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Comune di Baone

 

Descrizione

Baone (Baon o Bavon in veneto) è un comune italiano di circa 3.200 abitanti della Provincia di Padova in Veneto.

 

Territorio

- Coordinate: 45°15′N 11°41′E;

- Altitudine: 17 m s.l.m.;

- Superficie: 24,42 km²;

- Abitanti: 3.151 (al 31-12-2014);

- Densità: 129,03 ab./km²;

- Frazioni: Calaone, Rivadolmo, Valle San Giorgio;

- Comuni confinanti: Arquà Petrarca, Cinto Euganeo, Este, Galzignano Terme, Lozzo Atestino, Monselice;

- Codice postale: 35030;

- Prefisso: 0429;

- Fuso orario: UTC+1;

- Codice ISTAT: 028009;

- Codice catastale: A613;

- Targa: PD;

- Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa);

- Nome abitanti: baonensi;

- Patrono: San Lorenzo;

- Giorno festivo: 10 agosto.

Situato nel versante meridionale dei Colli Euganei, è costituito da quattro centri principali: Baone (il capoluogo), Valle San Giorgio, Calaone e Rivadolmo, e da altri di minore importanza: Casette, Ca' Barbaro, Piombà e Val di Sopra. Le parrocchie cattoliche del Comune sono quattro: San Lorenzo (Baone), San Giorgio (Valle San Giorgio), Santa Giustina (Calaone) e San Luigi Gonzaga (Rivadolmo) e dipendono dalla Diocesi di Padova. Nel territorio ci sono inoltre altre chiesette o oratori: San Bellino (Ca' Borini), Madonnetta delle Ave (Ca' Barbaro), San Biagio (Val di sopra) e San Giovanni Battista (Gemola).

Il territorio è prevalentemente collinare ed è interamente incluso nel Parco Regionale dei Colli Euganei. Il comune ha un'economia in prevalenza agricola e vitivinicola, mentre la vicinanza ai centri di Este e Monselice ha reso possibile un limitato insediamento di attività commerciali e industriali, preservandone il territorio.

 

Amministrazione

Dal punto di vista amministrativo, il Comune di Baone fa parte dell'"Unione dei Comuni dei Colli Euganei" assieme ad Arquà Petrarca e Cinto Euganeo, e ne ospita la sede presso Villa Mantua Benavides a Valle San Giorgio.

 

Storia

Le prime notizie di Baone e Calaone risalgono rispettivamente al 1077 e al 1079, mentre dal XII e XIII secolo è documentata la presenza di fortificazioni sui monti Cero, Castello, Murale, sul monte di Baone e sul monte Buso.

Calaone assunse molta importanza durante la permanenza degli Estensi ad Este (1056-1239) e prima del trasferimento a Ferrara, fu proprio nel più sicuro castello di Calaone che la corte svolse la sua vita durante le feroci guerre con Ezzelino e i padovani. In questo periodo, e prima della definitiva distruzione del castello ad opera dei padovani, Calaone attirò menestrelli da tutta Europa che vennero al castello per cantare poesie alle nobili donne Estensi.

Nel XII secolo Ezzelino I da Romano detto il "Balbo", figlio di Alberico I, della famiglia degli Ezzelini sposò Auria, figlia di Riccardo dei Conti da Baone: Ezzelino I fu castellano di Onara, di Romano, Bassano e Godego.

Successivamente Palma Novella, figlia di Ezzelino II il Monaco, sposerà un Alberto da Baone.

La frazione di Calaone e il Monte Cero furono alcune delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260.

Nel settembre 1904, sulle colline adiacenti a Ca' Barbaro, venne effettuato il primo volo aeronautico italiano, dal pioniere Aldo Corazza che percorse alcune centinaia di metri in volo librato, a bordo del libratore biplano Corazza I, di sua costruzione.

Interventi significativi per il territorio furono la bonifica della valle di Baone, compiuta dai veneziani nel Cinquecento, e lo sfruttamento delle risorse naturali, come le acque termali della Val Calaona e l'attività estrattiva nel monte Buso (ormai scomparsa) e poi sui monti Cero, Murale, Gula e in località Piombà (attiva ancora nei primi anni del XXI secolo).

 

Luoghi di interesse

Nella località di Salarola, a pochi passi dal centro di Calaone si trovano i ruderi della prima comunità ove si ritirò la beata Beatrice I d'Este, mentre nella frazione di Valle San Giorgio si trova invece il monastero sul colle Gemola ove la beata trascorse vari anni fino alla sua morte, e dove si rifugiò la beata Beatrice III d'Este regina d'Ungheria dopo la morte del re Andrea II Arpad.

Di epoca successiva, alle famiglie padovane e veneziane si devono alcune ville e palazzi presenti nel territorio: Ca' Venier, sulla piazza di Baone, Ca' Orologio, a poca distanza, Villa Mantua Benavides, a Valle San Giorgio, e Ca' Barbaro, nell'omonima località. Rilevanti anche l'antico monastero sul monte Gemola, oggi Villa Beatrice d'Este.

