cataldo Balducci presenta il documentario “Grandiosa manifestazione per il primo maggio 1913 ad Andria" (indetta dalle classi operaie) che riprende la festa in 7 quadri, e si può, così, vedere il corteo che percorre via Cavour, via Ettore Fieramosca, piazza Vittorio Emanuele, raggiunge via Garibaldi, la piazza ed il palazzo Municipale, Porta Sant'Andrea. Nel filmato appaiono il monumento a Federico II e il panorama della Città visto dal campanile di Via Carmine.

Durante la Grande Guerra Brindisi contribuì in modo significativo all'evolversi degli eventi bellici, grazie all'ampiezza ed alla sicurezza del suo porto. Le industrie meccaniche presenti sul territorio, insieme all'Arsenale Militare Marittimo di Taranto lavorarono a ritmi frenetici.

Con l'avvento del fascismo, furono istituite le due nuove province, la provincia di Taranto con decreto del 2 settembre 1923 n.1911, e quella di Brindisi nel 1927.

Sempre durante il ventennio, nonostante il rovinoso epilogo del regime, in Puglia furono realizzati insediamenti rurali per migliorare la resa della terra, furono costruite scuole, formati gli insegnanti, realizzati alcuni palazzi istituzionali ed altre importanti infrastrutture. Risale a questo periodo la costruzione del porto di Bari, la realizzazione della Fiera del Levante e furono intensificati e sostenuti traffici commerciali.

Nel corso della seconda guerra mondiale, il porto di Taranto fu teatro della tristemente nota "notte di Taranto". Dopo la destituzione di Mussolini e l'armistizio, la famiglia reale e il governo Badoglio si trasferirono a Brindisi, che quindi divenne capitale del Regno d'Italia a partire dal 10 settembre 1943 fino all'11 febbraio 1944 (data in cui la capitale provvisoria fu trasferita a Salerno). Bisogna ricordare i bombardamenti tra maggio ed agosto del 1943 su Foggia, che causarono più di 20.000 vittime, circa un terzo della popolazione dell'epoca. Dopo l'occupazione anglo-americana, il 1º ottobre, Foggia divenne il caposaldo dell'offensiva alleata nell'Adriatico e nei Balcani. La città è stata poi ricostruita sulle rovine del centro antico e della struttura urbana ottocentesca, secondo i dettami di uno stile post fascista. In seguito alle bonifiche nel Tavoliere la città ha visto accrescere la sua importanza economica e il suo sviluppo urbanistico e demografico.

La città ha avuto le medaglie d'oro al valor civile, il 22 novembre 1959, ed al valor militare, il 2 maggio 2006, per i bombardamenti del 1943.

Le drammatiche condizioni economiche del secondo dopoguerra provocarono sia una ripresa delle lotte del movimento contadino, sia una massiccia emigrazione verso le città industriali del Nord Italia. Nel marzo del 1946, il rifiuto di una ditta locale di Andria di assumere quattro reduci, scoppiò in una rivolta contadina, che vide il sequestro di alcuni proprietari terrieri e l'erezione di barricate. Ci furono scontri cruenti con le forze dell'ordine e sembrò che fosse stato trovato un accordo: ma al momento del discorso che doveva tenere il celebre sindacalista Giuseppe Di Vittorio fu sparato un colpo d'arma da fuoco, facendo rinascere i disordini: fu assaltato il palazzo della famiglia Porro, grandi proprietari terrieri della città e vennero linciate due anziane sorelle (Carolina e Luisa Porro). In seguito a tali fatti fu inviato l'esercito che riuscì a sedare la rivolta con una dura repressione.

Nei primi anni sessanta la regione si dotò di importanti impianti industriali. A Brindisi fu realizzata una grande industria petrolchimica che andava ad aggiungersi alle imprese meccaniche e aeronavali, garantendo opportunità di lavoro a tecnici e operai provenienti dal territorio e dalle province e regioni limitrofe. A Taranto nel 1965 venne inaugurato il "IV Centro Siderurgico Italsider", uno dei maggiori complessi industriali per la lavorazione dell'acciaio in Europa. Notevole fu anche la crescita economica del Salento, soprattutto grazie alla crescita esponenziale del numero di piccole e medie imprese. Ad oggi, la Puglia è considerata la regione più ricca ed evoluta del mezzogiorno d'Italia, tanto da meritarsi l'appellativo di "California del Sud".

Il 31 ottobre 2002 e il 1º novembre 2002 due scosse sismiche dell'ottavo grado della scala Mercalli scuotono i Monti della Daunia, nel nord della regione, e i vicini monti Frentani in Molise con ingenti danni e 28 vittime. I comuni pugliesi più colpiti sono stati Carlantino e Casalnuovo Monterotaro.

Attualmente la Puglia mantiene un ruolo molto importante nell'agricoltura italiana, con il grande Tavoliere delle Puglie. Importante è anche l'approccio commerciale e industriale, soprattutto nella zona di Bari, Taranto e Brindisi, ma conosce un processo di terziarizzazione dell'economia. L'economia sembra puntare molto anche sulle peculiarità del territorio in funzione del turismo, soprattutto nella zona del Lecce, grazie al Salento, e di Foggia, grazie al Gargano ed al turismo religioso di San Giovanni Rotondo, Monte Sant'Angelo, San Marco in Lamis, Manfredonia, Canosa di Puglia e Foggia, e grazie anche al rinnovato interesse per le caratteristiche culturali ed enogastronomiche insieme alle bellezze paesaggistiche e balneari. Negli ultimi anni si è registrato un notevole incremento dell'afflusso turistico estivo nella penisola salentina, record in Italia.

 

Monumenti e luoghi d'interesse

Luoghi di interesse naturalistico

La Puglia conta di 2 Parchi nazionali (il Parco nazionale del Gargano, istituito nel 1991 ed esteso per 118.144 ettari, ed il Parco nazionale dell'Alta Murgia, istituito nel 2006 ed esteso per 67.739), 3 Aree marine protette (Torre Guaceto, le Isole Tremiti e Porto Cesareo), 11 Parchi regionali, 17 Riserve statali e 7 riserve regionali. Inoltre, nell'ambito del Progetto Rete Natura 2000 sono stati proposti 75 Siti di Importanza Comunitaria e 16 Zone di Protezione Speciale. Nonostante la presenza di diversi biotopi, come zone umide (diffuse soprattutto sul versante adriatico), grotte (un esempio sono le Grotte di Castellana), gravine, lame, boschi, le aree protette non superano il 7% della superficie regionale; la superficie boscata occupa il 7,5% del territorio regionale, la percentuale più bassa d'Italia.

 

Luoghi di interesse archeologico

Nonostante l'ingente fenomeno di dispersione e distruzione del patrimonio archeologico che colpisce soprattutto il Salento, in Puglia insistono numerosi siti archeologici anche di grandi dimensioni, talvolta di rilevanza internazionale come la cava dei dinosauri ad Altamura, scoperta nel 1999 e contenente circa 30.000 orme di dinosauri risalenti a 70-80 milioni di anni fa; sempre ad Altamura, è stato scoperto l'unico scheletro di Homo arcaicus in Italia (denominato l'Uomo di Altamura). Altri siti archeologici sparsi in tutto il territorio regionale dimostrano la presenza umana dall'età della pietra in poi: tra i più grandi vi sono le antiche città di Egnatia e Canne, mentre molto diffuse sono necropoli, dolmen, menhir, resti di vie consolari (la Via Appia e la Via Traiana) e di altri piccoli insediamenti.

 

Architetture religiose

Il romanico pugliese, che raggiunse il suo massimo splendore tra l'XI e la prima metà del XIII secolo, fu l'antecedente più immediato dell'arte che si sviluppò alla corte di Federico II nel XIII secolo e che, tramite il movimento di artisti come Nicola Pisano de Apulia, portò al rinnovamento artistico innestato in Toscana e da qui in tutta Italia. Nelle architetture religiose, le chiese pugliesi recepirono caratteri lombardi, pisani, borgognoni e orientali, rielaborandoli secondo uno schema peculiare. Tra i primi e più rappresentativi edifici romanici è la basilica di San Nicola a Bari, iniziata nel 1087 e terminata verso la fine del XII secolo. Altri esempi caratteristici di romanico pugliese sono le cattedrali di Trani, Troia, Ruvo di Puglia, Altamura, Bitonto e la Basilica di Siponto a Manfredonia. Di notevole importanza storica, la chiesa madre di Santa Maria la Porta di Palo del Colle, edificata nel sec. Xll e rimaneggiata secondo i canoni rinascimentali nel 1500.

Imponente il campanile trecentesco con i suoi 50 metri di altezza, dalla cui sommità, si scorge una magnifica vista dell'altopiano delle murge e del mare adriatico.

Accanto ai monumenti romanici spiccano anche importanti emergenze gotiche, come il Duomo angioino di Lucera, il Santuario di San Francesco Antonio Fasani a Lucera, la basilica di San Francesco della Scarpa a Bitonto, la basilica del Santo Sepolcro a Barletta e la basilica di Santa Caterina d'Alessandria a Galatina.

Dalla fine del XVI secolo in clima di Controriforma, fino alla prima metà del Settecento, si diffonde il Barocco leccese, declinazione del barocco. Questa corrente artistica si diffuse in tutta la provincia salentina favorita oltre che dal contesto storico, anche dalla qualità della pietra locale impiegata; la pietra leccese, un calcare tenero e compatto dai toni caldi e dorati adatto alla lavorazione con lo scalpellino. Il barocco leccese è riconoscibile per le sue sgargianti decorazioni che caratterizzano i rivestimenti degli edifici. In un primo momento, tale stile interessò solo gli edifici sacri e nobili (esempi sono la Basilica di Santa Croce, il Palazzo dei Celestini e la Basilica pontificia concattedrale di Gallipoli), ma successivamente le esuberanze barocche, i motivi floreali, le figure, gli animali mitologici, i fregi e gli stemmi trionfarono anche nell'architettura privata.

L'architettura barocca è rigogliosa a Lecce e in tutti i comuni della provincia e in particolare nella Grecìa Salentina e nei grossi centri del Salento quali Gallipoli, Maglie, Nardò, Galatina e Martina Franca.

Assai diversa dal barocco leccese e maggiormente legata alla cultura del Settecento, tanto da sfociare nel rococò, è l'architettura tardobarocca della Capitanata che, pur mostrando forme precipue, risente fortemente degli influssi napoletani, particolarmente negli edifici sacri di San Severo, Foggia e Lucera. A San Severo, peraltro, il linguaggio partenopeo si fonde con quello lombardo (importato dall'architetto intelvese Ambrosio Piazza), dando vita a esiti di una vaporosa e festosa leggerezza di linee e di ornati, evidentissima in particolar modo nella prestigiosa fabbrica benedettina di San Lorenzo, che conserva, per di più, le ultime opere marmoree di Giuseppe Sanmartino.

In Puglia è infine un importante esempio di architettura sacra contemporanea, la Chiesa di Padre Pio a San Giovanni Rotondo, opera dell'architetto italiano Renzo Piano.

 

Architetture militari

Anche la Puglia ha subito il processo dell'incastellamento, soprattutto durante il regno di Federico II di Svevia, che aveva creato una vera e propria rete castellare.

Vi sono numerosi tipi di architetture militari come torri costiere antisaracene, bunker costieri risalenti alla seconda guerra mondiale, impianti castellari e città fortificate (come Acaya). Tra le varie fortificazioni spicca per peculiarità Castel del Monte, patrimonio dell'UNESCO dal 1996.

Edificato nel XIII secolo su volere dell'imperatore Federico II, si caratterizza per l'inconsueta pianta ottagonale; più che una vera e propria fortezza, si ipotizza che questo maniero, ricco di simbologia, fosse in realtà una riserva di caccia dell'imperatore, un osservatorio astronomico oppure semplicemente, a causa del suo simbolismo, un tempio dell'arte. Nel resto della regione vi sono altre grandi strutture militari, costruite o ampliate perlopiù durante il regno di Federico II, come la Fortezza Svevo-Angioina di Lucera, il Castello Svevo di Bari, Trani, Barletta, Taranto, Oria, Brindisi, Lecce, Otranto e il Castello di Gallipoli oltre a quello di Manfredonia.

 

Architetture civili

Architetture civili simbolo della Puglia sono i trulli, costruzioni coniche in pietra "a secco" con il tetto ricoperto di "chiancarelle" (lastre di pietra calcarea) dichiarati patrimonio dell'UNESCO nel 1996 per la loro primitiva tecnica costruttiva rimasta intatta e perfettamente funzionale. La cupola conica, in particolare, è formata disponendo le pietre in cerchi concentrici che, andando in alto, decrescono, ed è chiusa da un monolite di forma circolare decorato da un pinnacolo. La zona di maggior concentrazione dei trulli è la Valle d'Itria, precisamente nei territori di Alberobello (il cui centro storico è interamente costituito da questo tipo di edifici), Locorotondo, Cisternino e Martina Franca. Documenti storici attestano l'esistenza dei trulli come unico tipo di unità abitativa della zona fin dal XVI secolo.

