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Sottospecie: Homo sapiens sapiens

(uomo moderno)

 

Descrizione

L'uomo (Homo sapiens sapiens, Linneo, 1758), chiamato anche essere umano, è una sottospecie di Homo sapiens, un primate bipede appartenente alla famiglia degli ominidi che comprende numerosi generi estinti e sette diverse specie viventi di grandi scimmie. La specie Homo sapiens, di origine africana come d'altronde lo stesso genere Homo, è un primate a pelo corto, adattato alla vita terricola, onnivoro e dalle abitudini alimentari originarie di cacciatore-raccoglitore; la sua distribuzione attuale è pressoché cosmopolita.

Gli uomini hanno un cervello molto strutturato e sviluppato, in proporzione alle dimensioni dell'individuo, e capace di ragionamento astratto, linguaggio e introspezione. Questa capacità mentale, combinata con la stazione eretta che rende liberi gli arti superiori, rimasti prensili per l'origine arboricola comune a tutto l'ordine, ha consentito il manipolare oggetti e ha permesso all'uomo di creare una grande varietà di utensili.

Dall'origine africana, circa 200.000 anni fa da Homo erectus, a oggi, la specie si è diffusa su tutta la superficie delle terre emerse (fatta eccezione del continente Antartico, a causa del clima inospitale) con una popolazione totale che ha superato, nel marzo 2011, i 6,9 miliardi di individui.

Similmente alla maggior parte dei primati, gli uomini sono animali sociali. Sono inoltre particolarmente abili nell'utilizzo di sistemi di comunicazione per l'espressione, lo scambio di idee e l'organizzazione. Gli uomini creano complesse strutture sociali composte da gruppi in cooperazione e competizione, che variano dalle piccole famiglie e associazioni fino alle grandi unioni politiche, scientifiche, economiche. L'interazione sociale ha introdotto una larghissima varietà di tradizioni, rituali, regole comportamentali e morali, norme sociali e leggi che formano la base della società umana. Gli uomini possiedono anche un marcato apprezzamento per la bellezza e l'estetica che, combinate con il desiderio umano di autoespressione, hanno condotto a innovazioni culturali quali arte, letteratura e musica.

Gli uomini manifestano il desiderio di capire e influenzare il mondo circostante, cercando di comprendere, spiegare e manipolare i fenomeni naturali attraverso la scienza, la filosofia, la mitologia e la religione. Questa curiosità naturale ha portato allo sviluppo di strumenti tecnologici e abilità avanzate; gli uomini sono l'unica specie ancora vivente che utilizza il fuoco, cuoce i propri cibi, si veste, ed usa numerose altre tecnologie.

 

Classificazione scientifica

Dominio: Eukaryota;

Regno: Animalia;

Sottoregno: Eumetazoa;

Ramo: Bilateria;

Superphylum: Deuterostomia;

Phylum: Chordata;

Subphylum: Vertebrata;

Infraphylum: Gnathostomata;

Superclasse: Tetrapoda;

Classe: Mammalia;

Sottoclasse: Theria;

Infraclasse: Eutheria;

Superordine: Euarchontoglires;

Clade: Euarchonta;

Ordine: Primates;

Sottordine: Haplorrhini;

Infraordine: Simiiformes;

Parvordine: Catarrhini;

Superfamiglia: Hominoidea;

Famiglia: Hominidae;

Sottofamiglia: Homininae;

Tribù: Hominini;

Sottotribù: Hominina;

Genere: Homo;

Specie: Homo sapiens;

Sottospecie: Homo sapiens sapiens.

 

Storia

Evoluzione

Lo studio scientifico dell'evoluzione umana comprende lo sviluppo del genere Homo e lo studio degli altri ominidi quali, ad esempio Australopithecus strettamente correlati con esso. Gli uomini moderni appartengono alla specie Homo sapiens, di cui l'unica sottospecie attualmente presente sul pianeta è Homo sapiens sapiens; Homo sapiens idaltu (tradotto approssimativamente come "uomo saggio maggiore"), l'altra sottospecie nota, è estinta. Dal punto di vista anatomico, gli uomini moderni appaiono in testimonianze fossili risalenti a 130.000 anni fa in Africa.

I parenti più stretti ancora viventi di Homo sapiens sono le due specie appartenenti al genere Pan, comunemente noti come scimpanzé: il bonobo (Pan paniscus) e lo scimpanzé comune (Pan troglodytes). Le due specie sono ugualmente vicine, ovvero condividono lo stesso antenato comune; la differenza principale tra essi è l'organizzazione sociale: matriarcale per il bonobo e patriarcale per lo scimpanzé comune. Il sequenziamento completo del genoma ha portato alla conclusione che "dopo 6,5 milioni di anni di evoluzione separata, le differenze tra bonobo/scimpanzé ed umani sono soltanto dieci volte maggiori di quelle esistenti tra due persone qualsiasi e dieci volte minori di quelle esistenti tra ratti e topi". Infatti, il 98,6% della sequenza di DNA è identica tra le due specie di scimpanzé e gli uomini. È stato stimato che la linea umana si sia distaccata da quella degli scimpanzé circa cinque milioni di anni fa e da quella dei gorilla circa otto milioni di anni fa. Tuttavia, un cranio ominide rinvenuto in Ciad nel 2001, classificato come Sahelanthropus tchadensis, risale approssimativamente a sette milioni di anni fa, la qual cosa potrebbe indicare una divergenza precedente; anche studi del 2009 su Ardipithecus ramidus portano a 5,4-7,4 milioni di anni la probabile divergenza. Queste minime differenze genetiche hanno portato alcuni scienziati, il più noto dei quali al vasto pubblico è Jared Diamond, ad ipotizzare una riunificazione di uomini e scimpanzé sotto lo stesso genere Homo, come nell'originale schema di Linneo del Systema Naturae, edizione 1758. Ciò implicherebbe ovviamente una revisione totale almeno dei generi Pan, Ardipithecus, Kenyanthropus, Australopitecus e Homo.

