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Anatomia patologica

 

Descrizione

L'anatomia patologica è una branca specialistica della medicina che studia le malattie umane mediante esame macroscopico degli organi o microscopico dei tessuti e delle cellule. Suo fondatore è generalmente considerato, in età moderna, il medico forlivese Giovan Battista Morgagni.

In ambito clinico l'anatomia patologica svolge un ruolo fondamentale per la pianificazione di eventuali terapie mediche o chirurgiche fornendo diagnosi su tessuti o cellule prelevate da pazienti in cui si sospetta una malattia. L'indagine anatomopatologica permette di distinguere tra tessuti normali, infiammazione, tumori benigni e maligni ed altre condizioni patologiche. Praticamente ogni organo o tessuto umano che sia stato prelevato durante un intervento chirurgico viene sottoposto ad indagine anatomopatologica.

 

Le attività principali del medico anatomopatologo sono:

 

Riscontro diagnostico (autopsia)

L'autopsia è una indagine post-mortem, cioè eseguita sul cadavere, il cui fine è quello di chiarire la causa di morte ovvero la comprensione del decorso di una malattia. Tale pratica è un'attività relativamente poco frequente nella routine anatomopatologica ed è usata soprattutto dopo una morte per ragioni non spiegate o comunque quando il medico o l'autorità ne fanno esplicita richiesta. Viene pure usata nel sospetto di malattia infettiva diffusiva. La pratica autoptica rappresenta altresì un importante controllo della qualità medica-assistenziale di una struttura ospedaliera.

 

Biopsia

La biopsia è un atto medico che consiste in un prelievo di tessuti da un paziente in cui si sospetta una malattia. Il fine della biopsia è la diagnosi anatomopatologica, fondamentale per le eventuali successive terapie mediche o chirurgiche. La diagnosi viene posta mediante osservazione al microscopio di sottili sezioni di tessuto trattate con colorazioni istologiche routinarie (ematossilina eosina) o usando metodi speciali (istochimica ed immunoistochimica).

 

Esame intraoperatorio

L'esame istologico o citologico intraoperatorio (estemporanea, congelatore, criostato) è l'esame condotto su tessuti prelevati durante un intervento chirurgico al fine di chiarire la diagnosi della malattia nel caso in cui questa non sia già stata posta in precedenza o nel caso in cui siano emersi, durante l'intervento, nuovi quesiti diagnostici. La diagnosi anatomopatologica intraoperatoria può esitare in una modifica dell'intervento chirurgico.

 

Citologia

La citologia è lo studio morfologico di cellule isolate prelevate da organi solidi o cavi mediante tecniche di agoaspirazione, lavaggio, spazzolamento o per esfoliazione. La citologia può essere di tipo diagnostico, se si sospetta già una malattia (ad es. citologia della tiroide, linfonodo, mammella, fegato, polmone, urina) o di screening, se viene eseguita su persone apparentemente sane al fine di prevenire la possibile comparsa di una malattia (es. pap test). Il vantaggio principale della citologia rispetto alla biopsia è la minore invasività e quindi la migliore tollerabilità per il paziente. La citologia presenta tuttavia solitamente una minore sensibilità e specificità diagnostica della biopsia.

 

Patologia molecolare

La patologia molecolare consiste nell'applicazione a fini diagnostici di tecniche di biologia molecolare. Le tecniche di patologia molecolare sono spesso caratterizzate da una altissima sensibilità e specificità, ma sono frequentemente complesse e costose. Esempi di patologia molecolare sono l'evidenziazione del DNA del micobatterio tubercolare (TBC) o del virus del papilloma umano (HPV) in biopsie o citologie. L'analisi molecolare di alcuni tumori (ad es. linfomi) può permettere un più facile riconoscimento e caratterizzazione della neoplasia.

 

Voci correlate

- Autopsia,

- Biologia molecolare,

- Patologia;

- Medicina;

 

Tratto da Wikipedia, elaborato e modificato.