Nel resto della regione (ed in particolare nel Salento) vi sono altre costruzioni in pietra "a secco", definite pajare che, a differenza dei trulli di Alberobello, hanno una forma a tronco di cono, non hanno finestre e sono interamente perimetrate e coperte da pietre senza l'uso di malta; probabilmente questo tipo di edifici risalgono all'Età del Bronzo.

 

Politica pugliese

La regione Puglia fu creata dopo l'Unificazione d'Italia ricalcando i confini di solo tre circoscrizioni del Regno delle due Sicilie:

- la Capitanata, corrispondente al territorio a nord dell'Ofanto, che ebbe come capoluogo San Severo dal XIV secolo fino al 1579, poi Lucera fino al 1806 e infine Foggia.

- la Terra di Bari, estesa a sud dell'Ofanto e comprendente gran parte dell'altopiano delle Murge e della pianura costiera, che ebbe come capoluogo Trani dal 1586 e Bari dal 1806.

- la Terra d'Otranto, comprendente l'arco ionico tarantino e il Salento, che ebbe come capoluogo dapprima Otranto e dal XII secolo Lecce.

Durante i lavori dell'Assemblea Costituente fu avanzata la proposta di fare della Puglia settentrionale e del Salento due regioni distinte. Il 17 dicembre 1946, dopo la relazione di Giuseppe Codacci Pisanelli, la Regione Salento fu istituita sulla carta, ma quando si arrivò alla ratifica in aula, il 29 novembre 1947, essa non era più prevista.

Il presidente della Regione è Michele Emiliano (Partito Democratico), eletto il 1º giugno 2015. In precedenza la Puglia ha sempre visto prevalere formazioni politiche centriste o di destra che si sono tradotte in amministrazioni regionali a impronta democristiana prima e di centrodestra poi. Dal 1º gennaio 2015 è stata istituita la città metropolitana di Bari, nuovo ente che ha sostituito la provincia di Bari, costituendo, di fatto, una fusione tra gli ex comuni.

 

Stemma

Il sito istituzionale della Regione Puglia descrive ufficialmente lo stemma in questo modo: «Lo stemma della Regione Puglia è costituito da uno scudo, a sua volta sormontato da una corona "federicana" dedicata a Federico II di Svevia. Lo scudo racchiude alla sua sommità 6 cerchi che rappresentano le sei province pugliesi. Il corpo centrale è costituito da un ottagono nel cui centro campeggia l'albero d'ulivo, simbolo della pace e fratellanza. L'ottagono invece, rappresenta Castel del Monte, costruzione di origine medievale che costituisce uno degli itinerari turistico-culturali più suggestivi della Regione. I colori dominanti dello stemma sono l'oro, l'argento, il rosso e l'azzurro del mare».

Lo stemma regionale raffigura un albero d'olivo che non soltanto ricorda che l'olio extravergine prodotto dalla spremitura delle drupe di questo albero rappresenta una delle risorse più preziose e importanti per l'agricoltura pugliese, ma anche un elemento costante nel paesaggio che diventa anche segno di unità di tutta la regione, da nord a sud.

 

Cooperazione con i paesi balcanici

Negli ultimi anni la Puglia ha stretto numerosi e importanti relazioni con i paesi dell'area balcanica: Albania, Macedonia, Montenegro e Serbia. L'Albania è un partner commerciale della Puglia ormai da molti anni (si menzionano a proposito le numerose iniziative congiunte in occasione dell'annuale Fiera del Levante di Bari). Inoltre, la fine della guerra dei Balcani ha consentito, negli anni, la nascita di numerose iniziative legate alla cooperazione.

Si ricordano, tra esse, soprattutto alcuni programmi (ad esempio Interreg, nato per la cooperazione tra regioni dell'Unione europea e con i Paesi vicini) e varie iniziative legate a gemellaggi culturali e scambi commerciali.

Si segnala inoltre la notevole importanza legata all'attività programmatica del Corridoio 8, asse europeo dei trasporti che collegherà la Puglia (dai porti di Bari e Brindisi) all'Albania e al Mar Nero.

 

Politiche ambientali

Dal 31 gennaio 2007, con la conclusione del mandato di commissario per l'emergenza ambientale, sino ad allora espletato dal Presidente della Regione, le province sono tornate in possesso della delega per la gestione del ciclo dei rifiuti. Il sistema di raccolta è imperniato su 15 Ambiti Territoriali Ottimali. Nei primi sei mesi del 2011 la percentuale di raccolta differenziata in Puglia è stata del 18,62%.

La Puglia, nel 2006, è stata la prima regione italiana a emanare una legge sugli acquisti pubblici ecologici (Green public procurement). Inoltre, nel 2005 ha varato una specifica legge regionale sull'inquinamento luminoso e il risparmio energetico.
Per quanto riguarda le Energie rinnovabili la Puglia, si è contraddistinta per i primati raggiunti nella produzione di Energia eolica e fotovoltaica dal 2008 al 2011 ponendola in quest'ambito ai vertici nazionali.

 

Società

Lingue e dialetti

I numerosi dialetti parlati in Puglia sono classificati entro due gruppi fondamentali, nettamente distinguibili soprattutto sotto il profilo fonetico:

- nella parte centro-settentrionale della regione sono parlati i dialetti pugliesi propriamente detti, appartenenti alla famiglia dei dialetti meridionali italiani, insieme a quelli campani, lucani, abruzzesi e molisani, e comprendenti il barese, il foggiano e le loro varianti comunali oltre a quello garganico;

- nel Salento si parla invece il dialetto salentino, appartenente insieme al siciliano e al calabrese alla famiglia dei dialetti meridionali italiani estremi e a sua volta classificabile in leccese, brindisino, magliese-otrantino, leucadeo e gallipolino.

Il dialetto tarantino e quelli di altri centri lungo la direttrice Taranto-Ostuni possono essere classificati come dialetti di transizione apulo-salentina.

Una peculiarità linguistica della Puglia è inoltre la presenza di piccole isole linguistiche nelle quali si parlano idiomi non riconducibili al gruppo delle lingue neolatine:

- il griko, diffuso nella Grecìa salentina, è una lingua derivata dal greco, la cui diffusione nel Salento è fatta risalire a insediamenti bizantini o addirittura a colonie magnogreche;

- l'arbëreshë, derivato dalla lingua albanese, è parlato nel tarantino a San Marzano di San Giuseppe e sul Subappennino dauno a Casalvecchio di Puglia e Chieuti. È l'esito dell'emigrazione dall'Albania tra il XV e il XVIII secolo.

Infine, nei comuni subappenninici di Celle di San Vito e Faeto è presente l'unica minoranza francoprovenzale (o arpitana) dell'Italia peninsulare, attestata dal 1566, ma risalente forse al XIII secolo.

 

Tradizioni e folclore

- Fiera di San Giorgio: la fiera regionale di San Giorgio si tiene a Gravina ed è la più antica d'Italia (essa ha circa 720 anni).

- Sagra de la Pittula a Surano (23 dicembre): caratteristico dolce fritto natalizio augurale. Costituito da pasta di semola lievitata fritta in olio extravergine di oliva. Le pittule hanno in genere una forma tondeggiante arricchita da cavolfiori, baccalà o peperoncino. le classiche non sono farcite ma vengono cosparse di miele ed anesini zuccherati. Simbolo augurale della fortuna e della nascita.

- Sagra de la Carne alla turca a Surano (3-4 agosto): caratteristico piatto suranese di derivazione orientale a base di carne di maiale fortemente speziato.

- Mirthu-niuru de la Taranta a Surano: il Nettare dei pizzikati. Tipico liquore a base di "murtheddrha" delle Serre salentine. Antica ricetta tramandata dalla tradizione contadina e delle "massare" salentine della zona otrantina-magliese. Ma la ricetta si è conservata nel piccolo borgo di Surano, dov'è custodita da poche famiglie.

- Fòcara a Novoli (16-18 gennaio): è il caratteristico falò della festa patronale di Sant'Antonio abate, un monumento di ingegneria agraria formato da decine di migliaia di fascine di tralci di vite, che supera l'altezza e il diametro di venti metri, il quale viene acceso con un tripudio di fuochi pirotecnici la sera del 16 gennaio. Nei Giorni del Fuoco, inoltre si assiste a innumerevoli rassegne e gare di fuochi pirotecnici e si ammirano le esposizioni artistiche delle grandi luminarie. L'evento è stato oggetto di un documentario della National Geographic e di servizi della Nippon Press.

- Tavole di San Giuseppe (18/19 marzo) a Cocumola, San Marzano di San Giuseppe, Uggiano la Chiesa, Giurdignano, e Lizzano: è un'antica tradizione in cui, in onore di San Giuseppe si imbandiscono grandi tavolate con piatti tipici. Durante la visita alla taula si possono assaggiare lu cranu stumpatu e la massa culli ciciri o i "vermiceddhri" cioè il grano e la pasta con i ceci.

- Settimana Santa a Taranto (marzo o aprile): è una suggestiva e mistica serie di riti che, inoltre, vede i componenti le due principali Confraternite della Chiesa di Taranto gareggiare per aggiudicarsi le statue e le poste nelle processioni dell'Addolorata e dei Misteri.

- Settimana Santa di Molfetta (marzo o aprile): secolari riti che ricordano la Passione e morte di Gesù Cristo attraverso le processioni dell'Addolorata (Venerdì di Passione), dei Misteri (Venerdì Santo) e della Pietà (Sabato Santo).

- Processione delle Fracchie a San Marco in Lamis (marzo o aprile): si tratta di una manifestazione religiosa popolare molto suggestiva e assai singolare, che si ripete puntualmente da circa tre secoli ogni venerdì Santo per la rievocazione della Passione di Cristo. Le fracchie sono delle enormi fiaccole, realizzate con grossi tronchi di albero aperti longitudinalmente a forma di cono e riempiti di legna, per essere incendiate all'imbrunire e divenire quindi dei falò ambulanti che illuminano il cammino della Madonna Addolorata lungo le strade del paese alla ricerca del figlio Gesù morto.

- Processione della desolata a Canosa di Puglia (marzo o aprile): una processione, dove tante donne vestite di nero, con il volto coperto, a piedi nudi cantano lo Stabat Mater.

- Palio di Taranto (maggio e luglio): è una manifestazione in costume che consiste in due regate con dieci barche a remi abbinate ai rispettivi rioni della città. Il trofeo viene assegnato solo dopo le due gare che si disputano l'8 maggio e la terza domenica di luglio.

- Processione del cavallo parato a Brindisi: nel giorno del Corpus Domini, l'arcivescovo della diocesi, a cavallo di un bianco destriero, portando con sé il tabernacolo, percorre, procedendo dalla Cattedrale, le strade della città mentre la folla lancia fiori.

Al passaggio dalla zona del porto tutte le navi all'attracco suonano le sirene di bordo e l'arcivescovo sosta di fronte al Monumento al Marinaio d'Italia per la benedizione delle acque e, poi, in Piazza della Vittoria per la benedizione della città. La cerimonia rievoca la tradizione secondo cui san Luigi IX, re di Francia, sconfitto e fatto prigioniero dal Saladino in Egitto, a Damietta, avrebbe concordato il suo rilascio in cambio di un riscatto per il quale avrebbe lasciato in pegno l'Eucarestia e, giunto a Brindisi, ottenne la somma necessaria da Federico II. Tornato in Egitto per saldare il suo debito, San Luigi non solo si vide restituire l'Eucarestia ma il Saladino rinunciò anche al riscatto come premio della sua fede e lealtà.

Il sovrano sulla via del ritorno dalla Terra Santa fu sorpreso da una tempesta e approdò presso la spiaggia della Torre Cavallo nelle vicinanze del porto di Brindisi. Preoccupato di mettere in salvo l'Eucaristia fece chiamare l'arcivescovo di Brindisi Pietro III che arrivò in sella a un cavallo bianco, scortato dalle confraternite e dai fedeli.

- Festa del Soccorso a San Severo (maggio): è un evento barocco che ha il suo fulcro nelle due sontuose processioni con le statue dei santi patroni; i sacri cortei sono scanditi dalle batterie pirotecniche, incendiate nei rioni cittadini: le contrade, addobbate coi loro colori identificativi, si contendono il palio per la migliore batteria. Durante l'accensione dei fuochi, inoltre, si scatena la corsa dei fujenti, giovani che corrono a breve distanza dalle esplosioni.

- Torneo dei Rioni di Oria (seconda settimana di agosto): è una manifestazione in costumi medievali ispirata a Federico II di Svevia (1225): al corteo storico del sabato, la domenica si svolge il torneo tra gli atleti rappresentanti i quattro rioni della città, al rione vincitore viene assegnato un palio.