L'attuale variabilità genetica della specie umana è estremamente bassa. I genetisti Lynn Jorde e Henry Harpending dell'università dello Utah hanno suggerito che la variazione del DNA umano è piccolissima se comparata con quella di altre specie e che durante il tardo Pleistocene, la popolazione umana fosse ridotta a un piccolo numero di coppie genitoriali, non superiori alle 10.000 e forse intorno alle 1.000, con la conseguenza di un pool genico residuo molto ristretto. Sono state formulate varie spiegazioni per questo ipotetico collo di bottiglia, tra cui la più famosa Teoria della catastrofe di Toba.

L'evoluzione umana è caratterizzata da un certo numero di importanti tendenze fisiologiche, incluse l'espansione della cavità cerebrale e del cervello stesso, che arriva ad un volume tipico di 1.400 cm³, oltre il doppio di quello di uno scimpanzé o gorilla. Il ritmo di crescita postnatale del cervello umano differisce da quello delle altre scimmie antropomorfe (eterocronia), permettendo un lungo periodo di apprendimento sociale e l'acquisizione del linguaggio nei giovani umani. Gli antropologi fisici sostengono che la riorganizzazione della struttura del cervello sia più importante della stessa espansione cerebrale. Altri significativi cambiamenti evolutivi includono una riduzione dei denti canini, lo sviluppo della locomozione bipede e la discesa della laringe e dell'osso ioide che permise il linguaggio. Come siano collegate queste tendenze e quale sia il loro ruolo nell'evoluzione di una complessa organizzazione sociale e della cultura rimangono questioni ancora dibattute.

 

Popolamento del pianeta

Esistono due teorie principali sulle origini dell'uomo contemporaneo. Esse riguardano il rapporto tra gli uomini moderni e gli altri ominidi. L'ipotesi dell'origine unica, o "fuori dall'Africa", propone che gli uomini moderni si siano evoluti in Africa e che siano poi migrati all'esterno sostituendo quegli ominidi che erano in altre parti del mondo. L'ipotesi multiregionale, invece, propone che gli uomini moderni si siano evoluti, almeno in parte, da popolazioni di ominidi indipendenti.

I dati molecolari condotti mediante marcatori non ricombinanti, come il DNA mitocondriale, sostengono la prima delle due ipotesi summenzionate. L'analisi filo-geografica ha infatti mostrato che il popolamento da parte dell'uomo moderno dei continenti è proceduto ad ondate successive partendo dal continente Africa.

I dati paleo-antropologici testimoniano che in principio sarebbe emersa una popolazione isolata nel sud dell'Africa costituita da individui piuttosto gracili rispetto ai tipi prevalenti di Homo heidelbergensis ed Homo neanderthalensis diffusi circa centomila anni fa. Gli individui originari della umanità odierna costituirono una popolazione ancestrale da cui derivò l'attuale tipo etnico Khoisan. Avevano una scatola cranica enorme, la pelle scoperta da peli, un apparato masticatorio ridotto e un linguaggio molto evoluto, dal che si deduce che avevano un dieta che escludeva cibi duri come carne e fibre dure vegetali; erano dunque una popolazione dedita alla raccolta di cibi molto particolari come frutti, miele, uova, molluschi, pesce e non praticava la caccia.

Erano uomini di piccola statura con corpo gracile dalla pelle scura glabra, in origine adattati per vivere presso ambienti acquatici e zone di foresta in zone tropicali.

Da questo nucleo originario sarebbero derivate tre ramificazioni che dettero origine una al tipo koishan l'altra al tipo dei pigmei africano e il terzo tipo da cui derivarono tutti gli altri tipi etnici umani. Dal terzo tipo derivò inizialmente la popolazione australoide che si diffuse partendo dall'Africa orientale circa 60.000 anni fa, colonizzando tutta la zona tropicale fino al continente Australiano, una popolazione dalla pelle scura che non utilizzava abbigliamento per difendersi dal freddo e che si diffuse seguendo le coste dei mari in cerca di molluschi.

La seconda ondata è quella del tipo dell'Uomo di Cromagnon, partita dal medio-oriente circa 40.000 anni fa che colonizzò il continente Europa, questa popolazione era di alta statura aveva la carnagione più chiara era dedita alla caccia di grande selvaggina, utilizzava una sofisticata tecnologia della pietra ed usava pellicce per coprirsi.

La terza ondata circa 25.000 anni fa, partì sempre dal medio oriente e si spinse attraverso l'Asia centrale fino in America settentrionale, di essa resta la popolazione Ainu del Giappone come esempio puro, da questa popolazione più diffusa derivarono tutti i tipi etnici successivi. La comparsa degli uomini grandi cacciatori determinò l'estinzione di molte specie animali alla fine del pleistocene tra cui anche la scomparsa di tutte le altre specie di Homo sapiens.

Circa a 12.000 anni fa risale la comparsa del tipo paleomongolico che si diffuse dall'Asia centrale fino a colonizzare tutto il continente America. Circa a 7.000 anni fa risalgono le diffusioni dei tipi etnici mediterranei che dal medio oriente si diffusero in Europa e India, ed il tipo neomongolico che si diffuse in Asia orientale, questi ultimi tipi umani sono dediti alle attività economiche dell'agricoltura e allevamento. Infine vi sono le grandi diffusioni umane dei periodi storici che specie negli ultimi secoli ha portato alla grande diffusione del tipo europoide, come tipo ibrido tra i tipi Cro Magnon e mediterraneo e neo-mongolide, che attraverso la colonizzazione ha dato origine ad altre popolazioni ibride in tutti i continenti, un processo che continua oggigiorno e tende ad una completa ibridazione di tutti i tipi umani.

 

Progresso

A differenza delle altre specie di Homo, l'uomo moderno è caratterizzato dal suo modello culturale connesso strettamente alla società a cui appartiene. In questo senso l'animale uomo può essere considerato qualcosa di diverso sia dagli altri mammiferi sociali, sia anche da organizzazioni più complesse di individui interspecifici come gli insetti sociali.

Dalla sua comparsa sulla terra fino ad oggi, culture e società umane hanno continuamente subito mutamenti, in un lento e progressivo sviluppo che ha portato ad una evoluzione culturale dell'essere umano, chiamata progresso.

