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Asimina triloba

(banano di montagna)

 

Descrizione

L'Asimina triloba (L.) Michel Félix Dunal è un albero da frutta appartenente alla famiglia Annonaceae. È detta volgarmente "banano del nord" o "banano di montagna", e dai nativi americani "pawpaw" o "paw paw".

La pianta del pawpaw (pronuncia inglese: [ˈpɔːpɔː]) è un albero di medie dimensioni a portamento ascendente (più alto che largo, se non è condotto altrimenti con potature), alto fino a 5–6 metri; presenta grandi foglie alterne, lanceolate, caduche di 15–20 cm di lunghezza, pendenti, spesso tomentose (leggerissimamente pelose) al verso, corteccia grigia.

L'elemento d'interesse di quest'albero è il frutto, verso il quale solo recentemente si è cominciata una selezione al fine di migliorarne le qualità organolettiche. Il legno non ha valore commerciale, mentre le sostanze chimiche contenute nella pianta hanno un qualche interesse come insetticida naturale e per le loro funzioni antitumorali.

Nei luoghi d'origine (Stati Uniti) sono in atto impianti estensivi su maggior scala, anche ad effetto della recente rivalutazione di questo frutto, che ora è ritenuta di maggior pregio che in passato (era considerata frutto "selvatico”), e per il quale gli statunitensi ora stanno maturando un'affezione verso un elemento considerato peculiare, appartenente alle loro stesse origini, e del loro paese.

La pianta è originaria della parte orientale (est) degli Stati Uniti dal corso del Mississippi fino all'Oceano Atlantico; dalla Florida (settentrionale) al Canada (sponde dei Grandi Laghi).

Di norma la pianta è autosterile, occorrono almeno due piante di varietà (clone) diverse per avere frutti. Esistono comunque alcune varietà autofertili. In ogni caso, anche tra le piante autofertili, la possibilità di impollinazione tra cloni diversi accresce l'allegagione e quindi, in definitiva, il raccolto.

Dal 1983 anche in Italia si porta avanti la selezione di nuove varietà di questa pianta, a Faenza nel terreno di Domenico Montanari che ad oggi ospita anche la più vasta collezione italiana di varietà di pawpaw. In tale sede sono state anche effettuate delle prove, in collaborazione con l'Università degli Studi di Firenze, per determinare quali selezioni americane fossero più adatte alle condizioni pedoclimatiche italiane.

 

Classificazione scientifica

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Sottoregno: Tracheobionta;

Superdivisione: Spermatophyta;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Sottoclasse: Magnoliidae;

Ordine: Magnoliales;

Famiglia: Annonaceae;

Genere: Asimina;

Specie: Asimina triloba.

 

Selezione

Sono state dichiarate come realizzate numerose selezioni (qualche decina), per la maggior parte facendo origine dalle piante selvatiche, ma anche partendo da selezioni precedenti. Tra le più comuni:

- Davis: fruttifica a grappoli con pezzature molto variabili (60-300g). Il frutto si conserva relativamente bene. Selezionata nel 1959 da Corwin Davis. A Faenza matura all'inizio di settembre.

- Mango: forte produttore. Selezionato nel 1970. A Faenza matura all'inizio di settembre.

- Mitchell: pianta trovata allo stato selvatico in Illinois nel 1970.

- NC-1: pianta nata da un incrocio tra Davis e Overleese. È molto vigorosa e con frutti di pezzatura da 150 fino a 400g. A Faenza matura nella seconda decade di settembre.

- Prima 1216: un tempo nota come "Montanari 1216". Frutti di 200-250g. Selezionata in Italia da Domenico Montanari e coperta da privativa di riproduzione. Resiste al freddo più della media. A Faenza matura nella seconda decade di settembre (autofertile).

- Overleese: frutti a gruppi, ciascun frutto fino a 300–350 g. Selezionata da W. B. Ward, intorno al 1950. A Faenza matura all'inizio di settembre.

- PA Golden: pianta della collezione di George Slate. Frutto giallo, dimensioni medie.

- Prolific: Selezionata da Corwin Davis. Frutto abbastanza grande (80-250g) con polpa gialla. A Faenza matura nella seconda decade di settembre.

- Rappahannock: Selezionata da Neal Peterson, la pianta fa un frutto dolce e aromatico molto facile da vedere a causa del portamento delle foglie, quasi orizzontale. I semi sono pochi rispetto alla polpa (7%).

- Potomac: Selezionata da Neal Peterson. Frutti grandi e carnosi con pochissimi semi (4%) e aroma intenso e dolce.

- Rebecca's Gold: Selezionata da Corwin Davis. Frutti a forma di rene con polpa color burro.

- Sunflower: frutti (spesso singoli) di 200–250 g, polpa color burro, buccia che ingiallisce a maturità. Selezionata da Milo Gibson intorno al 1970. A Faenza matura nella seconda decade di settembre (autofertile).

