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Artemisia annua (artemisia annuale)

 

Descrizione

L'artemisia annuale (nome scientifico Artemisia annua L., 1753) è una piccola pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae, originaria della provincia di Hunan in Cina.

 

Classificazione

Classificazione Cronquist

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Sottoregno: Tracheobionta;

Superdivisione: Spermatophyta;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Sottoclasse: Asteridae;

Ordine: Asterales;

Famiglia: Asteraceae;

Sottofamiglia: Asteroideae;

Tribù: Anthemideae;

Genere: Artemisia;

Specie: Artemisia annua.

 

Classificazione APG

Regno: Plantae;

Clade: Angiosperme;

Clade: Eudicotiledoni;

Clade: Tricolpate basali;

Clade: Asteridi;

Clade: Euasteridi II;

Ordine: Asterales;

Famiglia: Asteraceae;

Sottofamiglia: Asteroideae;

Tribù: Anthemideae;

Sottotribù: Artemisiinae;

Specie: Artemisia annua.

 

Sistematica

La famiglia di appartenenza dell'“Artemisia annua” (Asteraceae o Compositae, nomen conservandum) è la più numerosa del mondo vegetale, comprende oltre 23.000 specie distribuite su 1.535 generi (22.750 specie e 1.530 generi secondo altre fonti).

Il genere di appartenenza (Artemisia) comprende circa 400 specie, diffuse nelle zone temperate sia dell'emisfero boreale (la maggioranza) che di quello australe (poche), di solito in habitat asciutti o semi-asciutti.

Il numero cromosomico di Artemisia annua è: 2n = 18.

*) Filogenesi: da un punto di vista filogenetico sembra che questa specie sia collegata al sottogenere eurasiatico Seriphidium. Ricerche cladistiche molecolari suggeriscono che l'origine di Artemisia annua è precedente alle specie legnose del Vecchio Mondo.

*) Variabilità: si conosce una sola varietà di questa pianta:

---- Artemisia annua fo. macrocephala Pamp. (1927).

*) Sinonimi: questa entità ha avuto nel tempo diverse nomenclature. L'elenco che segue indica alcuni tra i sinonimi più frequenti:

---- Artemisia chamomilla C. Winkler.

*) Specie simili: le “Artemisie” con i suoi piccoli fiori non sono molto diverse le une dalle altre. Sul territorio italiano (in particolare nelle zone alpine) possono essere confuse tra di loro (e con la pianta di questa voce) le seguenti specie:

---- Artemisia vulgaris L. (Artemisia comune): i segmenti delle foglie sono lievemente più larghi ed hanno un colore verde chiaro; i fusti sono rossicci. È comune su tutto il territorio alpino.

---- Artemisia verlotiorum Lamotte (Artemisia dei fratelli Verlot): si distingue per i fiori rossastri e le foglie a segmenti larghi e di colore glauco. È comune su tutto il territorio alpino.

 

Etimologia

L'etimologia del termine generico (Artemisia) non è sicura e sembra che derivi da Artemisia, consorte di Mausolo, re di Caria; ma anche, secondo altre etimologie, potrebbe derivare dalla dea della caccia (Artemide), oppure da una parola greca ”artemes” (= sano) alludendo alle proprietà medicamentose delle piante del genere Artemisa. Il nome specifico (annua) fa riferimento al ciclo biologico annuale della pianta.

Il binomio scientifico attualmente accettato (Artemisia abrotanum) è stato proposto da Carl von Linné (1707 – 1778) biologo e scrittore svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi, nella pubblicazione ”Species Plantarum” del 1753.

 

Morfologia

Sono piante la cui altezza può variare da 0,5 a 1,5 m; in America possono raggiungere anche i 3 m. La forma biologica è terofita scaposa (T scap), ossia sono piante erbacee che differiscono dalle altre forme biologiche poiché, essendo annuali, superano la stagione avversa sotto forma di seme; sono inoltre munite di asse fiorale eretto con, a volte, poche foglie. Le piante sono fondamentalmente glabre ed hanno un forte odore aromatico. Queste piante sono inoltre prive di lattice (come le altre Asteraceae); contengono però oli eterei lattoni sesquiterpenici.

*) Radice: le radici sono secondarie da fittone.

*) Fusto:

---- parte ipogea: la parte sotterranea è fittonante;

---- parte epigea: il fusto (generalmente uno per pianta) è ramoso ed eretto; la superficie è striata. Verso l'infiorescenza i fusti hanno un colore bruno-arrossato.

*) Foglia: le foglie sono colorate di verde-brillante ed hanno la lamina a forma da triangolare a largamente ovata ed è divisa in sottili lacinie (foglie 2 – 3 pennatosette) leggermente revolute ai bordi. I segmenti del secondo ordine sono dentati (o partiti con 3 – 6 lobi per lato). Le facce dei segmenti sono glabre e punteggiate da ghiandole. Dimensione della lamina: larghezza 2 – 4 cm; lunghezza 2 – 10 cm. Lunghezza delle foglie: 3 – 4 cm. Larghezza delle lacinie: 0,5 – 0,8 mm.

