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Mazzucato Antonio, in arte Tony


 

Biografia e testimonianze

«Lo aspettavamo per suonare Ray Charles»

12 giugno 2004, Padova: all’Anfora in via Soncin lo aspettavano ieri mattina, come tutte le mattine; quell’osteria così speciale, così accogliente, era un po’ la sua casa e poi lì c’è un pianoforte che Tony Mazzucato, Tony «Agna» come lo chiamavano perchè di lì era originario, suonava, e suonava... suonava ancora. Guai a parlare, a disturbare, mentre faceva scivolare le mani sulla tastiera, arrabbiato nero era capace di mollare tutto e andarsene. Si portava dentro l’arroganza dell’artista benedetto dalla propria arte, la frustrazione del musicista dannato per non essere riuscito a dare successo al proprio talento, la debolezza dell’uomo che si incatena all’alcol e la forza di chi non smette di macinare progetti, coltivare speranze, fare e respirare musica.

«Questa mattina (ieri) doveva venire, doveva suonare in omaggio a Ray Charles, racconta Alberto Grinzato, titolare dellAnfora: Tony lo conosceva bene, volentieri lo ospitava, sapeva come trattarlo e un po’ lo proteggeva. Arrivava ogni mattina, verso le 9:30 e si metteva a suonare per i ragazzi disabili del Ceod, che gli volevano bene; adesso dovrò dar loro la notizia ma proprio non so come dirglielo. Aveva bisogno di gratificazione e qui la trovava. Ogni tanto litigavamo: smettila di bere, gli dicevo. Ah, voi non capite l’artista, mi rispondeva, e andava via. Ma poi magari ripassava qui davanti, io lo chiamavo e lui tornava dentro. Era un grande musicista. Negli anni ’70 aveva fatto arrangiamenti anche per Renato Zero; e ancora aveva sogni di musicista. Bazzicava balordi che si approfittavamo di lui, ma ultimamente stava un po’ meglio, beveva meno».

Tanti gli amici dell’Anfora, i pittori Francesco Marchiori e Toni Bevilacqua, Paolo Sanavio («Ieri con Tony avevamo cantato una delle sue ultime canzoni, Nostalgia di Padova») e Gilberto Paccagnella detto Gibi, antiquario, che ricorda una bellissima Ballata per Toni Zancanaro musicata da Mazzucato e parla di Tony anche come un appassionato talent scout. Lo conoscevano bene anche Giorgio e Gianni Castellan del negozio di strumenti musicali ora in piazza De Gasperi, una volta in via del Santo: «Da 30 anni lo conoscevamo, come cliente e anche come amico. Ultimamente col bere si stava rovinando, pensava sempre a organizzare concerti, alla musica ma era tutto campato per aria. Era un uomo generoso: se aveva 1000 lire, 100 per l'io e 900 per gli altri».

Il coetaneo Nereo Frizzarin, pianista, racconta quando Tony suonava negli alberghi di Abano, del disco di Canzoni venete che incisero assieme negli anni ’70 e poi di quel libretto fatto di fotocopie di sue foto e sua musica che Mazzucato aveva fatto due anni fa. Sempre sognando un rilancio. Ricordi arrivano anche da Franco Maria Serena ex Ragazzo dei capelli verdi, ora deus ex machina del Bacchiglione Beat: «Negli anni ’60 Tony suonò con I Cardinali, gruppo padovano che ebbe un certo successo. Poi l’ho ritrovato nel 1989 quando si esibì alle Feste Pavane al Portello e nel 2000 l’ho rivisto alle serate al parco Fistomba, mi sembrava in cattive acque. C’è anche lui segnalato nel calendario Bacchiglione Beat. Mi aveva lasciato delle foto, voleva apparire nel prossimo calendario».