- Danza delle spade a Torrepaduli (15 e 16 agosto): è un ballo della Notte di San Rocco in cui, al ritmo incalzante dei tamburelli, coppie di uomini mimano un duello, danzando e "sfidandosi" con le braccia e le mani.

- Cavalcata dei Devoti a Ostuni (26 agosto): è un antico rito dei festeggiamenti per il patrono Sant'Oronzo. La Cavalcata di Sant'Oronzo è una sfilata di cavalli e cavalieri, bardati con gualdrappe e divise rosse ricche di ricami e lustrini. Di particolare interesse è anche lo svolgimento di due fiere in contemporanea, nei tre giorni di festa.

- Carro trionfale di Sant'Oronzo a Turi (26 agosto): si festeggia il martirio del Santo, attraverso una sontuosa processione serale. Questa parte dalla chiesa del Santo costruita sulla grotta dove la leggenda narra che il santo abbia celebrato messa. Il Santo è issato su un Carro Trionfale alto 14,80 metri, in legno di rovere, finemente decorato da abili ebanisti Locali. La processione di snoda prima attraverso il lungo viale cimiteriale scortato dai cipressi secolari che esaltano le luci fioche del carro, poi prosegue verso il paese fino all'arrivo in via XX Settembre dove le 6 mule che lo trainano e i trainieri, danno dimostrazione della loro bravura eseguendo tra due ali di folla una curva a sinistra di 115 gradi.

A quel punto il carro attraversa la via centrale del paese, seguito dalla folla che in piazza Silvio Orlandi lo accerchia e accoglie con un lungo applauso e sulle note del Mosè in Egitto suonato dalla banda cittadina collocata sul carro stesso che inscena una vera e propria gara all'ultima nota con una banda forestiera. Nel frattempo ha inizio lo spettacolo pirotecnico, e dietro il carro il lancio di fiori, palloncini, e nastrini, con la gente che cerca di catturare i palloncini.

- Festa della Madonna del Pozzo a Capurso (ultima domenica di agosto): si festeggia il ritrovamento dell'icona di Santa Maria del Pozzo,30 agosto 1705, dopo un'apparizione miracolosa al sacerdote capursese don Domenico Tanzella. I festeggiamenti includono la processione diurna dei grandi ceri, di circa 8 ore, e quella del grande Carro Trionfale, trainato a braccia dai pellegrini provenienti della città di Bisceglie.

- Festa dei santi Medici a Bitonto (terza domenica di ottobre): è una suggestiva intorciata, in devozione ai due santi martiri, che percorre le strade e gran parte del centro storico della città. Ha origine nel XIII secolo quando i resti delle braccia dei Santi Cosma e Damiano giunsero a Bitonto. Nella festa si tiene anche una fiera molto frequentata.

- 'Nzegna a Carovigno (Lunedì dell'Angelo, martedì e sabato dopo Pasqua): è un antico rito religioso che consiste in uno sbandieramento effettuato con riproduzione di antichi vessilli di devozione mariana. Il rito è preceduto da una lunga processione per le vie del paese con corteo di confraternite e sbandieratori.

- Scamiciata a Fasano (terzo sabato di giugno): è la rievocazione storica della vittoria ottenuta sui Turchi il 2 giugno 1678. In questo giorno, infatti, dopo anni o secoli di scorrerie turche subite, i Fasanesi sconfissero definitivamente i Turchi in una battaglia campale sotto le mura della Città. A ricordo di quella vittoria, viene organizzato un Corteo Storico, per ricordare il trionfo dei Fasanesi, con sbandieratori, trombe, tamburi, vestiti d'epoca e la rappresentazione della lotta cittadina.

- Corteo Storico di Lucera (seconda settimana di agosto): istituito nel 1983 per rievocare la cacciata dei saraceni e l'avvento dei d'Angiò, si snoda per le vie della città, partendo dalla Fortezza svevo-angioina. Fino a pochi anni fa, si svolgeva nel pomeriggio del 14 agosto, trovando il suo culmine in Piazza Duomo, dove aveva luogo la suggestiva consegna delle chiavi della città da parte del re Carlo II d'Angiò all'icona trecentesca di Santa Maria Patrona di Lucera; seguiva poi il Torneo delle Chiavi o Palio della città, presso l'Anfiteatro Romano. Ad oggi, con gran rammarico, rimane solo il corteo storico, anticipato di qualche giorno, perdendo così la sua importanza e il suo tradizionale valore simbolico.

- Passione di Cristo a Lizzano e Ginosa (nella Domenica delle Palme a Lizzano e Sabato delle Palme, sabato Santo e intorno alla metà di agosto a Ginosa): è la rappresentazione della vita, morte e resurrezione di Gesù Cristo. Le due manifestazioni vantano tantissimi attori in abiti curati nei minimi particolari che sono impegnati nelle rappresentazioni che assumono connotati alquanto suggestivi e mistici con una partecipazione molto numerosa del pubblico che per l'occasione giunge a Lizzano e Ginosa da ogni parte della Puglia e non solo. Le due manifestazioni aderiscono all'associazione nazionale "Euroassione per l'Italia" e a quella internazionale di "Europassion".

- Festa della Madonna della Fontana e corteo storico a Torremaggiore (martedì e mercoledì dopo Pasqua, e ultima settimana di agosto): la prima è la processione di una statua in gesso della Madonna della Fontana, una Madonna che apparve a un contadino mentre dava da bere al suo cavallo in una fontana, e ogni anno viene festeggiata con fiere e fuochi d'artificio. Il secondo è una rievocazione storica della venuta dei profughi da Fiorentino e Dragonara nel 1252, e del passaggio di Federico II da Torremaggiore. Ogni anno durante questo periodo si svolge il palio tra le contrade e il caratteristico "incendio del castello".

- Palio del Viccio a Palo del Colle (martedì grasso): tradizionale palio equestre che si tiene l'ultimo giorno del carnevale locale. I cavalieri, rappresentanti dei rioni, con abilità si contendono il Palio ed il premio rappresentato simbolicamente da un tacchino (in dialetto locale Viccio). Il palio vede i contendenti, dotati di una corta lancia, devono forare una vescica riempita di acqua, posta ad alcuni metri di altezza nel corso principale del paese. La gara mostra abili cavalieri che si esibiscono con abilità equestre, cavalcando al galoppo in piedi.

- Le notti del Solleone: Festival che si svolge nel Salento nel periodo di Luglio e Agosto.

 

Folklore

- Carnevale di Putignano: è considerato uno dei più importanti e antichi carnevali d'Italia. La maschera caratteristica della manifestazione è chiamata Farinella e deve il suo nome all'omonima pietanza putignanese. Il carnevale di Putignano è uno dei più lunghi per durata, avendo inizio il 26 dicembre con la cerimonia delle "propaggini", competizione in versi dialettali di satira e di costume locali. Dal 2006, ne viene disputata anche un'edizione estiva.

- Carnevale di Manfredonia: tra i maggiori carnevali italiani, nasce nel 1954 ed è riconosciuto dalla Regione Puglia come "manifestazione di interesse regionale". Le iniziative si protraggono per almeno due settimane e culminano nella sfilata dei gruppi e dei carri allegorici la domenica di Carnevale. La maschera tipica è "Ze Pèppe". Piatti tipici carnevaleschi sono la "farrata", (rustico), e gli "scagliozzi" (polenta fritta). È associato alla Federazione europea delle città del carnevale. Per due volte è stato inserito tra le manifestazioni abbinate alla Lotteria Nazionale.

- Carnevale di Massafra: è considerato uno dei più importanti e festosi della Puglia. Questo perché, a differenza degli altri carnevali, la maggior parte del corso mascherato non è transennato, e cittadini e forestieri partecipano direttamente all'animazione e al divertimento, stimolati dalle coreografie e dalle scenografie dei carri e dei gruppi allegorici che sfilano lungo il corso principale del paese.

- Carnevale di Gallipoli: inizia il 17 gennaio con la festa di Sant'Antonio Abate (te lu focu = del fuoco); viene accolto con la tradizionale Focareddha, cioè un grande falò costruito con gli alberi di Natale. L'ultima domenica di carnevale e il martedì grasso si svolge la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati lungo Corso Roma. La maschera tradizionale di Gallipoli è lu Titoru, cioè Teodoro. Tradizione vuole che Teodoro fosse un giovane gallipolino, che tornato dal militare chiese alla madre un piatto di polpette, il suo piatto preferito. La madre accontentò il figlio, ma questi, nella foga di mangiarle, si strangolò con una di esse. Nel gruppo mascherato è rappresentato il giovane morto, la madre e un gruppo di comari che piangono (le "chiangimorti"), che sono sempre dei ragazzi vestiti da donna. La madre di "Titoru", è la "Caremma", figura caratterizzante della Quaresima. Nel 2010 il Carnevale di Gallipoli è stato abbinato alla Lotteria Italia.

 

Criminalità organizzata

La Puglia è interessata in maniera rilevante dal fenomeno mafioso, che in questa regione si estrinseca con organizzazioni criminali quali sacra corona unita, società foggiana e nuova camorra pugliese. Notabile, in ogni caso, la minore invasività e l'inesistenza di un controllo capillare del territorio analogo a quello esercitato in altre regioni dalle mafie.

 

Economia

Tra le regioni del Mezzogiorno, l'economia della Puglia è quella che ha registrato negli ultimi anni l'andamento migliore. La crescita del PIL, secondo i dati ISTAT, segna un +1,8% (+1,5% dell'Italia nel complesso e +0,7% del Mezzogiorno) dovuto soprattutto alla crescita del settore terziario (+2,9%) e dell'Industria (+0,7%) a fronte di un calo notevole del settore agricolo (-8,8%). Il Pil ai prezzi di mercato per abitante evidenzia un ritmo di crescita del +3,9% (a fronte del +3,0% nazionale e +2,6% del Mezzogiorno).

La Puglia conosce negli ultimi anni uno sviluppo accelerato del turismo, che però presenta dei limiti: esso è soprattutto nazionale e stagionale. Gli arrivi turistici nel 2007 sono stati di 2.276.402 italiani e 417.479 stranieri.

La Puglia è riuscita a coniugare le proprie tradizioni la propria storia e le vocazioni produttive con l'innovazione e la tecnologia. Ha raggiunto, infatti, buoni livelli di specializzazione in numerosi comparti industriali. Diverse politiche con l'obiettivo di sviluppare processi di innovazione insieme a una vasta disponibilità di incentivi agli investimenti, hanno fatto sì che il sistema produttivo locale crescesse e che si attirassero oltre 40 gruppi industriali internazionali appartenenti ai settori aerospaziale, automobilistiche, chimico e ICT.

Il sistema regionale della ricerca conta oltre 5.000 ricercatori e vanta competenze scientifiche specializzate in ambiti interdisciplinari: settori Biologia, ICT e nanotecnologie, che hanno contribuito alla nascita e consolidamento di tre distretti tecnologici: biotecnologie, high tech e meccatronica. La regione dispone inoltre di un capitale umano altamente qualificato e specializzato che conta oltre 103.000 studenti universitari e quasi 15.000 nuovi laureati l'anno.

 

Infrastrutture e trasporti

La Puglia presenta una notevole dotazione infrastrutturale che presenta però notevoli carenze soprattutto nella zona meridionale della regione (provincie di Lecce, Brindisi, Taranto e marginalmente entroterra foggiano e barese).

 

Assi viari

- Autostrade:

---- A14 Bologna-Taranto: detta anche Autostrada Adriatica, è il secondo asse meridiano della penisola italiana, lungo 743,4 km. È stata ed è tuttora una delle "vie delle vacanze" servendo la costa adriatica dalla Riviera Romagnola alla Puglia. Nel territorio pugliese l'A14 ha un andamento pianeggiante e caratterizzato da lunghi rettilinei e presenta due corsie per senso di marcia più la corsia di emergenza. L'apertura della tratta tra Bari e Canosa di Puglia risale al 1969, mentre la porzione a nord di Canosa e il prolungamento fino a Taranto datano rispettivamente al 1973 e 1975.

---- A16 Napoli-Canosa di Puglia: l'Autostrada A16, inaugurata nel 1969, è definita anche Autostrada dei due mari, perché connette la parte meridionale della Penisola dalla costa tirrenica a quella adriatica; in particolare essa ha origine dall'A1 alla periferia di Napoli e termina dopo 172 km intersecando l'A14 presso Canosa. A causa della conformazione del territorio, il tratto pugliese dell'autostrada è spesso soggetto a forti venti che ostacolano la circolazione dei mezzi pesanti. L'attuale denominazione risale al 1973 quando venne inaugurato il tratto dell'Autostrada Adriatica da Lanciano a Canosa: fino ad allora l'intera tratta da Napoli a Bari era infatti denominata A17, nome poi abbandonato probabilmente per motivi scaramantici.

