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Moringa oleifera (neem)

 

Descrizione

La Moringa oleifera Lam., 1785 è una pianta appartenente alla famiglia Moringaceae, diffusa in buona parte della fascia tropicale ed equatoriale del pianeta; nota anche come "albero miracoloso".

Moringa oleifera raggiunge da 4 a 7 m di altezza, ma con suolo profondo e fertile supera anche i 10 m; ha tronco eretto o ramificato dalla base, molle ed a consistenza spugnosa, il legno è debole, i rami sottili ed intrecciati sono penduli.

Le foglie sono pluricomposte (ogni foglia è composta da alcune fogliole), ogni fogliola è imparipennata con foglioline ovali opposte e da una fogliolina terminale, le foglie sono alquanto robuste verde chiaro al dorso, verde glauco (pallido) al verso.

Le radici hanno un forte odore e sapore di ravanello, da cui deriva il nome di “horseradish tree” cioè l'albero del ravanello.

I fiori sono piccoli ma numerosi di colore bianco crema, sono ottimi produttori di nettare per le api, sono di discreto valore decorativo. In ambiente tropicale la pianta può fiorire due o tre volte all'anno.

I frutti sono grandi baccelli a sezione triangolare, affusolati ed appuntiti (30-45 cm di lunghezza) verdi e morbidi se immaturi; a maturità assumono una colorazione ocra e poi marrone ed una consistenza legnosa.

I semi bruni contenuti sembrano fagioli, ma sono tondeggianti e sono dotati di una membrana cartacea, sono da 16 a 22 per baccello, mentre ogni albero produce da 20 fino ad 80 baccelli.

Le proprietà benefiche attribuite alla Moringa sono davvero numerose; è ricca di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie che la rendono efficace nel proteggere il sistema immunitario, favorire una buona circolazione e una digestione sana, riequilibrare il metabolismo, regolare i livelli ormonali, trattare l'acne e garantire una pelle più morbida. I suoi impieghi curativi nell'ambito della medicina naturale spaziano dalla cura del raffreddore e della febbre all'impiego nel trattamento di infiammazioni e di problemi digestivi o di ipertensione.

 

Classificazione scientifica

Classificazione Cronquist

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Ordine: Capparales;

Famiglia: Moringaceae;

Genere: Moringa;

Specie: Moringa oleifera.

 

Classificazione APG

Ordine: Brassicales;

Famiglia: Moringaceae.

 

Distribuzione

Moringa oleifera è originaria dell'India orientale, si ritiene delle regioni pedemontane della catena himalayana del Uttar Pradesh. La specie è variamente diffusa e coltivata in tutta la fascia tropicale del pianeta.

Un'altra specie, la Moringa stenopetala, è originaria dell'Etiopia (fascia sud) e Kenya (fascia nord), ha avuto un notevole sviluppo in coltivazione, soprattutto nei suoi paesi di origine. Produce meno frutti di Moringa oleifera, e quindi meno semi.

 

Ambiente

La pianta di Moringa è resistente alla siccità e può svilupparsi in un'ampia varietà di terreni anche poveri e su suolo sterile; in terreni di buona fertilità e mediamente irrigati può avere una crescita stupefacente. Non ha preferenze di suolo per quanto concerne il pH (suoli acidi o alcalini); è praticamente adatta a tutti, andando da pH 4,5 a 9,0; si sviluppa e può fruttificare già al primo anno di impianto con abbondante crescita di foglie.

La pianta necessita assolutamente di terreno ben drenato, non sopporta terreni alluvionati od asfittici.

L'albero non resiste assolutamente al fuoco, e questo è uno grave svantaggio, dato che nei paesi di origine l'uso del fuoco in maniera più o meno controllata è un mezzo sbrigativo e frequente per il diserbo e la “fertilizzazione” del suolo. L'incendio boschivo produce gravissimi danni, spesso fatali, a questa specie. Infatti le altre specie vegetali dopo l'incendio possono rivegetare mentre le piante di Moringa se sono raggiunte dal fuoco sono irrimediabilmente distrutte.

