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Cervello o encefalo

 

Descrizione

Il cervello è l'organo principale del sistema nervoso centrale, presente nei vertebrati e in tutti gli animali a simmetria bilaterale, compreso l'uomo. Nei vertebrati il cervello è situato all'apice del nevrasse, all'interno del cranio. Il termine corretto per indicare l'insieme delle strutture contenute all'interno della scatola cranica è encefalo. Il cervello si occupa, insieme al sistema endocrino, di parte della regolazione delle funzioni vitali ed è sede delle regolazioni omeostatiche e delle funzioni cerebrali superiori.

 

Evoluzione e anatomia comparata del cervello

Nei primi animali pluricellulari, i poriferi non si riscontra alcuna struttura che coordini i diversi tessuti. Gli cnidari sono i primi a sviluppare un sistema nervoso, nel quale però non è identificabile alcuna struttura definibile come cervello, ma solo una rete nervosa formata da neuroni sensoriali (afferenti), interneuroni di connessione e neuroni motori (efferenti). Alcuni zoologi identificano questa struttura come un cervello delocalizzato. Tale sistema comunque è già in grado di ricevere stimoli sensoriali complessi ed elaborare riflessi coordinati.

 

La cefalizzazione ed il cervello vero e proprio

L'avvento della simmetria bilaterale ha conferito agli eumetazoi una direzionalità, con una parte anteriore ed una posteriore, al contrario degli animali a simmetria radiata, nei quali non si distingue alcuna direzione preferenziale. La presenza di una parte anteriore fa sì che sia questa ad incontrare per prima un nuovo ambiente, il che ha indotto l'avvio del processo di cefalizzazione, consistente inizialmente nella concentrazione degli organi sensoriali e dei centri nervosi necessari all'elaborazione degli stimoli in una zona anteriore denominata capo.

Nei platelminti è possibile distinguere un rudimentale cervello, costituito da due insiemi di corpi cellulari concentrati nella zona cefalica. Negli anellidi sono presenti anche numerosi gangli.

Gli artropodi sono i primi esseri in cui si può osservare una specializzazione delle diverse aree del cervello, insieme alla quale si osserva la comparsa di comportamenti complessi, come per esempio l'organizzazione sociale. Il cervello degli artropodi è diviso in tre strutture differenti e possiede enormi lobi visivi dietro ogni occhio

Nei molluschi si osserva un sistema nervoso di tipo gangliare. Dopo i vertebrati i molluschi sono gli animali con il cervello più complesso. Tra i molluschi i cefalopodi hanno il maggior sviluppo cerebrale, e in particolare il polpo ha un cervello molto grande ed organizzato la cui struttura si riflette in riflessi cognitivi e comportamentali estremamente complessi.

Negli echinodermi e nei tunicati non è individuabile una struttura precisa identificabile come cervello, che in queste specie, come negli eumetazoi più semplici, si considera delocalizzato.

 

Il cervello dei vertebrati

Il cervello presenta una struttura che rispecchia la sua filogenesi:

- Tronco dell’encefalo (Regolazione delle funzioni vegetative),

- Nuclei della base (memorizzazione degli schemi motori),

- Sistema limbico (emozioni e memoria),

- Neocorteccia.

Nei vertebrati si osservano alcune differenze fondamentali. È infatti possibile individuare due strutture diverse, il telencefalo e il diencefalo, che formano il cervello vero e proprio, detto anche prosencefalo, mentre le altre strutture contenute all'interno della scatola cranica (mesencefalo, ponte e bulbo) formano il tronco encefalico. Nei primi vertebrati acquatici (agnati e ittiopsidi), il telencefalo è solo una piccola protuberanza con funzioni sensoriali (olfattive) e il prosencefalo stesso è molto piccolo rispetto all'encefalo nel suo insieme, mentre il mesencefalo reggiunge dimensioni considerevoli. Questo fenomeno è correlato alla maggiore importanza che ha l'afferenza sensoriale della linea laterale, a sua volta correlato alla maggior mobilità di questi animali nell'ambiente tridimensionale.

Nei vertebrati terrestri è invece il prosencefalo che si ingrandisce fino a formare una struttura liscia che occupa la scatola cranica quasi per intero. L'encefalo viene separato dalla scatola cranica tramite membrane di tessuto connettivo chiamate meningi. Cellule specializzate dividono il cervello dal flusso sanguigno, formando la barriera emato-encefalica. L'ingrandimento e la maggior organizzazione cerebrale negli amnioti riflettono lo spostamento degli arti dalla posizione laterale a quella ventrale, con conseguente coordinazione dell'oscillazione e dello spostamento degli arti. Il controllo degli arti assume una notevole importanza a livello cerebrale negli arcosauri bipedi e negli uccelli, riflettendosi sulla struttura cerebrale.