*) Infiorescenza: l'infiorescenza di tipo pannocchia fogliosa terminale è formata da piccoli e numerosissimi capolini subsferici e subsessili, biancastri e penduli composti solamente da fiori tubulari. La struttura dei capolini è quella tipica delle Asteraceae: il peduncolo sorregge un involucro globoso composto da diverse squame embricate a forma lanceolata, disposte in diversi ordini, che fanno da protezione al ricettacolo glabro (senza pagliette) sul quale s'inseriscono due tipi di fiori: i fiori esterni ligulati (assenti in questa specie), e i fiori centrali tubulosi. Quest'ultimi, in particolare, quelli periferici sono femminili (da 10 a 20 fiori), mentre quelli centrali sono ermafroditi (da 18 a 24) e tutti sono fertili. Le squame sono di colore paglierino con nervature verdi; hanno inoltre i margini di tipo ialino (trasparenti). Dimensione dell'infiorescenza: larghezza 10 – 20 cm; lunghezza 15 – 40 cm. Dimensione dell'involucro: larghezza 1,5 – 2,5 mm; lunghezza 1,5 – 2,5 mm. Diametro dei capolini: 1 – 3 mm.

*) Fiore: i fiori sono attinomorfi, tetra-ciclici (formati cioè da 4 verticilli: calice – corolla – androceo – gineceo) e pentameri (calice e corolla formati da 5 elementi). Dimensione dei fiori: 1,5 mm.

---- Formula fiorale: per questa pianta viene indicata la seguente formula fiorale: * K 0/5, C (5), A (5), G (2), infero, achenio;

---- Calice: i sepali del calice sono ridotti ad una coroncina di squame quasi inesistenti;

---- Corolla: i petali della corolla sono 5 a forma di lacinie; nella parte inferiore sono saldati a tubo (corolla di tipo tubuloso). Il colore della corolla è giallo;

---- Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi ma antere saldate e formano una specie di manicotto avvolgente lo stilo;

---- Gineceo: i carpelli sono due e formano un ovario bicarpellare infero uniloculare. L'ovario porta un solo uovo anatropo. Lo stilo è unico terminante in uno stigma profondamente bifido;

---- Fioritura: da agosto ad ottobre.

*) Frutto: il frutto è un achenio marrone chiaro sprovvisto di pappo e glabro. La forma è oblunga-compressa. Lunghezza dei frutti: 0,3 – 0,8 mm.

 

Riproduzione

- impollinazione: l'impollinazione è favorita soprattutto dal vento (impollinazione anemofila); è possibile anche l'impollinazione tramite insetti (impollinazione incrociata);

- riproduzione: la fecondazione avviene fondamentalmente tramite l'impollinazione dei fiori;

- dispersione: la dispersione dei semi avviene per gravità.

 

Distribuzione e habitat

- Geoelemento: il tipo corologico (area di origine) è Eurasiatico (Steppico).

- Distribuzione: in Italia è presente in modo discontinuo ed è considerata rara e probabilmente naturalizzata. Anche nelle Alpi la presenza non è continua. Fuori dall'Italia, sempre nelle Alpi, si trova in Francia (dipartimenti di Isère e Alta Savoia), in Svizzera si trova nel Canton Ticino, mentre in Austria è presente nei Länder del Vorarlberg, Tirolo Settentrionale e Carinzia. Sugli altri rilievi europei si trova nel Massiccio del Giura, Monti Balcani e Carpazi. Si trova anche in Asia temperata, specialmente in Cina.

- Habitat: l'habitat tipico per queste piante sono le zone ruderali, gli incolti ghiaiosi e sabbiosi; ma anche lungo i sentieri, le scarpate ferroviarie, discariche e bordi delle strade (è una pianta sinantropa). Il substrato preferito è sia calcareo che siliceo con pH neutro e terreno ad alti valori nutrizionali mediamente umido.

- Distribuzione altitudinale: sui rilievi queste piante si possono trovare fino a 500 m s.l.m.; frequentano quindi il seguente piano vegetazionale: collinare.

 

Fitosociologia

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale:

- Formazione: delle comunità terofiche pioniere nitrofile:

---- Classe: Stellarietea mediae:

-------- Ordine: Sisymbrietalia.

 

Usi

Farmacia

Questa pianta è stata usata per lustri nella cura di numerose malattie, tra cui le dermatiti. Recentemente (dopo il 1970) è stata usata contro la malaria, nella piante è infatti presente il principio attivo artemisinina che ha una notevole funzione antimalarica.

Derivati sintetici dell'artemisinina sono attualmente in fase di ricerca per un loro potenziale uso come farmaci antitumorali.

Secondo la medicina popolare Artemisia annua ha le seguenti proprietà medicamentose:

- antibatterica (blocca la generazione dei batteri);

- antisettica (proprietà di impedire o rallentare lo sviluppo dei microbi);

- carminativa (favorisce la fuoriuscita dei gas intestinali);

- digestiva;

- febbrifuga (abbassa la temperatura corporea).

 

Cucina

Anche questa pianta come altre dello stesso genere può fornire un olio essenziale ricavato dalle foglie e utilizzato per aromatizzare diverse bevande anche alcoliche.

 

Giardinaggio

È una pianta di facile coltivazione. Ha bisogno di terreni ben drenati e leggermente alcalini ma poveri in posizioni soleggiate.

 

Voci correlate

Pianta aromatica;

Pianta medicinale;

Botanica;

Giardinaggio;

Erbario virtuale;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.