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Regione: Emilia-Romagna

 

Descrizione

L'Emilia-Romagna è una regione italiana a statuto ordinario dell'Italia nord-orientale di 4.500.000 abitanti circa, costituita ufficialmente il 7 giugno 1970, con capoluogo Bologna.

Confina a nord con la Lombardia e con il Veneto, a ovest ancora con la Lombardia e con il Piemonte, a sud con la Liguria, la Toscana, le Marche nonché la Repubblica di San Marino; a est è bagnata dal Mar Adriatico. L'Emilia-Romagna è composta dall'unione di due regioni storiche: l'Emilia, che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Ferrara e la maggior parte della provincia di Bologna, e la Romagna, che comprende le province di Ravenna, Rimini, Forlì - Cesena e i comuni della provincia di Bologna situati a est del torrente Sillaro.

Le aree che costituiscono la regione attuale sono popolate fin da tempi remotissimi, come ci indicano vari ritrovamenti: il caso più famoso è quello del sito di Monte Poggiolo, presso Forlì, dove sono stati rinvenuti migliaia di reperti datati a circa 800.000 anni fa, a dimostrazione che la zona era già abitata nel Paleolitico.

 

Geografia

La via Emilia fatta costruire dal console romano Marco Emilio Lepido, con il suo percorso che segue approssimativamente la linea pedecollinare in direzione Nord-Ovest-Sud-Est, divide il territorio della regione in due parti aventi estensioni pressoché equivalenti: la parte settentrionale (47,8% della superficie complessiva) è pianeggiante, mentre le colline (27,1% del territorio) e le montagne (25,1%) si trovano nella fascia meridionale della Regione.

 

Territorio

- Coordinate del capoluogo: 44°30′38″N 10°57′25″E;

- Altitudine: 211 m s.l.m.;

- Superficie: 22 452,78 km²;

- Abitanti: 4 448 979 (31-05-2014);

- Densità: 198,15 ab./km²;

- Province: 9;

- Comuni: 340;

- Regioni confinanti: Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Toscana, Veneto;

- Lingua ufficiale: italiano;

- Fuso orario: UTC+1;

- ISO 3166-2: IT-45;

- Codice ISTAT: 08;

- Nome abitanti: emiliani e romagnoli;

- PIL (PPA): 106.791 mln €;

- PIL procapite (PPA): 31.000 €.

 

Orografia

La parte piana della regione, compresa tra la linea pedemontana e il Po, si allarga progressivamente da ovest verso est. Invece la zona montuosa-collinare conserva per tutto il suo sviluppo una larghezza quasi costante. Le maggiori altitudini si trovano nel settore centrale, che culmina nel Monte Cimone. La pianura è il risultato dei depositi alluvionali portati dal Po e dai fiumi appenninici. Nell'alta pianura si sono depositati i materiali più grossolani ghiaia, sabbia e pertanto il suolo risulta molto permeabile. Nella bassa pianura i depositi sono più minuti e perciò meno permeabili. Nella parte orientale, rivolta all'Adriatico, si passa da un settore interno di terre già da tempo rassodate e messe a coltura alle vaste aree di recente bonifica idraulica.

La grande pianura si affaccia al mare con una costa unita e assai uniforme, gli ampi arenili e il mare poco profondo si prestano assai bene all'intensa attività turistica balneare.

 

Idrografia

Il reticolo idrografico è costituito, nella metà occidentale della regione, da una serie di corsi d'acqua, ad andamento più o meno parallelo, che percorrono le valli e che poi divagano nella bassa pianura fino a sfociare nel fiume Po; nella parte orientale, a cominciare dal Reno, i fiumi si gettano direttamente nell'Adriatico. A parte il Po, tutti i corsi d'acqua della regione hanno portate irregolari con andamento torrentizio. È notevole la rete di canali di derivazione che prelevano le acque dal Po per l'irrigazione. Si ha pertanto una “bassa” irrigua, dedicata all'allevamento per la produzione di latte e formaggio (Parmigiano-Reggiano e Grana Padano); poi le "valli" bonificate, in buona parte investite a cereali; quindi la pianura non irrigata, coltivata a frutticoltura specializzata (Cesena), e le colline adibite a vigneto o a coltura promiscua; infine i prati, i pascoli e i boschi dell'alta collina e della montagna.

I fiumi presenti nel territorio sono classificabili in quattro ordini:

- Ordine principale: Po.

- Ordine secondo: Enza, Crostolo, Panaro, Parma, Reno, Savio, Secchia, Taro, Trebbia.

- Ordine terzo: Arda, Baganza, Bidente, Ceno, Conca, Diversivo del Volano, Fiumi Uniti, Idice, Lamone, Marecchia, Montone, Nure, Po di Goro, Po di Volano, Rabbi, Ronco, Samoggia, Santerno, Senio, Setta, Sìllaro, Tidone.

