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Cornus mas (corniolo)

 

Descrizione

Il corniolo (Cornus mas) appartiene alla famiglia delle Cornacee. Il periodo di fioritura in Italia va da marzo ad aprile, solitamente ancora prima della forsizia.

Il nome deriva dal latino “corno” perché il legno, molto lucido e piuttosto duro, ricorda le corna dei bovini.

I cornioli sono arbusti o piccoli alberi alti fino a 5 m. con foglie ovate ed opposte, ricoperte parzialmente da peluria su entrambe le pagine. I rami sono di colore rosso-bruno e rametti brevi, la corteccia è screpolata. I fiori gialli si aprono ad ombrello. I frutti del corniolo sono chiamati corniole e sono delle bacche ellittiche molto simili alle olive, di circa 2 cm di lunghezza e di colore rosso che si fa via via più scuro a seconda del grado di maturazione; le corniole sono commestibili.

Il frutto (corniola) è una drupa carnosa, ovoidale di colore rosso alla maturazione, di un gradevole sapore acidulo, molto ricchi di vitamina C con proprietà astringenti, antidiarroiche e febbrifughe . Si possono consumare freschi, ed in questo caso è importante prenderli ben maturi altrimenti sono fortemente astringenti, quando assumono una colorazione rosso cupo e stanno per cadere spontaneamente.

Vengono anche utilizzati per preparare profumate gelatine, marmellate (utilizzate come salsa per insaporire le carni) e messe in salamoia come le olive, nell'acquavite o nel vino per ricavarne una bevanda aromatizzata.

La corniola è uno tra i frutti dimenticati con il progressivo abbandono delle campagne e delle zone pedemontane.

 

Classificazione scientifica

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Sottoclasse: Rosidae;

Ordine: Cornales;

Famiglia: Cornaceae;

Genere: Cornus;

Specie: Cornus mas.

 

Varietà e portinnesti

In Italia ci sono diverse cultivar: “Golden Glory”, “Variegata”, “Aurea” ed “Elegant”.

 

Morfologia

- Fiori: i fiori sono raggruppati in ombrelle piuttosto piccole, cioè in gruppi composti da 5 fino a 15 elementi. Si trovano all’estremità dei corti rametti laterali secondari. Ogni ombrella è inserita al centro di una corona di 4 brattee ovali disposte a croce, brunastre sulla faccia esterna e verdastre su quella interna. Ogni fiore si trova all’estremità di un lungo peduncolo giallo.

Non sono presenti sepali. La corolla è costituita da quattro petali lanceolati gialli, disposti a croce e curvati verso il basso. I quattro stami, gialli, sono inseriti alternandosi in rapporto ai petali. Il pistillo è costituito da un ovario globuloso appiattito.

- Frutti: i frutti sono di un bel rosso acceso. Arrivano a maturità dalla fine dell’estate all’inizio dell’autunno. Sono delle drupe carnose e oblunghe, di circa 2 cm di lunghezza e 1,5 cm di diametro. All’interno si trova un nocciolo allungato. La polpa è commestibile dal momento in cui il frutto risulta maturo, cioè quando risulta un po’ molle. Generalmente la raccolta avviene quando sono già caduti a terra. Il loro sapore è piuttosto acidulo e ricorda vagamente quello delle ciliegie amarene. Sono molto amati dai piccoli uccelli, ed infatti costituiscono un grande richiamo. Se amiamo quindi un giardino popolato e vivo questa pianta è l’ideale.

 

Habitat

Ama terreni umidi ed ombrosi calcarei, per cui è facile trovarlo nei boschi d'alta collina o di montagna.

 

Impiego

Il loro legno e i loro frutti come anche i loro semi sono o erano di grande significato.

I piccoli frutti rossi vengono elaborati oltre che per succhi di frutta e per marmellate (ottime accompagnate al bollito di carne) e per eccezionali bevande anche come aromatizzante per alcuni tipi di alcolici come ad esempio la grappa. I prezzi per questi prodotti sono relativamente alti a causa del grosso apparato di lavoro dovuto alla bassa fertilità e al basso contenuto di alcool.

Si possono mangiare i frutti anche crudi, ma sono buoni solo quelli che sono appena caduti o che cadono dallo stelo in seguito ad un leggero tocco. Il legno duro (il più duro presente in Europa) viene utilizzato tra l'altro anche per la produzione di pipe.

Le foglie sono semplici, opposte, con un picciolo breve (5-10 mm) e peloso, la forma è arrotondata, integra e un po' ondulata ai margini, acuminata all'apice. È di colore verde, più chiaro di sotto. Presenta una nervatura al centro e 3-4 paia di nervature secondarie. I fiori sono ermafroditi cioè che hanno organi per la riproduzione sia maschili sia femminili, si presentano in forma di ombrelle semplici e brevi, circondate alla base da un involucro di 4 brattee (foglia modificata che protegge il fiore) di colore verdognolo sfumato di rosso, sviluppatisi prima della fogliazione. La corolla è a 4 petali acuti, glabri (senza il pelo, lisci), di colore giallo-dorato, odorosi. Fiorisce da dicembre a marzo.