- Shenandoah: Ibrido di Overleese con pochi semi (7%), polpa molto soda.

- Susquehanna: Selezionata da Neal Peterson. Frutto grande, polpa e buccia molto sodi e resistenti. Pochi semi (4%). Retrogusto abbastanza piacevole.

- Taytwo (detta anche taytoo): Selezionata da Corwin Davis. la pezzatura dei frutti è assai variabile (50-300g). A volte la buccia può annerire. A Faenza matura all'inizio di settembre.

- Wabash: Selezionata in Kentucky da Neal Peterson. Frutto grande e pochi semi (6%). Gusto dolce.

- Wells: Selezionata da una pianta selvatica in Indiana da David Wells nel 1990. Frutti piccoli ma gustosi, con buccia verde e interno arancione intenso.

- Wilson: Selezionata nel Kentucky nel 1985. A Faenza matura all'inizio di settembre.

 

Caratteristiche

I fiori

I fiori, ermafroditi, di media dimensione (1,5–3 cm di diametro), sono pendenti su un picciolo peloso piuttosto sviluppato, sono singoli, raramente raccolti a gruppi, ascellari alle foglie, hanno simmetria rotata, con tre piccoli sepali verdi con pelosità brunastra e sei petali; tre interni racchiudenti le parti sessuali alternati a tre esterni, socchiusi in prima fase, successivamente i petali sono leggermente ripiegati verso l'esterno; la conformazione generale del fiore è quindi a “campanella”, di colore rossiccio–marrone scuro. Si schiudono in aprile (in Italia), prima delle foglie.

I fiori hanno odore leggerissimo e quasi impercettibile, leggermente putrido e certamente non gradevole (sono dedicati ad attirare insetti predatori o saprofaghi, come mosche ed altri Ditteri (mosconi) delle concimaie, formiche o coleotteri, che sono gli agenti impollinatori). Di norma la pianta è autosterile, quindi la fecondazione avviene solo tra piante (cioè individui, o cloni) diverse, esistono alcune varietà autofertili e quindi, in tal caso è sufficiente una sola pianta. In caso di assenza di insetti impollinatori (in ambiente urbano senza insetti) può essere utile la impollinazione artificiale manuale (con un pennellino).

 

I frutti

I frutti sono grandi bacche ovali, simili nella forma a pere più o meno cilindriche, lunghe di 6–18 cm ed oltre di lunghezza, e di 3–8 cm di larghezza, a volte a forma leggermente lobata. I frutti sono singoli o spesso riuniti a gruppi (gli ovari del fiore sono multipli) a costituire delle "mani" vagamente simili nella struttura a quelle delle banane (da cui i nomi locali che li associano, non propriamente, alle banane). Il peso dei frutti è ordinariamente da 50–100 g a 250–400 g ed oltre l'uno.

I frutti contengono numerosi semi bruni, disposti in due file, molto duri, anche di notevole dimensione (lunghi fino a 2–3 cm), simili a grossi fagioli allungati. La polpa del frutto è a consistenza densa, soda, cremosa, bianca, o a volte di colore tendente al giallo, è dolce e profumata, di sapore complesso e privo di acidità, a frutto immaturo invece è di sapore acre ed astringente. La polpa del frutto è anche ricca in vitamine e sali minerali, ha una quantità inconsuetamente alta di proteine (trattandosi di frutta).

La maturazione dei frutti è tardo estiva o autunnale, dalla fine agosto a settembre (ottobre nei paesi più freddi); dato che i fiori non si aprono tutti assieme ma in periodo di oltre un mese, così anche i frutti giungono a maturità gradualmente in un periodo di tempo di 30–45 giorni.

La maturazione differita nel tempo, la necessità di tagliare singolarmente il picciolo e la delicatezza dei frutti (si ammaccano facilmente), rendono poco probabile la coltivazione industriale.

 

Ambiente

L'ambiente ideale è il clima temperato, costiero o continentale, con estati relativamente calde ma mai torride, ed inverni da freddi a molto freddi, resiste a temperature invernali di −20/−25 °C; la pianta non fruttifica in ambiente con scarso freddo invernale. La pianta infatti per poter fiorire e fruttificare regolarmente ha la necessità di notevoli quantità di freddo invernale, esistono alcune varietà con esigenza di freddo leggermente minore.

Dato l'ambiente naturale d'origine (piani alluvionali o greti di ruscelli o di torrenti, spesso stagionalmente sottoposti in superficie o in sottosuolo a scorrimento d'acqua, con terreno smosso e limoso, ricco di detriti e residui vegetali), è da considerare come pianta adatta ad ambiente e suoli piuttosto umidi, anche se ben drenati.

La pianta preferisce terreni a pH neutro, o sub-acido (da 5,5 a 7,5), non sopporta i terreni calcarei. La pacciamatura massiccia con foglie e detriti vegetali favorisce la conservazione di pH del suolo adeguatamente bassi.

