Cultura & Informazione da...

Associazione culturale

Idee & Sapori

P.IVA e Cod.fisc.:

04 87 64 90 28 7

 

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pec: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Contatti

Presidente: Bartolomei Loris

Vice-Presidente: Zaupa Orietta

 

Informativa sulla Privacy
e sulla navigazione del sito

Cerca nel sito

Collaborazioni

Partnes istituzionali

 

 

AssoCuochi Treviso

 

 Il Guado dell'Antico Mulino

 

Loco card

 

Progetti e partecipazioni

 

Comunità dei

Bisicoltori Veneti

 

 Tavolo di coordinamento

dei Prodotti tipici

della Provincia di Padova

 

Tesseramento

 

 

Promozione eventi

Aiutaci a crescere,

clicca Mi Piace ...

 

Promozione eventi:

 

 

Regione: Marche

 

Descrizione

Le Marche sono una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia Centrale di 1.600.000 abitanti circa, con capoluogo Ancona.

Confinano con l'Emilia-Romagna (provincia di Rimini), la Repubblica di San Marino, la Toscana (provincia di Arezzo), l'Umbria (provincia di Perugia), il Lazio (provincia di Rieti), l'Abruzzo (provincia di Teramo) e il Mar Adriatico.

 

Territorio

- Coordinate del capoluogo: 43°37′00″N - 13°31′00″E;

- Altitudine: 343 m s.l.m.;

- Superficie: 9 401,38 km²;

- Abitanti: 1.550.858 (31-05-2014);

- Densità: 164,96 ab./km²;

- Province: Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Macerata, Pesaro e Urbino;

- Comuni: 236;

- Regioni confinanti: Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Toscana, Umbria;

- Lingue: italiano;

- Fuso orario: UTC+1;

- ISO 3166-2: IT-57;

- Codice ISTAT: 11;

- Nome abitanti: marchigiani.

 

Geografia fisica

Le Marche sono collocate sul versante del medio Adriatico e occupano circa 9.365,86 km² di territorio italiano che si estende tra il fiume Conca a nord e il Tronto a sud; a ovest la regione è limitata dall'Appennino. Essa presenta una forma caratteristica di pentagono irregolare e si sviluppa perlopiù longitudinalmente da nord-ovest a sud-est. Una zona montuosa è formata dall'Appennino umbro-marchigiano.

Le Marche sono una delle regioni più collinari d'Italia: le colline comprendono il 69% del territorio (6.462,90 km²). Il 31% (2.902,96 km²) è invece montuoso. Le pianure, non rilevabili percentualmente, sono limitate ad una stretta fascia costiera e alla parte delle valli più vicine alla foce dei fiumi.

L'Appennino che attraversa le Marche è chiamato umbro-marchigiano, e comprende quattro pieghe, o catene, incurvate e parallele, con la convessità diretta verso la costa. La prima catena è quella che fa da confine con l'Umbria; in essa si trova il Monte Catria (m 1.701). La seconda catena è quella del San Vicino e comprende il monte omonimo e la quinta maestosa dei Monti Sibillini, con il massimo rilievo regionale, il Monte Vettore (2.478 m). In queste prime due pieghe si trovano importanti complessi carsici, tra cui le notissime grotte di Frasassi. La terza piega è quella su cui sorge Cingoli, non a caso chiamato "il balcone delle Marche". L'ultima piega arriva a lambire il mare: è quella costituita da Monte Conero o Monte d'Ancona, che dà origine ad un promontorio posto a metà della costa marchigiana.

A nord del passo di Bocca Trabaria c'è un limitato, ma importante settore appartenente all'Appennino tosco-romagnolo.

Il gruppo montuoso più elevato della regione è la pittoresca catena dei Sibillini, a cavallo delle province di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata, in cui il già ricordato Monte Vettore (2.478 m), che divide con l'Umbria, padroneggia. Altri monti importanti della regione sono: Monte Nerone (1.526 m), Monte Catria (1.701 m), Monte San Vicino (1.479 m), Monte Rotondo (2.103 m), Monte Fema (1.575 m), Monte Priora (2.334 m), Monte Bove (2.143 m), Monte Sibilla (2.175 m), Monte Vallelunga (2.221 m), Monte Porche (2.335 m).

Il litorale, lungo 173 km, ha un andamento rettilineo, con lunghe spiagge sabbiose o ghiaiose. La costa bassa è interrotta però dal Monte San Bartolo, nei pressi di Pesaro e dal promontorio del Conero, che dà origine ad alte e spettacolari falesie calcaree e rappresenta il punto più alto della costa. Questo monte protegge a nord il Golfo di Ancona, nella cui parte più interna è situato il porto di Ancona. Guardando la carta regionale risulta evidente che il promontorio del Conero divide la costa marchigiana in due tratti con andamento diverso: quello settentrionale è orientato da nord-ovest a sud-est, il meridionale da nord-nord-ovest a sud-sud-est. Un'altra breve zona di costa alta è nei pressi di Grottammare; il colle dell'Ardizio, invece, a sud di Pesaro, pur essendo vicinissimo al mare, non lo tocca. Secondo il Ministero della Salute, il 98,2% della costa è balneabile.

I fiumi, dal carattere torrentizio, hanno un tipico andamento parallelo e formano quella struttura di valli che spesso è chiamata "a pettine". Caratteristica dei fiumi marchigiani è il fatto che essi nascono quasi tutti nella catena appenninica che fa da confine con l'Umbria e che dunque per giungere al mare devono attraversare la catena del Monte San Vicino con pittoresche gole come quella del Furlo, di Frasassi, della Rossa, di Pioraco, di Arquata. Il fiume più lungo è il Metauro, seguito dal Chienti e dal Tronto. Il centro di alcune città è attraversato dal corso di fiumi. Nei pressi della foce del fiume Foglia sorge Pesaro; il fiume Misa, prima di giungere al mare, attraversa Senigallia; il centro di Ascoli Piceno è circondato da due corsi d'acqua: il Tronto e il Castellano, che ivi confluiscono. Alcune foci di fiumi sono state utilizzate per ricavare dei porti canale (Pesaro, Fano e Senigallia).

