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Arbutus unedo (corbezzolo)

 

Descrizione

Il corbezzolo (Arbutus unedo L., 1753), detto anche albatro, è un cespuglio o un piccolo albero appartenente alla famiglia delle Ericaceae, diffuso nei paesi del Mediterraneo occidentale e nelle coste meridionali d'Irlanda.

I frutti maturano nell'anno successivo rispetto alla fioritura che dà loro origine, in autunno. La pianta si trova quindi a ospitare contemporaneamente fiori e frutti maturi, cosa che la rende particolarmente ornamentale, per la presenza sull'albero di tre vivaci colori: il rosso dei frutti, il bianco dei fiori e il verde delle foglie.

 

Classificazione scientifica

Dominio: Eukaryota;

Regno: Plantae;

Sottoregno: Tracheobionta;

Divisione: Magnoliophyta;

Classe: Magnoliopsida;

Ordine: Ericales;

Famiglia: Ericaceae;

Sottofamiglia: Arbutoideae;

Genere: Arbutus;

Specie: Arbutus unedo.

 

Varietà e portinnesti

Probabilmente sarebbe possibile selezionare qualità con frutti più saporiti, come è stato fatto per il colore dei fiori; ne esiste infatti una varietà rubbia decisamente con fiori rosei ed anche frutti più colorati.

 

Etimologia

L'origine del nome generico, dovuto probabilmente al sapore aspro del frutto e delle foglie, ha radici antiche da ricercarsi nel celtico "ar" = aspro e "butus" = cespuglio; inoltre l'origine del nome specifico "unedo" deriva da Plinio il Vecchio che, in contrasto con l'apprezzamento che in genere riscuote il sapore del frutto, sosteneva che esso fosse insipido e che quindi dopo averne mangiato uno (unum = uno e edo = mangio) non veniva voglia di mangiarne più.

Dal nome greco del corbezzolo (κόμαρος - pron. kòmaros) derivano molti nomi dialettali della pianta (Marche, Calabria, Campania), e anche il nome del Monte Cònero, promontorio sulle cui pendici settentrionali sorge la città di Ancona, e la cui vegetazione è appunto ricca di piante di corbezzolo.

 

Morfologia

- Portamento: si presenta come arbusto sempreverde molto ramificato, con rami giovani di colore rossastro. Può raggiungere un'altezza compresa tra 1 e 8 metri;

- Foglie: le foglie hanno le caratteristiche tipiche delle piante sclerofille. Hanno forma ovale lanceolata, sono larghe 2-4 centimetri e lunghe 10-12 centimetri, hanno margine dentellato. Si trovano addensate all'apice dei rami e dotate di un picciolo corto. La lamina è coriacea e si presenta lucida e di colore verde-scuro superiormente, mentre inferiormente è più chiara;

- Fiori: i fiori, sono riuniti in pannocchie pendule che ne contengono tra 15 e 20. La corolla è di colore bianco-giallastro o rosea, urceolata e con 5 piccoli denti ripiegati verso l'esterno larghi 5-8 millimetri e lunghi 6-10 millimetri. Le antere sono di colore rosso scuro intenso con due cornetti gialli. La fioritura avviene in ottobre-novembre. Sono ricchi di nettare, e per questo motivo intensamente visitati dalle api, se il clima non è già diventato troppo freddo. Dai fiori di corbezzolo si ricava dunque l'ultimo miele della stagione, pregiato per il suo sapore particolare, amarognolo e aromatico. Questo miele è prezioso anche perché non sempre le api sono ancora attive al momento della fioritura, e dunque non in tutti gli anni è possibile produrlo;

- Frutti: il frutto è una bacca sferica di circa 2 centimetri, carnosa e rossa a maturità, ricoperta di tubercoli abbastanza rigidi spessi qualche millimetro; i frutti maturi hanno un buon sapore;

- Legno: il legno di corbezzolo è un ottimo combustibile per il riscaldamento casalingo utilizzato su camini e stufe, ma il suo utilizzo maggiore è per gli arrosti grazie alle sue caratteristiche aromatiche. Il corbezzolo è un legno molto robusto e pesante; dopo circa 60 gg dal taglio può perdere fino al 40% del suo peso.