Nel corso della storia le varie società si sono sviluppate, portando avanti una complessità sempre crescente, con l'aumentare delle conoscenze, delle varie culture e delle popolazioni. Crisi alimentari, scoperte e rivoluzioni scientifiche e sociali hanno spesso segnato i passaggi di questa evoluzione.

Il progresso della civiltà umana ha portato al prolungamento della speranza di vita e al miglioramento delle condizioni igienico sanitarie, al riconoscimento di diritti dell'uomo, alla maggior conoscenza delle risorse naturali e al miglioramento della qualità di vita generale, anche se a tutt'oggi in molte parti del mondo queste evoluzioni sono avvenute solo in parte o non sono ancora potute avvenire.

 

Habitat e popolazione

Anticamente le comunità umane erano necessariamente vicine a fonti di acqua dolce e, in base alle abitudini, ad altre risorse naturali, come terre fertili e pascoli per l'allevamento, o spazi per la caccia. Comunque, gli umani hanno una grande capacità di modificare il loro habitat in vario modo, con l'irrigazione, le costruzioni, i trasporti, i beni manifatturieri e, con lo sviluppo dei trasporti in larga scala, la vicinanza a queste risorse non è più necessaria, tanto che l'assenza di queste non è più causa di carestia.

La tecnologia ha permesso agli uomini di colonizzare tutti i continenti e di adattarsi ad ogni tipo di clima. Negli ultimi decenni, l'uomo ha anche esplorato l'Antartide, parte dei fondali oceanici e lo spazio, anche se l'adattamento a lungo termine a questi ambienti non è ancora possibile. Con una popolazione di oltre 6 miliardi, gli umani sono i più numerosi tra i mammiferi. La maggior parte (61%) vive in Asia. La restante parte vive maggiormente in America (14%), Africa (13%) e in Europa (12%), con lo 0.5% in Oceania.

L'abitazione in sistemi ecologici chiusi in ambienti poco vivibili, come l'Antartide o lo spazio, è costoso, spesso limitato nel tempo e ristretto solo ad operazioni scientifiche, militari o industriali. La vita nello spazio è stata veramente sporadica: tra il 1969 e il 1972 dodici uomini esplorarono la Luna. E fino al 2009, nessun altro corpo celeste è stato mai calpestato da un essere umano, nonostante sia stato continuamente presente nello spazio grazie alla Stazione Spaziale Internazionale.

Dal 1800 al 2000 la popolazione umana è cresciuta da uno a sei miliardi di individui. Nel 2004 circa 2,5 miliardi su 6,3 miliardi di persone (39,7%) vivevano in aree urbane e ci si aspetta che questa percentuale aumenterà nel corso del XXI secolo.

I problemi legati alla vita in città includono varie forme di inquinamento e crimine, specialmente nei quartieri più poveri e degradati. I benefici legati alla vita urbana includono l'aumento dell'alfabetizzazione e della conoscenza.

Gli uomini, tuttavia, hanno compromesso negativamente l'ambiente naturale. Si è ipotizzato che nel passato la caccia senza limiti da parte dell'uomo abbia contribuito all'estinzione di alcune specie; poiché gli uomini non sono generalmente prede, essi sono stati collocati all'ultimo posto della catena alimentare. Recentemente, con lo sviluppo dell'inquinamento, gli uomini sono considerati i maggiori responsabili del cambiamento globale del clima. Si pensa che di questo passo l'uomo causerà l'estinzione di metà delle specie viventi entro il secolo.

 

Biologia

Anatomia e Genetica

Il corpo umano presenta diverse caratteristiche che variano in maniera continua da individuo a individuo. Le dimensioni del corpo, ad esempio, sono in gran parte determinate dai geni, ma sono anche influenzate in maniera significativa da fattori ambientali come la dieta e l'esercizio fisico. L'altezza media di un essere umano adulto varia da 1,5 a 1,9 metri, cambiando significativamente da luogo a luogo. Gli umani sono capaci di un completo movimento bipede, lasciando così le braccia libere di manipolare oggetti attraverso le mani, caratterizzate dal pollice opponibile. Poiché la fisiologia umana non si è del tutto adattata al bipedismo, la regione pelvica e la colonna vertebrale tendono a logorarsi con l'età, creando difficoltà locomotorie nella vecchiaia.

Inoltre, gli esseri umani, fatta eccezione per testa, arti e zona pubica, appaiono relativamente privi di pelo se comparati ad altri primati. In realtà, un uomo medio possiede un numero maggiore di peli rispetto ad un normale scimpanzé. La maggiore differenza è che i peli degli uomini sono più corti, più sottili e più chiari di quelli di un generico scimpanzé e ciò li rende difficili da distinguere.

La tonalità dei peli e della pelle umane è determinata dalla presenza di pigmenti chiamati melanine. Le tonalità possono variare da un marrone molto scuro a un rosa molto chiaro, mentre il colore dei capelli varia dal biondo al castano, dal rosso al più comune nero. Molti ricercatori ritengono che il colore scuro della pelle sia un adattamento evolutosi come protezione dai raggi ultravioletti del Sole, essendone la melanina un efficace bloccante. La colorazione della pelle degli uomini contemporanei è distribuita geograficamente, ed è generalmente correlata con il livello di radiazione ultravioletta, che aumenta avvicinandosi all'equatore. La pelle umana ha anche la capacità di abbronzarsi, ossia di aumentare la quantità di melanina, diventando più scura e maggiormente protetta dai raggi UV.

Il tempo necessario al riposo è compreso fra le sei e le otto ore al giorno per un adulto e da nove a dieci per un bambino; le persone più anziane di solito dormono da sei a sette ore al giorno. Nella società moderna, però, si sperimentano casi di carenza di riposo; questa mancanza può portare effetti negativi. Una restrizione delle ore per un adulto da otto a quattro porta cambiamenti nella fisiologia e nello stato mentale, inclusi fatica, aggressività e spossatezza.