I confini amministrativi coincidono in genere con quelli geografici, ma esistono alcune eccezioni:

- in provincia di Pesaro e Urbino le Marche si estendono a nord del confine naturale del bacino del Foglia. Questa rilevante eccezione è però meno vistosa che in passato, in seguito allo scorporo di sette comuni dell'Alta Valmarecchia (annessi all'Emilia-Romagna nel 2009);

- nella stessa provincia è situata l'enclave di Monte Ruperto del comune di Città di Castello;

- alla provincia di Macerata appartengono i comuni dell'Alta Valnerina, nel bacino del Tevere e dunque del versante tirrenico (Castelsantangelo sul Nera, Ussita, Visso);

- pur situata sul versante Adriatico, non appartiene alla provincia di Ascoli Piceno la conca altotruentina di Amatrice e Accumoli.

Il territorio è soggetto a terremoti: infatti, il 97,3% della regione, pari a 230 comuni, è stato classificato a rischio medio o alto.

 

Clima

Nella zona litoranea il clima è subcontinentale a nord di Ancona con sbalzi di temperatura da stagione a stagione: estati calde, ma rinfrescate dalla benevole brezza marina, inverni freddi (a Pesaro la temperatura media di gennaio è di 3,8°C) con regolari piogge di stagione. A sud di Ancona la subcontinentalità si attenua per lasciare posto a un clima sublitoraneo che assume caratteri più spiccatamente mediterranei nella Riviera delle Palme (a Grottammare la temperatura media di gennaio è di 7,6°C). Nelle zone montuose vi sono estati fresche e inverni rigidi con ampia possibilità di neve; l'inverno risulta altresì rigido nelle zone collinari interne dove si possono verificare basse temperature. Le Marche fu tra le regioni più colpite durante la nevicata del 2012.

 

Storia

Le Marche vissero un periodo di unità culturale nell'età del ferro, quando furono abitate per la quasi totale interezza dai Piceni, con gli importanti centri di Novilara (nei pressi di Pesaro), Ancona, Belmonte Piceno, Ascoli Piceno.

Nel IV secolo avanti Cristo, l'area settentrionale, fino al fiume Esino, venne invasa dai Galli Senoni, mentre i Greci di Siracusa fondarono la colonia di Ancona. La Regione visse allora un periodo di dualità culturale ma anche sociale ed economica, ancor oggi rintracciabile nei dialetti locali.

Dopo la battaglia del Sentino, nel 295 a.C., i Galli vennero sconfitti da una coalizione tra Romani e Piceni. Quando gli alleati romani divennero troppo invadenti, con la fondazione di colonie in territorio piceno (la più importante Firmum Picenum, odierna Fermo), i Piceni si ribellarono (Guerra sociale), vennero sconfitti e dopo entrarono nello stato romano. Due importanti strade collegavano le Marche a Roma: la Flaminia (che arrivava a Fano) e la Salaria (che arrivava a Porto d'Ascoli). Inoltre durante il periodo imperiale, Ancona venne scelta da Traiano come porto di Roma verso Oriente, come testimonia anche l'iscrizione dell'arco di Traiano di Ancona, nella quale il capoluogo marchigiano è chiamato accessum Italiae, cioè "ingresso d'Italia".

Come tutti i territori delle attuali regioni italiane, anche quello marchigiano ebbe nel periodo romano diverse variazioni amministrative. Sotto l'impero di Augusto il sud della regione faceva parte della Regio V - Picenum mentre la parte nord, detta Ager gallicus picenus, era compresa nella Regio VI - Umbria et ager gallicus, che comprendeva anche i territori orientali dell'attuale Umbria. Con la riorganizzazione amministrativa di Diocleziano tutto il territorio delle attuali Marche era riunito nella Flaminia et Picenum (che comprendeva anche la Romagna). Questa provincia venne suddivisa sotto l'impero di Teodosio I in due circoscrizioni: le Marche settentrionali, dette Picenum Annonarium, formarono con la Romagna la Flaminia et Picenum Annonarium, mentre il sud della regione costituì il Picenum Suburbicarium. Alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, le Marche, dopo aver fatto parte del regno di Odoacre, come il resto d'Italia, entrarono nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente, mentre il vecchio nome, "Piceno", si perde.

Nel Medioevo, in seguito alla invasione dei longobardi il territorio regionale si ritrovò spezzato, da una parte le città costiere del nord della regione fino ad Ancona, costituì la Pentapoli, sotto la giurisdizione dell'Impero Romano d'Oriente, il sud delle regione, e la parte nord dell'Abruzzo (odierne province di Macerata, Fermo, Ascoli, Teramo e Pescara) furono conquistati dai longobardi che istituirono la Marca fermana che confinava ad ovest con il Ducato di Spoleto e a sud con il Ducato di Benevento, anch'essi di istituzione longobarda. La presenza dei longobardi ha lasciato notevoli vestigia, come ad esempio la necropoli a Castel Trosino sulla via Salaria.

Successivamente l'intero territorio regionale viene unificato e acquista il nome di Marca di Ancona, chiamata anche Marca Guarnierii, Marca Anconitana e Fermana oppure "Marca Anconitana olim Picenum". Il termine marca, o meglio "marka", introdotto dai Longobardi, deriva dal germanico e significa "territori di confine" del Sacro Romano Impero. Il governatore inizialmente aveva sede ad Ancona, poi, quando questa città si svincolò dal controllo dello Stato della Chiesa, si spostò a Fermo che era per importanza politica la seconda città della regione.

