Cultura & Informazione da...

Associazione culturale

Idee & Sapori

P.IVA e Cod.fisc.:

04 87 64 90 28 7

 

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pec: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Contatti

Presidente: Bartolomei Loris

Vice-Presidente: Zaupa Orietta

 

Informativa sulla Privacy
e sulla navigazione del sito

Cerca nel sito

Collaborazioni

Partnes istituzionali

 

 

AssoCuochi Treviso

 

 Il Guado dell'Antico Mulino

 

Loco card

 

Progetti e partecipazioni

 

Comunità dei

Bisicoltori Veneti

 

 Tavolo di coordinamento

dei Prodotti tipici

della Provincia di Padova

 

Tesseramento

 

 

Promozione eventi

Aiutaci a crescere,

clicca Mi Piace ...

 

Promozione eventi:

 

 

Magnesio

(elemento chimico)

 

Descrizione

Il magnesio è l'elemento chimico della tavola periodica degli elementi che ha come simbolo Mg e come numero atomico il 12.

Il magnesio è l'ottavo elemento più abbondante e costituisce circa il 2% della crosta terrestre, inoltre è il terzo per abbondanza tra gli elementi disciolti nell'acqua marina.

In natura non esiste allo stato libero, ma si trova complessato con altri elementi.

Questo metallo alcalino terroso è principalmente usato come agente legante nella produzione di leghe alluminio-magnesio.

 

Caratteristiche

Il magnesio è un metallo leggero (di un terzo rispetto all'alluminio), di colore bianco argento e abbastanza duro, che si appanna leggermente se esposto all'aria.

La polvere di questo metallo si scalda e brucia con una fiamma bianca a contatto con l'aria. È difficile che prenda fuoco quando viene conservato in grosse quantità, ma si infiamma facilmente se disposto in strisce o filamenti sottili (usato per le lampade fotografiche a flash).

 

Applicazioni

I composti di magnesio, soprattutto l'ossido di magnesio, sono usati principalmente come materiale refrattario nei rivestimenti delle fornaci per la produzione di ferro e acciaio, metalli non ferrosi, vetro e cemento. L'ossido di magnesio e altri composti sono usati anche in agricoltura e nell'industria chimica e delle costruzioni. L'utilizzo principale di questo elemento è come additivo nelle leghe con l'alluminio. Queste leghe alluminio-magnesio sono utilizzate soprattutto nelle lattine per le bevande.

Le leghe di magnesio sono usate anche per alcuni componenti strutturali delle automobili e dei macchinari. Un altro impiego di questo metallo è per aiutare la rimozione dello zolfo dal ferro e dall'acciaio.

I costi industriali in metallurgia sono prossimi a quelli dell'Alluminio, ma a causa dell'infiammabilità tutte le attrezzature devono essere immerse in atmosfera controllata; questo incrementa di poco il costo delle attrezzature.

Altri utilizzi comprendono:

- Il magnesio, come l'alluminio, è resistente e leggero, ed è spesso usato per la produzione di cerchioni per le ruote delle auto, i famosi "cerchi in lega".

- Combinato in lega, questo metallo è essenziale per le costruzioni elicotteristiche, aeronautiche e missilistiche.

- Quando utilizzato come agente legante, questo metallo incrementa le proprietà meccaniche, fabbricative e di saldatura dell'alluminio.

- Viene impiegato come additivo nei propellenti convenzionali e per la produzione di grafite nodulare nella produzione di ghisa.

- Impiegato come desolforante nella produzione dell'acciaio.

- Agente riduttivo per la produzione di uranio puro e di altri metalli, partendo dai loro sali.

- L'idrossido di magnesio viene usato nel latte di magnesia, il cloruro di magnesio e il solfato di magnesio nei Sali di Epsom, e il magnesio citrato viene impiegato in medicina.

- La magnesite bruciata è utilizzata come rivestimento refrattario nelle fornaci.

- Il magnesio brucia alla temperatura di 2.200°C, e questo lo rende una valida fonte di luce per razzi di segnalazione.

- Il carbonato di magnesio (MgCO3) in polvere viene usato dagli atleti, come i ginnasti o i sollevatori di pesi, per migliorare la presa sugli attrezzi.

- Altri impieghi includono i flash fotografici (ora sostituiti dai flash elettronici), i giochi pirotecnici e le bombe incendiarie.