- Altri assi viari:

---- Strada Statale 16 Bari-Foggia: la tratta, quasi interamente in variante, connettendo al capoluogo regionale i popolosi centri costieri del nord barese e il capoluogo della Capitanata, costituisce una valida alternativa all'autostrada A14 in quanto presenta due corsie per senso di marcia divise da spartitraffico.

---- Superstrada Bari-Lecce: il principale asse viario per il Salento, interamente in superstrada, nasce dalla Tangenziale di Bari come SS 16, con un tracciato raddoppiato in parte in sede e in parte in variante. Nei pressi di Fasano il tracciato della SS 16 si integra con la SS 379, che termina in corrispondenza di Brindisi e dove torna nuovamente come SS 16, formando la Tangenziale di Brindisi. A sud di Brindisi, la SS 16 si unisce alla SS 613 fino alla tangenziale di Lecce.

---- Strada Bari-Taranto: collega le due più popolose città della regione, costituendo un'alternativa gratuita all'Autostrada A14.

È denominata Strada statale 100 di Gioia del Colle dalla tangenziale del capoluogo barese a Palagiano, dove si innesta nella Strada statale 7 Via Appia. Molto trafficata, ha carreggiate separate sino a Gioia del Colle.

---- Strada Statale 106 Jonica: corre lungo la costa del mar Jonio da Taranto a Reggio Calabria. Il tratto pugliese, a carreggiate separate e due corsie per senso di marcia, si presenta agevole da percorrere.

---- Superstrada Taranto-Brindisi: costituisce il tratto terminale della Strada Statale 7 via Appia.

---- Strada a scorrimento veloce Taranto-Lecce. Ha grande importanza per il Salento ed è in fase di programmazione l'ampliamento del tratto a 4 corsie.

---- Strada Bari-Matera-Potenza: la principale via di comunicazione da Bari verso la Basilicata è denominata SS 96 che collega Bari a Tolve (PZ). Ad Altamura è possibile imboccare la SS 99 verso Matera. Continuando per Gravina in Puglia si va in direzione di Potenza. È in corso c/o il CIPE il nuovo programma di allargamento della grande opera infraregionale Salerno-Potenza-Bari. Il tratto da Altamura a Matera è tutto con spartitraffico centrale.

---- Ex Strada Statale 98 Andriese-Coratina: quasi interamente a carreggiate separate, tocca i comuni della prima fascia murgiana a nord di Bari da Andria a Bitonto, innestandosi sulla SS96 Bari-Matera-Potenza nei pressi di Modugno. Dal 2001 è stata declassata a strada provinciale.

---- Strada Foggia-Gargano: in superstrada nel tratto Foggia-Manfredonia, prosegue lungo tutta la costa del promontorio con la denominazione di SS 693 dei Laghi di Lesina e Varano.

---- Strada statale 17 dell'Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico: un tempo fondamentale asse di comunicazione tra l'Abruzzo interno e la Puglia, con lo sviluppo della rete autostradale e la scomparsa della transumanza ha visto ridimensionato il proprio ruolo. Il tratto pugliese connette Foggia al Sannio e al Molise.

---- Superstrada Foggia-Candela: collega il capoluogo dauno con il casello autostradale di Candela, sull'Autostrada A16.

---- Strada Lecce-Santa Maria di Leuca: insieme alla Superstrada Lecce-Gallipoli (SS 101), è il principale asse nord-sud del Basso Salento. Fino a Maglie ha carreggiate separate e mantiene la denominazione di SS 16.

---- Strada Otranto-Gallipoli: taglia il Basso Salento in direzione est-ovest, dall'Adriatico allo Jonio.

---- Strada statale 172 dei Trulli: collega Casamassima con Taranto percorrendo la valle d'Itria e passando per Turi, Putignano, Alberobello, Locorotondo e Martina Franca.

- Linee ferroviarie: la rete ferroviaria pugliese, fuori dalle linee principali è alquanto obsoleta e sottoutilizzata.

---- Linee ferroviarie dello Stato: i collegamenti delle Ferrovie dello Stato sono:

-------- la Ferrovia Adriatica Ancona-Lecce (con tratta Foggia-Bari adeguata al trasporto TAV con limite max di 250 km/h) e con tratta Bari-Lecce, a doppio binario;

-------- la Ferrovia Bari-Taranto con raddoppio di linea recentemente eseguito;

-------- la Ferrovia Taranto-Brindisi;

-------- le linee secondarie sono la Barletta-Spinazzola, la Foggia-Manfredonia, Rocchetta Sant'Antonio-Gioia del Colle;

-------- i collegamenti con la Campania e la Basilicata sono assicurate on la Ferrovia Napoli-Foggia e la linea Avellino-Rocchetta Sant'Antonio, Foggia-Potenza è in fase di programmazione la realizzazione della linea ad alta capacità Bari-Foggia-Caserta, che porterà i tempi di percorrenza a 110 minuti rispetto alle 4 ore attuali;

-------- i collegamenti con la Calabria e la Basilicata ionica sono assicurati dalla Ferrovia Jonica.

---- Ferrovie in concessione: in Puglia la rete delle ferrovie private supera per estensione quella delle Ferrovie dello Stato: da moltissimi anni (alcune da un secolo) operano quattro diverse aziende ferroviarie:

-------- Ferrovie del Nord Barese (già Bari Nord): si snodano lungo la linea Bari-Barletta, collegando numerosi centri dell'entroterra al capoluogo pugliese, con un bacino di utenza di circa 700.000 abitanti. La società che gestisce la rete ferroviaria e il trasporto passeggeri è la Ferrotramviaria Spa. Sono indicate con la sigla FNB o, secondo la vecchia denominazione, FT (Ferrotramviaria). La linea, lunga 70 km, attraversa il territorio dei seguenti comuni: Bari, Bitonto, Terlizzi, Ruvo di Puglia, Corato, Andria, Barletta. Attualmente il primo tratto della ferrovia costituisce una linea cittadina metropolitana e collega le stazioni di Bari (Bari Centrale, sottovia Q. Sella, Via Brigata Bari, Cimitero, San Girolamo, con deviazione verso il Rione San Paolo). Le Ferrovie gestiscono anche un servizio di autolinee lungo le stesse direttrici di percorso.

-------- Ferrovie del Sud Est: raggiungono i comuni interni della provincia di Brindisi, della provincia di Taranto e quelli più a sud della provincia di Lecce. Le ferrovie si estendono dalla stazione di Bari Centrale sino a Gagliano del Capo, vicino a Santa Maria di Leuca, nell'estremo sud del Salento. Nel Salento questa ferrovia è conosciuta anche col nome di Littorina, che è poi il nome delle prime motrici diesel a tutt'oggi utilizzate (nonostante la loro vetusta età). Nel 2009 la Regione Puglia ha consegnato alle FSE (Ferrovie del Sud-est) ben 26 nuovi treni modernissimi. È in programmazione l'elettrificazione delle linee, a partire dalla Bari-Martina Franca. Va ricordato che le ferrovie esistono da oltre un secolo: il primo tratto fu la linea Bari-Locorotondo.

Attualmente il primo tratto della ferrovia costituisce una linea cittadina metropolitana e collega le tre stazioni di Bari (Bari Centrale, Bari Sud Est e Bari Mungivacca-Ikea), Le FSE gestiscono anche un servizio di autolinee (le più importanti collegano Bari a Taranto e Bari a Brindisi).

-------- Ferrovie del Gargano: (FdG o FG) è una società (fondata dall'ingegner Romeo e ora di proprietà della famiglia barese Scarcia) che gestisce la linea ferroviaria di quasi 79 km (da San Severo a Peschici), con 11 stazioni e 7 fermate, che collega i centri del Gargano settentrionale alla rete ferroviaria nazionale. Le FG, che sono la più importante società di trasporto pubblico della Capitanata, gestiscono anche la linea Foggia-Lucera e offrono anche un servizio su strada che assicura numerosi collegamenti extraurbani su gomma, a livello sia regionale sia nazionale.

-------- Ferrovie Appulo Lucane: rappresentano la linea ferroviaria che collega la Puglia con la Basilicata. Attualmente tale linea è gestita dalla Ferrovie Appulo-Lucane S.r.l. (FAL). La FAL gestisce anche un servizio autolinee per il collegamento Puglia-Basilicata. Le linee ferroviarie presenti non sono elettrificate, per cui il servizio è effettuato con motrici Diesel. A Potenza le FAL si collegano sia alla rete delle FS, che alla gemella FCL.

- Porti:

---- il porto di Bari è mercantile, commerciale e turistico (terminal crociere);

---- i collegamenti principali sono per Albania (Durazzo), Montenegro (Antivari) e Grecia (Corfù, Igoumenitsa e Patrasso). Le molteplici funzioni operative del porto di Bari possono contare su banchine attrezzate per la movimentazione di ogni tipo di merce e su un'eccellente rete di collegamenti con ogni modalità di trasporto. Anche grazie a tali caratteristiche il Porto di Bari è stato indicato quale "terminale occidentale";

---- il porto di Brindisi è mercantile, commerciale, turistico e militare (COMDINAV 3). Effettua collegamenti con l'Albania (Valona), Grecia (Corfù, Igoumenitsa, Cefalonia, Passo, Zante, Patrasso), Turchia (Çeşme);

---- il porto di Taranto è per lo più militare (COMDINAV 2), mercantile e industriale. È uno dei porti più importanti in Italia e nel Mediterraneo ed è il secondo porto italiano per numero di merci. Effettua collegamenti con gli altri porti italiani e con quelli del Mediterraneo, del medio Oriente e della Cina;

---- il porto di Manfredonia. Manfredonia possiede 3 porti: uno peschereccio, uno industriale e uno turistico ( "Marina del Gargano" );

---- il porto di Mola di Bari: Mola dispone di un porto peschereccio e turistico:oltre a 350 imbarcazioni da diporto, esso ospita 115 imbarcazioni da pesca per complessive 2.616 tonnellate di stazza lorda, che fanno di quella molese la seconda marineria della città metropolitana di Bari e tra le prime dell'intero Adriatico;

---- il porto turistico di Rodi Garganico dispone di 310 posti barca da 8 a 45 metri ed è dotato di uno yacht club. Vi salpano aliscafi giornalieri per le Isole Tremiti e settimanali per la Dalmazia;

---- il porto di Barletta prevalentemente mercantile, è uno dei più apprezzati del Mare Adriatico per ampiezza di bacino e sicurezza;

---- il Porto di Trani, a vocazione soprattutto turistica e peschereccia, occasionalmente vi sono collegamenti con la costa croata;

---- il porto di Bisceglie è peschereccio e turistico. Prevalentemente peschereccio, recentemente adeguato all'accoglienza di circa 500 imbarcazioni da diporto;

---- il porto di Molfetta, prevalentemente peschereccio;

---- il porto di Monopoli;

---- il porto di Otranto è mercantile e turistico. Effettua collegamenti con Valona (Albania), Corfù, Igoumenitsa (Grecia);

---- il porto di Gallipoli è mercantile e turistico.

- Aeroporti:

---- Aeroporto internazionale di Bari "Karol Wojtyła": sorge nel quartiere Palese-Macchie, a nord del capoluogo. Il terminal passeggeri, inaugurato nel 2005, è dimensionato per 3.600.000 passeggeri/anno, con un picco di 1.400 passeggeri/ora. Grazie all'introduzione di diverse nuove rotte, anche internazionali, sia con vettori tradizionali ma soprattutto low-cost, negli ultimi anni il traffico annuo è aumentato costantemente e significativamente, arrivando nel 2011 ad un flusso di 3.725.629 passeggeri (il 9,60% in più rispetto all'anno precedente). Dal 2012 è attivo il collegamento ferroviario con il centro di Bari e sono stati ultimati i lavori di ampliamento del terminal passeggeri, con il raddoppio della superficie destinata al traffico passeggeri e alle attività commerciali.

---- Aeroporto internazionale del Salento: si trova alla periferia di Brindisi (nel quartiere Casale: è denominato anche "Papola Casale") e serve l'intera Puglia meridionale, con un traffico annuo di 2.058.057 passeggeri nel 2011[54], in forte crescita negli ultimi anni (+ 28,10% nel 2011). Il terminal è stato recentemente ammodernato. La presenza di due piste con diverso orientamento garantisce l'operatività dello scalo anche con condizioni climatiche avverse. L'aeroporto è adibito anche a uso militare e ospita una base logistica e di pronto intervento umanitario dell'ONU.

---- Aeroporto di Foggia "Gino Lisa": è impiegato per voli nazionali e per collegamenti con elicottero per le isole Tremiti e le località turistiche del Gargano.