Abbiamo un quadro molto chiaro della situazione regionale nel XIV secolo grazie alle Costituzioni egidiane, che servono ad identificare i confini della Marca, in pratica coincidenti con quelli attuali; si elencano anche le cinque città maggiori (Urbino, Ancona, Camerino, Fermo, Ascoli) e le città grandi (tra cui Pesaro, Fano, Fabriano, Jesi, Recanati, Macerata).

In epoca comunale fiorirono i comuni di Pesaro, Fano, Ancona, Jesi, Fermo e Ascoli Piceno. In particolare Ancona ebbe momenti di splendore artistico e culturale grazie ai suoi rapporti marittimi con l'Oriente; è infatti una delle repubbliche marinare il cui stemma non compare nella bandiera della marina militare. Nel Rinascimento celebre in tutta Europa è il ducato di Urbino, che fu un vero e proprio faro dell'arte e della cultura italiana. Altre città importanti economicamente e culturalmente nel periodo delle signorie sono state quella di Camerino, Fano, Pesaro, Senigallia, Fabriano, San Severino Marche. Ancona, invece, alla pari con le altre città marinare italiane, mantenne il suo regime repubblicano.

Tra la metà del Cinquecento e i primi decenni del Seicento le città marchigiane entrarono nello Stato della Chiesa, che, come tutti gli stati regionali italiani, annullò le entità politiche più piccole. Seguì un periodo di recessione, condiviso da gran parte d'Italia, rischiarato solo dal pontificato di Clemente XII che nel Settecento tracciò la strada oggi detta Vallesina e diede respiro all'economia regionale dichiarando Ancona porto franco.

Con l'arrivo delle truppe francesi le Marche si diedero ordinamento repubblicano costituendosi in Repubblica Anconitana, poi assorbita dalla Repubblica Romana. Durante il periodo risorgimentale le Marche parteciparono alle lotte per l'unificazione con i moti di Macerata e con l'eroica resistenza di Ancona durante l'assedio austriaco del 1849, in contemporanea con Roma e Venezia. La battaglia finale dell'unificazione italiana si combatté nelle Marche: fu la celebre battaglia di Castelfidardo, che permise l'unione dei territori conquistati da Garibaldi al sud con quelli redenti da Vittorio Emanuele II al nord. Con l'annessione all'Italia, la regione venne denominata Marche, al plurale, in quanto la pluralità è la caratteristica che la contraddistingue.

Nella storia più recente si ricorda la settimana rossa, la rivolta dei Bersaglieri, e la partecipazione alla Resistenza, partecipazione massiccia e popolare tra le più forti d'Italia.

 

Variazioni territoriali

Fino al 2009 la regione includeva il territorio dell'alta valle del fiume Marecchia, già parte del Ducato di Urbino e la cui appartenenza alla delegazione di Urbino e Pesaro fu confermata da Pio VII con motu proprio il 6 luglio 1816. Nel 2009 esso venne però distaccato dalle Marche a seguito di un referendum scissionista a favore dell'entrata nella Regione Emilia-Romagna e, a seguito dell'esito positivo di quest'ultimo, aggregato alla stessa regione Emilia-Romagna. Le Marche proposero ricorso alla Corte costituzionale, ritenendo che il parlamento avesse indebitamente ignorato il parere negativo della regione; nel luglio 2010 la Corte si pronunciò sul ricorso giudicandolo infondato dando di fatto la priorità al volere dei cittadini dei comuni referendari.

 

Dialetti

Anche per ciò che riguarda i dialetti, le Marche confermano la loro caratteristica più saliente: la pluralità. Infatti le quattro aree dialettali di questa regione appartengono a tre diversi gruppi dialettali italiani:

- i dialetti gallico-marchigiani, appartenenti al gruppo gallo-italico, parlati nella Provincia di Pesaro-Urbino e nell'area di Senigallia;

- i dialetti marchigiani centrali della zona anconitana, appartenenti al gruppo dei dialetti italiani mediani;

- i dialetti marchigiani centrali della zona di Macerata, Camerino e Fermo, anch'essi appartenenti al gruppo dei dialetti italiani mediani;

- i dialetti marchigiani meridionali, appartenenti al gruppo dei dialetti italiani meridionali, parlati nella Provincia di Ascoli Piceno.

Tre degli otto grandi gruppi dialettali italiani sono così rappresentati nelle Marche: uno diffuso soprattutto in Italia settentrionale, uno in Italia centrale, uno in Italia meridionale.

 

Politica

Istituzioni

Sono organi della Regione il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente. Tutti gli organi della regione sono ad Ancona:

*) Presidente: il Presidente della Giunta regionale è eletto a suffragio universale e diretto in concomitanza con l'elezione del Consiglio regionale e fa parte dell'organo consiliare. Nella prima seduta del nuovo Consiglio regionale il Presidente della giunta espone il programma del governo regionale e presenta gli assessori, tra i quali indica il Vicepresidente chiamato a sostituirlo in caso di assenza o impedimento temporaneo. Il Presidente della giunta regionale può sostituire il Vicepresidente e gli assessori previa comunicazione al Consiglio regionale.

Il Presidente della giunta regionale ha le seguenti funzioni:

- rappresenta la Regione;

- nomina e revoca gli assessori, fra i quali il Vicepresidente, attribuisce le deleghe agli assessori e può revocarle;

- può conferire incarichi particolari a singoli consiglieri regionali;

- dirige la politica della Giunta e ne è responsabile;

- promulga le leggi, emana i regolamenti, indice i referendum previsti dallo Statuto;

- sovrintende all'azione amministrativa regionale;

- partecipa ai lavori della Conferenza Stato-Regioni e della Conferenza unificata, tenuto conto degli indirizzi generali del Consiglio;

- promuove, su deliberazione della Giunta, la questione di legittimità costituzionale e i conflitti di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale e ne dà immediata comunicazione al Consiglio.

