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Portulaca oleracea

 

Descrizione

La portulaca (Portulaca oleracea L., Portulacaceae), detta Porcellana comune, è una pianta particolarmente infestante.

Fra tutte le malerbe cittadine, la porcellana è probabilmente quella con lo status alimentare più nobile; quei cespuglietti verdi che crescono dovunque fra le crepe dei marciapiedi e fra l'asfalto e i tombini, e che calpestiamo distrattamente tutti i giorni sono, da sempre ed in tutto il mondo, coltivati con cura e considerati una vera e propria leccornia gastronomica, di dignità pari, se non superiore, a quella dell'insalata.

La porcellana è pianta erbacea annuale, alta fino a una trentina di centimetri, nota sicuramente ai più per il suo aspetto particolare, caratterizzato da fusti e foglie glabri e carnosi. I fusti sono prostrati e ramificati, spesso arrossati, mentre le foglie, di dimensioni assai variabili in base alla ricchezza dei suoli, sono da ovate a spatolate, alternate e quasi sessili. La pianta fiorisce per tutta l’estate e i piccoli fiori gialli, ascellari e per lo più raggruppati in fascetti, danno come frutto una capsula fusiforme deiscente contenente molti piccoli semi.

La porcellana è una pianta particolare dal punto di vista della fisiologia; ha un'efficienza fotosintetica particolare, che esplica con due meccanismi diversi. Senza addentrarci nelle sottigliezze della cosiddetta fotosintesi CAM, dove la C sta proprio per il nome della famiglia della porcellana (Crassulaceae), questa proprietà è responsabile di un' osservazione curiosa e facile da fare, cioè che la porcellana ha un sapore diverso al mattino rispetto alla sera, soprattutto quando il tempo è secco. La pianta del mattino è, effettivamente, molto più acidula di quella raccolta alla sera, perché, per via del dualismo fotosintetico particolare della pianta, di notte immagazzina anidride carbonica sotto forma di acido malico (l'acido che dà il sapore asprigno alla mela renetta), e di giorno lo trasforma poi in glucosio. La differenza di concentrazione di acido malico fra la pianta raccolta al mattino e quella raccolta alla sera è di circa 10 volte, per cui il sapore acidulo della porcellana ricorda una mela renetta al mattino, ed una mela golden alla sera. In pratica, la porcellana fa la fotosintesi a tappe, trasformando l'anidride carbonica in acidi di notte, e poi, in presenza di luce, convertendo gli acidi in glucosio. Le piante CAM risparmiano acqua, dato che assorbono anidride carbonica di notte, quando la temperatura è più fresca, e tengono gli stomi, i minuscoli pori delle foglie attraverso i quali avvengono gli scambi gassosi, chiusi di giorno, quando fa caldo e perderebbero acqua.

Un'altra delle tante meraviglie di questa pianta, che è inclusa, a ragione, nel rituale giapponese del piatto delle sette erbe, una specie di polentina di riso con cui i giapponesi iniziano l'anno e che dovrebbe portare salute per i mesi a venire, una proprietà che, almeno per la porcellana, la moderna ricerca medica ha ampiamente confermato.

Nei tempi passati veniva utilizzata dai marinai come pianta antiscorbuto, durante i periodi piuttosto lunghi di imbarco e navigazione. La pianta è diffusa in tutto il mondo: originaria del vecchio mondo, raggiunse l'America già prima di Colombo, come confermato da numerosi ritrovamenti archeologici.

 

Etimologia

La porcellana ha un'etimologia interessante; il nome comune fa riferimento alla predilezione che hanno i maiali per la pianta, di cui si nutrono con piacere, mentre il binomio latino celebra il suo utilizzo come verdura (olera in latino significa ortaggio) e la struttura caratteristica del frutto, che ha una sorta di porticina membranacea (portula in latino) che protegge i semi.

 

Denominazione

È nota nelle diverse regioni con diversa denominazione: in italiano come porcellana, procaccia, purselana (Liguria), erba grassa (Lombardia), barzellana (Sardegna), precacchia (Abruzzo), porcacchia o perchiacca (Basilicata), pucchiacchèlla, chiaccunella (Campania) o picchiacchella (in alcune zone del Sannio viene chiamata, eufemisticamente, erba vasciulella per evitare il diretto riferimento dialettale al sesso femminile (la pucchiacca, in dialetto napoletano, è l'organo genitale femminile), perchiazza, sportellecchia (Toscana), andraca, purchiacca (Calabria)[1], purciaca o purciddana (Sicilia)[1]; perchiazza (Puglia). In inglese come purslane, purslave, pursley, pusley; in spagnolo e catalano come verdolaga, verdalaga, buglosa, hierba grasa, porcelana, tarfela, peplide' (Spagna), colchón de niño (Salvador), flor de las once (Colombia), flor de un día, lega (Argentina); in portoghese e galiziano come beldroega, bredo-femea, baldroaga; in basco come ketozki, ketorki, getozca; in francese come pourpier, portulache; in curdo come par-par; in cinese come Ma-Chi-Xian. Alla specie Portulaca oleracea L. sono ascrivibili sette subspecie:

- subsp. granulatostellulata (Poellnitz) Danin e H.G. Baker;

- subsp. nitida Danin e H.G. Baker;

- subsp. oleracea;

- subsp. papillatostellulata Danin e H.G. Baker;

- subsp. sativa (Haw.) Celak;

- subsp. stellata Danin e H.G. Baker;

- subsp. sylvestris (DC.) Celak.

Tra queste la oleracea è la più diffusa.

Il nome botanico latino significa "piccola porta" per il modo con cui si aprono le capsule. Gli Arabi nel Medio Evo l’hanno denominata "baqla hamqa", che significa "pianta pazza" o "pazzesca" a causa del modo in cui i rami si estendono per terra senza alcun controllo.

 

Classificazione scientifica

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Sottoregno: Tracheobionta;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Sottoclasse: Caryophyllidae;

Ordine: Caryophyllales;

Famiglia: Portulacaceae;

Genere: Portulaca;

Specie: Portulaca oleracea.

 

Origine e diffusione

Di probabili origini asiatiche, nell’antico Egitto era utilizzata come pianta medicinale, mentre era coltivata durante il Medio Evo nei Paesi Arabi e nel Bacino del Mediterraneo, soprattutto in Spagna. In Arabia Saudita, Emirati Arabi e Yemen, sono coltivate correntemente diverse varietà di portulaca della sottospecie sativa. Negli Emirati Arabi la varietà coltivata è reperibile in molti negozi di ortaggi per essere utilizzata come insalata. Nelle regioni dell’Italia meridionale la portulaca, raccolta negli orti come spontanea, veniva venduta alla rinfusa da ambulanti durante gli anni ’50 – ’60.

 

Usi

Culinario

Risulta essere un ingrediente fondamentale di piatti tipici, soprattutto in Messico e Giappone, e non può mancare nella classica insalata greca. La si può consumare in insalata, bollita, o fritta, con una versatilità culinaria notevole, e solo il suo comportamento infestante la fa accomunare alle erbacce e non alle verdure. La sua reintroduzione nella nostra dieta è caldeggiata dai nutrizionisti per le particolari caratteristiche degli acidi grassi che contiene. In pratica, la dieta moderna ha un apporto di acidi grassi essenziali, cioè che non possiamo sintetizzare nel nostro organismo e che, dunque, dobbiamo assumere con la dieta, che è sbilanciato verso gli acidi "infiammatori" (omega-6) a discapito di quelli "anti-infiammatori" (gli omega-3). Prima dell'industrializzazione della coltivazione delle piante oleaginose da seme, che, come il mais, contengono essenzialmente solo omega-6, la nostra dieta aveva un rapporto fra omega-6 e omega-3 di circa 3:1. Oggi questo rapporto è diventato di 20:1, e si parla quindi di dieta "infiammatoria" che predispone a malattie cronico-degenerative. La filiera agricola moderna è basata su mais e soia, con cui vengono nutriti gli animali di allevamento, ed il cui profilo di acidi "infiammatori" passa poi a noi attraverso il consumo di carne. Anche se visivamente simili, animali allevati allo stato brado ed in batteria hanno una composizione chimica diversa, responsabile del loro diverso sapore. In questo contesto, l'uomo moderno è stato definito il koala del mais, visto che, in ultima analisi, la maggior parte delle calorie che si assumono con la dieta cosiddetta "occidentale" derivano, in ultima analisi, dal mais. La porcellana è ricchissima di acidi omega-3, ed è quindi particolarmente adatta alla dieta di persone in cui il miglioramento del profilo omega-6/omega-3 è molto utile (diabetici, cardiopatici). Da qui il grande interesse della ricerca nutrizionale per questa pianta, che contiene anche altri composti benefici per la salute, come le mucillagini, responsabili della consistenza carnosa delle foglie e del loro utilizzo medicinale per lenire, applicate direttamente sulla pelle, il dolore di punture di insetti e di piccole ferite, od il prurito da foruncoli; ma le virtù nutrizionali della porcellana non finisco qui, perché la pianta è anche ricca di vitamine, di flavonoidi, e di betalaine, una classe di pigmenti vicariante con gli antocianosidi e responsabile, nella porcellana, del colore rosso dei fusti e giallo dei fiori. L'entusiasmo dei nutrizionisti per la porcellana è arrivato al punto da attribuirle persino la presenza degli omega-3 da pesce, che sono più lunghi di quelli delle piante. Il dato è molto (ma veramente molto, in quanto la biochimica non è un opinione) dubbio, e non è stato confermato in altri studi, ma internet ha fatto da tamburo, e la porcellana ha finito per diventare addirittura un surrogato dell'olio di pesce.