La maggior parte delle funzioni cerebrali legate alla coordinazione del movimento nei vertebrati sono affidate ad una struttura posteriore al cervello chiamata cervelletto.

La struttura che più differenzia il cervello dei mammiferi da quello degli altri vertebrati è la corteccia cerebrale, uno strato laminare di tessuto cerebrale che costituisce la parte più esterna del telencefalo. Grazie a questa struttura vengono esplicate le funzioni cerebrali più complesse, quali la memoria, e il linguaggio. La corteccia conferisce al cervello di alcuni mammiferi il classico aspetto rugoso, con profondi solchi e circonvoluzioni. Si osservano inoltre profonde modificazioni anatomiche, specialmente al livello del telencefalo e dei lobi frontali.

I neuroni sono connessi tra loro da sinapsi. Ogni neurone ne ha circa 100.000. Le sinapsi sono i punti di congiunzione tra i neuroni; presentano da un lato (neurone trasmettitore) dei canali attraverso i quali passano le molecole "neurotrasmettitori", dall'altro (neurone ricettore) delle strutture atte a riconoscere i neurotrasmettitori. I neuroni dunque comunicano tra loro per mezzo dei neurotrasmettitori che sono delle molecole complesse; i più importanti sono la dopamina, la (nor)adrenalinalina, il GABA (acido gamma-amino-butirrico) e la serotonina. Queste sostanze agiscono anche come modulatori diffusi della funzionalità cerebrale.

 

Il cervello umano

Il cervello umano pesa circa 1,5 Kg ed ha un volume compreso tra i 1.100 e i 1.300 cm³, tenendo presente la possibilità di significative variazioni tra individuo e individuo, anche legate a sesso età e altri fattori.

Negli esseri umani la corteccia cerebrale cresce enormemente di dimensione, diventando la struttura predominante del cervello. Inoltre, rispetto ad altri mammiferi, la corteccia cerebrale negli umani assume un ruolo più importante a livello funzionale.

Il telencefalo umano è estremamente sviluppato, e può essere suddiviso in quattro aree o lobi:

Lobo frontale,

Lobo parietale,

Lobo occipitale,

Lobo temporale.

... cui sono da aggiungere la circonvoluzione limbica e l'insula di Reil.

Il diencefalo è più piccolo e completamente avvolto dal telencefalo. Contiene:

Il talamo,

L'epitalamo,

Il metatalamo,

L'ipotalamo,

Il subtalamo.

La corteccia cerebrale è sede delle "funzioni cerebrali superiori", quali il pensiero e la coscienza.

L'Encefalo (o cervello) umano è quella parte del sistema nervoso centrale contenuta all’interno del cranio. È il risultato della sovrapposizione dei tre diversi tipi di cervelli Rettiliano, Paleomammifero e Neomammifero, che si sono sviluppati, nel corso dell’evoluzione dei vertebrati. Le funzioni dell’encefalo sono svolte da circa 100 miliardi di cellule nervose, dette neuroni. Queste cellule sono classificati in base alla forma, al tipo di connessioni che realizzano fra loro, all’architettura cellulare e alla composizione biochimica.

L’encefalo è avvolto da membrane denominate Meningi, la cui funzione è di nutrire e proteggere il cervello. Sempre a scopo protettivo l’encefalo è percorso da una serie di cavità piene di un liquido denominato Liquor Cefalorachidiano, il cui fine è di creare un effetto di galleggiamento utile per contrastare la forza di gravità e le accelerazioni dovute ai rapidi movimenti della testa. Partendo dalla base del cranio si trovano:

  1. Romboencefalo: è il cervello più antico, specializzato nel controllo delle funzioni involontarie, come la respirazione, la circolazione e il tono muscolare. Comprende il Cervelletto e quelle parti del midollo spinale che si allungano nel cervello (Midollo Allungato e Ponte di Varolio);

  2. Mesencefalo: è costituito da due parti principali il Tetto che si trova sulla superficie dorsale del mesencefalo che contiene i quattro rigonfiamenti del tronco cerebrale, il Tegmento che contiene vari nuclei che controllano i movimenti oculari, la sostanza grigia Periacqueduttale che controlla alcuni aspetti del comportamento ed è coinvolta nella mediazione del dolore e le Cellule di Soemmering che contribuiscono al controllo delle attività motorie;

  3. Prosencefalo: è la parte di più recente formazione, dal punto di vista evolutivo. È principalmente costituito da due grandi Emisferi Cerebrali, posti sotto alla volta cranica, denominati Emisfero Destro e Emisfero Sinistro, connessi fra loro mediante un fascio di fibre nervose denominate Corpo Calloso. La superfice esterna di questi emisferi costituisce la Corteccia Cerebrale (o Telencefalo).