*) Giunta regionale: la Giunta regionale è l'organo esecutivo della Regione ed è composta dal Presidente e da non più di dieci assessori, compreso il Vicepresidente. La Giunta opera collegialmente, in armonia con le direttive impartite dal Presidente della Giunta. La Giunta adotta, su proposta del suo Presidente, un regolamento interno che ne disciplina il funzionamento. Le deliberazioni della Giunta non sono valide se non è presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono assunte a maggioranza dei presenti. Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salvo diversa decisione della Giunta stessa. La Giunta regionale pubblica periodicamente il Notiziario della Giunta regionale Marche[21], che può essere sia letto direttamente on line in versione digitale, che in versione cartacea facendone richiesta gratuita dal suddetto sito. Data la varietà e la facilità di fruizione dei servizi offerti, il sito è visitato periodicamente dai marchigiani residenti all'estero, in particolare da quelli che si trovano negli Stati Uniti e in Argentina. Il Notiziario, sia in versione cartacea che in digitale, e la newsletter permettono infatti loro di restare in contatto con la Regione Marche e con ciò che vi avviene.

*) Consiglio regionale: il Consiglio regionale è l'organo legislativo e della rappresentanza democratica della Regione ed è eletto a suffragio universale e diretto; esso svolge la funzione di indirizzo e di controllo politico del governo regionale.

Il Consiglio della regione Marche è formato da quarantadue consiglieri regionali. Il Consiglio elegge il proprio presidente e l'ufficio di presidenza. Il Consiglio approva a maggioranza assoluta dei componenti il proprio regolamento di organizzazione e funzionamento interno ed il regolamento interno di amministrazione e contabilità.

Il Consiglio organizza i suoi lavori in commissioni permanenti per l'esame, in sede referente, delle proposte di legge regionale e di altre deliberazioni consiliari e per l'esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo sull'amministrazione regionale, nelle materie di rispettiva competenza. Il Consiglio può inoltre istituire Commissioni speciali e di inchiesta.

 

Stemma e gonfalone

on legge regionale n. 13 del 15 marzo 1980 e pubblicata sul bollettino regionale n. 28 del 22 marzo 1980, vengono definiti lo stemma ed il gonfalone della regione.

«Lo stemma della regione Marche è costituito dal disegno stilizzato di un picchio verde che si sovrappone in parte alla lettera maiuscola m, di colore nero, in campo bianco delimitato da una striscia verde in forma di scudo» (Art. 1).

«Il gonfalone della regione è di colore bianco con la scritta "Regione Marche" in colore verde e reca al centro lo stemma di cui all'articolo precedente; il gonfalone si completa con il nastro tricolore (verde, bianco, rosso) annodato al di sotto del puntale» (Art. 2).

Nel 1980 la Regione ha adottato come stemma l'immagine di un picchio verde, in quanto simbolo e totem dei Piceni, cioè della prima civiltà che caratterizzò tutta la regione nell'Età del Ferro.

 

Economia

L'economia marchigiana è costituita maggiormente da una fiorente piccola-media industria ad alta specializzazione distribuita equamente in tutto il suo territorio, ma concentrata soprattutto nel litorale e nelle valli. Tra i settori di spicco possiamo trovare:

- l'industria pellettiera e delle poltrone di Tolentino;

- l'industria delle calzature, in numerosi centri delle province di Fermo e Macerata;

- l'industria di mobilieria e meccanica pesarese;

- quelle meccaniche, di stampi e vitivinicole di Matelica e dei Castelli di Jesi, patrie del vino Verdicchio;

- la grande industria navale di Fano, Ancona, San Benedetto del Tronto e Civitanova Marche;

- a Fabriano le industrie della carta e degli elettrodomestici (le fabbriche della famiglia Merloni: Indesit Company, Antonio Merloni e Ariston Thermo Group); e gli stabilimenti che producono cappe, settore in cui la città è 1° in Italia, grazie a Elica, Best, Faber ecc...;

- e poi quella turistica, ogni anno sempre più florida grazie ai tanti centri balneari e artistici, i quali attirano tanti turisti dall'Italia e dall'Europa;

- è importante anche la pesca: le Marche sono la terza marineria italiana per catture, dietro Sicilia e Puglia. Ogni anno questo settore fornisce più di 30.000 tonnellate di pesce per un valore di circa 115 milioni di euro.

 

Festa delle Marche

Il consiglio regionale ha deciso nel 2004 di celebrare il dieci dicembre la giornata delle Marche, allo scopo di "riflettere e sottolineare la storia, la cultura, le tradizioni e le testimonianze della comunità marchigiana, per rafforzarne la conoscenza e il senso di appartenenza". La data scelta è quella in cui, in ogni parte del mondo, le tante comunità marchigiane residenti all'estero ricordano da sempre, spontaneamente, le loro origini; il dieci dicembre è infatti la festa della Madonna di Loreto, riconosciuta dai marchigiani come riferimento ideale e spirituale della propria terra e delle proprie origini. Infatti, nelle due notti che precedono la ricorrenza, nelle città e nelle campagne marchigiane si usa celebrare la festa della Venuta, accendendo grandi focaracci, o falò.

In occasione della celebrazione viene assegnato il “Picchio d’oro” ai marchigiani "che si sono distinti nei rispettivi settori professionali o che con il loro nome abbiano portato lustro alla comunità regionale" (il picchio è il simbolo della regione).

