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Humulus lupulus (luppolo)

 

Descrizione

Il luppolo (Humulus lupulus, L. 1753) è una pianta a fiore (Angiosperma) appartenente, come la canapa (Cannabis Sp.), alla famiglia delle Cannabaceae; ordine delle Urticali.

 

Classificazione

Classificazione Cronquist

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Sottoregno: Tracheobionta;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Sottoclasse: Hamamelidae;

Ordine: Urticales;

Famiglia: Cannabaceae;

Genere: Humulus;

Specie: Humulus lupulus.

 

Altri nomi del luppolo

Asparagina, bertüçi, bruscandolo, lavertin, loertis, lopal, lopola, luartis, luperi, lupola, luppele, luppiun, luvertin, orticaccio, reverdixe, tavarini, urtizon, vartis, vertuxi, vidisone, viticedda, votticella.

 

Morfologia

Pianta perenne, con rizoma ramificato dal quale si estendono esili fusti rampicanti che possono raggiungere i 7 metri d'altezza.

Le foglie sono cuoriformi, picciolate, opposte, munite di 3-5 lobi seghettati. La parte superiore si presenta ruvida al tatto, la parte inferiore è invece resinosa.

Essendo una specie dioica, i fiori, unisessuali e di colore verdognolo, sono presenti su individui separati. I fiori maschili (o staminiferi) sono riuniti in pannocchie pendule e ciascuno presenta 5 tepali fusi alla base e 5 stami; i fiori femminili (o pistilliferi) presentano un cono membranoso che circonda un ovario munito di 2 lunghi stimmi pelosi. Si trovano raggruppati alle ascelle di brattee fogliacee, costituendo un'infiorescenza dalla caratteristica ed inconfondibile forma a cono.

La fioritura avviene in estate. L'impollinazione è anemofila (trasporto per mezzo del vento) e in settembre-ottobre, con la maturazione dei semi, le brattee assumono una consistenza cartacea che aumenta la dimensione del cono. I frutti sono degli acheni di colore grigio-cenere.

Le infiorescenze femminili sono ricche di ghiandole resinose secernenti una sostanza giallastra e dal sapore amaro, composta da α-acidi (luppolina, umulone e lupulone), e da polifenoli (es. flobafeni, xantumolo) e numerosi oli essenziali, che vengono utilizzati per aromatizzare e conferire alla birra il suo gusto caratteristico.

 

Distribuzione e Habitat

Il luppolo predilige ambienti freschi e terreni fertili e ben lavorati. Cresce spontaneamente sulle rive dei corsi d'acqua, lungo le siepi, ai margini dei boschi, dalla pianura fino ad un'altitudine di 1.200 metri se il clima non è troppo ventoso ed umido. La sua presenza è molto comune nell'Italia settentrionale. La coltivazione del luppolo in Italia fu introdotta, a partire dal 1847, dall'agronomo Gaetano Pasqui di Forlì, che promosse anche una fabbrica di birra in attività già dagli anni '60 dell'Ottocento.

 

Fitochimica

Nei coni di luppolo sono state finora identificate più di 1000 sostanze chimiche, che possono essere raggruppate in componenti dell’olio essenziale, acidi amari e flavonoidi prenilati. Sono presenti anche glicosidi flavonolici (astragalina, kempferolo, quercetina, quercitrina, rutina) e quantità apprezzabili di tannini (2-4%).

I componenti principali del luppolo sono una resina ed un olio volatile. Nella resina è presente umolone, umolinone, adumolone e preumolone, mentre nell'olio essenziale sono presenti B -mircene, Dipentene, Alfacariofilene, Farnesene, Sesquiterpene Acrilico, Alcool Sesquiterpenico, Etere Folico, Formaldeide, Metilnonilchetone, Acidi Liberi ed esterificati. Inoltre sono stati identificati flavonoidi ed antociani, proteine, amidi, glucidi, fitosterine, alcool cetilico, acido para-amino-benzoico e fitoestrogeni.