 

Ciascun Emisfero Cerebrale si suddivide nei seguenti quattro:

  1. Lobo Occipitale, dedicato all'elaborazione della modalità sensoriale relativa alla visione ed è situato nella parte posteriore del capo;

  2. Lobo Parietale, dedicato alla sensibilità tattile e gusto; si trova al centro, nella regione dietro le orecchie, ma leggermente sopra;

  3. Lobo Temporale, dedicato all'udito e all'equilibrio; si trova sotto e davanti al lobo parietale;

  4. Lobo Frontale, è la Sede della Personalità e del Pensiero Cosciente, occupa 1/3 dell'area della corteccia ed è specializzato nell'organizzazione del controllo dei movimenti volontari, in quanto contiene la Corteccia Motoria Primaria; è situato nell'ampia area sopra gli occhi.

 

Sepolta tra il lobo temporale, frontale e parietale, vi è un’altra importante area della corteccia cerebrale denominata Insula, che svolge un ruolo fondamentale nell’elaborazione dell’esperienza emozionale soggettiva, funge da sistema di allarme per i pericoli percepiti internamente o per cambiamenti omeostatici

All’interno degli emisferi cerebrali vi sono i Nuclei del Prosencefalo, che comprendono i Gagli della Base e all’interno della metà inferiore del lobo frontale vi sono i Nuclei Basali del Prosencefalo. All’interno della porzione mediale del lobo temporale, adiacente all’Ippocampo, con la Corteccia Prefrontale posta anteriormente vi è l’Amigdala. È costituita da tre nuclei principali: Basolaterale, Corticomediale e Centrale.

L’Amigdala è collegata mediante fasci di fibre che provengono da tutti i lobi cerebrali, dalle vie sensoriali e dall’ippocampo. I collegamenti con l’Ipotalamo garantiscono la risposta vegetativa, mentre i collegamenti con il Grigio Acqueduttale garantiscono la reazione comportamentale ed infine i collegamenti con la corteccia consentono l’elaborazione, il controllo e il riconoscimento emozionale.

Questa prima sommaria descrizione della struttura del cervello è utile per acquisire alcuni termini e una loro grossolana descrizione funzionale. Tuttavia non è sufficiente per comprendere le importanti funzioni psichiche, in quanto il cervello non è una struttura uniforme, ma è costituito da diverse aree specializzate, ognuna delle quali anche se svolge compiti ben definiti non è sufficiente, in quanto è l’integrazione delle funzioni di tutte queste aree che determinano le relazioni dell’individuo con il mondo esterno e rappresentano la fabbrica dei ricordi, dei sentimenti, dell’idee e dell’emozioni.

 

Storia

Il cervello-encefalo non risulta di interesse anatomico per gli antichi egizi, nonostante una già consolidata chirurgia della testa. Ciò può sembrare paradossale, ma era difatti considerata un'attività servile. Sappiamo di certo che l'asportazione dell'encefalo durante il trattamento di un cadavere, avveniva mediante uncini attraverso il naso, cosa che non dava alcun riscontro morfologico.

Il Papiro Chirurgico di Edwin Smith, risalente al XVII secolo a.C., contiene i primi riferimenti scritti relativi al cervello. La parola cervello appare otto volte in questo papiro che descrive i sintomi, la diagnosi e la prognosi di due pazienti, feriti alla testa, che presentavano una frattura composta del cranio.

Nel mondo greco, Ippocrate e altri filosofi come Platone identificavano nel cervello la sede del pensiero (encefalocentrismo). Aristotele riteneva ancora che fosse il cuore la sede dell’intelligenza, e vedeva il cervello come un meccanismo di raffreddamento del sangue, riscaldato dal corpo. Aristotele riteneva quindi che gli esseri umani fossero più razionali delle bestie in quanto possedevano un cervello più grande in grado di raffreddare meglio il loro sangue caldo.