L'idea di celebrare una giornata delle Marche è nata tra le comunità marchigiane dell'Argentina, in cui tra l’800 e il ‘900 emigrarono migliaia di marchigiani, che molto contribuirono al progresso di quella grande nazione e che coltivano da sempre il legame con la loro terra d'origine.

Le ultime edizioni sono state dedicate ai temi seguenti:

- 2005: "Le Marche nel mondo"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di Buenos Aires;

- 2006: "Le Marche e l'Europa"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di Bruxelles;

- 2007: "I giovani delle Marche"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di Montreal;

- 2008: "Gli anziani delle Marche, pieni di vita"; giornata celebrata in collaborazione con la comunità marchigiana di Sydney;

- 2009: "Anniversario di padre Matteo Ricci - le Marche e l'Oriente";

- 2010: "Anniversario di Giovanni Battista Pergolesi";

- 2011: "Le Marche e l'Unità d'Italia", in concomitanza con i festeggiamenti per il centocinquantenario dello stato italiano;

- 2012: "Lo sport: vincere per la vita", per festeggiare i numerosi atleti marchigiani che hanno partecipato alle Olimpiadi.

 

Trasporti

Aeroporti civili

- Aeroporto di Ancona-Falconara;

- Aeroporto di Fano.

 

Porti

- Porto di Ancona;

- Porto di San Benedetto del Tronto;

- Porto di Pesaro;

- Porto di Senigallia;

- Porto di Porto San Giorgio;

- Porto di Fano;

- Porto di Civitanova Marche;

- Porto di Numana.

 

Strade principali

- Autostrada A14, Bologna - Taranto;

- Strada europea E55, tratto dell'autostrada A 14;

- Strada europea E78 - Galleria della Guinza;

- SS 3 Flaminia;

- SS 4 Salaria;

- SS 16 Adriatica;

- SS 73 bis di Bocca Trabaria - Galleria della Guinza;

- SS 76 della Val d'Esino;

- SS 76 dir Aeroporto Raffaello Sanzio;

- SS 77 della Val di Chienti - Traforo del Cornello;

- SS 78 Picena;

- SS 81 Piceno Aprutina;

- SS 360 Arceviese;

- SS 681 Asse Attrezzato del Porto di Ancona;

- Raccordo autostradale 11, superstrada Ascoli-Mare.

 

Linee ferroviarie

- Adriatica;

- Bologna–Ancona;

- Ancona–Foligno–Orte–Roma;

- Fano–Urbino (dismessa);

- Porto San Giorgio–Amandola (dismessa);

- Pergola–Fabriano;

- Civitanova–Fabriano;

- Ascoli–San Benedetto.

 

Nodi logistici

- Interporto di Jesi.

 

Turismo

Lo slogan scelto dalla regione Marche per la promozione turistica è Le Marche: l'Italia in una regione, tratto dal libro di Guido Piovene Viaggio in Italia (1957). Nel 2007 è stato commissionato al musicista ascolano Giovanni Allevi l'Inno delle Marche.

Nel 2013 la regione Marche decide di aggiungere un testo all'Inno delle Marche e incarica una commissione di cui fa parte Giulio Rapetti in arte Mogol, di scegliere il miglior testo tra tutti quelli partecipanti al pubblico concorso indetto. La scelta della commissione cade sulle parole scritte dal marchigiano Giacomo Greganti e vengono scelti i BTwins, due allievi di Mogol, per l'interpretazione del pezzo; ed è stato proprio Mogol nel corso delle celebrazioni della Giornata delle Marche il 10 dicembre 2013 a San Benedetto del Tronto, a tenere a battesimo l’esecuzione dell’Inno cantato dai due gemelli ascolani.

Nel gennaio 2010 è stato prodotto uno spot televisivo e cinematografico della regione dal titolo Marche: le scoprirai all'Infinito, in cui Dustin Hoffman legge L'infinito del poeta recanatese Giacomo Leopardi. Lo stesso anno, in occasione di una fiera del turismo a Shanghai, la Rainbow di Iginio Straffi crea un filmato dove le Winx illustrano in 4' risorse turistiche e non della regione; da esso sarà tratto uno spot di 70" trasmesso durante la prima edizione di Carosello Reloaded.

I dati riguardanti il turismo nelle Marche indicano un aumento costante anno dopo anno. Nel 2007 si sono registrati più di 2 milioni di arrivi (1.820.473 italiani e 349.898 stranieri) e 12 milioni e mezzo di presenze.

I settori turistici sono rappresentati da: "mare", quello trainante, con 18 Bandiere Blu per le spiagge (secondo posto in Italia) e 6 per gli approdi turistici (terzo posto); "cultura e città d'arte", le Marche sono la regione con la più alta presenza di teatri; "natura", con 12 Aree protette (fra cui 2 Parchi nazionali e 4 regionali); "gastronomia-agriturismo"; "terme".

Nel 2014 le Marche divengono protagoniste della terza stagione della fiction Che Dio ci aiuti attraverso Fabriano (la nuova location della serie) e a dei video di 2 minuti (Su e giù per le Marche aspettando Suor Angela) trasmessi prima della messa in onda del primo episodio di ogni serata.

 

Città d'arte

Notevole è il patrimonio artistico regionale, con opere che vanno dal Romanico al Gotico cistercense, dalla pittura trecentesca a quella rinascimentale di Raffaello, Carlo Crivelli e Lorenzo Lotto. Le città della regione sono ricche di luoghi con atmosfere medievali o settecentesche, oppure hanno il carattere di città "ideali" del Rinascimento, capitali di piccole repubbliche. Nei centri urbani, spesso ancora cinti da mura, si alternano antichi luoghi commerciali e di potere, piazze toccate da antiche vie romane, palazzi di antiche famiglie nobili o luoghi dello spirito e sedi ecclesiastiche.