---- Altri aeroporti:

-------- L'aeroporto di Taranto-Grottaglie, a servizio dei vicini stabilimenti Alenia Aeronautica, ha una pista lunga a sufficienza per permettere l'atterraggio degli enormi Boeing 747-400 LCF cargo, impegnati per il trasporto delle fusoliere dei Boeing 787 in costruzione.

-------- Sono a esclusivo uso militare gli aeroporti di Gioia del Colle, Lecce-Galatina e Amendola, presso Foggia.

-------- L'aeroporto Lepore di Lecce-San Cataldo è un aeroporto civile di terzo livello adibito a uso privato e di soccorso.

 

Cultura

La posizione della Puglia è stata sicuramente un'arma a doppio taglio da un punto di vista economico e culturale. Ubicazione fortunata in epoca classica perché era il ponte naturale per l'Oriente, la Puglia risente tutt'oggi della sua peculiarità di confine culturale tra un Occidente romano-germanico e un Oriente greco-bizantino.

«Si possiede quasi la sensazione che la letteratura abdichi ai propri statuti affidandosi quasi totalmente al figurativo e all'architettonico» (Michele Dell'Aquila - Letteratura in Puglia e nel Mezzogiorno d'Italia fra Sette e Novecento - Giardini, 1992).

 

Istruzione

Università e ricerca

Nell'anno 2003/04, secondo i dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, in Puglia la popolazione scolastica era di 728.739 alunni, di cui 132.813 (pari al 18,2%) nella scuola materna, 222.903 (il 30,6%) nella scuola elementare, 150.457 (20,6% del totale) nella scuola secondaria di primo grado e 222.566 (30,5%) nella scuola secondaria di secondo grado.

 

Sistema universitario

Secondo i dati del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, nell'anno 2003/04 i nuovi iscritti alle università pugliesi sono stati 20.094 su una popolazione complessiva di circa 120.000 studenti, suddivisi in sei università.

- Università di Bari Aldo Moro: fondata nel 1925, conta più di 60.000 studenti, 15 facoltà e 150 corsi di laurea. È la principale università pugliese e uno dei maggiori istituti universitari italiani. Oltre allo storico palazzo Ateneo, al centro di Bari, l'università conta diverse sedi nel capoluogo barese e sedi staccate a Taranto e Brindisi. Il 15 gennaio 2010, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, è stata intitolata allo statista pugliese Aldo Moro, che vi fu docente per oltre trent'anni.

- Politecnico di Bari: è un'Università statale a carattere scientifico-tecnologico fondata nel 1990 per gemmazione dall'Università di Bari. Organizzato sulle tre sedi di Bari, Taranto e Foggia, nelle quali si contano complessivamente circa 12.000 studenti, il Politecnico forma architetti, ingegneri e disegnatori industriali per un totale di 36 corsi di laurea di primo e secondo livello. Vi hanno sede inoltre diversi corsi di dottorato di ricerca e master universitari.

- Università del Salento: nota sino al 2007 come Università degli Studi di Lecce, con nove facoltà e 29.000 iscritti è il secondo ateneo della Puglia per dimensioni. Accanto alla sede leccese, conta dislocazioni a Brindisi e Mesagne. Ospita l'ISUFI, una scuola superiore universitaria attiva nell'alta formazione in molteplici settori scientifici, cui fa capo il National Nanotechnologies Laboratory (NNL), centro di eccellenza a livello internazionale sulle nanotecnologie.

- Università di Foggia: il polo universitario foggiano, nato nel 1990 come sede staccata dell'Università di Bari, ha ottenuto l'autonomia amministrativa nel 1999. Conta oggi cinque facoltà e oltre 10.000 studenti e ha sedi in diversi comuni della provincia.

- Libera Università Mediterranea: nata nel 1995 con il riconoscimento da parte dell'Action Jean Monnet (Commissione europea di Bruxelles) quale sede di cattedre, corsi permanenti e moduli d'insegnamento, orientati a diffondere la cultura dell'integrazione europea, ha sede a Casamassima, nell'hinterland barese.

- Università LUMSA: la Libera Università Maria Santissima Assunta (LUMSA), un'università privata di ispirazione cattolica con sede a Roma, ha una sezione staccata a Taranto.

 

Ricerca

In Puglia la ricerca è coordinata dall'Agenzia Regionale per la Tecnologia e l'Innovazione (ARTI), e condotta da numerosi istituti:

- Il Centro di Eccellenza in Meccanica Computazionale (CEMeC): si occupa di ricerca e innovazione industriale, formazione e consulenza nei settori delle turbomacchine, dei sistemi di iniezione, delle trasmissioni meccaniche, dei sistemi frenanti, dei sistemi ruota-rotaia e dell'interazione fluido-struttura (flutter).

- Il Consiglio Nazionale delle Ricerche: con 23 istituti, lavora nei settori agroalimentare, dell'ingegneria, delle scienze naturali, chimiche e biologiche, delle scienze marine e della mineralogia. In particolare a Lecce sono presenti l'Istituto per i beni archeologici e monumentali e le sezioni dell'Istituto di scienze delle produzioni alimentari, dell'Istituto per la microelettronica e microsistemi, dell'Istituto di fisiologia clinica e dell'Istituto di scienze dell'atmosfera e del clima. Taranto è, invece, sede dell'Istituto sperimentale talassografico "Attilio Cerruti" e della Fondazione marittima "Ammiraglio Michelagnoli" che opera d'intesa con lo stesso CNR e con organismi universitari.

- L'ENEA di Mesagne: il centro ricerca è presente fin dai primi anni novanta con uno sportello tecnologico. Nel 2001 l'ENEA ha consolidato la propria presenza nella città adriatica, rilevando le strutture del Centro Nazionale per la Ricerca e lo Sviluppo dei Materiali, e creando un proprio centro all'interno della "Cittadella della Ricerca". Attualmente operano nel Centro l'Unità Tecnico Scientifica Materiali e Nuove Tecnologie (MAT), l'Unità Tecnico Scientifica Fusione (FUS), l'Unità Tecnico Scientifica Tecnologie Fisiche Avanzate (FIS) e il Progetto Speciale Clima Globale (CLIM).

- Tecnopolis: è il primo parco scientifico e tecnologico nato in Italia, si occupa di trasferimento tecnologico e e-government, ha sede a Valenzano, alle porte di Bari. Finalità dell'Istituzione è il trasferimento tecnologico dal mondo accademico (Università) a quello produttivo.

- Il distretto tecnologico regionale “Dhitech” di Lecce: opera per la competitività e l'innovazione nella ricerca scientifica, comprende il Laboratorio Nazionale di Nanotecnologie, centro di eccellenza a livello internazionale sulle nanotecnologie, che ha ricevuto riconoscimenti di varia natura, tra cui la visita ufficiale del Presidente della repubblica italiana Giorgio Napolitano il 15 settembre 2006. Il laboratorio segue linee di ricerca sia di tipo fondamentale, che di tipo fortemente applicato, grazie alle partnership con le multinazionali tecnologiche residenti presso di esso (STMicroelectronics, Agilent Technologies, TechInt, Alenia Marconi System) che appoggiano i loro programmi di formazione e reclutamento post laurea sull'ISUFI.

- L'Osservatorio sul mondo rurale e sul sistema agroindustriale della Puglia: l'INEA è un'iniziativa inserita nell'ambito della Misura 4.3.6. del sottoprogramma FEOGA del Programma Operativo Plurifondo Puglia 1994-1999[58] che ha visto la nascita nel 1997. Suo compito è svolgere attività di supporto alla programmazione regionale, attraverso la fornitura di analisi, idee, strumenti, dati e informazioni.

- L'Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari: l'istituto fornisce ai laureati la possibilità di effettuare ricerca scientifica applicata e di lavorare in funzione delle esigenze del territorio e in stretta collaborazione politico-economica coi vari enti territoriali. Unico in Italia, è uno dei quattro istituti presenti in Europa con sede rispettivamente in Francia (IAM di Montpellier), in Spagna (IAM di Zaragoza) e in Grecia (IAM di Chania). Questi quattro costituiscono la struttura operativa del CIHNEAM (Centre International de Hautes Etudes Agronomiques Mediterraneennes - Centro Internazionale degli Alti Studi Agronomici Mediterranei), organismo intergovernativo la cui sede è a Parigi, a cui i quattro istituti europei fanno capo.

- Il Consiglio per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura (CRA): è un Ente nazionale di ricerca e sperimentazione con competenza scientifica generale nel settore agricolo, agroindustriale, ittico e forestale.

- Il Centro Ricerche agroalimentari Bonomo (CRB) di Andria: svolge attività di ricerca applicata, con progetti nazionali e internazionali, in collaborazione con istituti universitari, enti di ricerca, consorzi e imprese private, nei seguenti settori: gestione post-raccolta dei prodotti ortofrutticoli freschi, trasformazione e valorizzazione dei prodotti agroalimentari, utilizzazione dei sottoprodotti e degli scarti di produzione delle aziende agroalimentari.

- L'ISUFI (scuola di management dell'innovazione): l'Istituto Superiore Universitario di Formazione Interdisciplinare è una delle nove Scuole Superiori d'Italia, costruita sul modello della Scuola Normale di Pisa, riconosciuta dal MIUR nel 2005 dopo 5 anni di sperimentazione. È stata attivata presso l'Università del Salento nel 1999. La scuola realizza programmi di alta formazione nell'ambito dei seguenti settori: Nanoscenze, e-Business Management, Euromediterranean School of Law and Politics, Beni Culturali.

- I centri di ricerca pubblico-privati: il Centro Laser (automazione industriale), il Cetma (materiali).

- L'Università dell'idrogeno: centro d'eccellenza no profit aperto a Monopoli nel giugno 2007 per la formazione, la ricerca e l'informazione sui temi delle nuove energie:

---- Nel 2008 nasce in collaborazione con il ministero dell'Ambiente, della Regione Puglia e la consulenza di Jeremy Rifkin Progetto Idrogeno, un progetto triennale dal costo di 5 milioni di euro per la costruzione di distributori di idrogeno, metano e idrometano, una miscela di idrogeno e metano. L'idrogeno viene ottenuto da fonti rinnovabili in loco.

 

Musei

- Musei archeologici:

---- Museo archeologico nazionale Jatta: i reperti conservati nel museo furono raccolti dall'archeologo Giovanni Jatta nei primi anni dell'Ottocento. Successivamente venne arricchita dall'omonimo nipote, e venne ceduta allo Stato nel Novecento. Il museo, costituito da quattro sale contenenti quasi esclusivamente materiale ceramico della Magna Grecia, è ospitato nel piano terra dell'ottocentesco Palazzo Jatta e raccoglie materiale proveniente dalla vasta e ricca necropoli peucetica di Ruvo di Puglia, vittima, nei secoli scorsi, di scavi abusivi che hanno distribuito oggetti in tutto il mondo.

---- Museo archeologico nazionale di Taranto: l'importante museo archeologico, fondato nel 1887 con l'intenzione di farne il Museo della Magna Grecia, ma è dedicato principalmente alla documentazione archeologica di Taranto e del resto della Puglia. Posto nell'ex convento di San Pasquale Baylon, è stato riaperto nel 2007: accanto alla sezione preistorica, inerente ai reperti Paleolitico e dell'età del Bronzo dell'intero territorio pugliese, si fregia di una delle più grandi collezioni di manufatti dell'epoca della Magna Grecia, tra cui i famosi Ori di Taranto. Questi ultimi costituiscono la più importante testimonianza di come la lavorazione dei metalli preziosi, e in particolare dell'oro, fosse una delle attività più sviluppate nella città magno-greca tra il IV e il I secolo a.C..

---- Museo di archeologia urbana Giuseppe Fiorelli di Lucera: il Museo Civico "Giuseppe Fiorelli" la cui sede è il Palazzo De Nicastri, in via De Nicastri, si costituì nel 1905 ed è considerato il primo museo civico a nord di Bari. Al suo interno, oltre all'arredo permanente della famiglia De Nicastri, comprende preziosi manufatti che vanno dall'età preistorica all'età romana (di particolare rilievo è il Mosaico di Piazza Nocelli), fino al Medioevo. Ricca anche la pinacoteca con i quadri del pittore lucerino Giuseppe Ar.

---- Museo archeologico provinciale Francesco Ribezzo di Brindisi: il museo, che prende il nome dall'omonimo archeologo e glottologo (1875-1952), si trova in piazza Duomo a Brindisi. Include le sezioni preistorica, che raccoglie i reperti dell'intera provincia, epigrafica, con iscrizioni in latino, ebraico e greco, numismatica, comprendente monete di età classica, medioevale e moderna, statuaria, con le statue romane rinvenute nel centro storico di Brindisi, più un antiquarium, con vasi apuli e attici, trozzelle, monete, e un ambiente dedicato ai bronzi di Punta del Serrone, con le due statue restaurate del console Lucio Emilio Paolo Macedonico e del civis romanus nelle vesti di togato, teste-ritratti, immagini femminili e altri bronzi rinvenuti in occasione degli scavi subacquei del 1992.