Durante l’impero romano, l’anatomista Galeno, dissezionò numerosi cervelli di vari animali. Egli ci dice, nei suoi Procedimenti anatomici (cap. IX) che l'encefalo viene suddiviso dalle meningi in "cervello" (encephalon) o "cervello anteriore" e in "cervello posteriore" o enkranion o epikranion, cioè in cervello e cervelletto.

Attraverso l’osservazione delle differenze di struttura e sostanza fra cervello e cervelletto, concluse che il primo, essendo più tenero, dovesse essere il contenitore delle sensazioni, mentre il secondo, essendo più denso, dovesse controllare i muscoli.

Nonostante i presupposti fossero sbagliati, le conclusioni di Galeno erano vicine alla realtà. Galeno, inoltre, scoprì che il cervello è cavo a causa della presenza di ventricoli che sono riempiti di un liquido (liquido cerebrospinale). Questa caratteristica del cervello, lo portò a ritenere valida la teoria, fino ad allora dominante, secondo la quale il cervello funzionava tramite il movimento e il bilanciamento di quattro fluidi (detti umori).

Riprendendo ipotesi più volte esposte, Cartesio teorizzò la divisione tra mente e corpo.

Thomas Willis nel 1664 edita il suo Cerebri anatome, che contiene la più dettagliata e completa descrizione del cervello comparsa fino allora. Tratta del circolo arterioso che da lui prenderà il nome. Contribuisce anche alla terminologia medica, coniando la parola neurologia per indicare la disciplina e il termine corpo striato per i gangli della base.

Franz Joseph Gall (1758-1828) e Johann Spurzheim (1776-1832) per primi dimostrano che la sostanza bianca è costituita da fibre nervose e postulano l'esistenza di differenti centri per le diverse funzioni del cervello. Sfortunatamente questa ipotesi viene inizialmente screditata da teorie puramente speculative, anche da parte degli stessi Gall e Spurzheim (come il "centro dell'amicizia", quello "dell'ambizione" e via dicendo). Da questi primi studi quindi si sviluppò la frenologia.

Per determinare la funzione di una specifica parte del cervello si ricorreva al metodo di ablazione sperimentale: in pratica si lesionava una regione del cervello e se ne osservavano le conseguenze. Uno dei primi ad usare questo metodo fu il fisiologo francese Marie Jean-Pierre Flourens che nel 1823 dimostrò che il cervelletto era davvero implicato nella coordinazione del movimento, come già intuito da Galeno.

Fu Pierre Paul Broca che descrisse il centro motorio del linguaggio (1861), mentre Karl Wernicke descrive un'area similare le cui lesioni comportano afasia sensoriale (1874). John Hughlings Jackson osserva pazienti epilettici ed elabora la teoria dell'esistenza all'interno del sistema nervoso centrale di gerarchie funzionali.

Nel 1929, lo psichiatra austriaco Hans Berger registrò il primo potenziale elettrico di un cervello in vivo. Questa tecnica, conosciuta come elettroencefalogramma o EEG, permette di misurare la corrente che scorre nella corteccia cerebrale durante l'eccitazione sinaptica dei dentriti e viene oggi utilizzata nella diagnosi di determinate condizioni neurologiche come le crisi epilettiche e per scopi di ricerca.

L'homunculus motorius e quello sensitivus sono di Penfield e Rasmussen, del 1957.

Nel 1994 Semir Zeki da inizio allo studio delle basi neurali della creatività e dell’apprezzamento estetico dell’arte. Nel 2001 fonda l’Istituto di Neuroestetica, con base a Berkeley, in California.

 

Una conferma dal 'New Scientist'!

Il cervello maschile e quello femminile hanno architetture agli antipodi, ragionano in maniera totalmente opposta. Lo confermano nuovi studi nordamericani riportati sull'ultimo numero della rivista britannica 'New Scientist': le donne hanno un'organizzazione cerebrale che le rende più brave a prendere decisioni e a concentrarsi maggiormente sulle emozioni. Gli uomini invece sono più indirizzati dalla loro stessa materia grigia verso il sesso e l'azione.

 

Uomini e donne: due teste diverse

Uomini e donne hanno la stessa intelligenza, ma ragionano con parti differenti del cervello. La conclusione è quella di una equipe di ricercatori statunitensi e frutto di una ricerca pubblicata sulla rivista NeuroImage. Sarebbero infatti diverse, tra uomini e donne, le aree del cervello attivate per il processo di ragionamento.