Il frutto del corniolo è una drupa (frutto carnoso) con la forma di un uovo allungato. È di colore rosso-scarlatto, dal sapore acidulo, contenente un seme osseo.

Il corniolo, specie propria dell'Europa centro-orientale sino al Caucaso e all'Asia minore, in Italia si trova in tutta la penisola ma è più frequente nelle regioni settentrionali. È una specie che predilige i terreni calcarei, e vive in piccoli gruppi nelle radure dei boschi di latifoglie, tra gli arbusti e nelle siepi del piano sino a 1300 (1530) m; spesso è coltivata anche come specie ornamentale e per i suoi frutti commestibili. Il legno del Corniolo è di colore bruno-chiaro nelle parti interne (alburno) mentre nella corteccia è rossastro, con anelli poco distinti. Questo legno è durissimo e molto resistente. Nel passato era usato per la fabbricazione di pezzi di macchine soggetti a forte usura (per es. raggi e denti da ruota) e per lavori di tornio. La sarissa, picca usata dalla falange macedone, era in legno di corniolo. Tutta la pianta ha proprietà tintorie (in giallo).

 

Tecnica colturale

Cresce in terreni sassosi, soprattutto su fondo calcareo, specie in collina; è una pianta molto longeva.

Preferisce terreni ricchi, sciolti e ben drenati; si sviluppa però senza problemi in qualsiasi terreno, anche in quelli poveri e molto aridi. In autunno e alla fine dell'inverno interrare una buona quantità di concime organico ai piedi della pianta. Non è una pianta esigente, ma per crescerlo al meglio l’ideale è inserirlo dove il suolo risulti fertile e fresco. In particolare la pianta predilige i substrati con grandi quantità di calcio, dove infatti cresce spontaneamente in natura (e viene per questo ritenuto un ottimo indicatore).

La concimazione non è strettamente necessaria; ad ogni modo è sempre gradita una distribuzione autunnale di ammendante organico come lo stallatico maturo. In primavera, per incentivare la fioritura e la fruttificazione possiamo poi integrare con qualche manciata di concime granulare a lenta cessione per piante da frutto.

Tra gennaio e febbraio, e comunque prima della ripresa vegetativa, si dovrà intervenire per tagliare i rami morti, malati o danneggiati da neve o vento.

Eliminiamo anche le branche che si incrociano, mantenendo solo quelle più forti. L’ideale è aprire il centro perseguendo una forma a vaso.

La moltiplicazione avviene per seme o per talea semilegnosa; poichè le talee di corniolo radicano con difficoltà si consiglia di praticarne in numero elevato e di intingerle nella polvere di ormone radicante prima di farle radicare in un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. Quasi tutti i cornioli presenti nei frutteti provengono da seme, anche se è comunque possibile procedere sia con la talea sia con la margotta o propaggine. Questi ultimi metodi sono da preferire nel caso si voglia moltiplicare una cultivar in particolare, in maniera da mantenere inalterate tutte le caratteristiche. Si procede alla fine dell’estate, su legno semimaturo.

La semina deve essere effettuata in autunno, in maniera che possa avvenire la vernalizzazione. La germinazione si attua sia la prima sia la seconda primavera, a seconda delle condizioni ambientali. L’esemplare arriverà a fruttificare solo verso il decimo anno.

 

Esposizione

Preferisce posizioni soleggiate, anche se si sviluppa senza problemi anche a mezz'ombra; è una pianta molto rustica e resistente, che non teme il caldo estivo o il freddo invernale; sopporta senza problemi anche brevi periodi di siccità.

 

Parassiti e malattie

Generalmente i cornioli non vengono attaccati né da parassiti, né da malattie.

 

Raccolta

Si effettua di solito all’inizio dell’autunno. È sufficiente stendere al suolo dei teli e scuotere con delicatezza i rami in maniera che le drupe mature cadano.

 

Produzioni

I frutti sono adatti ad essere consumati freschi ma ottimi anche per produrre bevande, liquori, dolci, gelatine, salse, marmellate e in ricette gastronomiche.

Si conservano sotto alcool (come le ciliegie) e in salamoia (come le olive).

Come pianta medicinale per l'azione tonico-astringente dei frutti, contro enterite, nella cura delle malattie della pelle, dei dolori articolari e dei disturbi del metabolismo.

Radici, corteccia e germogli venivano impiegati per curare la febbre con azione analoga al legno di china.

In cosmesi la polpa viene usata come astringente per pelli grasse o seborroiche.

Il legno si presta per realizzare oggetti di tornitura.

Come pianta ornamentale in parchi e giardini, per le foglie brillanti e la miriade di fiori gialli a schiusura molto precoce. I frutti sono molto ricercati dalla fauna selvatica.

 

Curiosità

- J. K. Rowling, autrice della saga di Harry Potter, l'ha indicato nel sito di Pottermore come un possibile legno da bacchetta, associandolo alle persone allegre e scherzose.