«L’ho incontrato ieri in piazza, gli avevo dato un mio volantino elettorale, dammene di più, aveva chiesto, che li dò in giro, racconta Gioacchino Bragato, pittore. Veniva sempre al bocciodromo in via Bronzetti, stava lì anche tutto il giorno a scrivere la sua musica. Dal 1980 al ’95 con Milos Vucinic fece su Radio Base 101 le trasmissioni All’ombra della Specola e Quattro ciacoe».

Ancora, ad aver lavorato intensamente con Tony Mazzucato, è Bruno Agrimi, giornalista: «era il 1974-75, io scrivevo i testi e lui li musicava: canzoni come "Donna de strada", "Vien che te convien" o "Nosse d’oro"».

 

Ucciso con un’ascia il musicista Tony Mazzucato

12 giugno 2004, Padova: colpito con cinque fendenti mortali alla nuca, probabilmente inferti con un’ascia, mentre dormiva in un camper parcheggiato alla periferia di Padova. Antonio «Tony» Mazzucato, 58 anni, musicista noto negli anni Sessanta e Settanta, è morto così, ucciso senza pietà forse da qualcuno che conosceva. A scoprire il cadavere sono stati i vigili del fuoco, avvertiti ieri verso le 5:20 da una telefonata che segnalava un camper a fuoco in una stradina del quartiere Chiesanuova. I carabinieri hanno già sentito gli amici e i conoscenti della vittima. Hanno anche rintracciato Daniele Toselli, un giovane visto litigare con Mazzucato prima di cena, ma era completamente ubriaco e l’hanno portato in ospedale. Verrà interrogato solo oggi.

Gli elementi in mano agli inquirenti, però, fanno pensare che entro sera ci potrebbero essere novità, che il pm titolare dell’inchiesta Roberto D’Angelo potrebbe firmare un provvedimento restrittivo della libertà personale.

Nel frattempo gli investigatori del Nucleo operativo stanno cercando di ricostruire, per determinare il movente, le ultime ore di vita di Tony Mazzucato, compositore, musicista di night club e intrattenitore in navi da crociera, ex dirigente regionale per una casa discografica di caratura nazionale, titolare dello studio musicale T.M. e ultimamente gradito ospite in alcuni locali pubblici dove allietava i clienti con il pianoforte.

Tony Mazzucato aveva fatto parlare di sé a cavallo degli anni Sessanta e Settanta; successo e bella vita lo avevano solo sfiorato, quando al pianoforte aveva accompagnato anche qualche star. Da più di 20 anni era invece la strada la sua realtà, musicista clochard; sposato con Renata Bettella, dalla quale aveva avuto due figlie, Marzia 28 anni e Giorgia 24, si era separato dalla moglie vent’anni fa. Da allora aveva cominciato una vita raminga, dedicandosi soltanto alla sua passione, la musica. Girovago, solare ma allo stesso tempo malinconico, aveva trasformato il suo anticonformismo in rabbia e poi in disperazione. Viveva con la pensione di orfano di guerra e con qualche entrata saltuaria, ma i soldi non bastavano mai e i debiti lo avevano costretto a lasciare l’appartamento per trasferirsi in un camper parcheggiato a poche centinaia di metri.

Giovedì sera Mazzucato era assieme a Daniele Toselli; alticci entrambi, dopo un alterco in pubblico si sono separati verso le 20:00. Tony, come ogni sera, è andato al centro anziani di via Cave per la solita cena; sei biscotti e un bicchiere di vino. Un’ora dopo si è allontanata e nessuno lo ha più visto.

Verso le 3:30 una pattuglia dei carabinieri, chiamata da un residente che aveva notato poco prima un uomo strappare manifesti elettorali, ha dato un’occhiata anche al camper lì vicino. Nessun segno sospetto, solo un uomo coricato sul letto. Due ore più tardi la scoperta del cadavere da parte dei vigili del fuoco, chiamati da un altro residente. Tony Mazzucato era steso sul letto nella parte posteriore del camper a pancia in su, con la testa fracassata in cinque punti fra la nuca e la tempia sinistra, ferite compatibili con quelle di un’ascia o un’arma pesante e molto affilata. Il corpo era ricoperto di fuliggine e da pezzi di plastica fusa a causa dell’incendio divampato nella parte anteriore del mezzo, forse in cabina. Il rogo, però, non ha distrutto tutto perché i finestrini sigillati hanno impedito che le fiamme si autoalimentassero.