- Ordine quarto: Acerreta, Ausa, Aveto, Bevano, Bidente di Corniolo, Bidente di Pietrapazza, Bidente di Ridràcoli, Borello, Brasimone, Canale Bianco (nord di Ferrara), Canale bonifica destra del Reno, Canale della Botte, Canale derivatore, Canale di Burana, Canale diversivo, Canale emiliano-romagnolo, Canale Morozzo, Canale Naviglio, Canale Navile, Canale Poatello, Cavo Fiuma, Cavo Lama, Cedra, Chero, Chiavenna, Collettore acqua basse modenesi, Collettore acque basse reggiane, Dolo, Dragone, Fossa di Spezzano, Fossa Zena, Gaiana, Ghiaia di Serravalle, Guerro, Lavino, Leo, Limentra di Treppio, Luretta, Marano, Marzeno, Ongina, Para, Parola, Pisciatello, Po morto di Primaro, Quaderna, Recchio, Riglio, Rigossa, Rossenna, Rovacchia, Rubicone, Samoggia, Sàvena, Scoltenna, Secchiello, Sellustra, Silla, Sintria, Stirone, Tassobbio, Tavollo, Termina, Tièpido, Tramazzo, Tresinaro, Uso, Ventena (di Cattolica), Voltre, Zena.

 

Sismologia

I terremoti del maggio 2012

Intorno alle 4 del mattino del 20 maggio 2012, l'Emilia-Romagna è stata soggetta ad una violenta scossa di terremoto (magnitudo 5,9 della scala Richter e profondità di circa 8 km), che ha avuto come epicentro il comune di Finale Emilia, in provincia di Modena. Il terremoto è stato avvertito in tutto il Nord Italia e ha causato vittime e gravi danni in particolare in Emilia, nella zona di Modena, Bologna, Ferrara, Reggio Emilia, nell'oltrepò mantovano e in alcuni comuni della Provincia di Rovigo. Dopo la scossa notturna, durante tutta la giornata ci sono state varie scosse di assestamento. La più forte, 5,1 Richter, è stata registrata nel primo pomeriggio. Nuove forti scosse di terremoto si sono ripetute il 29 maggio 2012 di cui una di magnitudo 5,8 con epicentro a Medolla e Mirandola e una di magnitudo 5,3 con epicentro a San Possidonio.

 

Clima

Il clima dell'Emilia-Romagna è di tipo temperato subcontinentale, con estati calde e umide e inverni freddi e rigidi, tendente al sublitoraneo e dunque al mediterraneo solo lungo la fascia costiera. L'Adriatico infatti è un mare troppo ristretto per influire significativamente sulle condizioni termiche della regione. Caratteristiche di base di questo clima sono il forte divario di temperatura fra l'estate e l'inverno, con estati molto calde e afose, e inverni freddi e prolungati. L'autunno è molto umido, nebbioso e fresco fino alla metà di novembre; con il procedere della stagione le temperature scendono, fino a poter divenire freddo ed avere caratteristiche prettamente invernali. La primavera rappresenta la stagione di transizione per eccellenza, ma nel complesso risulta mite.

Le precipitazioni sono di mediocre quantità nella pianura, in genere da 650 a 800 mm in media, per anno. Via via che si passa alla fascia collinare e poi montana, esse aumentano rapidamente e si fanno decisamente copiose nell'alto Appennino: si superano i 1.500 mm in quasi tutta la zona appenninica interna e anche i 2.000 mm nelle zone prossime al crinale dell'Appennino Emiliano centro-occidentale.Qui è abbondante la quantità di precipitazioni che cade in forma nevosa nei mesi fra novembre e marzo, per quanto nevicate di minore entità si verifichino spesso anche in aprile. Anche la pianura peraltro è visitata non di rado, in inverno, dalla neve, in quantità che aumenta generalmente spostandosi verso le zone pedecollinari e procedendo da Oriente verso Occidente. Il regime delle precipitazioni è comunque caratterizzato da due massimi, uno primaverile e uno autunnale, che non divergono molto fra loro per quantità, ma segnano quasi ovunque la prevalenza del secondo. La stagione più asciutta è l'estate e, in conseguenza di questo andamento pluviale, il regime dei corsi d'acqua è spiccatamente torrentizio, con forti piene improvvise alternate a periodi di grandi magre.

L'Emilia-Romagna ha quindi fondamentalmente tre climi, che possono essere sommariamente divisi nel padano (semi-continentale), nel montano e nel marittimo.

Negli ultimi vent'anni, a partire dagli anni '90, la Regione Emilia-Romagna ha subito un mutamento piuttosto drastico del proprio clima rispetto al periodo di riferimento 1961-1990, con aumenti significativi delle temperature medie (+1,1°C) ed estreme (in particolare durante la stagione estiva, +2°C) e cambiamenti nei regimi stagionali e nell'intensità delle precipitazioni.

Il Servizio Idrometeorologico dell'ARPA Emilia-Romagna è l'ente regionale preposto a svolgere le attività operative relative all'idrologia, alla meteorologia e alla climatologia.

 

Evoluzione demografica

Al momento dell'Unità d'Italia l'Emilia-Romagna contava circa 2.100.000 abitanti. La popolazione è cresciuta costantemente fino alla metà del XX secolo, dopodiché si è registrato un lieve calo; negli ultimi tre decenni il numero di abitanti ha registrato un forte incremento, grazie anche all'immigrazione.