 

Usi

Cucina

In cucina gli apici, della lunghezza di circa 20 cm, della pianta di luppolo vengono raccolti in primavera (marzo-maggio) e utilizzati come il più noto asparago (e a volte sono erroneamente chiamati "asparagi selvatici"). Da notare come, a differenza della maggior parte dei germogli utilizzati per uso culinario, i getti di luppolo selvatico siano più gustosi quanto più sono grossi. Una volta lessati per 5-10 minuti, con poca acqua o al vapore, si possono consumare direttamente con classico condimento "all'agro", oppure saltare qualche minuto in padella per servirli con riso o utilizzare per risotti, frittate e minestre.

Non vanno confusi con i rami fioriferi di altre piante solo a prima vista simili, quali l'Ornithogalum o Latte di gallina, un genere che conta molte specie assai tossiche. Tra queste, l'Ornithogalum pyrenaicum, è invece commestibile ed apprezzato.

 

Birra

Il luppolo viene usato soprattutto nel processo produttivo della birra, dove assume l'importantissimo ruolo di conferire la caratteristica più comune alla birra, ovvero il sapore amaro, oltre all'aroma, molto accentuato nelle Pilsner, dove viene utilizzato soprattutto il tipo Saaz di provenienza boema. Nel processo di preparazione della birra si usano i suoi fiori, che possono essere maschi o femmine. I fiori maschi vengono eliminati quando nascono (tranne in Inghilterra dove vengono utilizzati nelle birre ad alta fermentazione tipiche di quella regione), mentre le femmine vengono fatte crescere senza fecondarle. Nella lavorazione artigianale viene utilizzato proprio il fiore del luppolo, mentre nella lavorazione industriale si usa un concentrato (più comodo ed economicamente vantaggioso). Prima del luppolo venivano utilizzate altre piante e spezie per bilanciare il dolce del malto.

L'uso del luppolo funge anche da conservante naturale della birra in quanto possiede proprietà antibatteriche, per questo motivo certi tipi di birra (per esempio India Pale Ale) venivano abbondantemente luppolati per migliorarne la conservazione. L'uso del luppolo infine aiuta a coagulare le proteine in sospensione nella birra rendendola più limpida (chiarificazione), inoltre aiuta nella tenuta della schiuma.

Esistono diversi tipi di Luppolo, li possiamo catalogare in 150 tipi diversi. Il sapore amaro caratteristico è dato dalla percentuale contenuta di Alfa Acido, mentre i Beta Acidi ne denotano principalmente il gusto e l’aroma; quindi nel mondo birraio si usano luppoli da amaro, luppoli da aroma e luppoli ambivalenti. Gli Alfa ed i Beta acidi sono contenuti in alcune “ampolline” alla base del petalo, sotto forma di olio.

 

Medicina

Le proprietà terapeutiche del luppolo erano note ai Sumeri e la Medicina cinese, utilizza il luppolo  come rimedio digestivo e per il trattamento della lebbra, tubercolosi, dissenteria e affezioni intestinali.

Nella nostra cultura solo dal dodicesimo secolo la pianta viene menzionata come “rimedio della melanconia” per le sue proprietà aperitive, depurative, lassative e vermifughe. Nel 1500 all’epoca del Concilio di Trento, Pier Andrea Mattioli mette in risalto le virtù terapeutiche del luppolo (sconosciute alla medicina greca e romana) e da quel momento le infiorescenze femminili (coni) sono entrate in tutte le farmacopee col nome di “glandulae luppoli” e sono tuttora usate per diverse affezioni. Il luppolo vanta  le proprietà antisettiche, battericide, vermifughe e stomachiche.

Alcuni studi hanno evidenziato che le proprietà terapeutiche sono legate alla luppolina, che contiene: olii essenziali (xantumolo), principi amari, proteine, amminoacidi e zuccheri, capaci di agire come amaro-tonici-digestivi e sedativi generali del sistema nervoso.