---- Museo archeologico provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce: è uno dei musei archeologici di Lecce ed è intitolato al duca di Cavallino Sigismondo Castromediano, appassionato di archeologia, che ne volle l'istituzione nel 1868. È situato nel collegio Argento, dal nome del padre gesuita che lo fondò nel 1888 ed è stato acquistato dalla Provincia di Lecce nel 1967 e ristrutturato.

Il museo si divide in cinque sezioni: Didattica, con il plastico del Salento che riporta tutti i siti di rilevanza storico-artistica; Antiquarium, con vasi attici a figure nere e a figure rosse e vasi italici (VI e V secolo a.C.) e vari altri reperti archeologici: oggetti in bronzo, monete antiche e lapidi con iscrizioni messapiche; Topografia, con le antiche mappe del Salento; Pinacoteca, con tele di scuola veneta e napoletana (tra XIV e XVIII secolo) e anche alcune sculture romaniche e rinascimentali; Sala mostre, con opere di artisti contemporanei (tra XIX e XX secolo).

Nello stesso plesso è presente la Biblioteca Provinciale, con oltre 1.000 scritti tra libri, riviste e giornali d'epoca. Oltre a essa è presente una grande sala studio.

---- Museo archeologico civico di Canosa: fu istituito nel 1934 e collocato nel settecentesco Palazzo Casieri. Ospita circa 2000 reperti archeologici provenienti da scavi in Canosa e in tombe del V - III secolo a.C. Si trovano iscrizioni, sculture, bassorilievi, marmi, monete, gioielli, ceramiche e vasi che risalgono a un vasto arco di tempo di circa 1500 anni (dal VI -V secolo a.C. al IX -X secolo d.C.): dal preistorico, dauno, romano, paleocristiano e bizantino-medioevale. In passato il museo è stato privato di alcuni pezzi di inestimabile valore, come ad esempio i preziosi ori della Tomba degli Ori. Questi gioielli sono attualmente custoditi presso Museo nazionale archeologico di Taranto, e sparsi nei maggiori musei italiani e europei (fra cui il Museo del Louvre).

---- Polo Museale di Gravina in Puglia: di istituzione recente (nel 2012), ha collocazione in vari punti nevralgici della storia gravinese all'interno del territorio urbano della Città. Aperto dal 2014.

- Altri musei:

---- Museo dell'Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie-Nazareth: il museo nasce nel 1975 per volontà dell'Arcivescovo Giuseppe Carata, al fine di dare una più adeguata sistemazione al materiale lapideo e scultorio proveniente da demolizioni operate nella Cattedrale ed in altre chiese della città di Trani. Nel corso degli anni il suo patrimonio si è notevolmente arricchito di opere e reperti di grande valore artistico e storico. L'Istituzione ha così, nel corso degli anni, sdoppiato le sue sedi, dedicando agli spazi di Palazzo Addazi l'esposizione della collezione pittorica e scegliendo l'attiguo Palazzo Lodispoto come nuova sede per il restante patrimonio artistico.

---- Museo Diocesano di Lucera: il Museo Diocesano, la cui sede è il Palazzo Vescovile, in piazza Duomo, è stato inaugurato nel 1999. All'interno delle sale, oltre alla Pinacoteca dei Vescovi, sono conservati manufatti di diverse epoche. Di rilevante importanza sono: una pisside in diaspro sanguigno rosso del secolo XIII, un dittico di scuola sulmonese in lamine d'argento dorato del secolo XIV, il camice di lino con ricami, la stola e il cappello del Beato Agostino Casotti (XIV secolo), il mantello di lana del francescano San Francesco Antonio Fasani (secolo XVII-XVIII), l'artistico armadio-cappella contenente l'altare in legno dorato appartenuto alla famiglia di mons. Freda (secolo XVIII-XIX).

---- Museo Emanuele Barba: a Gallipoli nasce nel 1823 a opera del canonico Carmine Fontò che rese pubblici i suoi libri. A queste prime donazioni se ne aggiunsero altre da parte di conventi Domenicani e Francescani. Dopo alcuni anni il Museo venne affidato a Emanuele Barba (filosofo, medico, docente) che istituì un "Gabinetto zoologico". Oggi nel museo sono presenti collezioni di armi, abiti, fossili. È esposta inoltre la collezione del pittore gallipolino Giovanni Andrea Coppola. Il museo comprende reperti archeologici, sarcofagi e vasi messapici con iscrizioni; ritratti di personaggi illustri di Gallipoli; una raccolta numismatica;

---- Museo diocesano Monsignor Aurelio Marena di Bitonto: creato tra il 1969 e il 1970, il museo è ospitato sui tre piani della curia vescovile di Bitonto. Si tratta del museo dell'arcidiocesi di Bari-Bitonto, che raccoglie i beni artistici della cattedrale di Bitonto. La collezione è composta soprattutto da tele ma anche da vasi di Sevres, arredi sacri e sculture datate dal XIII secolo fino al Novecento. La ricca collezione ospitata nel museo diocesano sarà a breve trasferita presso l'ex seminario vescovile annesso alla chiesa di Chiesa di San Francesco della Scarpa. La struttura, articolata su due livelli e dotata di un giardino pensile, ospiterà oltre 2500 pezzi e sarà il museo diocesano più grande del mezzogiorno.

---- Pinacoteca Provinciale di Bari: istituita nel 1928, era inizialmente ospitata nel locale Palazzo del Governo. Nel 1936 la sua sede fu trasferita nelle sale del Palazzo della Provincia, sul lungomare monumentale di Bari, dov'è tuttora custodito il suo ingente patrimonio artistico. Il materiale attualmente esposto comprende: una sezione medioevale; pittura pugliese tardo medioevale e di scuola napoletana alto medioevale; dipinti veneti del XV e XVI secolo provenienti da numerose chiese di tutta la Puglia; una sezione di dipinti di Corrado Giaquinto; un'importante raccolta di pittura napoletana e meridionale del XIX secolo; maiolica pugliese medioevale; presepi napoletani; capi d'abbigliamento antico; dipinti del XIX e XX secolo nonché opere d'arte contemporanea.

---- Pinacoteca De Nittis di Barletta: nella pinacoteca, ospitata presso il barocco Palazzo della Marra, è esposta la collezione permanente delle opere del celebre impressionista barlettano cui è dedicata. Periodicamente vi vengono organizzate mostre temporanee di livello internazionale, in genere relative ad artisti di fine Ottocento coevi di De Nittis.

---- Galleria nazionale di Bitonto: è la prima galleria nazionale della Puglia ed è considerato il più importante nel suo genere in città e uno dei più ammirati e prestigiosi della regione. È nato il 18 aprile 2009 e ha sede nel Palazzo Sylos-Calò di Bitonto, gioiello rinascimentale cittadino risalente alla prima metà del XVI secolo. La raccolta è frutto di una ricerca da parte dei fratelli collezionisti Girolamo e Rosaria De Vanna, cui il museo è intitolato, i quali nel 2004 donarono allo Stato gran parte della loro ricchissima collezione privata, formata da 229 dipinti e 108 disegni di importanti artisti italiani e stranieri, databili tra il XVI e i primi del XX secolo, chiedendo la sistemazione delle opere nel prestigioso e rinascimentale palazzo Sylos-Calò, sede attuale della galleria. Per quanto concerne l'arte contemporanea, sono presenti opere provenienti anche dagli Stati Uniti. Sono attualmente esposti 166 dipinti suddivisi in cinque sezioni.

---- Tesoro della Basilica del Santo Sepolcro di Barletta: comprende diverse oreficerie sacre, in parte provenienti dalla Palestina e databili ai primi decenni del XIII secolo; tra questi una croce patriarcale binata, contenente la reliquia della Santa Croce, portata a Barletta nel 1291 dal Patriarca di Gerusalemme Randulphus.

---- Museo civico di Lizzano: il Museo civico della paleontologia e dell'uomo, ha sede nel centro storico, nel Palazzo Majorano, un tipico palazzo dei signorotti locali dell'Ottocento. Il museo raccoglie importanti reperti a partire da 600 milioni di anni fa, provenienti da tutto il mondo e fossili ritrovati nel territorio di Lizzano o della regione. Un'ampia sezione è dedicata all'archeologia con l'esposizione di vari reperti risalenti al periodo della Magna Grecia, al Neolitico e prossimamente all'esposizione di reperti risalenti all'età del Bronzo, all'età Romana e a quelle medioevale. Nel museo sono esposti vari attrezzi da lavoro e oggetti di uso domestico tradizionali, come l'antico telaio ancora funzionante e corredato di accessori. Notevole "lu traìnu", carro trainato da cavallo o mulo per il trasporto, importante come valore documentario soprattutto per le nuove generazioni. Ci sono ampie sezioni dedicate alle culture dell'Africa, dell'Oceania e all'arte contemporanea.

 

Teatro

La Puglia possiede un panorama teatrale interessante e in continua crescita.

Accanto ad una solida tradizione vernacolare (radicata soprattutto a Bari e nella sua provincia) sono sorte in tempi più recenti numerose formazioni sperimentali, circolate nuove idee ed emersi nuovi interpreti, i quali hanno attratto l'interesse di compagnie teatrali nazionali: è nato così un teatro fruibile anche al di fuori dei confini pugliesi. Il territorio regionale vive dunque un processo dinamico e in continua trasformazione, la cui portata è difficile da quantificare e non troppo dissimile dal momento di fioritura che il cinema sta vivendo in Puglia, anche se certamente con meno incentivi da parte dello Stato e minor interesse da parte del pubblico.

La Puglia è una delle poche regioni italiane non dotata di alcun teatro stabile, lacuna non indifferente e che senz'altro frena la crescita del settore.

L'unico ente che disciplina e gestisce gli spettacoli dal vivo nella regione è il Teatro Pubblico Pugliese, attivo dai tardi anni 2000 e responsabile di gran parte dei finanziamenti destinati al settore: tra i suoi progetti più interessanti citiamo a titolo d'esempio Teatri Abitati, grazie al quale 12 compagnie teatrali sono riuscite ad ottenere uno spazio scenico prima inutilizzato e abbandonato per adibirlo a loro teatro.

La Puglia è dotata inoltre di alcuni spazi scenici di prim'ordine, le cui potenzialità non sono sempre sfruttate pienamente, basti ad esempio pensare:

- al Teatro Petruzzelli (il più grande teatro privato d'Europa, restaurato nel 2008 dopo il tragico incendio del 1991);

- al Teatro Giordano di Foggia (recentemente restaurato e riattivato il 13/12/2014);

- al Teatro Piccinni;

- al Teatro Margherita;

- al Teatro Team a Bari;

- al Teatro Traetta di Bitonto;

- al Teatro Curci a Barletta;

- al Teatro Verdi di San Severo;

- al Teatro Politeama Greco a Lecce.

Da ricordare infine il teatro Lembo di Canosa di Puglia dove durante una ristrutturazione è stato trovato un sito archeologico di epoca romana.

Tra le compagnie più attive sul territorio nazionale oltre che regionale ricordiamo Teatro dei Borgia (l'ex Compagnia delle Formiche) e il Teatro Minimo.

Sul territorio regionale esiste un solo centro stabile di formazione riconosciuto per attori e registi: l'accademia teatrale ITACA, con sede a Corato (nella città metropolitana di Bari) e diretta dal regista teatrale Gianpiero Borgia. Il palcoscenico ufficiale della scuola d'arte drammatica triennale è il teatro "La Tana", avente sede nel Castello di Barletta e dotata di propria stagione teatrale. Nel 2011 l'accademia figlia del Teatro dei Borgia ha compiuto i suoi primi dieci anni di vita.

 

Letteratura

In epoca latina la vicinanza geografica e culturale della Puglia alla Grecia, fecero sì che diventasse un territorio di importanti uomini di cultura e terra di passaggio di tutti gli studiosi romani che si recavano nell'antico Paese ellenico per approfondire i propri studi.

Livio Andronico, poeta, drammaturgo e attore teatrale tarantino, tradusse in versi saturni l'Odissea di Omero, e fece rappresentare a Roma nel 240 a.C. un dramma teatrale che è tradizionalmente considerato la prima opera letteraria scritta in lingua latina.

Quinto Ennio, pugliese di Rudiae, è stato un poeta, drammaturgo latino, considerato fra i padri della letteratura latina. Scrisse opere teatrali, un poema epico centrale nella cultura latina (gli Annales) e altre opere di vario genere.

Il brindisino Marco Pacuvio è stato un importante drammaturgo e poeta. Nato in area culturale greco-osca e nipote di Quinto Ennio, si trasferì giovane a Roma, dove intraprese a lungo l'attività di pittore (nel I secolo a.C. era ancora integro un suo dipinto nel tempio di Ercole) e di poeta, frequentando il Circolo degli Scipioni.

