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Armoracia rusticana (rafano o cren)

 

Descrizione

Il rafano, barbaforte o cren (Armoracia rusticana) è una pianta erbacea delle Crocifere. Il genere Armoracia al quale appartiene è monospecifico.

 

Classificazione scientifica

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Ordine: Capparales;

Famiglia: Brassicaceae;

Genere: Armoracia;

Specie: Armoracia rusticana.

 

Sinonimi

- Armoracia lapathifolia, Gilib.;

- Cochlearia armoracia, L.;

- Nasturtium armoracia, Fries.

 

Caratteristiche

Si tratta di una pianta rustica e perenne, alta circa 50 cm, con foglie grandi e ruvide, di colore verde intenso. I fiori compaiono all'inizio dell'estate: si tratta di piccoli fiori bianchi con quattro petali disposti a formare una croce e riuniti tra loro in racemi.

È originaria dell'Europa centrorientale ma è diffusa in coltivazione, per la radice a rizoma dalla quale si ricava la salsa, sia in Europa che in Nordamerica e in Asia occidentale.

 

Coltivazione

Il rafano cresce bene in un terreno asciutto e fertile, in mezz'ombra o in posizione soleggiata. Viene perlopiù coltivata come annuale e piantata in febbraio, in un terreno ben concimato e drenato, già preparato da alcuni mesi. Le piantine vanno distanziate di una trentina di centimetri l'una dall'altra, in file distanti mezzo metro circa tra di loro. La pianta non ama la siccità, pertanto, quando scarseggiano le piogge, è opportuna l'annaffiatura.

 

Impieghi

Utilizzo in erboristeria

Grazie ai sali minerali (contenenti potassio, calcio, ferro e fosforo) e alla grande quantità di vitamina C in esso contenuti, veniva impiegato anche nella cura dello scorbuto, una malattia dovuta alla carenza o a un assorbimento insufficiente di questa vitamina. Il rafano contiene oli di senape (acidi grassi insaturi) che combattono la proliferazione di virus e di batteri e sono coadiuvanti nella cura di malattie delle vie aeree, dell'apparato digestivo e di quello urinario.

Questa radice, inoltre, favorisce la circolazione sanguigna e ha un effetto diuretico e sudorifero.

Infine, grazie alla sua azione stimolante sulla circolazione, è d'aiuto per eliminare la stanchezza.

Il rafano dunque favorisce la digestione, stimola l'appetito e grazie alla sua azione antibiotica è d'aiuto in caso di infiammazioni alla vescica.

Per uso interno in erboristeria viene preparato un estratto fluido per la cura della bronchite, della gotta, dei reumatismi e negli stati di grave affaticamento. In casa come alternativa, si può usare sotto forma di macerato di vino: due manciate di radici spezzettate di rafano in un litro di vino rosso per 10 giorni. Si filtra e si beve a bicchierini. È un tocca sana anche per la raucedine.

Attenzione: l’ingestione di prodotti a base di rafano è assolutamente sconsigliata a chi soffre di gastrite e ulcera gastrica, alle donne in stato di gravidanza e a chi è molto nervoso e soffre d’insonnia.

 

Utilizzo fresco in cucina

La radice del rafano ha un sapore dolce, leggermente piccante e soprattutto fortemente aromatico e balsamico (si avverte decisamente nelle vie respiratorie e causa lacrimazione). Il rafano è usato, nella cucina tradizionale della Basilicata, per la preparazione della cosiddetta rafanata materana, in cui il rizoma grattugiato fresco è unito a formaggio pecorino, uova sbattute, prezzemolo e pepe nero per la preparazione di una frittata alta circa 10 cm, ricca pietanza tipica del periodo di Carnevale. Inoltre il rafano crudo è il condimento principe dello 'Ndrupp'c, o "intoppo", il ragù tipico della città di Potenza: esso in particolare viene grattugiato fresco, direttamente sul piatto di ragù appena preparato, in aggiunta al formaggio, e subito portato in tavola. Utilizzato il tal modo, esso viene scherzosamente definito dai Potentini "u tartuf' d'i pov'ròmm" (tradotto "il tartufo dei poveri"). Nella provincia di Potenza è utilizzata anche la foglia del rafano, per aromatizzare minestre a base di verza.

 

La salsa

Dalla radice macinata e ridotta in pasta, con l'aggiunta di aromi come aceto e pangrattato, si ottiene una salsa piccante che viene accompagnata a carni bollite, pesce affumicato e altre pietanze. Si usa in particolar modo nella cucina ebraica in quella tedesca e dell'Europa dell'Est. In Italia è diffusa soprattutto al Nord.

 

Voci correlate

- Botanica;

- Erbario virtuale;

- Cucina;

- Salsa;

- Famiglia: Brassicaceae;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.