L'ipotesi più probabile è che l’assassino sia entrato nel camper quando Tony Mazzucato stava già dormendo, forse stordito dall’alcol; e lo abbia colpito. Oppure che il musicista abbia avuto una discussione sfociata qualche ora dopo nella tragedia premeditata. Per ora non c’è alcun indagato. L’accusa però, se verranno comfermate le perizie medico legali, è pesante: omicidio. Forse volontario, forse premeditato.

 

Confessa l’assassino di Tony Mazzucato

13 giugno 2004, Padova: è crollato dopo ore di interrogatorio. Dapprima ha tentato di sviare i carabinieri poi, con il passare dei minuti, non è più riuscito a celare la verità. Daniele Toselli, 35 anni, padovano, ha confessato ieri pomeriggio di aver ammazzato con cinque fendenti alla nuca Tony Mazzucato, 58 anni, il musicista trovato cadavere venerdì all’alba all’interno del suo camper parcheggiato in via Dal Piaz e dato alle fiamme. Sono stati proprio i vigili del fuoco a scoprire il corpo di Mazzucato, chiamati sul luogo da un residente che aveva segnalato del fumo e del fuoco uscire da un camper.

 

Tony Mazzucato è stato ucciso da cinque colpi di spranga

16 giugno 2004, Padova: ha di nuovo ammesso: «Sì, sono stato io a uccidere Tony; ma non sono in grado di dire di più, non ce la faccio. Non riesco a reggere un interrogatorio perché sono ancora molto confuso».

Con questa dichiarazione già espressa davanti al pubblico ministero Roberto D’Angelo, Daniele Toselli, il trentacinquenne finito in carcere sabato con l’accusa di aver ucciso l’amico Antonio Mazzucato, ha aperto e immediatamente chiuso l’interrogatorio davanti al gip Giuliana Galasso. Poi Toselli (assistito dagli avvocati Carlo Augenti e Massimo Malipiero) si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Il gip non ha convalidato il fermo dell’uomo; intanto, continuano le indagini per cercare di comprendere il movente del delitto, avvenuto nella notte tra il 10 e 11 giugno nel camper parcheggiato in via Dal Piaz, a Chiesanuova, e trasformato nella propria casa dalla vittima. Un movente sul quale Toselli non ha voluto dire nulla; non si esclude la gelosia o il danaro. Tony Mazzucato, 58 anni, musicista anche se con problemi di alcolismo, sarebbe stato derubato nel sonno da Toselli in due occasioni. Forse Mazzucato gli aveva rinfacciato il furto, forse pretendeva la restituzione dei soldi. Quella notte Toselli, ubriaco come spesso succedeva, era stato in compagnia dell’amico. Poi si era allontanato dal camper per tornare quando Mazzucato dormiva. E nel sonno lo aveva ucciso con 5 colpi di spranga o di un altro oggetto tagliente. Ieri il medico legale Alberto Raimondo ha eseguito l’autopsia. L’esame ha confermato: Mazzucato è stato ucciso da 5 fendenti che gli hanno spaccato il cranio e spappolato il cervello.

 

La passione per le sette note, il flagello dell'alcol Il parroco: «Grande con la musica, ma non voleva regole»

19 giugno 2004, Padova: si è spento un artista. Un autentico asso della musica, Antonio Mazzucato detto "Tony", suonava con estrema abilità la fisarmonica, la chitarra e la pianola.