 

Clima

Le varietà comuni sopportano brevi gelate (soprattutto le piante adulte), ma se il freddo ha una durata consistente, anche se al momento può essere superato dalla resistenza della pianta, interferisce gravemente con la crescita e la fruttificazione.

La pianta rimane in vegetazione anche con clima molto secco, nel suo ambiente in caso di siccità è spesso l'unica che si conserva verdeggiante. Si ha la caduta delle foglie solo come difesa ad un clima estremamente arido, con il ritorno dell'umidità la pianta riforma le foglie.

La Moringa si ritiene coltivabile nella fascia climatica dell'arancio, preferendo certamente, in caso di coltivazioni significative, le zone più calde e riparate di tale fascia. Anche nelle zone europee con geli molto moderati è comunque possibile coltivare la Moringa all'esterno durante tutto l'anno. Importante è però la protezione delle radici con paglia o simile per evitare il gelo delle radici. Tutta la parte esterna muore se esposta per tempi consistenti a temperature pari o inferiori allo zero centigrado, ma se la parte sotterranea riesce a sopravvivere rivegeta con vigore a primavera.

 

Usi

Usi alimentari: la Moringa oleifera, come anche la Moringa stenopetala, è senz'altro una pianta notevole ed è considerata di enorme potenziale per combattere fame e povertà; praticamente tutta la pianta è commestibile.

Le foglie sono usate come cibo umano e sono molto ricche in proteine, vitamine e sali minerali, hanno un sapore leggermente piccante e grato anche allo stato crudo, spesso sono preparate in insalata, ma possono essere cotte come gli spinaci. Contengono il 25 per cento in peso di proteine (più che le uova ed il doppio del latte di mucca), il quadruplo di vitamina A delle carote, quasi otto volte la vitamina C delle arance, il triplo del potassio delle banane; (Fonte: C. Gopalan et al. (1994), Nutritive Value of Indian Foods, Istituto Nazionale di Nutrizione, India). In condizioni di difficoltà sono ovvie le potenzialità di supporto per le gestanti e per l'allattamento umano; è pur vero che le foglie pesano poco (e quindi l'apporto in massa è limitato) ma tali valori sono comunque elevati.

Le foglie oltre che direttamente per l'alimentazione umana, possono essere utilizzate come foraggio per gli animali. Se le foglie vengono usate come foraggio assieme alla pasta residua all'estrazione dell'olio costituiscono un vigoroso ricostituente alimentare per gli animali erbivori, inducendo un vistoso miglioramento delle condizioni vitali; sono un eccellente supporto post-parto per le vacche che reggono egregiamente elevate produzioni di latte, e per la crescita dei vitelli. La definizione di “animali erbivori” si deve intendere in senso lato dato che le foglie sono fortemente appetite da tutti gli erbivori, anche da pesci erbivori come le carpe che ne sono ghiottissime.

L'uso più popolare e frequente dei frutti è la preparazione mediante bollitura dei baccelli immaturi (detti "mazze da tamburo") che evidenziano un sapore di asparago. Nella medicina Siddha sono considerati dei potenti afrodisiaci per ambedue i sessi.

I semi sono bolliti o tostati, hanno il sapore dei ceci. L'estrazione di olio dai semi è una importantissima risorsa; i semi contengono dal 30 al 50% di olio (olive: dal 8 al 20%), l'olio estratto contiene dal 65 al 76% di acido oleico che è lo stesso olio insaturo delle olive; è dolce e saporito e non irrancidisce, diversamente dall'olio di Jatropha; è perfettamente adatto all'alimentazione umana. Estratti gli oli dai semi, la pasta residua contiene il 60% di proteine pregiate; questa è una quantità enorme se si considera che il residuo dell'analogo trattamento della soia (prodotto di discreta qualità proteica vegetale) produce dal 30 al 35% di proteine, in gamma di aminoacidi, come per tutti gli altri vegetali noti, incompleta.