 

Principali agenti leganti

- Alluminio: unito a zinco e silicio aumenta la resistenza della lega, senza influenzare considerevolmente il comportamento allo scorrimento viscoso ad alta temperatura, creando l'electron;

- Rame: aumenta la fluidità allo stato fuso sostituendo a questo scopo il berillio (bandito per la sua tossicità);

- Manganese: aggiunto in piccole dosi, serve a segregare le impurità di ferro, responsabili di una forte corrosione anodica a contatto con l'acqua salata;

- Terre rare: i metalli del gruppo dei lantanidi (cerio in particolare) e l'ittrio aumentano fortemente la resistenza delle leghe di magnesio alle alte temperature attraverso la formazione di precipitati duri e altofondenti, mentre lo scandio aumenta il punto di fusione della lega;

- Torio: aggiunto alle leghe magnesio-zinco, aumenta la resistenza alle alte temperature, ma è altresì usato raramente per la sua radioattività;

- Zirconio: usato come affinatore di grano;

- Argento: aggiunto alle leghe magnesio-terre rare ne aumenta considerevolmente la resistenza a tutte le temperature;

- Scandio: migliora la resistenza allo scorrimento viscoso quando forma precipitati; se entra solo in soluzione, aumenta il punto di fusione complessivo della lega stessa;

- Litio: conferisce al magnesio caratteristiche meccaniche inferiori, ma permette di raggiungere densità di 1,3 chilogrammi al decimetro cubo;

- Calcio: diminuisce la densità.

 

Storia

Il nome prende origine dalla parola greca che indica una prefettura della Tessaglia chiamata Magnesia. Il termine magnesia veniva in passato attribuito dagli alchimisti a numerose sostanze, chimicamente diverse ma simili per consistenza e colore, estratte nel territorio della città.

Joseph Black, in Inghilterra, riconobbe il magnesio come elemento nel 1755, Sir Humphrey Davy lo isolò elettroliticamente nel 1808 da una miscela di magnesia e ossido di mercurio, mentre A.A. Bussy lo preparò in forma coerente nel 1831. Il magnesio è l'ottavo elemento per abbondanza nella crosta terrestre. Essendo un metallo alcalino terroso si trova sempre combinato con altri elementi. Si trova in grossi giacimenti di magnesite, dolomite, e altri minerali.

In passato era impiegato anche in alcuni trattamenti medici; il magnesio era in forma di un sale denominato Sale inglese o Sale amaro, chimicamente definito solfato di magnesio.

 

Disponibilità

Il magnesio viene ottenuto principalmente dall'elettrolisi di cloruro di magnesio fuso, presente in salamoie e acqua di mare. Anche se il magnesio si trova in oltre 60 minerali, solo dolomite, magnesite, brucite, carnallite, e olivina sono di importanza commerciale.

 

Isotopi

Il magnesio-26 è un isotopo stabile ed ha trovato applicazione in geologia isotopica, similarmente all'alluminio. Il 26Mg è un prodotto radiogenico del 26Al (emivita = 7,2×105 anni). Larghi arricchimenti di 26Mg sono stati osservati all'interno di alcune meteoriti. L'abbondanza anomala di 26Mg viene attribuita al decadimento dell'alluminio-26. Quindi i meteoriti devono essersi formati nella nebulosa solare, prima che il 26Al decadesse. Questi frammenti sono quindi tra i più antichi oggetti del sistema solare e conservano informazioni sulla sua storia iniziale.

 

Precauzioni

Il magnesio in forma pura è altamente infiammabile, specialmente se in polvere. Brucia con una fiamma bianca dalla luce accecante.

Il magnesio reagisce rapidamente e in maniera esotermica a contatto con l'aria o l'acqua e deve essere maneggiato con cura. Non si deve mai usare acqua per estinguere un fuoco di magnesio. Il magnesio acceso a contatto con il vapore acqueo, reagisce:

Mg + H2O → MgO + H2

La reazione produce idrogeno (H2) che, dato il calore sviluppato dalla reazione stessa, può infiammarsi ed esplodere.

 

Composti organici

Oltre alle rocce e all'acqua marina, il magnesio è presente sia nel mondo vegetale che in quello animale, di cui costituisce uno dei componenti essenziali. Dalla cessione dei due elettroni che si trovano nello strato più esterno dell'atomo di magnesio, si forma lo ione magnesio (Mg++), che costituisce la forma reattiva dell'elemento, in grado di legarsi a macromolecole e di servire da cofattore enzimatico. Come il carbonio si è selezionato fra gli altri elementi dall'evoluzione biologica per la formazione delle molecole organiche, così il magnesio è risultato il più adatto, per le sue proprietà stereochimiche a legarsi in maniera reversibile a strutture macromolecolari come alcuni enzimi del metabolismo energetico.