- Per i membri della comunità Serbo-Ortodossa, questa pianta ha un valore sacro. I suoi semi vengono raccolti la vigilia di Natale, festeggiato da essi secondo il Calendario Giuliano, e cioè il 6 gennaio e la mattina appena alzati con un sorso di vino rosso, facendosi il segno della croce, si prende con l'augurio di stare in buona salute tutto l'anno. Il corniolo è considerato dai Serbi un simbolo di buona salute, infatti il detto popolare "Zdrav kao dren" vuol dire letteralmente "Sano come il corniolo".

- La letteratura e la mitologia greche e latine citano frequentemente il corniolo e i suoi frutti; per esempio era di corniolo la lancia che utilizzò Romolo per tracciare i confini di Roma. La leggenda dice che la lancia riuscì a radicare e che 700 anni dopo, sotto Tiberio, si poteva ancora vedere sul colle Palatino un enorme corniolo.

- Il cavallo di Troia, l’arco di Ulisse e la lancia di San Giorgio pare che fossero anch’esse di questa essenza.

- Il nocciolo dei cornioli è estremamente duro e trova moltissimi utilizzi; era comune in Austria utilizzarli per aromatizzare il caffè. Oggi invece diventano delle ottime imbottiture naturali per pupazzi da scaldare al microonde. Infatti hanno la caratteristica di rimanere caldi a lungo e, per di più, emanano un profumo delicato e gradevole.

- Possono anche essere utilizzati per confezionare delle collane e dei braccialetti.

- Nel Comune di Cornedo vicentino (VI), nel 2015 è stata istituita la Denominazione Comunale per la corniola e nel 2016 è nata la Confraternita della Corniola.

 

In cucina

L’utilizzazione delle bacche si basa su ricette di tipo tradizionale, affidate a consuetudini locali; in Gran Bretagna e in Russia, ad esempio, è quasi d’obbligo offrire selvaggina e arrosto di maiale con gelatina di corniole o di ribes, del resto molto simili nel colore e nel sapore. Tradizione a parte, è curioso ricordare che una delle più antiche ricette a base di corniole, si riferisce a una salsa celebrata da un tal Platina, letterato cremonese, storiografo specializzatosi nella vita dei papi, ma che non disdegnò di occuparsi di erbe medicinali e di buona cucina, esempio di un’attività divulgativa a tutto campo, abbastanza insolita per quei tempi.

Le corniole in salamoia sono una preparazione curiosa che trasforma questi frutti in insolite, delicatissime «olive». Si procede in questo modo: si raccolgono le corniole quando sono ancora un poco acerbe, si lavano, si asciugano e si mettono in un liquido preparato con acqua e sale da cucina in notevole quantità. Per stabilire quando la salamoia ha raggiunto il giusto grado di salinità, basta immergervi un uovo crudo; se galleggia, il composto è pronto per accogliere le corniole che devono essere appena coperte dal liquido. Aggiungere qualche foglia di alloro ed un pizzico di semi di finocchio; chiudere ermeticamente e lasciare in riposo in luogo buio per un mese. Ogni volta che si tolgono le corniole dalla salamoia per mangiarle, passarle più volte sotto l’acqua corrente.

 

Altre Preparazioni

Liquore alle corniole: le corniole, raccolte verso la fine del mese di Agosto, vengono lasciate macerare con lo zucchero nella grappa per alcune settimane. Filtrare e aggiungere acqua sino ad ottenere la gradazione alcolica desiderata; è un liquore dal gusto leggermente asprigno, ma gradevole.

Marmellata di corniole: una prima ricetta prevede mezzo chilo di frutti maturi vengono fatti bollire per alcuni minuti. Successivamente li si riduce a purea, rimettendo il composto ottenuto sul fuoco per completare la cottura, aggiungendo 400 g di zucchero. A fine cottura si deve aggiungere una buccia grattugiata di un limone, invasando la marmellata quando è ancora calda. Una seconda ricetta invece, come preparazione tipicamente collinare, si ottiene cucinando le corniole nel vino unitamente ad alcune mele selvatiche e con la scorza di un limone. Una volta divenuto poltiglia, il composto viene schiacciato e ne vengono eliminati i noccioli; la polpa ripulita si mescola a zucchero, nella quantità del 50% del suo peso e si mette a raddensare sul fuoco unendo alla fine succo di limone e cannella in polvere o altre spezie a piacere come chiodi di garofano e anice stellato.

Gelatina: si ottiene, bollendo i frutti, setacciandoli ed eliminando i noccioli, quindi unendo ugual peso di zucchero, infine si provvede a raddensare sul fuoco e ad invasare a prodotto caldo.

Salsa di corniole: schiacciare con cura 2 chili di corniole ed eliminare i noccioli. Mettere la polpa in un tegame con un po' di aceto, sale e pepe. Fare bollire per circa un paio d’ore come le marmellate. Il composto viene messo in un vaso di vetro a chiusura ermetica e posto a bollire per circa 10 minuti. Questa salsa è ottima per accompagnare carni arrosto.

 

Voci correlate

- Erbario virtuale;

- Famiglia: Cornaceae;

Frutto e Frutta;

Marmellata o Confettura;

Liquore;

Ricettario;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.