 

Gegrafia politica

Suddivisione amministrativa

L'Emilia-Romagna si divide in 9 province, abitate complessivamente da 4.448.283 abitanti; la più recente è quella di Rimini, una volta compresa in quella di Forlì (oggi Forlì-Cesena):

- Bologna (con 56 comuni, 1.002.326 abitanti);

- Modena (con 47 comuni, 701.519 abitanti);

- Reggio Emilia (con 45 comuni, 534.043 abitanti);

- Parma (con 46 comuni, 443.770 abitanti);

- Forlì-Cesena (con 30 comuni, 396.169 abitanti);

- Ravenna (con 18 comuni, 392.273 abitanti);

- Ferrara (con 24 comuni, 355.357 abitanti);

- Rimini (con 26 comuni, 334.588 abitanti);

- Piacenza (con 48 comuni, 288.238 abitanti).

 

Demografia

Città principali

L'Emilia-Romagna è la seconda regione con il maggior numero di città, con 9 città che contano oltre 100.000 abitanti, 7 città fra le 30 più popolate in Italia, e 10 fra le prime 50.

 

Cittadini stranieri

Al 31 dicembre 2010 i cittadini stranieri residenti in regione sono 500.597. I gruppi più numerosi sono quelli di:

- Marocco: 70.588;

- Romania: 66.602;

- Albania: 60.695;

- Moldavia: 27.787;

- Ucraina: 27.501;

- Tunisia: 23.224.

 

Ambiente

Politica ambientale

Nel territorio dell'Emilia-Romagna ricadono due parchi nazionali, entrambi condivisi con la Toscana: il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna e il Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano. Nel territorio della regione ricadono inoltre 14 parchi regionali nonché numerose altre aree naturali protette. L'amministrazione della regione vanta una rigorosa politica di sostenibilità dello sviluppo. Per contro, critici autorevoli obiettano che l'assoluta libertà lasciata ai comuni nella dilatazione delle aree urbane è un fenomeno che sta drasticamente contraendo i terreni più fertili della Pianura Padana.

 

Flora e fauna

La vegetazione spontanea è stata pesantemente ridotta dall'intervento umano, particolarmente in pianura. Sopravvivono però alcune aree boschive rilevanti come il Bosco della Mesola, divenuta riserva naturale, e la pineta di Ravenna. A partire dal pedemonte e sino ai 900 m di quota si estende l'orizzonte submesofilo, caratterizzato dai boschi nei quali domina la roverella e, più in alto, il cerro insieme al castagno. Tra i 900 e i 1500 m è il regno della faggeta. Rimane discretamente conservato l'abete bianco, oggi protetto nella riserva integrale della Foresta di Campigna (Forlì-Cesena).

Anche la fauna è stata molto impoverita dalle modificazioni dell'ambiente operate dall'uomo.

Nei campi agricoli sono presenti lepri, ricci, fagiani e tanti altri animali, mentre nelle zone umide (specialmente nel Delta del Po) troviamo numerosi aironi, anatre e anche le nutrie. Nei boschi dell'Appennino vivono volpi, cervi, tassi, caprioli, lupi, scoiattoli e cinghiali.

 

Vegetazione costiera

La vegetazione presente negli ambienti costieri dell’Emilia-Romagna è caratterizzata da specie vegetali psammofile e specie alofile.

Le specie psammofile sono in grado di sopravvivere su suoli sabbiosi a scarsa ritenzione idrica e caratterizzano gli ambienti della spiaggia e delle dune che normalmente, grazie al dilavamento dell'acqua piovana, presentano valori di salinità poco elevati.

Le specie alofile invece sono tolleranti ad elevati valori di salinità e sono quindi tipiche delle zone umide salmastre.

 

Aree protette

- Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna;

- Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano;

- Riserva naturale Sasso Fratino;

- Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola.

 

 

Storia

L'Emilia-Romagna comprende due regioni storiche distinte: l'Emilia e la Romagna.

 

Storia dell’Emilia

Le principali popolazioni italiche insediatesi in Emilia nei tempi antichi furono quella degli Etruschi, (come testimoniato da numerose città da essi fondate, tra le quali Felsina (Bologna), Parma e Spina) e quella dei Celti, stanziati anche in numerose altre aree dell’Italia Settentrionale. A partire dal III secolo a.C. i Romani presero possesso del territorio, imponendosi sulle tribù celtiche. Già nel primo periodo della dominazione romana venne costruita, per volontà del console Marco Emilio Lepido, la via Emilia (187 a.C.), da cui oggi la regione prende il nome. Tale arteria viaria fu importante per l’intensificarsi del commercio e sul suo tragitto sorsero fiorenti centri urbani come Muntia (Modena), Placentia (Piacenza), Fidentia (Fidenza) e Regium Lepidi (Reggio Emilia).

Con la caduta dell’impero romano d’Occidente nel 476 d.C., l’intera penisola Italica fu in balia dalle invasioni della varie popolazioni barbare, provenienti dal nord Europa. Nel corso del VI secolo d.C. l’Emilia, come gran parte del territorio italiano venne assoggettata dai Longobardi, mentre la vicina Romagna, rimase, invece, per lungo tempo sotto il controllo bizantino. Seguendo il modello amministrativo longobardo, anche nella regione vennero creati una serie di ducati, tra cui spiccavano quello di Parma, quello di Piacenza, quello di Modena, quello di Reggio Emilia e quello di Persiceto. Bologna, invece, entrerà sotto il controllo longobardo solo nel 728.

Ai Longobardi si susseguirono, successivamente, i Franchi, chiamati in Italia da papa Stefano II. In questo periodo l’Emilia entrò nell’orbita del Sacro Romano Impero e il suo territorio venne suddiviso in una serie di feudi.