 

Distribuzione e habitat

È una tipica essenza della macchia mediterranea, vegetando tra altri cespugli e nei boschi di leccio. Predilige terreni silicei e vegeta ad altitudini comprese tra 0 e 800 metri.

 

Tecnica colturale

È una pianta che si riproduce facilmente sia per seme che per talea; la riproduzione per seme va effettuata verso la fine dell’inverno in un miscuglio di sabbia e torba. Il terriccio va mantenuto sempre umido e i contenitori vanno collocati in luoghi riparati e luminosi.

La moltiplicazione per talea va fatta in inverno. Le nuove piantine di corbezzoli vanno trapiantate in piena terra dopo circa due anni.

 

Produzioni

Raro l'utilizzo allo stato fresco; la trasformazione prevede: marmellate, gelatine, sciroppi, succhi, creme, salse e canditi.

Se fermentati danno il vino di corbezzolo e distillati con proprietà digestive. Dai frutti, foglie e fiori si estraggono principi attivi con proprietà astringenti, antisettiche, antinfiammatorie, antireumatiche.

La corteccia contiene tannini utilizzati industrialmente, per la produzione di coloranti e per la concia delle pelli. Data la rapidità di accrescimento, trova impiego nei rimboschimenti per scopi ambientali, protettivi e antierosivi; viene utilizzato nel settore florovivaistico per scopo ornamentale. Poiché i fiori appaiono in autunno-inizio inverno, allorché i frutti dell'anno precedente sono maturi, il valore ornamentale della pianta è molto incrementato da tale particolarità.

 

Chimica del corbezzolo

Il corbezzolo vanta numerose proprietà, la maggior parte delle quali è attribuita ai tannini, che ne costituiscono una quantità piuttosto consistente; a tal proposito, il corbezzolo è sfruttato nella fitoterapia come disinfettante delle vie urinarie. L'estratto si caratterizza anche per l'arbutina, un glucoside idrochinonico che si presta eccellentemente al trattamento di cistiti ed infiammazioni urinarie in genere. Ad ogni modo, nel corbezzolo il tenore di arbutina, paragonato a quello dell'uva ursina, è decisamente inferiore.

Solo di recente, nel corbezzolo sono stati isolati alcuni componenti: iridoidi gardenoside e asperuloside. 

Il fitocomplesso estratto dal corbezzolo assicura proprietà disinfettanti, fortemente astringenti e diuretiche (blande). In fitoterapia, l'impiego di corbezzolo sottoforma di infuso è consigliato in caso di flogosi intestinale. È invalso l'impiego di tintura madre nelle affezioni prostatiche ed uretrali: sembra, infatti, che la tintura madre di corbezzolo sia in grado d'interrompere la cascata di eventi che alimentano l'uretrite, favorendo pertanto la riparazione della mucosa uretrale.

È doveroso non eccedere con le dosi: un uso smodato di corbezzolo e di prodotti a base dello stesso, può arrecare danni a livello gastrointestinale. Come per tutti i prodotti erboristici, anche il corbezzolo può dare interazioni con farmaci: a tal proposito, è bene far presente al medico o all'erborista quali sostanze farmacologiche si stanno assumendo.

 

Proprietà

Il corbezzolo possiede numerose proprietà terapeutiche, tanto che i Latini erano soliti attribuire poteri magici ai suoi frutti e, secondo quanto riportato da Virgilio nell’Eneide, sulle tombe venivano lasciati rami di corbezzolo per simboleggiare la stima verso il defunto.

Le foglie di corbezzolo contengono numerosi tannini; essendo un validissimo antisettico urinario, potrete preparare con facilità un infuso di corbezzolo utilizzando circa 6-7 grammi di foglie di corbezzolo per ogni tazza d’acqua, lasciandole in infusione per 15 minuti. L’infuso di corbezzolo vi aiuterà a combattere cistite e infiammazioni della vescica.