La posizione della regione è stata, invece, un punto di debolezza durante il Medioevo, a causa di un feudalesimo non sviluppato e dipendente da sovrani e capitali lontani.

Nel caso specifico la cultura pugliese è stata spesso riflesso della più fortunata cultura napoletana. Capitale del Meridione, la città partenopea, ospitava l'unica Università del sud Italia e rappresentava tappa obbligatoria per gli intellettuali pugliesi.

Numerosissimi sono stati i casi di intellettuali che sono partiti per luoghi culturalmente più dinamici e che non hanno fatto più ritorno nella terra d'origine, contribuendo alle attività di città come Roma, Venezia, Torino.

La mancanza di una corte, come avvenne in altre zone d'Italia, ha ridotto la vita culturale pugliese. Lodevoli eccezioni sono state la corte normanna di Federico II, il "puer Apuliae", nel XIII secolo; la corti degli Orsini Del Balzo nell'alto Salento, quella di Isabella d'Aragona e di Bona Sforza a Bari; quella degli Acquaviva a Conversano e Nardò tra il XV secolo e XVI secolo. Questi centri, insieme a centri ecclesiastici e mercantili hanno sviluppato importanti forme culturali e di innovazione capaci di dare impulso alla letteratura.

Nel corso del XVIII secolo gli intellettuali pugliesi, a differenza di quanto avvenuto a Napoli e a Milano non si sono fatti conquistare dai principi dell'Illuminismo. Un impulso in questo senso è tuttavia dato da Ferrante de Gemmis, nobile letterato, che coglie gli insegnamenti dell'amico Antonio Genovesi e fonda un'Accademia Illuminista, a Terlizzi nel 1760 circa. Quando la Borghesia prende coscienza di sé, nel XIX secolo si sviluppa un'attiva cultura scientifica, giuridica, economica e amministrativa.

Nel frattempo si diffonde, in conseguenza dell'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia, come nel resto del Mezzogiorno il fenomeno del brigantaggio, grazie al quale avrà origine la cosiddetta letteratura meridionalista.

Questa filone culturale, si caratterizzerà in riviste come la "Rassegna Pugliese" di Valdemaro Vecchi, e sarà il punto di partenza per lo sviluppo di un'importante editoria, la Laterza.

Il XX secolo è segnato da una profonda riflessione meridionalista e da un sentito antifascismo, esempio lampante è stato Tommaso Fiore, meridionalista convinto di parte socialista, lottò sempre per le autonomie e per il federalismo meridionalista, fu guida di un gruppo di giovani intellettuali e si occupò delle condizioni del Mezzogiorno e, in particolare, di quelle dei contadini.

Sicuramente tra i massimi esponenti della cultura ritroviamo Carmelo Bene, per il contributo che ha dato all'arte drammatica italiana come attore, drammaturgo e regista. È stato stimato anche come filosofo, intellettuale, poeta e uomo di spettacolo.

Dei nostri giorni i successi editoriali di Gianrico Carofiglio, magistrato e senatore barese, che usa Bari come scenario di avvincenti romanzi.

 

Architettura e urbanistica

Da un punto di vista urbanistico, la Puglia si caratterizza, rispetto al resto d'Italia, per la presenza di un numero di comuni ridotto, di dimensioni demografiche e territoriali medio-grandi, salvo che nel Salento.

I comuni pugliesi hanno mantenuto la loro struttura medievale inalterata fino al XIX secolo quando i borghi, ancora chiusi nelle loro mura e torri, cominciano a espandersi. Questa situazione si verificò per due ordini di ragioni: le necessità di difesa delle città vennero meno e nello stesso tempo si registrò un aumento di popolazione che non poteva essere contenuta negli antichi borghi. In epoca moderna, la regione ha visto trasformare le sue città con alcuni esempi del periodo liberty, e le costruzioni di numerose strutture pubbliche nel periodo fascista.

 

Musica

Come in gran parte dell'Italia meridionale la tradizione musicale pugliese si lega strettamente a quella coreutica. Dal nord al sud della regione in passato erano diffuse danze popolari dette usualmente tarantelle, alle quali corrispondevano melodie musicali in tempo veloce. Della tradizione della tarantella pugliese resta molto attiva la scuola musicale di Carpino, piccolo centro del Gargano. La musica, probabilmente influenzata dalla cultura araba o slava, corre sul quarto di tono ed è accompagnata con la voce, la chitarra battente, la chitarra francese, le castagnole e il tamburo.

Di particolare interesse antropologico è la pizzica (o taranta), una particolare danza popolare diffusa nel Salento e nel tarantino, che si balla in coppia tra individui non necessariamente di sesso opposto. Un tempo, oltre che nelle occasioni di festa, essa veniva eseguita per giorni nell'ambito dei riti di guarigione delle tarantate, ossia delle donne che si credeva fossero state morse dalla tarantola. Gli studi compiuti dall'etnologo Ernesto de Martino, e confluiti nel fondamentale saggio La terra del rimorso (1959), hanno indagato il fenomeno del tarantismo mostrandone i nessi con l'isteria, l'epilessia, la depressione. Sebbene il fenomeno del tarantismo possa ritenersi ormai estinto, la musica che lo accompagna negli ultimi anni è stata oggetto di una straordinaria riscoperta che ha travalicato i confini regionali e che annualmente culmina nell'affollatissima Notte della Taranta di Melpignano.

Un grande compositore e cantante pugliese conosciuto in tutto il mondo è stato Matteo Salvatore, i suoi generi erano il folk, la musica popolare ed era un grande interprete dei canti tradizionali del Gargano.

Importante è sottolineare il rapporto del cantautore Lucio Dalla con la regione pugliese. Il cantautore, infatti, visse per diversi anni nella città di Manfredonia dove nacque la sua grande passione per il mare e per la Puglia tanto da battersi contro le trivellazioni al largo delle coste pugliesi delle Tremiti.

 

Cucina

Si troveranno tutte le verdure di stagione, dalla cima di rapa al cavolo verde, al cardo, ai peperoni, alle melanzane, ai carciofi, tutti i legumi, dai fagioli alle lenticchie alle cicerchie, alle fave di Carpino, alla Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti e tutti i prodotti del mare, in particolare dell'Adriatico e del Golfo di Taranto; questi ultimi hanno una particolare caratteristica che li distingue, in conseguenza della particolare acqua che si rinviene nel Mar piccolo, e dalle polle di acqua dolce (chiamati citri) che si scaricano in mare, e che servono ad attutire il salmastro, ma non ad alterarne il profumo. Peraltro, anche se vi sono dei piatti comuni, le ricette variano da provincia a provincia, e talvolta, da città a città, così per esempio le ricette tipiche delle province di Bari, Brindisi e Taranto, adagiate sul mare, non sono uguali a quelle praticate nella provincia di Foggia, più collinosa, e di Lecce, più terragna.

Tante sono le ricette che presenta questa cucina, che ha poi una particolarità che la distingue dalle altre, di offrire piatti diversi in relazione alle diverse stagioni, così che durante le stagioni più miti, cioè in primavera e in estate, viene data preferenza alle verdure e al pesce, mentre nelle altre predominano i legumi, la pasta fatta in casa condita con vari sughi, da sola o combinata alle verdure o al pesce.

Il piatto più tipico è quello delle "Orecchiette al ragù di carne", la cui ricetta è ormai diffusa in tutti i ricettari, ma non sono meno conosciute le "Orecchiette con le cime di rapa", la "cicoria con la purea di fave", e quelle che ricollegano il territorio al Mediterraneo, come i "Cavatelli con le cozze", il "Risotto ai frutti di mare", il "Polpo alla griglia" o il riso al forno alla barese chiamato pure riso, patate e cozze. Tra i piatti tipici del Salento vi sono i "municeddhi", gli involtini con interiora di agnello (variamente denominati e presenti anche nel foggiano col nome di "torcinelli"), i "ciceri e tria" e i "pezzetti di cavallo" al sugo.

Città simbolo della variegata cultura gastronomica pugliese è senz'altro Ceglie Messapica, che con i suoi diversi ristoranti stellati presenti nelle più importanti guide del settore, la scuola internazionale di gastronomia, ed un territorio ricco di oltre 100 biodiversità tipiche in campo alimentare, si pone come capitale gastronomica pugliese nota in campo nazionale e internazionale.

Per quanto riguarda la carne, famosa è quella della Valle d'Itria, in particolare dei centri di Martina Franca (con l'unico esempio di norcineria pugliese), dove si produce il tipico capocollo, Cisternino e Crispiano e un tipo di salsiccia denominata "zampina" tipica di Sammichele di Bari.

I prodotti D.O.P. pugliesi includono:

- gli agrumi arancia del Gargano, limone femminiello del Gargano e clementine del Golfo di Taranto;

- la Bella della Daunia (detta anche Bella di Cerignola);

- l'olio d'oliva nelle denominazioni Dauno, Terra di Bari, Collina di Brindisi, Terre Tarentine e Terra d'Otranto;

- il pane di Altamura;

- il caciocavallo silano e il canestrato pugliese.

Numerosi sono anche i vini pugliesi D.O.C., D.O.C.G. e I.G.T.:

- Vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita:

---- Primitivo di Manduria dolce naturale (rosso), prodotto nelle province di Brindisi e Taranto e nella provincia di Barletta-Andria-Trani;

---- Castel del Monte Nero di Troia riserva;

---- Castel del Monte Rosso riserva;

---- Castel del Monte Bombino Nero;

- Vini a Denominazione di Origine Controllata:

---- Aleatico di Puglia (dolce naturale, liquoroso e riserva) prodotto in tutta la regione;

---- Alezio (riserva, rosato, rosso) prodotto nella provincia di Lecce;

---- Brindisi rosso prodotto nella provincia di Brindisi:

-------- Brindisi rosso riserva;

---- Cacc'e mmitte di Lucera prodotto nella provincia di Foggia;

---- D.O.C. Castel del Monte (Bianco da Pinot Nero, Bombino Nero, Cabernet, Chardonnay, Pinot Bianco, Pinot Nero, Sauvignon, Uva di Troia, Aglianico frizzante, Aglianico rosato, Aglianico rosso, Aglianico rosso riserva, Bianco frizzante, Bombino Bianco, Bombino Bianco frizzante, Cabernet riserva, Chardonnay frizzante, novello, Pinot Bianco frizzante, |rosato) prodotto nella provincia di Barletta-Andria-Trani;

---- Copertino (rosato, rosso, rosso riserva) prodotto nella provincia di Lecce;

---- Galatina prodotto nella provincia di Lecce;

---- Gioia del Colle prodotto nella provincia di Bari:

-------- Gioia del Colle Aleatico dolce;

-------- Gioia del Colle Aleatico dolce riserva;

-------- Gioia del Colle Aleatico liquoroso dolce;

-------- Gioia del Colle Aleatico liquoroso dolce riserva;

-------- Gioia del Colle bianco;

-------- Gioia del Colle Primitivo riserva;

-------- Gioia del Colle rosato;

---- Gravina prodotto nella provincia di Bari:

-------- Gravina spumante;

---- Leverano prodotto nella provincia di Lecce:

-------- Leverano novello;

-------- Leverano rosso riserva;

-------- Leverano Vendemmia Tardiva;

---- Lizzano (Rosso nelle tipologie Primitivo di Manduria, normale, Frizzante, Giovane, Malvasia Nera, Malvasia Nera Superiore, Negroamaro; Rosato nelle tipologie normale, Frizzante, Giovane, Spumante, Negroamaro; Bianco nelle tipologie normale, Frizzante, Spumante) prodotto nella provincia di Taranto:

-------- Lizzano Negroamaro rosso superiore;

---- Locorotondo prodotto nelle province di Bari e Brindisi;

---- Martina o Martina Franca (normale e spumante) prodotto nelle province di Bari, Brindisi e Taranto;

---- Matino prodotto nella provincia di Lecce;

---- Moscato di Trani prodotto nelle provincia di Barletta-Andria-Trani;

---- Nardò prodotto nella provincia di Lecce;

---- Orta Nova prodotto nella provincia di Foggia;

---- Ostuni (Bianco, Ottavianello) prodotto nella provincia di Brindisi;

---- Primitivo di Manduria (normale, liquoroso dolce naturale e liquoroso secco) prodotto nelle province di Brindisi e Taranto;

---- Rosso Barletta prodotto nelle provincia di Barletta-Andria-Trani;

---- Rosso Canosa prodotto nella provincia di Barletta-Andria-Trani;

---- Rosso di Cerignola prodotto nella provincia di Foggia;

---- Rosso di Cerignola riserva prodotto nella provincia di Foggia;

---- Salice Salentino prodotto nella province di Brindisi e Lecce:

-------- Salice Salentino Aleatico;