Dal XII secolo in poi, numerose entità cittadine emiliane si costituiranno come comuni che, via, via si andranno a sostituire ai precedenti sistemi amministrativi di stampo feudale. Il comune che ebbe sicuramente più prestigio e potere sul territorio fu Bologna, dove, nel 1088, venne fondata la celebre Università, la più antica in Europa. Molti comuni emiliani, sempre in questo periodo, furono, inoltre, annessi alla Lega Lombarda che si oppose al progetto dell’imperatore Federico I di restaurare un forte potere centrale nell’Italia Settentrionale.

Nel corso dei secoli successivi molte città passarono da un governo di tipo comunale a forme di governo signorili. Un esempio ne è Ferrara che, sotto il governo degli Estensi, acquistò notevole prestigio, diventando anche uno dei centri culturali più importanti dell’Umanesimo e del Rinascimento Italiano (presso la corte estense operarono infatti intellettuali del calibro di Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso).

L’intera Emilia, nel corso dei secoli successivi, mantenne un assetto politico su cui spiccavano principalmente le potenze politiche dei Ducati di Ferrara, Modena e Reggio e Parma e Piacenza.

A partire dal 1796, con l’arrivo delle truppe francesi di Napoleone Bonaparte, vennero create nell’Italia settentrionale una serie di repubbliche, dipendenti da quella francese, che tra i vari territori, andavano ad annoverare anche quello emiliano, compreso nella Repubblica Cispadana (formata dal Ducato di Parma, la Repubblica Reggiana e la Repubblica Bolognese). Successivamente essa venne unita a quellaTranspadana (corrispondente con il precedente ducato di Milano), andando così a costituire la repubblica Cisalpina che ebbe come bandiera il Tricolore, nato per l’appunto a Reggio nel 1796.

Inseguito al Congresso di Vienna del 1815 nella regione viene ristabilito l’antico sistema amministrativo che cadrà solo nel 1860 con l’annessione al Regno di Sardegna a seguito di plebisciti.

Evento particolarmente rilevante della storia emiliana nella seconda guerra mondiale fu la tragica strage di Marzabotto, consistente nell’uccisione di 1830 civili, da parte delle truppe tedesche, in repressione della guerriglia partigiana, nel 1944, quando ormai le truppe alleate si accingevano a liberare definitivamente l’Italia del Nord.

Nel 1947 l'Emilia divenne, assieme alla Romagna, la Regione Emilia-Romagna.

 

Storia della Romagna

Fra le prime popolazioni che si insediarono nella regione compaiono Umbri ed Etruschi. In un secondo momento il territorio corrispondente all’attuale Romagna venne poi conquistato da alcune tribù celtiche provenienti dal nord Europa, tra cui i Lingoni, i Senoni e i Boi (IV secolo a.C.).

Nel III secolo a.C., inseguito ad una serie di scontri, le popolazioni celtiche che occupavano la regione vennero sconfitte dai Romani i quali iniziarono ad esercitare il loro dominio sulla regione. Numerosi sono i segni della dominazione romana, tra cui la fondazione di numerose città, tra le quali si possono ricordare Ariminum, Faventia, Forum Livii, Forum Popili, rispettivamente le odierne Rimini, Faenza, Forlì e Forlimpopoli.

In epoca tardo-repubblicana il fiume Rubicone (oggi in provincia di Forlì-Cesena) venne assunto come punto di riferimento per sancire il confine tra l’Italia e la provincia della Gallia Cisalpina. Importante avvenimento storico che consacrò tale corso d’acqua fu il suo attraversamento da parte di Giulio Cesare e il suo esercito il 10 gennaio del 49, alla fine delle campagne Galliche. Tale evento sancì l’inizio della seconda guerra civile romana. Si tramanda che proprio in occasione di ciò il celebre condottiero romano pronunciò la frase, ormai divenuta proverbiale, “Alea iacta est”.

Nel I secolo a.C., in età imperiale, Ottaviano Augusto pose presso Ravenna il principale presidio navale militare dell’Adriatico. Ciò andò ad accrescere il prestigio e la ricchezza della città. Proprio in virtù del fatto che il porto ravennate in età tardo-antica era divenuto il maggiore punto di contatto con la nuova capitale dell’impero d’Oriente, Costantinopoli, Ravenna, nel 402 d.C, divenne capitale dell’impero Romano d’Occidente, per volontà dell’imperatore Onorio. La presenza di paludi attorno alla città rendeva, inoltre, il luogo più sicuro per difendersi dagli attacchi dei Visigoti di Alarico, rispetto alla precedente capitale Milano.

Nel 476, sempre a Ravenna, venne deposto da Odoacre, re degli Eruli, il giovane Romolo Augustolo, considerato l’ultimo imperatore romano d’Occidente.

Ad Odoacre, seguirono, poi gli Ostrogoti di Teodorico.