Le già citate Terme della Val Calaona furono un importante centro di benessere per tutto il XIX secolo, ma il degrado in cui versavano al tempo della Grande Guerra portò alla chiusura dello stabilimento (1921) e all'abbandono di questa risorsa tuttora inutilizzata. A fine anni Novanta in località Rivadolmo è stato inaugurato anche il Parco Comunale delle Ginestre, un'ex area di cava riconvertita in giardino botanico e struttura didattica.

 

Ville

- Villa Beatrice d'Este sul Monte Gemola: Villa Beatrice, che sorge sul Monte Gemola, porta il nome di una Santa, la Beata Beatrice, qui vissuta tra il 1221 e il 1226.

Sul posto dell'attuale villa sorgeva allora un piccolo cenobio, in precedenza abitato da eremiti, come tanti altri sparsi durante il medioevo nella solitudine degli Euganei.

Beatrice discendeva dall'illustre casata degli Estensi, i quali, prima di trasferirsi a Ferrara, avevano signoria su Este e su parte del territorio padovano. Beatrice prese i voti inizialmente nel piccolo monastero di Santa Margherita di Salarola, tra Monte Cero e Monte Castello: dopo circa un anno e mezzo nel 1221, si trasferì sul Gemola riadattando i resti di un primitivo convento con grande fervore religioso, fino a che la tisi non la portò alla morte nel 1226.

La fama dell sua santità si sparse rapidamente nella regione e il monastero fu oggetto, per tutto il Duecento, di generose offerte e lasciti: non solo i marchesi d'Este, ma anche popolani e contadini. Essi intendevano propiziarsi grazie per la vita ultraterrena, com'era allora consuetudine.

Nel 1576 le religiose del monastero del Gemola vennero trasferite a Padova e le spoglie di Beatrice traslate nella Chiesa di Santa Sofia. Dopo un periodo di abbandono, di cui non si hanno notizie storiche, il convento nel 1657 risulta di proprietà di un mercante veneziano (Francesco Ruberto). A tale epoca risale la trasformazione del monastero in villa, sistemazione in seguito non più modificata, tranne per l'antica area cimiteriale, in gran parte sconvolta all'inizio del secolo attuale a seguito della costruzione di una barchessa.

Il restauro del monumento promosso da Enti Pubblici negli anni '70 e '80 è stato preceduto da accurate ricerche che consentono oggi di intravvedere, all'interno della villa, tracce dell'antico monastero.

Sotto il piazzale antistante, un tempo ripartito in due chiostri, esiste tuttora l'antica pavimentazione in trachite.

Nella barchessa sono visibili parte del pavimento della chiesa primitiva, alcune tombe e la soglia d'ingresso dell'antico monastero.

Alcuni locali al piano della Villa sono stati destinati alla sezione naturalistica del Museo provinciale. In questa sede vengono delineati gli aspetti vegetazionali e faunistici del territorio e della circostante pianura.

La mostra comprende una ricca documentazione fotografica sulla flora, sulla fauna e gli ambienti; parecchi saggi di erbario ed altri reperti vegetali nonché la gran parte degli animali presenti nel territorio, rappresentati da esemplari naturalizzati e conservati in liquido.

La sezione museale naturalistica di Villa Beatrice e del vicino Museo geopaleontologico di Cava Bomba illustrano esaurientemente tutti gli aspetti naturalistici del territorio padovano.

- Villa Mantua Benavides (Valle San Giorgio): Marco Mantua Benavides (1489-1582) traeva origine da famiglia spagnola trasferitasi a Mantova (da cui prese il nome "Mantua") poi a Padova dove fu iscritta tra le famiglie più nobili e più ricche nella mercatura della lana. Marco ne è il personaggio più illustre. Infatti nella chiesa degli Eremitani in Padova si ammira il grandioso mausoleo che egli stesso, ancora vivente, si fece costruire nel 1546. L' epigrafe posta sulla tomba e i molti elogi scritti su di lui lo celebrano giureconsulto tra i più illustri del suo tempo, letterato ed umanista coltissimo, e uomo tra i più eminenti e prestigiosi della nobiltà padovana del '500.

La lettura della novella "L'Heremita" di Marco Mantua Benavides, pubblicata nel 1521, ci porta nel cuore dei Colli Euganei dove egli possedeva una "abbondevole e fruttifera vignetta" con casa rustica. Egli la descrive come "desiato luogo" per serenità e bellezza per riposarsi dalle gravose fatiche dell'insegnamento nell'Università. Su questo rustico posto su un terrapieno addossato alla strada che porta alla chiesa di Valle San Giorgio, gli storici veneti, Brunelli e Callegari, sostengono che gli eredi dei Mantova, verso la fine del '500 abbiano voluto progettare ed erigere la loro villa sui Colli, degna del loro illustre casato.