Il luppolo presenta anche sostanze fitoormonali che risultano efficaci sulla crescita dei capelli, stimolando le funzioni metaboliche dei tessuti superficiali del cuoio capelluto rinforza le radici e permette al capello di crescere più forte e più in fretta; è consigliato a chi ha capelli fragili e che si spezzano, oltre a chi ha una chioma che fatica a crescere. I fitosteroli contenuti nel luppolo sono delle sostanze ormono-simili agli ormoni femminili (gli estrogeni) in quanto alleviano i problemi di vista, sono utili nella prevenzione di osteoporosi, malattie cardiache ed i problemi legati alla prostata. Sono documentate le influenze di questa pianta sul ciclo mestruale delle raccoglitrici, che risultava essere più abbondante ed alterato nella regolarità proprio nel periodo della raccolta. Il detto: “Bevi birra che fa latte” è valido proprio per la presenza del luppolo nella bevanda, anche se l’uso di alcolici durante l’allattamento è sconsiglibile.

Il luppolo inoltre viene usato anche nei cosmetici ad effetto nutriente e tonico della pelle.

I coni raccolti a perfetta maturazione ed essiccati subito, trovano applicazione in infusi contro l’insonnia, per depurare il sangue, per dermatiti e come tonico-digestivi. Era usanza di raccogliere i coni essiccati in sacchetti che poi venivano posti all’interno dei cuscini, per favorire il sonno.

 

Avvertenze d'uso

Così come tutte le erbe che hanno effetti sedativi (es. kava, valeriana, passiflora), il luppolo può avere un effetto depressivo additivo quando somministrato con agenti antipsicotici e benzodiazepine. A causa delle potenziali conseguenze negative sulla salute, si consiglia particolare attenzione quando il luppolo viene somministrato insieme a tutti i farmaci che hanno attività antidepressiva (antidepressivi triciclici e di nuova generazione), sedativa (alprazolam) ed anticonvulsivante (fenitoina, fenobarbital, carbamazepina, acido valproico). L’eccessiva depressione del sistema nervoso centrale si manifesta con sonnolenza, vertigini, alterazione della coordinazione motoria e della concentrazione. In alcuni casi si possono manifestare insufficienza circolatoria ed insufficienza respiratoria talmente gravi da indurre coma od addirittura morte del paziente.

 

Fitoterapia

Si usa la polvere resinosa delle infiorescenze femminili, contenente luppolina (farm.: Strobuli lupuli).

Il luppolo è un mite sedativo con proprietà ipnogoghe (sonnifero).

In fitoterapia se ne conosce l'uso come:

*) mite sonnifero p. e.:

- Rp. Sonnifero;

- Extract. Lupuli:

- Tinct. Valerianae aa 20.0:

- D.S. orale 30! gtt. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista. (vedi anche Ricetta medica magistrale).

*) in disturbi gastrici nervosi p.es.:

- Rp. Disturbi neuro-gastrici;

- Extract. Lupuli;

- Tinct. carminativa aa 10.0;

- D.S. orale 100! gtt. Questo è un medicamento / rimedio. Per ulteriori informazioni chieda al suo medico o farmacista / erborista.

Contiene 8-prenilnaringenina, il fitoestrogeno più potente conosciuto, la cui concentrazione in humulus lupus è così scarsa da non poter avere effetti biologici indagabili con le attuali tecniche di laboratorio. Tuttavia tale composto si forma anche in seguito alla conversione in situ, e in vitro dello isoxantoumulone, di cui il luppolo è molto più ricco. Gli effetti farmacologici di tali composti potrebbero essere di tipo estrogeno-simile.

Si aggiunge anche volentieri a preparati magistrali ansiolitici e contro l'irrequietudine di bambini.

 

Controindicazioni

L’uso di luppolo è sconsigliato alle donne in gravidanza, nei soggetti che hanno subito mastectomie e durante l'infanzia. Dosi Elevate inducono vomito, fino a sonno letargico.

 

Voci correlate

Botanica;

Erbario virtuale;

Specie botaniche in Italia;

Agricoltura;

Genere: Humulus;

 

Tratto da Wikipedia ed elaborato

 

 

 


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