A parità di quoziente intellettivo gli uomini hanno sei volte e mezzo la materia grigia delle donne, che è collegata all'intelligenza generale, mentre le donne hanno dieci volte la materia bianca dell'uomo, che ha la funzione di relazionare le aree cerebrali. Gli studiosi cercano di interpretare i risultati ottenuti: “Questo suggerisce quasi che nel corso dell’evoluzione umana si siano sviluppati due differenti tipi di cervelli ed entrambi sono stati in grado di adattarsi e di affrontare la vita sul nostro pianeta”. A sostenere la tesi anche il fatto che le donne utilizzano in maniera dominante il lobo frontale, invece l'uomo è tendenzialmente portato a coinvolgere, nel processo di ragionamento, una zona più vasta di corteccia. Queste scoperte non rimarranno semplici curiosità scientifiche bensì potrebbero avere una grande importanza per lo studio di terapie riguardanti la demenza e le malattie neurodegenerative. Per portare a termine la ricerca gli scienziati hanno impiegato dei sofisticati scanner per la risonanza magnetica, incaricati di osservare le zone del cervello coinvolte durante i test intellettivi e gli stimoli a cui sono stati sottoposti i volontari dello studio. Con tale metodologia di lavoro e grazie anche a software avanzati si è così riusciti ad ottenere una mappatura delle zone cerebrali coinvolte nel processo di ragionamento e a seguire l'attivazione dei neuroni in relazione a stimoli diversi.

 

La frenologia

Ci sono voluti molti anni per comprendere che le nostre facoltà sono localizzate in certe regioni specifiche del cervello. La prima persona seria a tentare ciò fu lo scienziato viennese Franz Joseph Gall. All'inizio del XIX secolo, attorno al 1800, egli fu il primo a cercare di descrivere nei dettagli le suddivisioni del cervello, basandosi su un approccio sperimentale che oggi si chiama frenologia.

Gall era rimasto colpito dal fatto che i tratti intellettuali di certe persone sembrassero trovare una corrispondenza nella forma del loro cranio. Ad esempio, alcuni tra i più intelligenti dei suoi amici avevano una fronte particolarmente prominente. Gall aveva allora immaginato che tale prominenza fosse dovuta al fatto che l'intelligenza nel cervello fosse localizzata nella regione frontale, e che l'intensa attività intellettuale dei suoi amici avesse causato il maggiore sviluppo di questa regione del cervello, deformando così il cranio e rendendo la regione frontale più prominente.

 

L'approccio materialistico

Gall ha dato alle neuroscienze due contributi straordinari, che esercitano ancora una grande influenza sulla ricerca attuale. È stato il primo ad affermare ciò che noi tutti pensiamo ancora oggi: che tutti i processi mentali sono localizzati in aree diverse del cervello, e che non c'è qualcosa di simile all'anima o allo spirito all'origine dell'attività mentale, ma che tutta l'azione mentale ha una base biologica. La sua è stata la prima concezione completamente materialistica delle funzioni mentali.

In secondo luogo Gall ha introdotto l'idea che le funzioni sono localizzate. Egli ha proposto localizzazioni di funzioni cerebrali in modo molto preciso, sostenendo che regioni specifiche controllassero funzioni molto elaborate, come la riservatezza, l'amore romantico, l'altruismo, la generosità eccetera, essendo ciascuna di esse associata a una parte diversa del cervello.

Aveva costruito una cartografia del cervello nella quale le tendenze al possesso, a essere parsimoniosi o risparmiatori, tutte questi attributi collegati all'accaparrare, fossero raggruppati insieme, e che l'idealismo, l'esuberanza, la raffinatezza e il perfezionismo, tutti questi tratti di ordine superiore, fossero anch'essi localizzati nel cervello.

 

La specie umana parla con il cervello sinistro

La scienza è rimasta bloccata a questo stadio fino a circa il 1860, quando un grande neurologo francese, Paul Broca, riaprì la questione della localizzazione nel contesto della neurologia del linguaggio.

Egli si imbatté in un paziente con un insolito difetto di linguaggio. Questi problemi del linguaggio sono chiamati afasie. Sono delle malattie neurologiche che riguardano l'articolazione o l'espressione del linguaggio, generalmente dovute a incidenti di tipo vascolare. Questo paziente comprendeva perfettamente il linguaggio, ma era incapace di articolarlo, non riusciva a utilizzare il linguaggio per esprimersi.