In quanto animale, quella umana è una specie eucariota. Ogni cellula diploide contiene 23 coppie di cromosomi, ricevuti da entrambi i genitori. Di questi, 22 paia sono autosomi e un paio sono cromosomi sessuali. Secondo le stime gli umani hanno circa 20 o 25.000 geni. Così come per gli altri mammiferi, le femmine hanno i cromosomi sessuali uguali (XX) e i maschi hanno cromosomi sessuali differenti (XY). Il cromosoma X è più largo e porta più geni del cromosoma Y: ciò significa che eventuali malattie del cromosoma X si manifestano più facilmente negli uomini, poiché eventuali errori presenti in geni del cromosoma X non presenti contemporaneamente anche nell'Y arrecherebbero danno al fenotipo umano; tuttavia, poiché nel cromosoma Y vi sono numerosi geni non presenti anche nell'X, tra cui primeggia l'SRY che è presente anche in molti altri animali, il patrimonio genetico maschile è complessivamente maggiore di quello femminile e consente la formazione di ulteriori tessuti nei maschi, il che comporta un forte contribuito al dimorfismo sessuale.

 

Le popolazioni umane

Gli umani sono stati in passato suddivisi in razze sulla base sia dei caratteri ereditari che del fenotipo, con particolare riferimento al colore della pelle ed ai tratti somatici. Queste categorizzazioni, al di là delle utilizzazioni per fini razzisti, sono utilizzate ad esempio per l'individuazione sommaria di particolari patologie riscontrabili con maggior incidenza in alcune popolazioni come, ad esempio, l'anemia falciforme.

Oggi la comunità scientifica rifiuta decisamente la validità delle razze in termini zoologici, al punto di non considerarle nella classificazione tassonomica degli organismi viventi, questo a maggior ragione, vista l'omogeneità genetica, nel caso umano, preferendo una suddivisione in popolazioni oppure etnie o popoli, unificati dalla condivisione di specificità culturali con la condivisione di alcuni caratteri biologici. A tal proposito si parla di suddivisione umana per categorie ancestrali dal punto di vista scientifico. Si ricorda inoltre la diversa valenza del termine razza nella traduzione da lingue differenti dall'italiano.

Gli studi genetici hanno dimostrato che nel continente africano si ha la maggiore diversificazione genetica degli esseri umani.

Comunque, rispetto ad altri animali, le sequenze genetiche umane sono molto omogenee. È stato scoperto che la maggior parte delle variazioni genetiche tra tre grandi popolazioni umane prese nel loro complesso (europei, asiatici e africani) sono solo tra il 5 e il 15% della variazione totale all'interno di ogni gruppo. Tuttavia, il dibattito periodicamente si riaccende in quanto vengono poste alcune critiche metodologiche sull'analisi che diede origine al dato (multi locus cluster analisi). Il trascorrere degli anni, ha comunque cumulato una elevatissima quantità di lavori, sia tradizionali che molecolari a sostegno dell'omogeneità umana, data da una distribuzione di tipo clinale della popolazione stessa presa nel suo complesso.

 

Ciclo di vita

Il ciclo di vita umano è simile a quello degli altri mammiferi placentati. Una cellula uovo è fecondata all'interno del corpo della donna da uno spermatozoo attraverso l'atto sessuale. Recentemente i progressi in campo medico permettono anche la fecondazione in vitro, utilizzata in alcuni casi. La cellula uovo fecondata, chiamata zigote, inizia a moltiplicarsi prima nella tuba uterina e poi, in seguito all'impianto, all'interno dell'utero, diventando un embrione, ed in seguito un feto. Dopo circa 9 mesi il feto, completamente sviluppato, viene partorito e può cominciare la sua vita indipendente.

Rispetto alle altre specie, il parto umano può costituire un pericolo. Travagli dolorosi che possono durare più di ventiquattrore non sono rari e possono risultare dannosi, o addirittura mortali, per il figlio o per la madre. Questo a causa della relativamente ampia circonferenza della testa del feto (per ospitare il cervello) e per la relativamente stretta cavità pelvica (a causa della natura bipede dell'uomo). L'aumento dei parti di successo è dovuto allo sviluppo delle tecniche mediche.

Nei paesi industrializzati i neonati pesano circa fra i 3 e i 4 kg e sono lunghi circa 50 o 60 centimetri. Un peso eccessivamente basso alla nascita, in regioni in via di sviluppo, non è un evento raro e contribuisce ad alzare il livello di mortalità infantile in queste regioni. A partire dal momento della nascita, gli esseri umani iniziano a crescere, come qualsiasi altro cucciolo di mammifero. Il periodo del passaggio all'età adulta, la pubertà, avviene solitamente prima per le femmine e successivamente per i maschi. Solitamente poi le femmine arrivano prima alla loro statura definitiva, attorno ai 18 anni, mentre i maschi fermano la loro crescita attorno ai 21 anni. Esistono enormi differenze nell'aspettativa di vita da un paese all'altro. La parte del mondo sviluppata sta velocemente diventando più anziana, con una età media di 40 anni (Monaco addirittura 45,1), mentre nel terzo mondo l'età media si aggira intorno ai 15 - 20 anni (in Uganda 14,8). L'aspettativa di vita in Hong Kong è di 84,8 anni per le femmine e 78,9 per i maschi, mentre in Swaziland, soprattutto per l'AIDS, è di 31,3 anni per entrambi i sessi. Mentre un europeo su cinque ha almeno 60 anni di età, solo un africano su venti ha più di 60 anni.

Il numero degli ultracentenari nel mondo è stimato a 210.000 nel 2002. Una sola persona, Jeanne Calment, è nota per aver raggiunto i 122 anni di età; persone più longeve, tuttavia, sono state segnalate, ma non sono state mai documentate. Nel mondo in media ci sono 81 uomini di almeno sessant'anni ogni 100 donne della stessa fascia d'età, e, per i più anziani, il rapporto diventa di 53 a 100.

Le questioni filosofiche riguardo alla vita dopo la morte sono oggetto di numerosi dibattiti. Le cerimonie funebri sono caratteristiche delle società umane, spesso ispirate dalla speranza di una vita dopo la morte o dell'immortalità.