Nel corso del VI secolo d.C. l’imperatore d’Oriente Giustiniano, avviò una serie di campagne militari, per riprendere possesso di numerosi territori dell’impero d’Occidente caduti in mano a varie popolazioni barbare (Guerre Gotiche). Tra i vari territori che bizantini riuscirono a prendere figura anche parte della Romagna e delle Marche settentrionali. Tali domini vennero, così, riuniti in un protettorato denominato Esarcato, con capitale Ravenna. Fu proprio in questo periodo, inoltre, che la regione acquistò il nome di Romagna, dal latino Romanìa. Tale termine differenziava, infatti, i possedimenti dell’impero romano d’Oriente, dai territori occupati dai Longobardi, i quali detenevano il controllo di gran parte della penisola italica. L’Esarcato cadrà, infine, nel 751, proprio per mano di quest’ultima popolazione.

Nello stesso periodo, il pontefice Stefano II, temendo che i Longobardi potessero impossessarsi di Roma, chiamò in suo aiuto i franchi di Pipino il Breve, i quali, sconfissero i Longobardi e cedettero allo Stato Pontifico i territori appartenuti all’impero d’Oriente, tra cui, appunto la Romagna.

A partire dal XII secolo, analogamente a quanto accadeva in numerose realtà cittadine dell’Italia Centro-Settentrionale, anche in varie realtà della Romagna furono adottate istituzioni comunali, che inseguito, a distanza di pochi secoli, si muteranno in signorie o principati.

Nel 1499,grazie ad una serie di azioni militari, il figlio di papa Alessandro VI, Cesare Borgia, riuscì a prendere possesso della regione, sconfiggendo i signori locali, da tempo in lotta tra loro, diventando così duca di Romagna. Alla morte del padre, tuttavia, il Borgia, non sarà più in grado di mantenere il controllo dei territori conquistati che nel 1507 saranno riannessi allo Stato Pontificio.

Il territorio romagnolo rimarrà in mano al Pontefice fino al 1796, anno dell’invasione napoleonica. Caduto Napoleone e con il Congresso di Vienna del 1815, tuttavia, la regione ritornerà allo Stato della Chiesa.

Con i plebisciti dell’11 e del 12 Marzo 1860 i territori della Romagna vennero ufficialmente annessi al Regno di Sardegna che l’anno successivo sarebbe divenuto Regno d’Italia.

Nel corso del secondo conflitto mondiale, nella primavera del 1944, l’esercito tedesco eresse, in territorio romagnolo, una linea di difesa che costituiva la frontiera tra l’Italia ormai liberata dagli alleati e la Pianura Padana: la Linea Gotica, che da Rimini giungeva fino a La Spezia. Successivamente, sfondata la Linea Gotica, numerose città vennero liberate. Le ultime città ad essere definitivamente liberate furono quelle ubicate a nord del fiume Senio, in cui gli alleati giungeranno solo nella primavera del 1945.

 

Economia

L'Emilia-Romagna è considerata una delle regioni più ricche d'Europa, con tassi d'occupazione che superano il 70% (80% a Modena e Reggio Emilia); il tasso di disoccupazione della regione (3,4%) corrisponde ad un regime di piena occupazione. Questo ha favorito negli ultimi anni un enorme arrivo di immigrati nelle città, che in tre province (Reggio Emilia, Piacenza, Modena) ha portato l'incidenza di immigrati sulla popolazione totale intorno al 10%.

Con una statistica di giugno 2007 condotta da Unioncamere, Bologna e Modena sono risultate rispettivamente la terza e la quarta città più ricche d'Italia, dietro solo a Milano e Biella. Nella classifica de Il Sole 24 ore Bologna è risultata essere la città italiana col più alto tenore di vita.

La regione, secondo un'altra indagine svolta da Eurostat nel 2002, è risultata la 23ª regione europea per quanto riguarda il PIL pro capite, terza italiana dopo la provincia autonoma di Bolzano e la Lombardia. Ancora nel 2005 il PIL pro capite era al terzo posto in Italia, e su una media europea del 100% superava il 128%.

 

Settori macro economici regionali

In Emilia-Romagna l'economia è molto sviluppata. Come nel resto d'Italia, vi sono numerose piccole aziende a conduzione familiare, con produzioni di vario tipo. Inoltre sono molto diffuse le cooperative, soprattutto nelle province di Reggio Emilia, Modena, Bologna e Forlì-Cesena.

Il confronto dei dati regionali dei macro settori economici con quelli nazionali mette in evidenza come nella regione il peso del settore industriale sull'economia regionale sia superiore al dato nazionale, evidenziando quindi la forte vocazione industriale dell'Emilia-Romagna. Peraltro, come accade per la regione Veneto questa maggiore incidenza dell'industria, si riflette su un minor peso che ha sull'economia regionale tutto quanto ricade nel settore Altri Servizi, dove essenzialmente sono raggruppati i servizi resi dalla pubblica amministrazione, sanità, servizi sociali ed istruzione pubblica.