La città di Urbino con la sua architettura rinascimentale è patrimonio dell'umanità ed insieme ad Ascoli Piceno con il suo centro storico interamente costruito in travertino, sono tra le mete più visitate:

- Ancona;

- Ascoli Piceno;

- Camerino;

- Fabriano (Città creativa UNESCO);

- Fermo;

- Jesi;

- Macerata;

- Pesaro;

- Recanati;

- Urbino (Patrimonio dell'umanità).

 

Città murate

- Arcevia;

- Belforte del Chienti;

- Camerino;

- Corinaldo;

- Corridonia;

- Gradara;

- Jesi;

- Loreto;

- Macerata;

- Montegranaro;

- Montecarotto;

- Montefortino;

- Morro d'Alba;

- Osimo;

- Serra San Quirico;

- San Ginesio;

 

Castelli e fortezze

- Rocca di Acquaviva Picena;

- Cittadella di Ancona;

- Rocca di Arquata del Tronto;

- Castel Trosino di Ascoli Piceno;

- Forte Malatesta di Ascoli Piceno;

- Fortezza Pia di Ascoli Piceno;

- Rocca Torrione, Cagli;

- Castello Pallotta di Caldarola;

- Rocca di Aiello Camerino;

- Rocca Varano, Camerino;

- Castello di Gradara;

- Castello di Loro Piceno (detto impropriamente castello Brunforte);

- Rocca roveresca di Mondavio;

- Rocca feltresca di Monte Cerignone(Pesaro e Urbino), Monte Cerignone;

- Palazzo Brancaleoni Piobbico;

- Rocca di Offagna;

- Rocca Costanza Pesaro;

- Ubaldinesca, Sassocorvaro;

- Rocca roveresca, Senigallia;

- Castello della Rancia, Tolentino;

- Rocca di Urbisaglia.

 

Santuari ed abbazie

- Abbazia dei Santi Ruffino e Vitale, Amandola;

- Abbazia di Santa Maria in Castagnola, Chiaravalle;

- Abbazia di San Claudio, Corridonia;

- Abbazia di San Vittore alle Chiuse, Genga;

- Santuario della Santa Casa, Loreto;

- Santuario di Campocavallo, Osimo;

- Abbazia di Santa Maria delle Moie, Maiolati Spontini;

- Basilica Imperiale di Santa Croce, Casette d'Ete;

- Santuario del Beato Domenico Spadafora, Monte Cerignone;

- Basilica di Santa Maria a Piè di Chienti, Montecosaro;

- Santuario Madonna dell'Ambro, Montefortino;

- Abbazia di Rambona, Pollenza;

- Abbazia di Portonovo;

- Santuario di San Liberato, San Ginesio;

- Monastero di Fonte Avellana, Serra Sant'Abbondio;

- Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, Tolentino;

- Basilica di San Nicola, Tolentino;

- Santuario di Macereto, Visso.

 

Teatri

- Teatro delle Muse, Ancona;

- Teatro Ventidio Basso, Ascoli Piceno;

- Teatro dei Filarmonici, Ascoli Piceno;

- Sferisterio, Macerata;

- Teatro Rossini, Pesaro;

- Teatro Sanzio, Urbino;

- Teatro della Fortuna, Fano;

- Teatro comunale, Cagli;

- Teatro Lauro Rossi, Macerata;

- Teatro Gentile da Fabriano, Fabriano;

- Teatro dell'Aquila, Fermo;

- Teatro Pergolesi, Jesi;

- Teatro Piermarini, Matelica;

- Teatro Apollo, Mondavio;

- Teatro comunale, Montecarotto;

- Teatro la nuova Fenice, Osimo;

- Teatro Flora, Penna San Giovanni;

- Teatro Angel dal Foco, Pergola;

- Teatro comunale, Porto San Giorgio;

- Teatro Mugellini, Potenza Picena;

- Teatro Vaccaj, Tolentino;

- Teatro La Fenice, Amandola;

- Teatro Persiani, Recanati;

- Teatro Bramante, Urbania;

- Teatro Annibal Caro, Civitanova Marche;

- Teatro Serpente Aureo, Offida;

- Teatro Mestica, Apiro;

- Teatro Concordia, San Benedetto del Tronto;

- Teatro delle EnergieGrottammare.

 

Località balneari

- Civitanova Marche MC;

- Cupramarittima AP;

- Falconara Marittima AN;

- Fano PU;

- Gabicce Mare PU;

- Grottammare AP;

- Marotta PU;

- Pesaro PU;

- Porto d'Ascoli AP;

- Porto Potenza Picena MC;

- Porto Recanati MC;

- Porto San Giorgio FM;

- Porto Sant'Elpidio FM;

- Riviera del Conero (Portonovo, Sirolo e Numana) AN;

- San Benedetto del Tronto AP;

- Senigallia AN.

 

Montagna

- Grotte di Frasassi;

- Monti Sibillini;

- Monte Vettore;

- Monte Catria;

- Monte Nerone;

- Parco nazionale dei Monti Sibillini;

- Monte Conero;

- Monti della Laga;

- Monte Fema;

- Gola del Furlo;

- Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga;

- Gola della Rossa e Frasassi;

- Sasso Simone e Simoncello.

 

Piste ciclabili

- Corridoio Verde Adriatico.