Le clorofille, ad esempio, sono porfirine a base di magnesio. Negli animali e nell'uomo, il magnesio è coinvolto nella sintesi e nell'utilizzo dell'ATP, nei processi di glicolisi e di gluconeogenesi, nella sintesi e nella duplicazione degli acidi nucleici.

Il contenuto corporeo umano di magnesio nell'organismo adulto è di 20 - 28 g circa: il 60% è presente nelle ossa, il 39% nei comportamenti intracellulari e circa l'1% nei liquidi extracellulari. Il magnesio svolge un ruolo essenziale in un gran numero di importanti reazioni cellulari. Ha anche ricoperto un ruolo importante nell'evoluzione biologica, in quanto componente della clorofilla e dei composti contenenti legami altamente energetici come il complesso Mg- ATP. È pertanto essenziale in molti processi metabolici (biosintesi dei lipidi, delle proteine e degli acidi nucleici, formazione del "secondo messaggero" AMP-ciclico e glicolisi) oltre che in processi di trasporto di membrane energia-dipendenti. Il magnesio partecipa all'attività di oltre 300 sistemi enzimatici.

 

Fisiologia negli organismi animali

La sua concentrazione nei liquidi extracellulari è di importanza critica, insieme a quella del calcio e di altri cationi, per il mantenimento del potenziale di membrana nei nervi e dei muscoli e per la trasmissione dell'impulso nervoso: il magnesio è inoltre essenziale per il processo di mineralizzazione e di sviluppo dell'apparato scheletrico. Nel plasma il magnesio è presente in concentrazioni variabili tra 0,7 e 1,0 mmol/l (17 - 24 mg/l), per il 30% legato alle proteine (soprattutto albumina) e per il rimanente sotto forma ionizzata. Il magnesio è assorbito nell'intestino tenue attraverso sia un meccanismo mediato da un trasportatore sia un processo di diffusione non specifico. La quota assorbita varia con la concentrazione di magnesio nella dieta (si riduce dal 65 - 70% per apporti di 7 - 36 mg all'11 - 14% per apporti di 960 - 1.000 mg; viene scarsamente assorbito se l'apporto è superiore a 2 g/giorno), ma anche la presenza di altri componenti della dieta: fitati, calcio, fosforo ed acidi grassi a catena lunga ne riduce l'assorbimento. Le perdite di magnesio avvengono con le feci, le urine e il sudore. Nei reni, la frazione di magnesio plasmatico non legata a proteine viene ultrafiltrata a livello glomerulare, circa il 30% del magnesio filtrato è riassorbito a livello del tubulo prossimale, mentre un altro 60% è riassorbito a livello dell'ansa di Henle.

L'omeostasi del magnesio è sostanzialmente garantita dalla funzione renale e dalla dulzione dell'assorbimento a livello intestinale: per bassi apporti di magnesio si verifica un aumento dell'assorbimento ed una riduzione delle perdite urinarie. Riduzioni brusche della concentrazione extracellulare di magnesio determinano un aumento della produzione di paratormone, incrementando sia la conservazione renale sia il rilascio dal pool scheletrico.

 

Il magnesio nell'alimentazione

L’apporto quotidiano raccomandato di magnesio per un adulto è di 350 mg per gli uomini e 300 mg per le donne (Lichton, 1989), dose aumentabile fino a 450 mg nel periodo di gravidanza e allattamento. Altre fonti riportano valori doppi di fabbisogno di magnesio giornaliero.

Il magnesio è responsabile di molti processi metabolici essenziali, come la formazione dell’urea, la trasmissione degli impulsi muscolari, la trasmissione nervosa e la stabilità elettrica cellulare.

La mancanza di magnesio nell'organismo può portare a nausea e vomito, diarrea, ipertensione, spasmi muscolari, insufficienza cardiaca, confusione, tremiti, debolezza, cambiamenti di personalità, apprensione e perdita della coordinazione.

Il magnesio è contenuto in molti prodotti alimentari, come i cereali (soprattutto integrali), le noci (160 mg per 100 grammi di prodotto), mandorle (200 mg per 100 grammi di prodotto) arachidi (120 mg per 100 grammi di prodotto), miglio e grano saraceno (120÷140 mg per 100 grammi di prodotto), cacao (400 mg per 100 grammi di prodotto), germe di grano, lenticchie e le verdure verdi, ma anche nelle carni, nei farinacei e nei prodotti lattiero-caseari. La cottura dei cibi riduce sensibilmente la disponibilità di magnesio negli alimenti.

