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Fuoco

 

Descrizione

Il fuoco è una forma di combustione. La parola fuoco è comunemente riferita alla combinazione di un bagliore brillante coordinato ad una grande quantità di calore emessa durante un rapido processo autoalimentato di ossidazione esotermica di gas rilasciati da un combustibile.

Le fiamme sono un corpo gassoso che rilascia calore e luce. I fuochi si accendono quando un combustibile è soggetto a calore o altra forma di energia, ad esempio un fiammifero o accendino, e sono alimentati da successive scariche di energia termica, finché tutto il combustibile non è stato consumato.

 

Etimologia

Il termine "fuoco" deriva dal termine latino focus che indicava in origine il focolare e a mano a mano sostituì, specie nell'ambito popolare, il termine ignis che possedeva il vero significato di fuoco. Secondo le ricostruzioni linguistiche sembra sia collegato al verbo latino foveo e al greco φῶς (phos) ossia luce.

 

Storia

In campo religioso il fuoco è sempre stato considerato come una forza ambivalente con connotati magici per il suo aspetto benefico e distruttore.

Anche nella mitologia greca il fuoco ha la sua importanza, si ricorda il mito di Prometeo che rubò il fuoco dall'Olimpo per salvare gli uomini e per questo fu condannato da Zeus a restare incatenato ad una roccia dove un'aquila gli divorava il fegato che di notte gli ricresceva.

Nella mitologia romana invece assume importanza Vesta divinità posta a protezione del focolare domestico. Il culto di Vesta nasce nell'antichità per la necessità di mantenere sempre acceso un focolare in casa per soddisfare i bisogni della comunità e dal quale trassero origine le Vestali, sacerdotesse dell'antica Roma, con il compito di custodire il fuoco nel tempio perennemente acceso.

Nell'antichità il fuoco era rispettato e venerato e la sua scoperta comporta per l'umanità una nuova era, oltre a cucinare i cibi, gli uomini poterono anche riscaldarsi, migliorando il loro tenore di vita. Elemento unificante per eccellenza, il fuoco ha la forza di tenere insieme le persone, di farle parlare e condividere le esperienze della giornata, i problemi e le gioie; nella civiltà moderna è stato imprigionato e nascosto all'interno delle moderne caldaie ed il suo posto lo ha preso la televisione.

 

Controllare il fuoco

Controllare il fuoco allo scopo di produrre luce e calore è stata una delle prime grandi conoscenze apprese dal genere umano. L'abilità del fuoco di generare luce e calore ha reso possibile migrazioni verso climi più freddi e ha dato agli uomini la possibilità di cuocere il cibo. I segnali prodotti con il fuoco, così come quelli ottenuti con il relativo fumo, furono un primitivo utilizzo del fuoco come mezzo di comunicazione.

Il fuoco rese presto possibile la metallurgia. L'archeologia indica che gli antenati dei moderni uomini come l'Homo erectus sembrerebbero avere imparato a controllare il fuoco circa 790.000 anni fa. Un sito archeologico del Sudafrica, una delle culle dell'umanità, ha evidenziato tracce di fuoco controllato risalenti a 1 milione di anni fa. Il controllo del fuoco prevede tre tappe: conservazione del fuoco, trasporto del fuoco, produzione del fuoco. Si suppone che il passaggio da una tappa all'altra abbia richiesto alcune decine di migliaia di anni. L'esperienza diretta nella conservazione, trasporto e produzione del fuoco permette di comprendere come questi importanti salti dell'umanità siano avvenuti per intuizione più che per casualità.

Fin dai tempi dell'introduzione dell'agricoltura basata sul grano, nel Neolitico, gli uomini di tutto il mondo usano il fuoco come uno strumento fondamentale nell'amministrazione del territorio.

 

Applicazioni

Al giorno d'oggi le applicazioni del fuoco sono numerose. Oltre al suo uso come fonte di energia, il fuoco è usato per svariati scopi, ad esempio per il fumo o come arma. Infatti, l'uso del fuoco come mezzo di offesa militare ha una lunga storia.

Da sempre il fuoco affascina le persone, tant'è che spesso è usato negli spettacoli a scopi di intrattenimento (giocoleria col fuoco, spettacoli di sputafuoco, fuochi pirotecnici o fuochi d'artificio).

 

Elementi di calorimetria

La caloria è definita come la quantità di calore che si deve dare ad un grammo di acqua alla temperatura di 14,5°C perché la sua temperatura aumenti di un grado portandosi a 15,5°C mantenendo una pressione costante di una atmosfera.


Il Watt è una unità di misura nel sistema MKSA: è il lavoro di un joule prodotto in un secondo. Una caloria corrisponde a 4,18 joule che è lequivalente meccanico del calore, per esempio, quando il calore proviene da trasformazioni di lavoro meccanico.


Da precise misurazioni sperimentali si è concluso che 1 kcaloria equivale a 4186 joule e poiché 1 Wh equivale a 3600 joule (in un ora ci sono 3600 secondi), ne deriva che 1 Wh = 3600/4186 kcal = 0,86 kcal. Si conclude che 1kW = 860 kcal/h.


Voci correlate

- Combustione;

- Reazione chimica;

- Calore;

- Fisica;

 


 

 

 


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