*) Settore primario: nel settore primario, la regione può contare su un forte sviluppo su tutta la Pianura Padana e in Romagna. Sono molti i prodotti DOP e IGP coltivati in regione, ed è diffuso l'allevamento di bovini e suini. L'Emilia-Romagna, condividendo il territorio della Pianura Padana, è una regione molto fertile (il rapporto tra raccolto e seminato è tra i più alti d'Italia); la rete d'irrigazione e canalizzazione è efficiente e non per caso alcune delle più grandi aziende di macchinari agricoli, come la Goldoni e la Landini, hanno sede qui. Le colture tipiche sono cerealicole. L'Emilia era soprattutto vocata alla produzione di grano. Il variare del prezzo sul mercato internazionale ha spinto a spostarsi sulla coltivazione del mais. Nell'annata agraria del 2012 e in quella successiva, tuttavia, l'attacco della farfalla Pyrausta purpuralis ha determinato una produzione in molti casi inquinata da microtossine, le fumonisine, così che si rese necessaria la loro termodistruzione o la destinazione ai termovalorizzatori. Sviluppate sono anche le colture fruttifere (la prima produttrice italiana di pesche e pere e anche con mele, albicocche, susine e ciliegie), ortofrutticole (ai primi posti in Italia ed Europa per produzione di insalate, finocchio, pomodori, lattuga, rapa, ravanello, carote, patate, zucchine, zucche, peperoni, cetrioli e molti altri) e vinicole anche fino a 800 metri in collina; da ricordare il primato nazionale nella produzione di barbabietola da zucchero. Le maggiori aziende alimentari hanno sede in Emilia. Il Ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, ha riconosciuto 184 prodotti emiliani e romagnoli come "tradizionali".

*) Settore secondario: anche il settore secondario è molto sviluppato e molto variegato a seconda della provincia poiché ognuna di esse ha delle peculiarità: a Parma sono presenti numerosissime industrie alimentari di dimensioni mondiali come Barilla e Parmalat, a Modena, Reggio Emilia e Bologna sono molto diffuse le industrie meccaniche con nomi illustri come ad esempio: Ducati, Ferrari, Italjet, Moto Morini, Maserati, Pagani Automobili, De Tomaso e Lamborghini. La regione si dimostra quindi presente in ogni settore produttivo, dal chimico di Ravenna al meccanico dell'Emilia centrale, dal tessile all'elettronico passando per il ceramico, biomedicale ed editoriale (Panini) della zona modenese per arrivare al settore logistico di Piacenza.

*) Settore terziario: il settore terziario è anch'esso sviluppato; la Riviera romagnola è centro d'attrazione turistica sia d'estate per la ricca ed organizzatissima ricettività (più di 5000 alberghi) che negli altri periodi dell'anno per i numerosi locali d'intrattenimento giovanile; si stima che durante un anno siano circa 10 milioni di turisti che la popolano: italiani e moltissimi stranieri soprattutto dalla Germania e dai Paesi Bassi.

Discreto anche il turismo invernale sulle località sciistiche dell'Appennino, fra cui ricordiamo Sestola e le altre località alle pendici del Monte Cimone, e il Corno alle Scale, nel bolognese. Molto sviluppato il turismo artistico nelle città d'arte, specialmente dall'estero. Complessivamente gli arrivi nel 2007 sono stati di 6.574.335 italiani e 2.090.979 stranieri.

La regione è il nodo commerciale più importante del paese, Bologna è un nodo ferroviario di primaria importanza nel Nord e la sua stazione merci è la più grande d'Italia come volume di traffico. In Emilia confluiscono, poi, alcune tra le principali autostrade del paese (A1, A13, A14, A15, A21 e A22). Il porto di Ravenna è il più grande del Mare Adriatico.

 

Infrastrutture e trasporti

Il sistema infrastrutturale dei trasporti dell'Emilia-Romagna consiste in linee ferroviarie, aeroportuali, autostradali, stradali, marittime e fluviali.

 

Istruzione

In regione sono presenti quattro università, tutte dislocate in Emilia, e tutte nella classifica delle 45 università italiane:

- Bologna: l'università più grande della regione e una delle principali a livello nazionale, è la più antica università del mondo occidentale, grazie alla quale la città è soprannominata "La Dotta". Ha quasi 100.000 studenti. Nella classifica del The Times sulle migliori università mondiali l'ateneo è risultato 173º, risultando così al primo posto a livello nazionale per prestigio e qualità.

- Parma: università riconosciuta con storia secolare, accoglie molti studenti soprattutto dalla provincia della Spezia, ha quasi 30.000 studenti.

- Modena-Reggio Emilia: università che è divisa in due sedi (alla sede storica modenese nel 1998 si è aggiunta Reggio), è stata eletta nel 2007 da il Sole 24 Ore come miglior università pubblica.

- Ferrara: università fondata dal marchese Alberto V d'Este su concessione del Papa Bonifacio IX, ad oggi ha quasi 20.000 studenti.

In tutti gli altri capoluoghi sono presenti sedi distaccate con facoltà autonome, come ad esempio le succursali dell'Università di Bologna presenti in Romagna (Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini) e dell'Università Cattolica di Milano e del Politecnico di Milano a Piacenza.

 

Lingue e Dialetti

Nella regione sono diffusi diversi dialetti, appartenenti alla famiglia linguistica gallo-italica.

Oltre che nella regione stessa, tali dialetti sono diffusi, inoltre, anche in alcune delle regioni confinanti e nella Repubblica di San Marino.

Essi sono generalmente suddivisi in due gruppi principali:

- emiliano:

---- dialetto carrarese e dialetto della Lunigiana;

---- dialetto tortonese;

---- dialetto pavese e dialetto oltrepadano;

---- dialetto piacentino e dialetto bobbiese;

---- dialetto modenese, dialetto carpigiano, dialetto mirandolese e dialetto frignanese;

---- dialetto reggiano e dialetto guastallese;

---- dialetto parmigiano;

---- dialetto casalasco-viadanese;

---- dialetto mantovano;

---- dialetto bolognese:

-------- cittadino;

-------- montano:

------------ medio;

------------ alto;

-------- della pianura:

------------ occidentale;

------------ orientale;

------------ settentrionale;

---- dialetto ferrarese;

---- dialetto mantovano e dialetto basso mantovano;

- romagnolo:

---- dialetto ravennate;

---- dialetto forlivese;

---- dialetto cesenate;

---- dialetto riminese;

---- dialetto sammarinese.