 

ZPS - Zone di Protezione Speciale

Questi sono, per quanto concerne la Regione Marche, i siti delle Zone di Protezione Speciale:

*) Provincia di Ancona:

---- Fiume Esino in località Ripa Bianca;

---- Gola della Rossa e di Frasassi;

---- Monte Conero;

---- Monte Cucco e Monte Columeo;

---- Valle Scappuccia;

*) Provincia di Ascoli Piceno:

---- Litorale di Porto d'Ascoli (La Sentina);

---- Montagna dei Fiori;

---- Monte dell'Ascensione;

---- Monte Oialona - Colle Propezzano;

*) Provincia di Macerata:

---- Dalla Gola del Fiastrone al Monte Vettore;

---- Gola di Sant'Eustachio, Monte d'Aria e Monte Letegge;

---- Monte Giuoco del Pallone;

---- Monte San Vicino e Monte Canfaito;

---- Valle Rapegna e Monte Cardosa;

---- Valle Scurosa, Piano di Montelago e Gola di Pioraco;

---- Valnerina, Montagna di Torricchio, Monte Fema e Monte Cavallo;

*) Provincia di Pesaro e Urbino:

---- Bocca Serriola;

---- Calanchi e praterie aride della media Valle del Foglia;

---- Colle San Bartolo e litorale pesarese;

---- Esotici della Valmarecchia;

---- Fiume Metauro da Piano di Zucca alla foce;

---- Furlo;

---- Mombaroccio e Beato Sante;

---- Monte Carpegna e Sasso Simone e Simoncello;

---- Monte Catria, Monte Acuto e Monte della Strega;

---- Monte Nerone e Monti di Montiego;

---- Serre del Burano;

---- Tavernelle sul Metauro;

---- Valmarecchia tra Ponte Messa e Ponte Otto Martiri.

 

Cucina

La cucina marchigiana è nata come semplice mezzo di sussistenza, espressione di una necessità naturale. Oggi le abitudini alimentari della regione si sono mantenute intatte nelle famiglie, soprattutto durante le festività cristiane, ma anche folkloristiche. La tradizione culinaria regionale è caratterizzata da piatti semplici, da ingredienti di prima scelta, dai sapori robusti e dal sapiente, centenario utilizzo di erbe di campo (alcune delle quali hanno uso alimentare solo nelle Marche).

L'antipasto tipico della regione è freddo e si compone di un'ampia varietà di salumi e formaggi locali (come il ciauscolo, la lonza, il lonzino, il prosciutto di Carpegna, il ciarimbolo, la Coppa marchigiana, la Mazzafegato, la galantina, il migliaccio, il salame di pecora, il prosciutto aromatizzato del Montefeltro, il casecc, il Formaggio di fossa, il pecorino in botte, il raviggiolo e la famosa Casciotta d'Urbino).

Per lungo tempo il simbolo gastronomico della regione marchigiana è stata la polenta, tanto che i marchigiani, proprio per questo, erano definiti "magna-pulenda". Versata fumante sulla spianatora (grande tavolo di legno), riuniva la famiglia 2 volte al giorno. Ancora oggi i condimenti sono numerosi e molteplici, e variano durante il periodo dell'anno e le zone. Sul territorio regionale si può provare la polenta con ceci e fave, allo stoccafisso, con ricotta e saba, alla carbonara, il pulendo' a butta' ggjio e persino la polenta Vruscata, ovvero avvolta in foglie di cavolo e lasciata per tutta la notte a cuocere sotto la brace. Numerosi sono gli adagi popolari a riguardo: "Trenda di', sessanda pulende" (in trenta giorni si magia sessanta volte la polenta), "La pulenda preshto tira e preshto 'llenda" (la polenta sazia subito, ma altrettanto presto fa perdere quel senso di pienezza).

Tuttavia, vi sono anche altri primi piatti tipici nelle Marche. Fra tutti meritano di essere menzionati i frascarelli, diversi tipi di gnocchi, che vengono chiamati 'surcitti', i celebri cappelletti e il brodetto di pesce, che viene preparato in maniera diversa in ogni località costiera marchigiana( brodetto di Porto Recanati, alla fanese, alla sambenedettese, all'anconitana). La regione è anche celebre, come l'Emilia Romagna, per la produzione di pasta all'uovo, fra cui spiccano i maccheroncini di Campofilone e i Vincisgrassi, specialità culinaria simile alle lasagne, dalle quali però differiscono per la sfoglia più sottile e per la presenza di animelle e chiodi di garofano nel sugo.

La crescia, da cui ha preso origine la moderna piadina romagnola, è una focaccia originaria di Urbino, diffusa però su tutto il territorio regionale. Particolare è "la crescia co' lu paulittu" preparata il primo gennaio. Si tratta di una specie di pizza con dentro una piccola moneta, detta paulittu (da Paolo, moneta di 50 centesiki dello Stato Pontificio). Chi l'avesse trovata nella sua fetta di pizza sarebbe diventato padrone di casa per un anno intero.

Il chichi ripieno è una focaccia rustica tipica di Offida, condita con tonno, acciughe, peperoncino, capperi e carciofi sottaceto.

Da essere menzionati sono i ravioli all'ascolana, detti calcioni.

È nei secondi piatti che il carattere del popolo marchigiano si delinea in modo più preciso, esprimendo sempre la sua predilezione per un mangiare semplice e talvolta robusto. Il piccione ha da sempre rappresentato per la gente delle Marche un boccone appetitoso ed esistono numerose ricette che vedono come ingrediente questo volatile. Ascoli Piceno è una delle città italiane in cui il fritto è parte integrante della tradizione e della cultura popolare. Nel Piceno sono molti gli alimenti che vengono fritti, soprattutto durante le ricorrenze religiose. Le olive ascolane, ripiene di carne o pesce, sono oggi diffuse in tutto il mondo. Meno famose, ma altrettanto buone, sono le cotolette d'agnello fritte, la crema fritta (servita con le olive), i carciofi fritti, le cervella d'agnello fritte, la salvia in pastella fritta e le zucchine fritte.