 

Dieta

Inizialmente l'Homo sapiens impiegava la caccia e la raccolta quali fonti primarie di cibo, alternando alla carne anche cibi spontanei vegetali come frutta, radici, tuberi e funghi. Si pensa che gli umani abbiano usato il fuoco per preparare e cucinare cibo prima di consumarlo sin dal tempo della distinzione dalla specie Homo erectus. Un certo numero di persone continua tuttora a consumare cibi non cotti; altri si astengono dal consumo di carne in toto, o di alcuni tipi solamente, per diversi motivi, quali la religione, l'etica o motivi di salute.

La dieta umana dipende molto dalla cultura e dall'ambiente di ogni popolazione, contemplando popoli come gli Inuit, praticamente carnivori, e vasti strati di popolazioni tropicali pressoché vegetariane.

Lo studio della dieta ha prodotto lo sviluppo di una vera e propria scienza alimentare. In genere, gli uomini possono sopravvivere da due a otto settimane senza cibo, a seconda del grasso depositato nel corpo. La sopravvivenza senz'acqua è invece limitata a tre o quattro giorni.

La carenza di cibo resta tuttavia un serio problema, con circa 300.000 morti per fame ogni anno. In realtà esiste anche il problema contrario alla fame, l'obesità, che nei paesi industrializzati cresce in maniera quasi epidemica, portando problemi di salute e aumentando la mortalità.

Circa diecimila anni fa, l'uomo ha sviluppato l'agricoltura all'inizio del Neolitico, che ha sostanzialmente rivoluzionato il tipo di cibo che l'uomo assume, passando velocemente da una dieta proteica e prevalentemente carnea ad una a base amilacea. Ciò ha contribuito allo sviluppo di popolazioni, città e, a causa dell'aumento della densità abitativa, a una maggiore diffusione delle malattie infettive, nonché a variazioni nella costituzione fisica e nei caratteri antropometrici. Il tipo di cibo che si consuma e il modo in cui si prepara varia da cultura a cultura e nel corso del tempo. Progressivamente vennero introdotti nella dieta sempre nuovi cibi.

 

Psicologia

Il cervello umano è il centro del sistema nervoso centrale, nonché del sistema nervoso periferico dell'uomo. Il cervello controlla le attività "inferiori" autonome, o involontarie, quali la respirazione e la digestione. Il cervello controlla anche quelle attività coscienti e "superiori", quali il pensiero, il ragionamento e l'astrazione. L'espressione dei processi cognitivi, nell'interazione psicofisica con l'ambiente, costituisce la mente e, assieme alle loro conseguenze comportamentali, sono oggetto di studio della psicologia e di tutte le materie ad essa afferenti. Il cervello umano è generalmente considerato più abile in queste attività "superiori" e più intelligente in generale, di ogni altra specie. Mentre gli altri animali sono capaci di creare strutture e di usare semplici strumenti (principalmente come risultato dell'istinto e dell'apprendimento attraverso l'imitazione) la tecnologia umana è estremamente più complessa, in costante evoluzione e miglioramento con il passare del tempo. Persino i più antichi strumenti e strutture umani sono molto più avanzati di quelli creati da ogni altro animale.

 

Coscienza e pensiero

L'abilità umana di pensare in maniera astratta è unica nel regno animale. Gli umani sono una delle sei specie (oltre a scimpanzé, orango, delfini, colombe e elefanti) che hanno superato il "test dello specchio", che prova se una specie animale riconosce il suo riflesso come immagine di sé stesso. Il test viene fallito dall'uomo se provato su individui al di sotto dei due anni.

Gli esseri umani possiedono coscienza di sé, degli altri e del proprio ambiente. La capacità della mente di creare e immaginare al di là di ogni esperienza è ancora materia di dibattito. Il filosofo Daniel Dennett, per esempio, sostiene che la mente non è altro che un insieme di dati, come se fosse un computer con diversi "programmi" che lavorano in parallelo.

La natura del pensiero è al centro delle ricerche della psicologia. La psicologia cognitiva (o Cognitivismo) studia appunto la cognizione, ossia i processi mentali che sottendono la conoscenza, evidenziando il comportamento per comprendere il funzionamento del cervello umano. La percezione, l'apprendimento, la risoluzione dei problemi, la memoria, l'attenzione, il linguaggio e le emozioni hanno aree di ricerca ben definite.

Il Cognitivismo, comparava, nelle sue prime teorizzazioni, il funzionamento del cervello umano a quello di un elaboratore, in cui i processi del pensiero sono conseguenti ad input esterni, dettati dall'esperienza: il metodo di ricerca adottato per questa disciplina è quello della psicologia sperimentale e si basa su un metodo scientifico di derivazione positivista. Tecniche e modelli della psicologia conoscitiva sono applicati estesamente e formano il puntello di teorie psicologiche in molte aree sia di ricerca che di psicologia applicata.

Il concetto di pensiero e quindi, indirettamente, di "mente", ha visto numerosi apporti da parte di studiosi, quali Russel, Bateson e Watzlawick, i quali hanno proposto una sua visione in termini di "sistema" all'interno di un "contesto di relazioni".

La mente, secondo questo punto di vista, non potrebbe esistere se non come risultato delle interazioni degli elementi di un sistema appartenente a una specifica categoria logica a sua volta facente parte di altri insiemi logico, relazionali. È dalle interazioni dei diversi elementi del sistema, e dei sistemi tra loro, che nasce, secondo specifici processi, il pensiero.

Ampiamente concentrata sullo sviluppo della mente umana nel corso della vita dell'uomo, la psicologia dello sviluppo cerca di capire come le persone arrivino a percepire, capire ed agire nel mondo e come questi processi cambino con l'avanzare dell'età.

Il cambiamento può concentrarsi su uno sviluppo intellettuale, conoscitivo, neurale, sociale o morale dell'individuo.

Alcuni filosofi dividono la coscienza in "fenomeni della coscienza", che costituiscono un'esperienza in sé, ed "accesso alla coscienza", che è la funzione con la quale i processi mentali si applicano al mondo sensibile, o meglio: di come i dati di quella realtà impattino sulla condizione mentale umana. Se, infatti, i fenomeni di coscienza rappresentano lo stato di coscienza dell'individuo, l'accesso alla coscienza è il procedimento con il quale si diventa coscienti di qualcosa che è in relazione con concetti astratti. Varie forme di accesso alla coscienza includono la consapevolezza, la coscienza di sé, il flusso di coscienza, la fenomenologia e l'intenzionalità. Il concetto di fenomeno della coscienza, nella storia moderna e secondo taluni, è strettamente correlato a quello di qualia.