 

Arte

- Arte ravennate;

- Romanico emiliano;

- Rinascimento emiliano:

---- Rinascimento ferrarese;

---- Rinascimento parmense;

- Rinascimento romagnolo:

---- Rinascimento a Cesena;

---- Rinascimento riminese;

- Scuola bolognese di pittura;

- Scuola ferrarese;

- Scuola forlivese.

 

Cucina

Amministrativamente unite, l'Emilia e la Romagna hanno tradizioni e usi alimentari differenti.

La cucina emiliana, a causa di quasi otto secoli di autonomia delle città emiliane, conta diverse tradizioni culinarie. Essa ha fama riconosciuta di una cucina solida, saporita e generosamente condita.

La cucina romagnola, legata alla tradizione contadina della regione, è, in confronto, più semplice e ruvida, come scrisse il forlivese Piero Camporesi: «di gusto primitivo, quasi di fondo barbarico».

Nonostante le differenze di fondo, tuttavia, esistono anche punti di contatto tra le due tradizioni culinarie e diverse pietanze sono proprie di entrambe. Alcuni piatti tipici sono:

*) Primi Piatti:

- Cappelletti;

- Cappellacci di zucca;

- Garganelli;

- Gnocchi;

- Gramigna alla salsiccia o alla salsiccia e panna;

- Lasagne alla bolognese;

- Passatelli;

- Pasta e fagioli;

- Risotto alla parmigiana;

- Tagliatelle;

- Tortelli;

- Tortellini;

- Strozzapreti;

- Zuppa Imperiale.

*) Secondi Piatti:

- Anguilla marinata di Comacchio;

- Brodetto alla marinara;

- Castrato.

*) Dolci:

- Bracciatello;

- Ciambella;

- Fave dei morti all'anice;

- Migliaccio;

- Savor;

- Torta tenerina;

- Zuppa inglese.

*) Formaggi, salumi e altro:

- Casatella romagnola;

- Ciccioli di maiale;

- Coppa;

- Cotechino;

- Culatello;

- Mortadella di Bologna;

- Parmigiano-Reggiano;

- Piadina romagnola;

- Prosciutti del Parmense;

- Raviggiolo;

- Salama da sugo;

- Salame gentile;

- Squacquerone;

- Zampone;

 

Sport

Lo sport in Emilia-Romagna è praticato e diffuso in molti settori, sia a livello agonistico che dilettantesco, sia per quanto riguarda gli sport più comuni che quelli meno diffusi a livello nazionale.

 

Persone del passato legate all’Emilia-Romagna

Quello che segue è un elenco parziale:

- Dosso Dossi (Mirandola 1486? - Ferrara, 1542): Pittore;

- Giulio Alberoni (Fiorenzuola d'Arda, 1664 - Piacenza, 1752): cardinale e primo ministro di Spagna;

- Sant'Apollinare (Antiochia, II secolo - Classe, III secolo): vescovo e santo;

- Ludovico Ariosto (Reggio nell'Emilia, 1474 - Ferrara, 1533): poeta e letterato;

- Pellegrino Artusi (Forlimpopoli, 1820 - Firenze, 1911): scrittore e gastronomo;

- Italo Balbo (Quartesana, 1896 - Tobruch, 1940): politico e gerarca fascista;

- Benedetto XIV (Bologna, 1675 - Roma, 1758): 247° Papa della Chiesa Cattolica;

- Alberto Bevilacqua (Parma, 1934 - Roma, 2013): scrittore;

- Matteo Maria Boiardo (Scandiano, 1441 - Reggio nell'Emilia, 1494): poeta e letterato;

- Alessandro Bonci (Cesena, 1870 - Viserba di Rimini, 1940): tenore;

- Giacomo Bulgarelli (Medicina, 1940 - Bologna, 2009): calciatore;

- Secondo Casadei (Sant'Angelo di Gatteo, 1906 - Forlimpopoli, 1971): musicista;

- Gino Cervi (Bologna, 1901 - Castiglione della Pescaia, 1974): attore;

- Clemente XIV (Santarcangelo di Romagna, 1705 - Roma, 1774): 249º Papa della Chiesa cattolica;

- Giuseppe Compagnoni (Lugo, 1754 - Milano, 1833): costituzionalista e letterato, considerato il "padre del Tricolore";

- Correggio (Correggio, 1489 - Correggio, 1534): pittore;

- Pietro Crisologo (Imola, IV secolo - Imola, 450): vescovo di Ravenna;

- Lucio Dalla (Bologna, 1943 - Montreux, 2012): cantautore;

- San Pier Damiani (Ravenna, 1007 - Faenza, 1072): dottore della Chiesa;

- Federico Fellini (Rimini, 1920 - Roma, 1993): regista;

- Enzo Ferrari (Modena, 1898 - Modena, 1988): imprenditore, ingegnere e pilota automobilistico;