Le proteine della pasta residua sono adatte per l'alimentazione umana; anche le radici sono commestibili e, come accennato, hanno sapore piccante come di ravanello, l'aroma piccante delle radici è più pronunciato di quello delle foglie: l'uso delle radici è come aromatizzante (analogo al rafano o cren), ma, per la presenza di un alcaloide (la spirochina) che interferirebbe con la trasmissione nervosa, ne è sconsigliato l'uso in quantità eccessiva.

Anche i fiori sono commestibili, di norma sono preparati in insalata; è una pianta mellifera, ed il miele dei suoi fiori risulta eccellente.

È di grande rilievo il fatto che il contenuto proteico delle parti della pianta è completo (cioè contiene tutta la gamma degli aminoacidi, anche quelli pregiati). Questo fatto è pressoché unico tra i vegetali e considerato anche per le quantità in gioco, si può definire la Moringa come l'unica pianta esistente (ad oggi nota) con tali caratteristiche.

Altri usi: l'olio estratto dai semi può comunque essere usato per produrre saponi, lubrificanti e cosmetici di valore molto elevato (come lo sono quelli prodotti con l'olio di oliva). Gli olii estratti sono di grande pregio, sarebbero anche adatti alla preparazione di carburante biodiesel, anche se a dire il vero sarebbe un uso assurdo.

La farina di semi di Moringa è un ottimo depuratore dell'acqua o di altri liquidi alimentari, avendo un eccellente potere flocculante, fissa ed adsorbe (cattura, fissandoli) i corpi batterici e le altre impurità in sospensione nel liquidi inglobandoli in fiocchi che poi precipitano al fondo, lasciando il liquido limpido. Il potere flocculante è dovuto ad un polielettrolita particolarmente efficace; tale proprietà di purificazione è ben nota dei luoghi dove spesso l'acqua non è pura; è detta in molti paesi "l'albero dell'acqua pulita". Nella valle del Nilo la Moringa oleifera è conosciuta come "Shagara al Rauwaq” che significa testualmente "albero che purifica", (Von Maydell, 1986).

Dalla corteccia è estratta una gomma dai molti usi, e sostanze tanniche usate per la concia delle pelli. Il legno può essere utilizzato per l'industria della carta, fornisce inoltre una tintura di colore azzurrato.

Per finire, dalle foglie di Moringa oleifera si può preparare, mediante l'infusione delle foglie stesse in acqua per diversi giorni, un concime liquido di eccellenti qualità. L'aumento di crescita delle piante concimate mediante la nebulizzazione del liquido ottenuto sulle superfici assorbenti è vistosa (fino al 25%).

 

Alimento per l'uomo

Tavola comparativa del contenuto nutritivo delle foglie di Moringa oleifera con altri alimenti per ogni 100 grammi di parte commestibile:

- Vitamina A (mg): Moringa: 1130 - Carote: 315;

- Vitamina C (mg): Moringa: 220 - Arance: 30;

- Calcio (mg): Moringa: 440 - Latte di vacca: 120;

- Potassio (mg): Moringa: 259 - Banane: 88;

- Proteine (mg): Moringa: 6700 - Latte di vacca: 3200.

(Fonte: C. Gopalan et al. (1994), Nutritive Value of Indian Foods, Istituto Nazionale di Nutrizione, India).

 

Controindicazioni

Tra le parti commestibili della moringa, oltre ai frutti, alle foglie e ai fiori, che possono essere consumati freschi in insalata, troviamo le radici. In merito all'utilizzo alimentare delle radici vi sono però alcune controindicazioni, dovute alla presenza di un alcaloide, chiamato spirochina, che potrebbe interferire con la trasmissione nervosa. Per questo viene sconsigliato un consumo eccessivo delle radici di Moringa, che di solito vengono utilizzate in cucina come aromatizzante.

 

Voci correlate

- Erbario virtuale;

- Agricoltura;

- Fertilizzante;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.