La psicologia sociale rappresenta un punto di contatto e collaborazione tra la sociologia e la psicologia, in quanto entrambe le discipline studiano natura e cause dell'interazione tra gli uomini: uno dei punti focali della disciplina è l'attenzione su come l'individuo consideri l'altro da sé e di come si relazioni con e ad esso. Il comportamento e processi mentali, umano e non-umano possono essere descritti sia attraverso il cognitivismo animale che l'etologia, la psicologia evolutiva (o dello sviluppo) e la psicologia comparata.

L'ecologia umana è una disciplina anche accademica, branca dell'ecologia, che studia come l'uomo e la società interagiscano sia con l'ambiente naturale che con quello sociale.

 

Motivazione ed emozione

La motivazione è la forza trainante del desiderio che si trova dietro ogni azione intenzionale dell'essere umano. La motivazione è basata sull'emozione; specificamente, sulla ricerca della soddisfazione (esperienze emotive positive) e l'evitare il conflitto; positivo e negativo sono definiti dallo stato individuale del cervello, non da norme sociali, sebbene lo stato psicologico ne viene a sua volta influenzato: una persona può essere guidata ad autolesionismo o da violenza perché il suo cervello è condizionato per creare una risposta positiva a queste azioni. La motivazione è importante perché è coinvolta nelle performance di tutte le reazioni umane conosciute.

In psicologia l'evitare il conflitto e la libido sono considerate motivazioni primarie. Le motivazioni economiche sono spesso viste come basate su incentivi economici, morali o coercitivi. La religione generalmente imputa la motivazione del singolo alle influenze divine o demoniache.

La felicità è una condizione emotiva umana. La definizione di felicità è un argomento comune in filosofia: alcune persone possono definirla come la migliore condizione che un essere umano può vivere, in termini di situazione "ottimale" mentale e fisica. Per altri può consistere nella libertà dal dovere e dall'ansia; nella coscienza dell'ordine ottimale delle cose; la sicurezza di ricoprire un posto nell'universo o nella società, la pace interiore e così via.

 

Amore e sessualità

L'essere umano ha due sessi, quello maschile (uomo) e quello femminile (donna). Le differenze tra i due sessi sono di tipo fisiologico e sociale.

Il corpo dell'uomo e della donna sono distinti da due diversi apparati genitali e dai cosiddetti caratteri sessuali secondari, come la barba nell'uomo e il seno nella donna. Le differenze dal punto di vista sociale sono la conseguenza dei diversi ruoli assegnati ai due sessi; nel corso della storia di fronte ad un marcato sessismo vi sono stati movimenti e manifestazioni per difendere al contrario l'uguaglianza tra i sessi in termini di diritti e importanza sociale (come nel Femminismo).

L'attrazione tra due individui coinvolge sia il piano fisico che quello emotivo nell'innamoramento, con il quale due persone creano tra loro un legame di amore.

La sessualità ha il suo apice nell'atto sessuale, espressione della pulsione sessuale, volta alla ricerca del piacere e dell'intimità fisica (e dunque dell'erotismo), ma anche manifestazione di sentimenti di affetto e amore verso il/la partner.

Nell'essere umano la sessualità coinvolge anche modelli culturali e ha implicazioni sociali che vanno oltre l'aspetto puramente biologico. Si parla di orientamento sessuale in relazione all'attrazione di un individuo verso un genere, oppure entrambi; e di identità di genere in relazione al genere a cui l'individuo sente di appartenere, in certi casi diverso da quello fisico.

L'uomo inoltre ha perso la caratteristica della "manifestazione del calore". Infatti la donna durante il ciclo sessuale non da segni fisici esterni della sua situazione intima. Questo ha portato, nel corso dell'evoluzione, l'uomo ad accoppiarsi in qualsiasi periodo, oltre i giorni di fertilità.

 

Cultura

Si definisce cultura l'insieme delle particolarità materiali, intellettuali, emozionali e spirituali di un gruppo, incluse le arti, la letteratura, lo stile di vita, i gusti, le tradizioni, i riti e le credenze. Il collegamento tra la biologia, la cultura e il comportamento umani è spesso molto sottile, rendendone difficile e convenzionale la distinzione.

La cultura consiste in valori, norme sociali e manufatti. Il valore di una cultura definisce cosa è importante o morale. Importanti sono anche le norme sociali, ossia il modo in cui le persone dovrebbero comportarsi, in accordo con la tradizione. I manufatti sono oggetti derivati dai valori, dalle norme della cultura.

 

Linguaggio

La capacità che gli umani hanno di trasferire concetti, idee e nozioni attraverso la parola o la scrittura non si trova in alcun'altra specie. La facoltà di parlare è una caratteristica chiave dell'umanità: in particolare, comune a tutte le lingue umane è il sistema della doppia articolazione, descritto da André Martinet negli anni sessanta, ossia una strategia universale che usa singole unità di significato, dette morfemi o monemi, e le abbina in più parole (prima articolazione), ma anche unità sprovviste di significato, da cui deriva il combinarsi dei fonemi (per lo scritto dei grafemi) all'interno delle parole (seconda articolazione); in altri termini, in ogni parola troviamo una doppia articolazione: una porta il significato lessicale, l'altra aggiunge il significato grammaticale. Il linguaggio è il fulcro della comunicazione tra esseri umani, tanto da essere fondamentale per l'identità di nazioni, culture e gruppi etnici.

L'invenzione della scrittura intorno al quarto millennio a.C. ha permesso la conservazione del linguaggio su oggetti materiali, ed ha segnato una tappa fondamentale della evoluzione culturale. La scienza della linguistica descrive la struttura del linguaggio e le relazioni fra le varie lingue. Ci sono circa seimila differenti lingue e dialetti correntemente in uso e molte altre migliaia sono considerate estinte.