- Girolamo Frescobaldi (Ferrara, 1583 - Roma, 1643): compositore e musicista;

- Luigi Galvani (Bologna, 1737 - Bologna, 1798): fisico;

- San Geminiano (Cognento, 312 - Modena, 397): vescovo di Modena;

- Giovanni dalle Bande Nere (Forlì, 1498 - Mantova, 1526): condottiero;

- Gregorio X (Piacenza, 1210 - Arezzo, 1276): 184º Papa della Chiesa cattolica;

- Gregorio XIII (Bologna, 1502 - Roma, 1585): 226º Papa della Chiesa cattolica;

- Giovanni Guareschi (Fontanelle di Roccabianca, 1908 - Cervia, 1968): scrittore;

- Battista Guarini (Ferrara, 1538 - Venezia, 1612): drammaturgo e poeta;

- Guarino Guarini (Modena, 1624 - Milano, 1683): architetto;

- Guercino (Cento, 1591 - Bologna, 1666): pittore;

- Guido Guinizzelli (Bologna, 1235 - Monselice, 1276): poeta e iniziatore del Dolce Stil Novo;

- Ferruccio Lamborghini (Renazzo, 1916 - Perugia, 1993): imprenditore;

- Silvestro Lega (Modigliana, 1826 - Firenze, 1895): pittore;

- Lucio II (Bologna, ... - Roma, 1145): 166º Papa della Chiesa cattolica;

- Novello Malatesta (Brescia, 1418 - Cesena, 1465): condottiero, signore di Cesena;

- Sigismondo Pandolfo Malatesta (Brescia, 1417 - Rimini, 1468): signore di Rimini;

- Guglielmo Marconi (Bologna, 1874 - Roma, 1937): fisico e inventore;

- Massimiano (Pola, 498 - Ravenna, 556): primo arcivescovo di Ravenna;

- San Mauro di Cesena (? - 946): vescovo e Santo;

- Melozzo da Forlì (Forlì, 1438 - Forlì, 1494): pittore;

- San Mercuriale (IV secolo): vescovo e Santo;

- Michele da Cesena (Cesena, 1270 - Monaco di Baviera, 1342): religioso e teologo;

- Giovanni Minzoni (Ravenna, 1885 - Argenta, 1923): presbitero e antifascista;

- Marino Moretti (Cesenatico, 1885 - Cesenatico, 1979): poeta e scrittore;

- Benito Mussolini (Dovia di Predappio, 1883 - Giulino di Mezzegra, 1945): Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d'Italia, fondatore del fascismo e dittatore;

- Odoacre (433 - Ravenna, 493): Re d'Italia;

- Onorio (Costantinopoli, 384 - Ravenna, 423): imperatore romano d’Occidente;

- Marco Pantani (Cesena, 1970 - Rimini, 2004): ciclista;

- Parmigianino (Parma, 1503 - Casalmaggiore, 1540): pittore;

- Giovanni Pascoli (San Mauro di Romagna, 1855 - Bologna, 1912): poeta;

- Pier Paolo Pasolini (Bologna, 1922 - Roma, 1975): scrittore e regista;

- Luciano Pavarotti (Modena, 1935 - Modena, 2007): tenore;

- Pico della Mirandola (Mirandola, 1463 - Firenze, 1494): umanista e filosofo;

- Pio VI (Cesena, 1717 - Valence-sur-Rhône, 1799): 250º Papa della Chiesa cattolica;

- Pio VII (Cesena, 1742 - Roma, 1823): 251º Papa della Chiesa cattolica;

- Nilla Pizzi (Sant'agata bolognese 1919 - Segrate 2011): cantante;

- Guido Reni (Bologna, 1575 - Bologna, 1642): pittore;

- Ottorino Respighi (Bologna, 1879 - Roma, 1936): compositore;

- Romolo Augusto (459 - 511): ultimo imperatore romano d’Occidente;

- San Romualdo (Ravenna, 951 - Fabriano, 1027): monaco e fondatore dell'eremo di Camaldoli;

- Rosmunda (... - Ravenna, 572): Regina dei Longobardi;

- Paolo Ruffini (Valentano, 1765 - Modena, 1822): matematico;

- Aurelio Saffi (Forlì, 1819 - Forlì, 1890): patriota, politico e triumviro della Repubblica Romana;

- Girolamo Savonarola (Ferrara, 1452 - Firenze, 1498): religioso e politico;

- Marco Simoncelli (Cattolica, 1987 - Sepang, 2011): motociclista;

- Caterina Sforza (Milano, 1463 - Firenze, 1509): signora di Forlì;

- Temistocle Solera (Ferrara, 1815 - Milano, 1878): librettista;

- Teodorico il grande (Pannonia, 454 - Ravenna, 526): Re degli Ostrogoti e Re d'Italia;

- Ersilio Tonini (San Giorgio Piacentino, 1914 - Ravenna, 2013): cardinale della Chiesa cattolica;

- Arturo Toscanini (Parma, 1867 - New York, 1957): direttore d'orchestra;

- Valentiniano III (Ravenna, 419 - Roma, 455): imperatore romano d’Occidente;

- Giuseppe Verdi (Le Roncole, 1813 - Milano, 1901): compositore;

- Wiligelmo (XI secolo - XII secolo): scultore.

 

Voci correlate

Italia;

Regioni d'Italia;

Geografia;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.