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Ficus sycomorus (sicomoro o fico degli Egizi)

 

Descrizione

Il sicomoro (Ficus sycomorus L.) è una pianta appartenente alla famiglia delle Moracee, diffusa in Africa e Medio Oriente; è comunemente chiamato "fico gelso" per la somiglianza che le sue foglie hanno con quelle del gelso (Morus nigra) e per i frutti simili a piccoli fichi molto apprezzati nei paesi d’origine.

Come molte specie di ficus appartenenti al Genere, il sicomoro è un albero solo parzialmente spogliante, dal portamento basso e schiacciato che si diparte subito in rami assumendo chioma espansa che può raggiungere e superare i quindici metri d’altezza anche se in Africa, a sud est di Asmara in Eritrea, nella “Valle dei sicomori” esemplari centenari di enormi dimensioni fanno da riparo ad interi villaggi.

 

Classificazione scientifica

Classificazione Cronquist

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Sottoclasse: Hamamelidae;

Ordine: Urticales;

Famiglia: Moraceae;

Genere: Ficus;

Specie: Ficus sycomorus.

 

Classificazione APG

Ordine: Rosales;

Famiglia: Moraceae;

Genere: Ficus.

 

Morfologia

Il sicomoro cresce fino ad un'altezza di 20 metri, e raggiunge i 6 metri di larghezza, con una chioma ampia e tondeggiante.

- Corteccia: la corteccia va dal verde-giallo all'arancione;

- Foglie: le foglie hanno forma ovale con apice rotondo. Raggiungono i 14 cm di lunghezza per 10 cm di larghezza, e sono disposte a spirale intorno ai rami.

- Fiori e Frutti: quello che comunemente viene ritenuto il frutto è in realtà una grossa infiorescenza carnosa piriforme (siconio), all'interno della quale sono racchiusi i fiori unisessuali, piccolissimi; una piccola apertura apicale, detta ostiolo, consente l'entrata degli imenotteri pronubi; i veri frutti, che si sviluppano all'interno dell'infiorescenza, sono dei piccoli acheni.

Le infiorescenze carnose del sicomoro così come tutti i fichi presentano all’estremità un opercolo attraverso il quale si introducono all’interno dell’infiorescenza piccoli imenotteri impollinatori assai specifici tanto da avere un rapporto esclusivo specie-specifico (nel fico comune ad esempio è la Blastofaga psenes). Il sicomoro è specie che nel Genere fa eccezione perché dispone di due specie attive, due differenti agaonidi, Ceratosolen arabicus e Ceratosolen galili.

 

Impollinazione

Le diverse specie di Ficus hanno in genere un rapporto strettamente specie-specifico con i loro impollinatori, che sono tutti imenotteri della famiglia Agaonidae. Il sicomoro rappresenta una eccezione in quanto può essere impollinato da due differenti agaonidi, Ceratosolen arabicus e Ceratosolen galili, che condivide con un'altra specie africana, Ficus mucuso.

 

Distribuzione e habitat

La pianta cresce spontanea nel sud della penisola Arabica e in alcune regioni dell'Africa, dal Senegal al Sudafrica, nonché in ristrette aree del Madagascar. È inoltre coltivata da epoche remote in Medio Oriente (Egitto, Israele e Siria).

 

Il sicomoro nella storia dell'uomo

Nella mitologia egizia il sicomoro era albero consacrato alla dea Hathor, detta anche la "Signora del sicomoro”. Era considerato simbolo di immortalità e il suo legno era usato per la fabbricazione dei sarcofagi.

Nel Libro di Amos, redatto ai tempi del Regno di Giuda attorno al 775-750 a.C., il profeta omonimo asserisce di essere stato, prima di dedicarsi alla missione profetica, "un pastore e raccoglitore di sicomori"; il che testimonia che in quell'epoca l'albero era già presente in Palestina e utilizzato dall'uomo.

Nel Vangelo secondo Luca (19,1-10), è nominato un sicomoro nella città di Gerico; un abitante di Gerico, un certo Zaccheo, essendo basso di statura, per vedere Gesù salì su un sicomoro.

Il Vangelo recita: «"Entrato nella città di Gerico, la stava attraversando. Ora, un uomo di nome Zaccheo, che era a capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi fosse Gesù, ma non ci riusciva; c’era infatti molta gente ed egli era troppo piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, si arrampicò sopra un sicomoro, perché Gesù doveva passare di là. Gesù, arrivando a quel punto, alzò gli occhi e gli disse: “Zaccheo, scendi in fretta, perché oggi devo fermarmi a casa tua”. Scese subito e lo accolse con gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: “È andato ad alloggiare in casa di un peccatore!”. Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: “Signore, io do ai poveri la metà dei miei beni e se ho rubato a qualcuno gli restituisco il quadruplo”.

Gesù gli rispose: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è il figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto”» (Lc 19, 1-10).

Inoltre una leggenda riferita sempre al Nuovo Testamento, racconta che Giuda Iscariota si impicca su un albero di sicomoro.

Orazio Antinori è stato alla metà del’800 un grande naturalista ed esploratore italiano che attraversò in lungo e largo il Corno d’Africa riportando in Italia interessanti raccolte naturalistiche conservate in vari musei della penisola. Insieme ad altri studiosi italiani costituì in Etiopia a Let-Merefià una stazione scientifica ed ospedaliera base di partenza per le spedizioni coloniali italiane dove Antinori morì nel 1882 e dove le sue ceneri, per sua espressa volontà sono conservate sotto l’ombra di un maestoso sicomoro.

 

Usi

I frutti sono raccolti per uso alimentare.

 

Voci correlate

- Agricoltura;

- Botanica;

- Specie botaniche in Italia;

- Genere: Ficus;

- Erbario virtuale;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato modificato.