 

Arte, musica e letteratura

Si può dire che l'arte abbia circa la stessa età dell'uomo, da quella preistorica a quella contemporanea. L'arte è solo uno dei diversi aspetti del comportamento umano e una differenza importante che distingue la specie umana dalle altre.

Nel suo significato moderno, la parola arte è comunemente usata come il processo o il risultato di lavori materiali che, dal concetto alla creazione, aderisce all'impulso creativo. L'arte si distingue dagli altri lavori per essere in gran parte distaccata dalla necessità o da ogni indeterminata volontà creativa.

La musica è un fenomeno intuitivo basato su tre principi: il ritmo, l'armonia e la melodia. Ascoltare musica è forse la più comune e universale delle attività d'intrattenimento degli umani. Ci sono numerose varietà di generi musicali e musica etnica.

La letteratura è l'insieme dei lavori scritti e orali, specialmente quelli creativi, di fantasia e non. La letteratura comprende diversi generi come la poesia, l'epica, il mito ecc....

 

Spiritualità e religione

Fin dalla sua comparsa, l'uomo si è posto delle domande per rispondere a questioni fondamentali sul ruolo dell'umanità nell'universo o il significato della vita; questo bisogno ha portato l'uomo a sviluppare credenze che ammettono l'esistenza di un piano trascendente e sovrannaturale.

Questo comportamento, indicato con il termine generico di spiritualità, è una delle caratteristiche che distingue in maniera netta l'uomo dagli animali.

La spiritualità, spesso con argomenti supportati dalla filosofia, introduce concetti come Dio o il karma, ai quali l'uomo arriva non con ragionamenti ed esperienze di tipo scientifico, ma attraverso la fede, cioè il credere a qualcosa indipendentemente da prove materiali.

Una possibile manifestazione della spiritualità in forma organizzata e comunitaria è la religione. Partendo dalla ricerca spirituale, il credo religioso introduce culti, norme morali, istituzioni, oggetti e testi sacri che danno forma ed espressione all'esperienza spirituale.

La religione prevede la venerazione di una o più divinità, spesso conosciute tramite la rivelazione delle stesse. Il rapporto personale con le divinità prevede pratiche come ad esempio la preghiera o la meditazione; ci sono poi espressioni di tipo comunitario come riti o celebrazioni. In alcune religioni, il ruolo attivo spetta ad un clero, costituito da un gruppo di persone che si occupa dei culti e guida il gruppo di fedeli.

Nel corso della storia la religione è stata spesso contrapposta alla scienza e in generale alla razionalità. Degenerazioni della religione e credenze popolari portano alle superstizioni, forme di credenza in netto contrasto con la ragione, mentre esistono posizioni come ateismo e agnosticismo che si pongono contro o si distaccano dalla proposta religiosa.

 

Filosofia

La filosofia è una disciplina di studio che coinvolge l'investigazione, l'analisi e lo sviluppo di idee in generale, astratte o fondamentali. È una disciplina che cerca spiegazioni su valori, sulla realtà da importanti speculazioni.

Le discipline filosofiche più importanti sono la logica, l'ontologia, la metafisica, l'epistemologia e include rami di etica ed estetica. La filosofia copre una grande vastità di argomenti, ed è usata anche per riferire la visione del mondo di particolari filosofi o di scuole filosofiche.

La metafisica è la branca della filosofia che studia il principio primo, l'essere e l'esistenza (ontologia). Tra le dottrine di religione e scienza, sta la prospettiva filosofica della cosmologia metafisica. Questa antica disciplina di studio si occupa di giungere a logiche conclusioni sulla natura dell'universo, sull'umanità, su dio e su altre connessioni basate su estensioni di queste ricerche derivate dalla religione o dalla semplice osservazione.

Gli uomini spesso considerano sé stessi come la specie dominante sulla Terra e l'intelligenza più avanzata capace di modificare il proprio ambiente. Questa credenza è molto forte soprattutto nella moderna cultura occidentale. Tuttavia esiste anche una visione pessimistica dell'uomo che considera la brevità della sua vita.

L'umanesimo è una filosofia che sviluppa una dottrina socio-politica che non è collegata con le culture locali, ma che include tutta l'umanità per i caratteri comuni. Poiché le credenze spirituali spesso si manifestano come dottrine religiose, l'umanesimo laico cerca una risposta alla necessità di una filosofia comune che va oltre le caratteristiche culturali di religioni e codici morali locali. Molti umanisti sono religiosi e vedono l'umanesimo come una matura espressione della verità comune presente in molte religioni. Gli umanisti affermano la possibilità di una verità oggettiva e accettano che la percezione umana della verità sia imperfetta. Le dottrine basilari dell'umanesimo sono che gli umani sono importanti e che possono risolvere diversi problemi legati all'uomo e che la scienza, la libertà di parola, il pensiero razionale, la democrazie e la libertà nelle arti sono obiettivi di molti popoli. L'umanesimo dipende soprattutto sulla ragione e sulla logica, non tenendo conto del soprannaturale e del trascendente.

 

Scienza e tecnologia

La scienza è la scoperta di conoscenze sul mondo attraverso mezzi verificabili. La tecnologia è l'insieme degli strumenti attraverso il cui utilizzo l'uomo raggiunge i suoi obiettivi.

Le culture umane sono caratterizzate e differenziate dagli oggetti che essi fanno ed utilizzano. L'archeologia cerca di ricostruire la storia del passato e di civiltà perdute in parte attraverso l'esame di manufatti che esse hanno prodotto. Gli antichi uomini hanno lasciato oggetti di pietra, pentolame e gioielli che sono caratteristici per ogni luogo e periodo.

Gli sviluppi tecnologici sono passati da una cultura ad un'altra. Per esempio le tecniche agricole o gli sviluppi in materia di armi, architettura e metallurgia.

Alcune tecniche possono essere trasmesse attraverso la tradizione orale. Lo sviluppo della scrittura ha reso possibile la trasmissione di informazioni da generazione a generazione, da un luogo all'altro con grande precisione.

Insieme, questi sviluppi hanno innescato il processo di civilizzazione e urbanizzazione, con i loro complessi ordinamenti sociali. Inoltre ciò comporta l'istituzionalizzazione dello sviluppo di nuove tecnologie; questa scienza è ora al centro di tutta la cultura umana.