Ma è nei secondi piatti di pesce che la cucina regionale dà il meglio di sé. Per comprendere quanto è variegata e ampia la cucina di mare, basti sapere che le Marche sono le regione italiana in cui il rapporto fra pesce pescato e abitanti è il più alto. San Benedetto del Tronto, primo porto peschereccio dell'Adriatico, è l'emblema delle tradizioni culinarie della costa marchigiana. Sarebbe prolisso dilungarsi a citare ogni ricetta a base di pesce in uso nella regione, così ci si può limitare a citarne le più famose. Primi fra tutti il brodetto di pesce, i "guatti" e i bomboletti (molluschi endemici del medio-alto Adriatico).

Alcuni dei dolci tipici marchigiani sono il salame di fichi, di cui Giacomo Leopardi era ghiotto, il pan nociato, il ciambellone, i fuscelli al forno, le zeppole, diffuse anche in altre regioni, il frustingo, antichissimo e tipico del periodo natalizio, la rocciata, dolce invernale, i ravioli dolci, detti "calcioni", i cavallucci e la serpe di Apiro, la tartaruga e i ciceru', ovvero una sfoglia ripiena di ceci, zucchero e saba e lu serpe, dolce natalizio. Nel periodo pasquale ancora oggi si prepara la pizza dolce, detta anche crescia brusca o caciu', le ciambelle, spesso insaporite con l'anice, e la rècina di Camerino. I dolci tipici del periodo di Carnevale sono le sfrappe, gli scroccafusi, le castagnole, la cicerchiata, il sanguinaccio dolce, i caciune di Monte Urano, gli Arancini (dolce) e la frustenga.

Le Marche vantano inoltre la produzione di alcuni particolari tipi di marmellata, come quella di pomodori verdi, o la confettura di bacche di rosa canina, la marmellata di mele cotogne e radici di cicoria, e la visciolata.

 

Vini e alcolici

Elenco dei vini delle Marche

*) Vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita:

---- Castelli di Jesi Verdicchio riserva (bianco), prodotto nei comuni vicini a quello di Jesi nelle provincie di Ancona e Macerata;

---- Conero prodotto nella provincia di Ancona;

---- Offida (bianco e rosso) prodotto nella provincia di Ascoli Piceno;

---- Verdicchio dei Castelli di Jesi riserva prodotto in provincia di Ancona e Macerata;

---- Verdicchio di Matelica Riserva (bianco) , prodotto nei comuni vicini a quello di Matelica nelle provincie di Ancona e Macerata:

-------- Verdicchio di Matelica passito;

-------- Verdicchio di Matelica spumante;

---- Vernaccia di Serrapetrona, prodotto nella provincia di Macerata:

-------- Vernaccia di Serrapetrona spumante.

*) Vini a Denominazione di Origine Controllata:

---- Bianchello del Metauro prodotto nella provincia di Pesaro-Urbino;

---- Colli Maceratesi prodotto nella provincia di Macerata:

-------- Colli Maceratesi bianco;

---- Colli Pesaresi prodotto nella provincia di Pesaro. Accompagnata o no dalle sottozone: Focara (per tipologie: rosso, Pinot nero), Parco Naturale Monte San Bartolo per tipologie: Sangiovese, Cabernet sauvignon), Roncaglia (per tipologie: bianco, Pinot nero). Consentito:l’uso della menzione Vigna:

-------- Colli Pesaresi bianco;

-------- Colli Pesaresi Focara rosso;

-------- Colli Pesaresi novello;

-------- Colli Pesaresi Roncaglia bianco;

-------- Colli Pesaresi rosso;

---- Esino prodotto nelle province di Ancona e Macerata:

-------- Esino bianco;

-------- Esino frizzante;

-------- Esino novello;

-------- Esino rosso;

---- Falerio dei Colli Ascolani prodotto nella provincia di Ascoli Piceno;

---- I Terreni di Sanseverino prodotto nella provincia di Macerata;

---- Lacrima di Morro o Lacrima di Morro d'Alba prodotto nella provincia di Ancona;

---- Offida prodotto nella provincia di Ascoli Piceno e Fermo;

---- Rosso Conero prodotto nella provincia di Ancona;

---- Pergola prodotto nel comune di Pergola e in alcuni confinanti;

---- Rosso Conero prodotto nella provincia di Ancona;

---- Rosso Piceno prodotto nelle province di Ancona, Ascoli Piceno e Macerata:

-------- Rosso Piceno novello;

-------- Rosso Piceno superiore;

---- San Ginesio;

---- Verdicchio dei Castelli di Jesi accompagnata o no dalla sottozona:classico, consentito: l'uso delle indicazioni geografiche aggiuntive; prodotto nelle province di Ancona e Macerata:

-------- Verdicchio dei Castelli di Jesi classico;

-------- Verdicchio dei Castelli di Jesi classico superiore;

-------- Verdicchio dei Castelli di Jesi passito;

-------- Verdicchio dei Castelli di Jesi spumante;

---- Verdicchio di Matelica prodotto nelle province di Ancona e Macerata;

*) Vini ad Indicazione Geografica Tipica:

---- Kurni;

---- Marche (Bianco nelle tipologie normale e Frizzante; Rosato nelle tipologie normale e Frizzante; Rosso nelle tipologie normale, Frizzante e Novello) prodotto nell'intero territorio della regione Marche.

 

Altri alcolici

- Mistrà (liquore);

- Anisetta: l'anisetta Meletti dello storico Caffè Meletti di Ascoli Piceno è considerata da molti una delle più buone;

- Vino di visciole;

- Vino cotto;

- Liquore al cumino;

- Sambuca Varnelli;

- Prunus di Valle Rea.

 

Voci correlate

Italia;

Regioni d'Italia;

Geografia;

- Prodotti tipici marchigiani;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.