In Medicina naturale si consiglia di assumere il Magnesio Supremo (Carbonato di magnesio = 1 cucchiaino in acqua calda al mattino prima della 1° colazione) e/o il Bicarbonato e/o il Cloruro di Magnesio; questi ultimi vanno utilizzati tal quali: una punta di cucchiaino da caffè a digiuno al mattino ed una nel tardo pomeriggio (meglio a stomaco vuoto). Non assumere alla sera dopo cena.

Il magnesio, inoltre, gioca un ruolo fondamentale nella creazione degli osteoblasti, le cellule incaricate di costruire il tessuto osseo: una carenza di magnesio, dunque, provoca l’aumento del rischio di osteoporosi.

Nei diabetici, invece, scarse quantità di magnesio sono state riscontrate proprio nei soggetti affetti da questa patologia e sembra che la carenza del prezioso minerale sia tra le cause di una maggiore resistenza all’insulinoterapia.

Secondo alcuni studiosi, aumentare il consumo di magnesio sembra rendere più efficace la sensibilità all'insulina riducendo così tutti i processi infiammatori che contribuiscono alla comparsa del diabete (conclusione di uno studio approfondito del dr. Ka He, dell'Università del North Carolina).

Il magnesio riveste un ruolo fondamentale anche per le donne che si avvicinano alla menopausa e per quante soffrono di sindrome pre-mestruale: la sua mancanza sarebbe, infatti, una delle cause di sofferenza fisica a ridosso del ciclo.

 

Fabbisogno giornaliero di magnesio

- Neonati fino a 6 mesi: 30 mg/die

- Neonati 7 – 12 mesi: 75 mg/die

- Bambini 1-3 anni: 80 mg/die

- Bambini 4-8 anni: 130 mg/die

- Ragazzi 9 – 13 anni: 240 mg/die

- Ragazzi 14 – 18 anni: 410 mg/die

- Ragazze 9 – 13 anni: 240 mg/die

- Ragazze 14 – 18 anni: 360 mg/die

- Uomini 19 – 30 anni: 400 mg/die

- Uomini 31 – 70 anni: 420 mg/die

- Uomini > 70 anni: 420 mg/die

- Donne 19 - 30 anni: 310 mg/die

- Donne 31 - 70 anni: 320 mg/die

- Donne > 70 anni: 320 mg/die

- Donne in gravidanza 14 – 18 anni: 400 mg/die

- Donne in gravidanza 19 – 30 anni: 350 mg/die

- Donne in gravidanza 31 – 50 anni: 360 mg/die

Allattamento 14 – 18 anni: 360 mg/die

- Allattamento 19 – 30 anni: 310 mg/die

- Allattamento 31 – 50 anni: 320 mg/die

 

Carenza: data la diffusa presenza di magnesio negli alimenti e l'elevata efficienza della ritenzione di magnesio da parte del rene non si conoscono casi di carenza alimentare spontanea di magnesio. Stati di deficienza di magnesio sono stati indotti solo in maniera sperimentale con assunzione controllata di magnesio, o possono incontrarsi in casi di patologie gastroenteriche condizionanti malassorbimento o eccessive perdite idroelettrolitiche, nefropatie con perdite renali del catione per alterato riassorbimento, malnutrizione, stati ipercatabolici ed alcoolismo, nutrizione artificiale con preparati carenti in magnesio, uso di farmaci che interferiscono con i meccanismi di riassorbimento renale del catione (diuretici e farmaci nefrotossici). La deficienza di magnesio si manifesta con alterato metabolismo del calcio, del sodio e del potassio che si traduce in debolezza muscolare, alterata funzionalità cardiaca ed anche crisi tetaniche.

 

Eccesso e Tossicità: l'ingestione di elevate quantità di magnesio (3 - 5 g) provoca diarrea, ma in presenza di una funzione renale normale non si manifestano né ipermagnesiemia né dannosi effetti sistemici. Una ipermagnesemia può invece essere indotta in soggetti con compromissione della funzione renale, ad esempio in caso di uso prolungato di farmaci contenenti magnesio (come alcuni lassativi antiacidi), o in caso di somministrazione parenterale di magnesio. L'ipermagnesemia si manifesta inizialmente con nausea, vomito e ipotensione; successivamente compaiono bradicardia, vasodilatazione cutanea, anomalie elettrocardiografiche, iporeflessia e depressione del sistema nervoso centrale, per arrivare infine a depressione respiratoria, coma e arresto cardiaco.

 

Voci correlate

- Chimica;

- Fisica;

- Pianeta Terra;

- Metallo;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.