Così bravo da avere in passato, prima di cadere preda dell'alcol, inciso alcuni dischi e avere arrangiato pezzi per Renato Zero e Riccardo Cocciante. Proprio ieri, giorno della sua morte, doveva recarsi a Verona per tenere un concerto, come racconta Agira gestrice del bar del centro anziani "Sempre Verde" di via Cave: "Mercoledì sera verso le 19:00 era venuto qui da solo a bersi un bicchiere di vino e mi aveva detto che l'indomani sarebbe partito per Verona per un concerto. Era spesso nel nostro centro e con noi si è sempre comportato bene, a volte intratteneva gli anziani suonando. Tempo fa aveva organizzato una festicciola.

Ogni tanto lo vedevo accompagnato da un uomo sui quaranta anni di nome Daniele".

Tony, molto conosciuto nel quartiere, frequentava anche il patronato. "Abbiamo più volte - commenta don Alberico Alfonsi parrocco della chiesa delle Cave - cercato di aiutarlo. Un uomo dalle notevoli qualità di musicista, ma con una enorme difficoltà a seguire le regole della società.

Una volta possedeva un appartamento in via Calzecchi Onesti al civico 24, però oberato dalle spese lo ha venduto. Ultimamente frequentava una persona lo stesso con gravi problemi di emarginazione". Che Tony fosse un alcolizzato non era un segreto, soprattutto per i baristi della zona. Il titolare del bar "Busetto" in via Cave: "Qui veniva quasi quotidianamente. Ordinava due bicchieri di rosso beveva e se ne andava. Spesso l'ho visto ubriaco insieme ad un suo amico. Un uomo sui quaranta che questa mattina (ieri mattina per chi legge ndr) è arrivato qui, già ubriaco, a bere. Si è seduto sui tavolini fuori. In patronato, poi, non era più gradito e sembra che proprio mercoledì sera il prete avesse allontanato Tony e il suo compare visibilmente alticci". Il musicante Tony aveva una famiglia, ma da qualche anno non la vedeva più. Ricorda quel periodo Ondina, ex proprietaria della latteria in via Cave ora bar "Kubetto": "Tony era sposato e ha due figlie. Una mi sembra sia sposata. Con la moglie viveva in via Cantiere, ma lei stufa della vita scellerata del marito lo ha cacciato di casa. Tra l'altro io da Tony avanzo ancora dei soldi. Certo aveva un grande talento nel suonare la fisarmonica, ma la famiglia l'ha troppo delusa".

Tony Mazzucato regalava la sua arte. Aveva omaggiato con uno suo disco, la titolare dell'edicola di via Dini: "Almeno dieci anni fa mi ha regalato un suo trentatrè giri. A volte veniva qui a chiedermi il giornale o i biglietti degli autobus. Se non aveva soldi glieli regalavo. Da un paio di mesi abitava in un camper parcheggiato in via Dal Piaz e a volte lo vedevo insieme ad un certo Daniele". Tony, spesso, suonava in locali del centro storico tra cui l'Anfora in Ghetto. "Arrivava alla mattina, dice un inserviente dell'enoteca, e in fondo alla sala si metteva a suonare. La chitarra o la pianola. Tutto quello che consumava lo pagava e si è sempre comportato bene. Qui nelle piazze lo conoscono tutti. Suonava anche per strada".

da articoli di testate giornalistiche on-line

 

Curiosità

Alcune settimane prima della sua scomparsa, Tony Mazzucato scrisse un testo e compose una musica dedicata ad un partito politico locale, il Movimento Triveneto.

Il brano si intitola "Inno al TriVeneto" ed è rimasto custodito in cartaceo dal presidente del Movimento Triveneto, Miotello Silvano, per una decina d'anni; nel febbraio del 2013 è stato "riscoperto" e per la prima volta nel settembre 2013, grazie all'iniziativa di Orietta & Loris e all'operatività di Facchinello Diego, assieme al gruppo musicale "32° Parallelo" il brano è stato musicato e cantato.

 

Voci correlate

- Biografia;

 

Tratto da documenti ritrovati, elaborato e modificato.