-------- Salice Salentino Aleatico liquoroso;

-------- Salice Salentino Aleatico liquoroso riserva;

-------- Salice Salentino Aleatico riserva;

-------- Salice Salentino novello;

-------- Salice Salentino Pinot Bianco;

-------- Salice Salentino riserva;

-------- Salice Salentino rosso;

-------- Salice Salentino rosso riserva;

---- San Severo (San Severo bianco, San Severo bianco spumante, San Severo rosso o rosato prodotto nella provincia di Foggia);

---- Squinzano prodotto nelle province di Brindisi e Lecce:

-------- Squinzano rosato;

-------- Squinzano rosso riserva;

- Vini ad Indicazione Geografica Tipica:

---- Daunia (Bianco nelle tipologie normale Frizzante e Passito; Rosato nelle tipologie normale e Frizzante; Rosso nelle tipologie normale, Frizzante, Passito e Novello) prodotto nella provincia di Foggia;

---- Murgia (Bianco nelle tipologie normale Frizzante e Passito; Rosato nelle tipologie normale e Frizzante; Rosso nelle tipologie normale, Frizzante, Passito e Novello) prodotto nella provincia di Bari;

---- Puglia (Bianco nelle tipologie normale Frizzante e Passito; Rosato nelle tipologie normale e Frizzante; Rosso nelle tipologie normale, Frizzante, Passito e Novello) prodotto nell'intero territorio della regione Puglia;

---- Salento (Bianco nelle tipologie normale Frizzante e Passito; Rosato nelle tipologie normale e Frizzante; Rosso nelle tipologie normale, Frizzante, Passito e Novello) prodotto nelle province di Brindisi, Lecce e Taranto;

---- Tarantino (Bianco nelle tipologie normale Frizzante e Passito; Rosato nelle tipologie normale e Frizzante; Rosso nelle tipologie normale, Frizzante, Passito e Novello) prodotto nella provincia di Taranto;

---- Valle d'Itria (Bianco nelle tipologie normale Frizzante e Passito; Rosato nelle tipologie normale e Frizzante; Rosso nelle tipologie normale, Frizzante, Passito e Novello) prodotto nelle province di Bari, Brindisi e Taranto;

 

Eventi

Festival e manifestazioni

- Bari International Film Festival a Bari (febbraio-marzo): è il festival internazionale del cinema e della cultura cinematografica di Bari. Nato nel 2009, è oggi promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e patrocinato dal Presidente della Repubblica Italiana. Ha ospitato un buon numero di anteprime nazionali, premiato parecchi artisti italiani ed è solitamente accompagnato da iniziative culturali parallele per tutta la settimana dedicata all'evento. La direzione artistica è affidata a Felice Laudadio; il presidente della manifestazione è invece il regista Ettore Scola.

- Festival del Cinema Europeo a Lecce (aprile): è un susseguirsi di proiezioni nell'arco di una settimana, fino ad arrivare alla serata di consegna dell'Ulivo d'oro ad attori e registi internazionali del grande schermo.

- Festival della Valle d'Itria a Martina Franca (luglio-agosto): è un festival lirico, nato nel 1975, che propone titoli inediti e programmi di raro ascolto. Il programma prevede, nell'arco di tre settimane, opere riscoperte e rivelate, capolavori dimenticati del ricco patrimonio operistico italiano ed europeo, interpretazioni musicali celebri, affermazioni di giovani cantanti ed esibizioni di importanti interpreti.

- Carpino Folk Festival a Carpino (prima decade di agosto): è il festival della musica popolare e delle sue contaminazioni nato in omaggio alla musica popolare di Andrea Sacco e dei Cantori di Carpino.

- Tralcio d'oro a Mariotto, frazione di Bitonto (luglio-agosto): è minifestival canoro a cui partecipano concorrenti di età compresa tra i sei e i tredici anni, che conobbe la sua prima edizione nel lontano 1974 e in quegli anni ci furono altre due edizioni, nel 1975 e nel 1977. Dopo una sosta durata quindici anni, fu ripreso nel 1993 e da allora non ha conosciuto altre interruzioni. Nato senza pretese, con lo scopo di promuovere, attraverso il canto e la musica, l'uva prodotta nella frazione bitontina e di contribuire allo sviluppo turistico della zona, oggi è diventato un concorso per bambini di interesse nazionale.

- Notte della Taranta nei comuni della Grecìa Salentina (agosto): è un festival di musica popolare salentina, dove la pizzica tradizionale e quella rivisitata incontrano le musiche tradizionali nazionali e internazionali. Consiste in un tour per i paesi della Grecìa Salentina e per altri comuni del Salento, che si conclude con il concertone finale a Melpignano che dura fino alle prime luci del mattino.

- De Finibus Vocis a Tricase (agosto): il De Finibus Vocis è un concorso canoro nazionale annuale promosso dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca che si prefigge di dare spazio ai giovani talenti che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo.

- Salento International Film Festival a Tricase (agosto): è un festival cinematografico del cinema indipendente, organizzato dall'associazione CineSalento. Si articola nelle tre sezioni: "Lungometraggi world cinema", "Documentari", "Cortometraggi".

- Murgia International Film Festival a Gravina in Puglia (settembre): è un festival cinematografico dedicato ai cortometraggi, organizzato dall'associazione ViagrA'. La sua prima edizione risale al 2006. Nell'edizione 2010 (nel Castello Federiciano di Gravina) si articola nelle sezioni: "Potere","Cortolibero, "Documentari", "Videoclip","Fuoriconcorso" e "Omaggio alla Spagna".

- Castel dei Mondi ad Andria (agosto-settembre): è un festival internazionale che presenta un'anteprima a luglio ed è interamente dedicato al teatro. Per più di una settimana, nella dimora federiciana di Castel del Monte e in vari monumenti e piazze del centro storico di Andria, si svolgono spettacoli di ogni tipo e in contemporanea tra loro.

- I Dialoghi di Trani a Trani (giugno): è un festival letterario in cui si siedono intorno a un tavolo, nel castello svevo della città, persone di diverso orientamento e di diversa provenienza. Esse si confrontano intorno al libro, riguardo alla società che esso rappresenta in ogni sua problematica, per riflettere proprio sul rapporto tra cultura e società.

- Città del Libro a Campi Salentina (ultima settimana di novembre): è un festival letterario: la rassegna nazionale degli autori e degli editori presenta una nutrita esposizione della grande e media editoria italiana e si propone come occasione per riflettere sulle sfide dei nostri tempi, utilizzando le formule consuete dell'incontro con l'autore, il cinema e il teatro, nonché tavole rotonde, mostre, laboratori e concorsi. Forte è il coinvolgimento del pubblico e in particolare delle scuole.

- Alba dei Popoli a Otranto (dicembre): è una rassegna di arti, culture, ambiente, musica e spettacoli e si svolge nell'ambito dell'Otranto Festival.

- Alterfesta a Cisternino (agosto): è un festival musicale organizzato dal circolo Arci "Alter", con ospiti del panorama nazionale e internazionale.

- Premio "Leonardo Azzarita" (maggio-giugno di ogni anno): organizzato dall'associazione senza fini di lucro dedicata al giornalista molfettese.

- Disfida di Barletta a Barletta (settembre): rievocazione della Storica battaglia tra Italiani e Francesi avvenuta il 13 febbraio 1503.

 

Premi

- Premio Barocco a Gallipoli (giugno): è un riconoscimento d'eccellenza a personaggi dello spettacolo, della cultura, dell'arte, della scienza e dello sport che si sono particolarmente distinti rendendo grande il nome dell'Italia nel mondo.

- Premio Rodolfo Valentino a Lecce (luglio): è un riconoscimento alla carriera dei protagonisti del cinema internazionale intitolato al celebre divo del cinema muto, nato a Castellaneta. La cerimonia di consegna del premio, istituito nel 1972, dal 2004 si svolge a Lecce come tra 1972 e 1980 (nel 1977 si è svolto a Bari).

- Premio Zeus a Ugento (settembre): è un riconoscimento pubblico a coloro che si distinguono nel campo dell'archeologia. Le sezioni del Premio sono:Giovani laureati in Archeologia in Italia e all'estero; Premio alla carriera; Innovazione e Tecnologia; Restauro Archeologico; Investimenti in Ricerca e Missione all'estero.

 

Fiere

- Fiera del Levante a Bari: è per importanza la seconda fiera d'Italia (dopo quella di Milano) e una delle principali fiere di tutto il bacino del Mediterraneo, nata nel 1929 per iniziativa del comune, dell'amministrazione provinciale e della camera di commercio. Riprende la tradizione delle antiche "Fiere Nicolaiane" tenute dal 1100 al 1850 accanto alla basilica di San Nicola.

La fiera campionaria, la più grande d'Europa, con oltre settecentomila visitatori e più di duemila espositori, si tiene a settembre di ogni anno in un'apposita area di circa 300.000 metri quadrati, è volta a favorire gli scambi tra Oriente e Occidente, di cui Bari costituisce, per tradizione millenaria, il più favorevole punto d'incontro. Durante l'anno si tengono tantissime fiere specializzate nei settori del turismo, dell'agricoltura, dell'alimentazione, dell'edilizia, della moda e di tanti comparti merceologici minori.

- Fiera dell'Agricoltura di Foggia a Foggia: è per importanza la seconda fiera della Puglia: si tiene in aprile, ma il recinto fieristico ospita durante l'anno anche altre fiere, come la Campionaria in ottobre e altre manifestazioni specializzate (vini, carni ecc...).

- SNIM Salone Nautico di Puglia a Brindisi: in pochi anni questo evento fieristico è divenuto un punto di riferimento nel Mediterraneo Orientale occupandosi non solo d nautica da diporto e di turismo nautico ma anche di promozione del territorio e di turismo sostenibile. Si tiene in primavera in genere tra aprile e maggio.

- Fiera D'Aprile ad Andria: si tiene dal 1438. Celebra il ritrovamento delle ossa di San Riccardo da parte di Francesco II Del Balzo, Duca di Andria. Il Duca istituì la fiera dal 23 al 30 aprile di ogni anno.

- Fiera Nazionale dell'Ascensione a Francavilla Fontana (maggio): è il terzo polo fieristico regionale e tratta principalmente i temi dell'agricoltura, dell'artigianato, dell'industria e del commercio. Fu riorganizzata nel 1930 su iniziativa del Podestà Pompeo Pisciotta.

- Fiera di San Giorgio a Gravina in Puglia (aprile): è una fiera importante per l'agricoltura, artigianato, zootecnia, enogastronomia e prodotti tipici. Si tiene tradizionalmente dall'epoca Angioina, dal 1294 rappresenta la più antica fiera d'Italia ed Europa.

- Fiera Campionaria a Galatina (giugno): è una grande vetrina espositiva (58 edizioni) per il commercio, l'industria e l'artigianato, finalizzata alla valorizzazione dei prodotti locali.

- Fiera di San Leone a Bitonto (aprile): è una fiera tradizionale di importanza storica. Risale infatti all'XI secolo e fu molto rinomata, tanto da essere citata da Giovanni Boccaccio nel suo Decameron. Dopo un lungo periodo di crisi, sta tornando a fiorire. Nata come fiera del bestiame, tratta oggi tutti i tipi di prodotti.

- Fiera Pessima a Manduria (marzo): è una fiera campionaria generale che tratta della produzione agroalimentare, dell'artigianato, del commercio, del tempo libero e dei servizi.

- Fiera di San Cosimo a Oria (maggio): presso il santuario di San Cosimo alla Macchia. È una fiera campionaria che tratta i temi della produzione alimentare, dell'agricoltura e altri servizi.

- Mercatino del Gusto a Maglie (luglio-agosto): è un percorso enogastronomico per le strade, le piazze, le corti e i giardini della città. La fiera gode anche della collaborazione di Slow Food, che porta al Mercatino I Presidi del Gusto di Puglia.

- Fiera di San Pasquale a Lizzano: è un'importante fiera riguardante l'artigianato, l'agricoltura, l'enogastronomia e le tradizioni. Si svolge fin dalla metà del settecento nelle vie del paese il 17 e 18 maggio.

- Fiera di Sava a Sava: presso l'area mercatale del popoloso centro tarantino. È una fiera che tratta molti temi tra cui agricoltura, artigianato, commercio e molti altri servizi.

- Fiera dei Santi Medici a Bitonto (ottobre): di dimensioni notevoli, la fiera che si svolge nella terza domenica di ottobre in occasione della festa esterna dedicata ai Santi Medici Cosma e Damiano, protraendosi anche durante il lunedì e la domenica successivi, occupa tutte le strade nei pressi della Basilica dedicata ai Santi, fulcro dello svolgimento della tradizionale festa.

 

Voci correlate

- Regioni d'Italia;

- Italia;

- Stato;

- Ente pubblico;

- Daunia;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.