In tempi recenti, la fisica e l'astrofisica coprono un ruolo centrale per formare ciò che si conosce come cosmologia, che è la scienza che studia l'universo attraverso l'osservazione e l'esperimento. Questa disciplina, che focalizza sull'universo in larga scala, inizia dalla teoria del big bang, una inflazione dello spazio-tempo avvenuta circa 14 miliardi di anni fa. Dopo questo inizio, gli scienziati propongono teorie sul suo sviluppo e sulla sua fine ultima.

 

Società

L'uomo è un animale sociale e cerca l'interazione con altri individui. La società umana prevede diverse tipologie di raggruppamenti, di carattere collaborativo, istituzionale o affettivo.

La più semplice e diffusa delle società umane è la famiglia, composta da individui legati da relazioni affettive e di parentela che vivono insieme nella stessa abitazione. L'esempio più comune di famiglia è costituito dalla coppia di genitori con i figli.

La società in senso ampio del termine è la Nazione ovvero un vasto raggruppamento di persone accomunate da lingua, cultura, storia ed etnia.

La socializzazione degli esseri umani prevede l'intreccio di relazioni di varia natura; possono essere basate su un rapporto di amicizia, formate per vicinanza geografica (come in un villaggio), per affinità o per comuni intenti (come per le associazioni), o per intenti collaborativi (come nel mondo del lavoro).

La società umana nel corso della storia ha maturato una differenziazione in classi sociali, determinate da fattori economici, etnici o di altro genere.

Una attività che nasce in una società è lo sport, che ha il fine pratico di attività fisica ma anche ruolo culturale importante come disciplina agonistica, mezzo di socializzazione oltre che come forma di intrattenimento e svago.

 

Governi e politica

Uno Stato è una comunità politicamente organizzata che occupa un definito territorio, che ha un governo organizzato e che possiede sovranità interna ed esterna. Il riconoscimento dell'indipendenza di uno stato dagli altri, conformandolo agli accordi internazionali, è spesso importante per lo stabilimento della sua posizione di stato. Per Max Weber per Stato si deve intendere «un'impresa istituzionale di carattere politico in cui l'apparato amministrativo avanza con successo una pretesa di monopolio della coercizione della forza legittima in vista dell'attuazione degli ordinamenti».

Il governo può essere definito come l'insieme delle istituzioni che creano e si impegnano a far rispettare le leggi.

La politica è il processo secondo cui le decisioni sono prese attraverso gruppi. Nonostante il termine sia applicato generalmente in ambito di governi, una politica può anche essere osservata in qualsiasi interazione tra gruppi umani. Nel caso più comune, volendo tentare una definizione potremmo dire che la politica è quell'attività umana, che si esplica in una collettività, il cui fine ultimo è incidere sulla distribuzione delle risorse materiali e immateriali.

 

Guerra

La guerra è una situazione di conflitto tra Stati, organizzazioni o gruppi di persone relativamente grandi, caratterizzato dall'uso di violenza letale tra i belligeranti. Si è stimato che durante il XX secolo tra 167 e 188 milioni di esseri umani sono morti a causa della guerra.

Una percezione comune della guerra è una serie di campagne militari tra i due nemici che portano avanti una disputa sul potere, sul territorio, sulle risorse naturali, sulla religione o su altro. Una guerra ai fini di liberazione o occupazione di territori e paesi è a volte detta "guerra di liberazione", mentre una guerra tra elementi di uno stesso stato è detta "guerra civile".

La storia della guerra è stata un continuum di scoperte e innovazioni in campo tecnologico e tattico, come il combattimento corpo a corpo, l'uso di armi a lungo raggio, la propaganda e lo sterminio etnico.

L'intelligenza militare ha sempre coperto un ruolo importante nel determinare vittorie e sconfitte. Nei conflitti moderni i soldati e i veicoli bellici sono usati per la terra, navi da guerra sono utilizzate per il mare e le potenze aeree per il cielo. Lo spazio è recentemente diventato un importante fattore nei conflitti, nonostante le guerre moderne non coinvolgano ancora lo spazio fuori dell'atmosfera. La guerra porta violentemente sviluppi in politica, storia e tecnologia. Importanti invenzioni in medicina, navigazione, metallurgia, produzione, energia nucleare e informatica sono state pensate inizialmente per scopi bellici.

 

Commercio ed economia

Il commercio è lo scambio volontario di beni e servizi ed è oltretutto una forma di economia. Il meccanismo che favorisce lo scambio commerciale è chiamato mercato. L'origine del commercio è stato il baratto, ossia lo scambio diretto di beni e servizi. I commercianti moderni generalmente negoziano attraverso un mezzo di scambio, come la moneta. Come risultato, l'acquisto è separato dalla vendita. L'invenzione della moneta (e successivamente del credito, della banconota e del pagamento virtuale) ha semplificato e promosso notevolmente il commercio.

Il commercio esiste per diverse ragioni; a causa della specializzazione e della divisione del lavoro, molte persone si concentrano su un piccolo aspetto della manifattura o dei servizi, vendendo il loro lavoro come un prodotto. Il commercio tra più aree geografiche (nazioni, regioni o città) si crea perché ogni regione può avere un certo tipo di vantaggio nella produzione di alcuni beni, ad esempio per la maggiore manodopera che permette di abbassare i costi di produzione, o per i costi limitati di una certa risorsa. Il commercio tra diverse regioni rende dunque vantaggi ad entrambe le parti.

L'economia è una scienza sociale che studia la produzione, la distribuzione e il commercio di beni e servizi.

L'economia viene generalmente distinta in macroeconomia, che studia le variabili aggregate (consumo, investimento, risparmio) e microeconomia, che studia le regole di comportamento economico dei singoli soggetti. Gli aspetti più importanti dell'economia sono la produzione, la distribuzione, il commercio e la concorrenza. L'economia cerca di prevedere soprattutto come i prezzi cambiano in funzione della domanda e dell'offerta.

 

Voci correlate

- Homo sapiens (uomo);

- Filosofia;

- Scienza;

- Corpo umano;

- Civiltà;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.