Questo paziente era davvero molto affascinante, perché non era semplicemente affetto da un problema motorio del linguaggio: era in grado di fischiare e di cantare brevi brani di canzoni, ma non poteva articolare il linguaggio. E non era solo un problema di eloquio, poiché non poteva neanche più scrivere. Aveva completamente perso la facoltà di esprimersi con il linguaggio, nonostante fosse rimasto capace di comprenderlo.

Quando questo paziente morì e fu sottoposto ad autopsia, Broca scoprì qualcosa di molto interessante: questo paziente presentava una lesione nel lobo frontale. In seguito Broca scoprì altri sette pazienti con un difetto simile: tutti avevano difficoltà ad esprimersi con il linguaggio, ma tutti lo comprendevano perfettamente. Al loro decesso, l'autopsia dimostrò che ciascuno di essi presentava la stessa identica lesione e che in ciascuno di essi la lesione era localizzata nell'emisfero sinistro del cervello. Egli annunciò allora uno dei principi fondamentali delle neuroscienze, e cioè che noi parliamo con il nostro emisfero sinistro. La nostra capacità di esprimerci in modo preciso con il linguaggio è localizzata nel cervello sinistro. Broca denominò quest'area "area di Broca", nome col quale viene tuttora chiamata.

 

La rappresentazione del corpo

Tutto questo per alcuni costituì uno stimolo a riconsiderare l'idea della localizzazione corticale, e quindi, poco dopo questa scoperta, molte persone cominciarono a stimolare elettricamente la superficie della corteccia. E scoprirono che, sollecitando regioni diverse della corteccia, essi potevano indurre il movimento di diverse parti del corpo. Essi misero in luce una mappa sistematica del corpo umano: la superficie del corpo era proiettata sotto forma di omuncolo sulla superficie del cervello. E andando a stimolare l'area mediana, si muoveva dapprima la mano, poi la spalla, quindi la gamba, per ritrovare, alla fin fine, una rappresentazione completa del corpo. Si comprese così l'esistenza di una rappresentazione fisica di tutti i muscoli del corpo sulla superficie del cervello. Questa scoperta avvenne attorno al 1870, grazie al lavoro di Fritsch e Hitzig.

 

I moduli per la comprensione del linguaggio

Qualche anno più tardi un neurologo tedesco, Karl Wernicke, compì una seconda scoperta. Scoprì un paziente che presentava una lesione dell'area parieto-temporale, proprio dove il lobo parietale incontra quello temporale. Questo paziente aveva un difetto di linguaggio diverso da quello di Broca: i pazienti di Broca capivano, ma non riuscivano a esprimersi. Questo paziente, invece, era in grado di esprimersi, ma non capiva niente; quindi quello che diceva aveva ben poco senso.

Al momento dell'autopsia, Wernicke scoprì due cose interessanti: prima di tutto la lesione si trovava ancora una volta nell'emisfero sinistro, come è indicato qui, a livello del lobo parieto-temporale. Egli chiamò questa zona "area di Wernicke".

Il merito più grande di Wernicke, tuttavia, non si limita a questa scoperta, ma al fatto di aver combinato le scoperte proprie e quelle di Broca nello sviluppo di una teoria del linguaggio. Ecco l'enunciato: la corteccia occipitale è il luogo in cui l'informazione visiva entra nel cervello, mentre l'area temporale è il luogo d'entrata dell'informazione uditiva. Quando si sente qualcuno parlare, o quando si legge qualcosa, le informazioni entrano all'interno di sistemi sensoriali specifici e quindi vengono portate nell'area di Wernicke, dove sono tradotte in una sorta di codice neurale del linguaggio. Questo codice viene poi inviato all'area di Broca, attraverso una via nervosa nota come fascicolo arcuato. Successivamente, nell'area di Broca, le informazioni vengono tradotte in linguaggio, che può poi essere articolato e pronunciato.

Wernicke ha, dunque, ripreso l'idea della localizzazione delle funzioni e l'ha elaborata, in modo interessante e sofisticato, sostenendo che una funzione complessa come il linguaggio non è controllata da una sola regione, ma dalla combinazione di più regioni. Si assistì dunque per la prima volta allo sviluppo dell'idea dell'elaborazione distribuita e parallela, un'idea che oggi domina il campo delle neuroscienze cognitive.

 

Voci correlate

- Sistema Nervoso Centrale;

- Cranio;

- Neuroscienze;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.