La pianta presenta una inconsueta sensibilità delle radici, il loro danneggiamento ad esempio nelle lavorazioni del terreno, o nel trapianto, produce un tipo particolare d'arresto vegetativo repentino, che può permanere per molto tempo, anche anni.

Ad effetto della sensibilità radicale, nonostante sia a foglia caduca, la pianta non dovrebbe essere trapiantata a radice nuda. Al trapianto si dovrebbe fare attenzione che la zolla di terra contenente le radici non venga smossa. È possibile trapiantare anche piante a radice nuda, ma in tal caso è lecito aspettarsi fallanze elevate (anche il 50% delle piante può morire) e un sicuro arresto della crescita che permane diversi anni. Il periodo migliore per l'impianto è dopo le ultime gelate, prima del risveglio vegetativo. In tale periodo l'apparato radicale, più attivo, reagisce con maggiore prontezza agli stress del trapianto ed i rischi di una sua morte sono ridotti.

La fruttificazione solitamente avviene a partire dal terzo anno di fioritura, in rarissimi casi riesce a fruttificare al primo anno.

Per accelerare la fruttificazione si consiglia di coltivare la pianta in zone con alto tasso di umidità dell'ambiente e del terreno, con esposizione a pieno sole di qualche ora nei mesi primaverili estivi. Oltre a questi fattori ambientali è opportuno che il terreno sia prima cosparso con abbondanti detriti organici di sottobosco e poi sia aggiunto del letame stallico maturo.

Nei primi due anni di impianto sono utili dei teli ombreggianti da maggio a settembre. Il terreno successivamente si lavora e pacciama nuovamente in superficie con foglie e materiale organico da sottobosco ed irrigato nei mesi più caldi. Tutti questi fattori imitano l'habitat di provenienza di questa pianta e facilitano la fruttificazione ed anche la crescita.

 

Riproduzione e moltiplicazione

La riproduzione si pratica agevolmente con seme, i semi se non immediatamente seminati alla raccolta vanno stratificati (seppelliti) in suolo umido ed esposto al freddo invernale, o se conservati vanno mantenuti in ambiente analogo (frigorifero).

Le piante ottenute da seme non mantengono le caratteristiche della pianta dalla quale provengono, e talvolta (specie se impollinate da piante selvatiche, o se esprimenti un regresso), danno frutti di qualità inferiore, più piccoli ed amari.

Con la riproduzione per seme da buone varietà già selezionate, si ha una discreta possibilità di ottenere una gamma di nuove varietà tra le quali alcune possono essere di buon livello. Con la riproduzione da seme si possono ottenere ottimi portainnesto.

La moltiplicazione si effettua agevolmente solo per innesto. Le piante innestate portano frutti di qualità organolettiche certe, legate alla varietà innestata.

La pianta, per sua natura, tende a moltiplicarsi per polloni radicali. Se il pollone proviene da una pianta innestata potrà portare frutti di qualità inferiore o comunque diversi, così come è la pianta usata come "selvatico". Salvo che si vogliano fare esperimenti, (la pianta in natura produce naturalmente piccoli boschi di polloni), il pollone è bene che sia eliminato. Tra l'altro il pollone, anche se radicato, avrà scarse possibilità di trapianto.

Le talee di norma non attecchiscono.

La pianta non sembra essere adatta alla moltiplicazione in vitro, probabilmente perché mancano i protocolli adatti procedurali.

 

Particolarità

Tutte le parti della pianta (esclusa la polpa dei frutti maturi) sono tossiche per sostanze (acetogenine) a spiccata attività antimitotica, che impediscono quindi la replicazione cellulare; tali sostanze sono allo studio per la loro particolare efficienza nella cura dei tumori. I duri grossi semi non sono commestibili.

Tale caratteristica di tossicità è comune ad altri fruttiferi della famiglia delle Annonaceae. Come con le altre Annonaceae, tra le quali si annoverano i più apprezzati fruttiferi pantropicali, tali sostanze non producono rischi particolari per la coltivazione della pianta, essendo pressoché impossibile la intossicazione fortuita.

Anche se la maggior parte delle persone sono assolutamente insensibili, si è notato molto raramente che alcune particolari persone sono allergiche al contatto con le foglie e le bucce dei frutti, con produzione di eritema (irritazione ed arrossamento della pelle).

La pianta, per le sostanze contenute, è straordinariamente resistente a parassiti e malattie, soprattutto in ambiente umido, non necessita quindi di alcun trattamento.

Negli Stati Uniti a volte la pianta è coltivata nei butterfly gardens, (giardini destinati ad allevare farfalle) solo per il fatto che ospita il bruco di una bella, grande, farfalla ad ali zebrate bianco-nere, a coda di rondine (Eurytides marcellus). Di norma il bruco non produce danni di rilievo alla pianta.

Il sito di documentazione della specie è presso la Kentucky State University (KYSU), con sede a Frankfort.

 

Voci correlate

- Botanica;

- Erbario virtuale;

- Genere: Asimina;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.