I Mantua Benavides villeggiarono nella loro Villa nei secoli XVII e XVIII disponibile per il loro casato e per gli ospiti che vi ricevevano generosa accoglienza. Ivi trovarono alloggio i vescovi in visita alla parrocchia con il loro seguito: nel 1747 il Cardinale Rezzonico (poi Papa Clemente XIII) e il Vescovo Giustiniani che, estintasi nel 1762 la casa dei Mantua, ottenne in affitto la Villa come casa canonica. Da allora le sorti della Villa si legarono per sempre alla Parrocchia.

Ai primi dell'800, dopo varie peripezie, il Comune di Baone acquistò Villa Mantua Benavides.

Perduta la sua nobile ed aristocratica destinazione, la Villa subì l'inevitabile degrado causato sia dal tempo che dal lungo uso pubblico a cui era stata adibita. Fu redatto un progetto nel 1941 senza esito. Nel 1964 con mezzi dell'Ente Ville Venete venne attuata una sistemazione e revisione del piano nobile dando alla Villa un po' di quel lustro che aveva perduto per il tempo e l'incuria.

Nel 1994 con fondi finalizzati della Comunità Europea, dello Stato Italiano e del Comune di Baone iniziò il restauro, completato nel 1996.

- Villa Cà Orologio;

- Villa Cà Barbaro.

 

Prodotti tipici

A partire dagli ultimi decenni del Novecento, l'attività agricola e vitivinicola di puro sostentamento si è trasformata in produzioni di qualità, che hanno valorizzato il territorio e le aziende locali.

Prodotto per eccellenza del territorio di Baone è il vino, del quale vengono prodotte numerose varietà a Denominazione di Origine Controllata, grazie soprattutto al clima mite e alla particolare conformazione del territorio. Notevole anche la quantità e le varietà di miele prodotte da numerose aziende e privati, come anche dell'olio d'oliva.

Una recente manifestazione, la Festa dei Bisi, sorta nel 1999, ha rispolverato Baone come luogo privilegiato per la produzione e il commercio dei piselli. A seguito di tale iniziativa è nata a Baone anche "Bisi&Bisi", un'associazione dei produttori dei piselli dei Colli Euganei, con l'obiettivo di promuoverne la conoscenza e il consumo presso i consumatori e la ristorazione. Nel 2015 l'Associazione, con altre cinque zone vocate alla bisicoltura e l'Associazione culturale Idee & Sapori, ha fondato la Comunità dei Bisicoltori veneti.

 

Ricettività

Oltre ai numerosi ristoranti ed agriturismo da tempo presenti nel territorio di Baone, sono sorte strutture di accoglienza per visitatori e turisti. Posti letto sono disponibili in agriturismo e B&B in tutte le quattro frazioni, e un camping è disponibile in località Ca' Barbaro.

 

Manifestazioni

Numerose sono le manifestazioni organizzate dalle quattro comunità nel corso dell'anno:

- a Baone centro: Festa dei Bisi (fine maggio), Estate in Piazza (ferragosto), Sagra di Santa Croce (settembre);

- a Valle San Giorgio: maggio in Gemola, Sagra di San Biagio (luglio), Festa della Trebbiatura (luglio), Sagra di Santa Marta (luglio);

- a Calaone: Ovi a Calaone (lunedì di Pasqua), Sagra di San Gaetano (agosto), Festa dei Marroni (novembre);

- a Rivadolmo: Festa della pizza (maggio/giugno), Sagra di San Luigi (giugno).

Frequenti nel territorio comunale sono anche gli eventi sportivi di tipo podistico e le gare di mountain bike sui sentieri dei colli.

 

Testi e approfondimenti

Il lavoro più approfondito sul comune di Baone è l'opera di Francesco Selmin, Storie di Baone (1999). Gli aspetti naturalistici sono trattati in Antonio Mazzetti, I percorsi di Baone (2000), mentre numerosi opuscoli e cartine sono reperibili nei punti informativi del Parco dei Colli Euganei, uno dei quali è attualmente collocato a Baone, in piazza XXV Aprile.

Per quanto riguarda i luoghi della vita della corte Estense nel castello di Calaone, riferirsi all'opera Beata Beatrice II, opera di Faustino Mostardi, che riporta Luce in Calaone proprio come titolo del primo capitolo. Nella stessa opera vi sono riportati versi dei trovatori che elogiavano le donne della casata estense, e alcuni scorci di vita della Beata Beatrice I e Beatrice III a Salarola e al monastero del Gemmola.

La rivista Reti Medioevali riporta in un saggio di Andrea Castagnetti molte notizie storiche relativamente ai territori di Este, Calaone, Baone e Monselice.

 

Voci correlate

- Provincia di Padova;

- Regione Veneto;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.

 

 

 

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