Con la fioritura le foglie diventano amare e dunque meno apprezzate.

Raccolta allo stato spontaneo o talvolta coltivata, viene consumata da tempi remoti come erba aromatica nelle regioni mediterranee. Le foglie crude (e i germogli), carnosette e dal sapore acidulo, si consumano in insalate, alle quali conferiscono un superiore mordente; sono utilizzate per preparare minestre saporite e rinfrescanti e si possono conservare sottaceto. Entrano anche come ingredienti di frittate e ripieni.

Nella cucina napoletana era un tempo raccolta insieme alla rucola da piante che crescevano spontaneamente, e venduta da ortolani ambulanti. Rucola e pucchiacchella erano un binomio quasi inscindibile tra gli ingredienti dell'insalata.

Nella cucina romana la portulaca o porcacchia appartiene a quel misto di varie verdure domestiche e selvatiche crude che sono consumate in insalata sotto il nome di misticanza o insalata di mescolanza. Anticamente questa misticanza la portavano a casa i frati passando a chiedere l’obolo alle famiglie, ed infatti in Corsica la portulaca viene tuttora chiamata “erba fratesca”.

Nella cucina siciliana 'a purciddana è usata per la preparazione di insalate, come l'Insalata ferragostana con pomodori, cetrioli, cipolle condite con olio aceto e sale; oppure l'insalata con verdure lesse, dove le foglie ed i giovani germogli di purciddana sono usati con patate bollite e cipolle al forno. Altro uso è quello di preparare piccola frittelle di Purciddana, in cui le cime della pianta (immerse in una pastella di farina ed acqua) sono fritte singolarmente in olio ben caldo e poi servite come stuzzichini o antipasti.

 

Medicinale

Uso Interno

Al consumo della portulaca sono ascritte proprietà depurative, dissetanti e diuretiche e anti-diabetiche.

Usata per curare diarrea, vomito, enterite acuta, emorroidi ed emorragie post-partum.

Negli ultimi anni sono state scoperte notevoli proprietà nutritive e medicinali; è una fonte vegetale di acidi grassi polinsaturi del tipo omega-3 (che svolgono un ruolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari) di cui contiene modeste quantità e di acido α-linolenico; possiede un elevato contenuto di proteina cruda e di polisaccaridi idrosolubili, una buona tolleranza alla salinità e una discreta capacità di accumulo di metalli pesanti.

 

Uso esterno

Un impacco di foglie è usato in caso di foruncoli, punture d’api ed eczema.

 

Contenuti nutrizionali

Contiene più Omega 3 di qualsiasi altra fonte vegetale, addirittura può arrivare a contenerne 8,5 mg per ogni grammo di peso. Vitamina A, B, C ed E, sei volte più degli spinaci. Betacarotene, sette volte più di quanto ne contengono le carote, ed inoltre magnesio, calcio, potassio, acido folico, litio e ferro.

 

Curiosità

La direttiva del Ministero della Salute (Dicembre 2010), consente di inserire negli integratori alimentari le sostanze e gli estratti vegetali di questa pianta in particolare cita Herba, Folium, Radix.

Riferimento per gli effetti : Herbal per le funzioni depurative dell'organismo, il drenaggio dei liquidi corporei, la funzionalità digestiva ed epatica.

Volendo trovare qualcosa di negativo nella pianta, citiamo due informazioni:

- la prima è la sua capacità di accumulare metalli pesanti, per cui non va mai raccolta in ambiente urbano, dove il suolo è contaminato;

- la seconda è il suo contenuto elevato in acido ossalico, per cui non è indicata, almeno in grandi quantità, per chi soffre di problemi di reni.

 

Voci correlate

- Agricoltura;

- Ortaggi;

- Alimento;

- Botanica;

- Erbario virtuale;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.