 

Usi

- I frutti sono eduli, hanno un buon sapore e si possono consumare direttamente, conservarli sotto spirito, utilizzarli per preparare marmellate e liquori; vengono anche fatti fermentare per produrre bevande alcoliche, specialmente nelle Marche e in Corsica. Nelle Marche, e specificamente nella zona del promontorio di Monte Conero, una secolare tradizione voleva che gli abitanti della zona accorressero nel giorno dei santi Simone e Giuda (28 ottobre) nelle selve per cibarsi abbondantemente dei frutti del corbezzolo incoronandosi dei rami della pianta, perpetuando così un rito bacchico rivisitato in chiave cristiana. Oggigiorno la festa del corbezzolo non è più celebrata ufficialmente, ma gli abitanti della zona del Conero amano ancora recarsi nei boschi del promontorio per raccogliere i corbezzoli durante le belle giornate autunnali.

- È stato già citato, nel paragrafo riguardante i fiori, il pregiato miele di corbezzolo.

- La pianta viene utilizzata a scopo ornamentale in parchi e giardini per il colore rosso intenso dei propri frutti presenti sulla pianta contemporaneamente ai bei grappoli di fiori bianchi ed anche per il denso e lucido fogliame.

- In passato le foglie del corbezzolo, essendo ricche di tannini e arbutoside, venivano utilizzate per la concia delle pelli. Preparate in decotto hanno caratteristiche diuretiche e astringenti e antisettiche.

- I frutti hanno effetto antidiarroico. Essi contengono però un alcaloide che può causare, in persone particolarmente sensibili a esso, inconvenienti di solito non gravi. Forse per questo motivo il nome latino ne consiglia un uso moderato, se è vero che tale nome deriva dalla contrazione di unum edo, ossia ne mangio uno solo.

 

Decotti

Il decotto di corbezzolo può essere utilizzato come tonico; l’infuso delle foglie, infatti, oltre ad essere ottimo contro le affezioni delle vie urinarie, dei reni, nei casi di febbre e diarrea, è astringente. Potete essiccare e conservare le foglie di corbezzolo, da lasciare in barattoli, pronte all’uso. Ricordate che il decotto della radice di corbezzolo secondo alcuni studi è un valido alleato nella cura dell’artesclerosi.

 

Marmellata di corbezzolo

La marmellata di corbezzolo è una delizia destinata ai gourmet che la sappiano apprezzare; il corbezzolo di solito non si trova al supermercato, né sui banchi dei mercati. Potreste averne un albero in giardino oppure trovare questi frutti rossi, ormai rari, vagabondando tra le campagne. Dopo averli raccolti, lavate i corbezzoli e metteteli in pentola coprendoli con acqua fredda; fateli bollire per circa 20 minuti, poi schiacciateli premendo con un cucchiaio su un colino da tè in modo da separare semi e polpa. Una volta ottenuta la polpa (circa 500 grammi), aggiungete 140 gr di zucchero di canna (che dovrebbe essere meno di un terzo rispetto al peso dei corbezzoli) e il succo di mezzo limone spremuto; fate bollire in una pentola a fuoco vivace. Ricordatevi che bastano dieci minuti di cottura.

 

Nell'araldica e nella poesia

Un ramo di corbezzolo con due frutti è rappresentato nello stemma della Provincia di Ancona, ad indicare la particolarità geografica maggiore della zona; la presenza del promontorio del Conero il cui nome, come già ricordato, deriva dal termine greco che indicava la pianta del corbezzolo. La città di Madrid ha come simbolo un'orsa poggiata su di un albero di corbezzolo.

Il poeta latino Ovidio parla del corbezzolo descrivendo la vita nell'età dell'Oro:

«Per prima fiorì l'età dell'oro, che senza giustizieri

o leggi, spontaneamente onorava lealtà e rettitudine.

[...]

Libera, non toccata dal rastrello, non solcata

dall'aratro, la terra produceva ogni cosa da sé

e gli uomini, appagati dei cibi nati spontaneamente,

raccoglievano corbezzoli, fragole di monte,

corniole, more nascoste tra le spine dei rovi

e ghiande cadute dall'albero arioso di Giove».

 

Voci correlate

- Ortaggi;

- Frutto e Frutta;

- Agricoltura;

- Botanica;

- Erbario virtuale;

Orto;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.